La musica popolare Jugoslava include tutti i generi e sottogeneri della categoria sviluppati nelle sei repubbliche: RS Slovenia, RS Croazia, RS Bosnia ed Erzegovina, RS Montenegro, RS Macedonia, RS Serbia e le loro sub-unità: PSA Voivodina e PSA Kosovo. Il pop e la scena rock erano parte di un mercato discografico più ampio che comprendeva anche folk, musica classica, jazz, eccetera.
Il contesto musicale nella RSF di Jugoslavia La Repubblica Socialista Federale di JugoslaviaSocijalistička Federativna Republika Jugoslavija, SFRJ. era uno dei membri fondatori del movimento dei paesi non allineati, non aderendo mai al Patto di Varsavia; . Questa posizione le consentì di essere molto più aperta alle e influenze occidentali e di conseguenza alla musica, in confronto agli altri stati socialisti.
La diffusione della musica occidentale nella penisola balcanica avveniva sin dai tempi del Regno di Jugoslavia, grazie a Elektroton, etichetta fondata nel 1938 con sede a Zagabria, specializzata, in un primo momento, nella diffusione di musica schlager da Inghilterra, Germania, Spagna, Francia, Stati Uniti e ItaliaDiscografia Elektroton su Discogs . Solo nel 1944 iniziò a produrre anche artisti locali. Con l'avvento della RFS di Jugoslavia la casa discografica venne nazionalizzataDiscografia Jugoton su Discogs e convertendo il suo nome in Jugoton. Divenne la più importante etichetta della federazione, punto di riferimento per l'accesso al mercato discografico occidentaleSito amatoriale sulla discografia dei Pink Floyd. Note alla discografia jugoslava articolo sul rock a Timisoara sito sulla discografia jugoslavia dei Pink Floyd . La casa discografica iniziò a concentrarsi sugli artisti localiDiscografia/Biografia Jugoton su Discogs la cui ispirazione traeva spunto dalla musica schlager prima, e dalla popular music poi. Tuttavia, la stessa etichetta curò anche tre diverse serie specializzate nella diffusione culturale: la FonolinguaDiscografia Fonolingua su Discogs , una sorta di corsi di lingua su vinile, la FonoarsDiscografia Fonoars su Discogs , specializzata sia nella diffusione di musica classica e contemporanea, che nei compositori stranieri, perlopiù eseguita da musicisti croati, e DiscothaliaDiscografia Discothalia su Discogs incentrata sulla diffusione del "parlato recitato", accompagnati in genere da sottofondi di folk e jazz, sia di autori locali che stranieri, narranti storie di rivoluzionari e patrioti con fini educativi e didattici.
Nel corso degli anni, all'interno delle varie repubbliche federali, sorsero nuove e importanti case discografiche. Nel 1958 venne fondata a Belgrado la PGP-RTBProdukcija Gramofonskih Ploča Radio Televizije BeogradDiscografia PGP-RTB su RateYourMusic specializzata nella produzione di artisti serbi, senza un particolare programma. Nel suo catalogo infatti trovarono spazio sia musicisti eccentrici come Rambo Amadeus, che di stampo classico, come Milenko Stefanović.
Nel 1972 nasce a Zagabria la casa discografica Suzy, anche promotrice di eventi musicali<ref>Discografia Suzy Records su Discogs ]], vengono fondate: nella RS della Bosnia e Erzegovina, la DiskotonDiscografia Diskoton su Discogs nella RS di Serbia a Belgrado la Jugodisk, e, nella RS di Slovenia, la ZKP RTLJZaložba kaset in plošč RTV Ljubljana.. Nei cataloghi delle varie etichette jugoslave trovano spazio, oltre che ad artisti jugoslavi, anche artisti di fama internazionale.
La RSF di Jugoslavia fu l'unico paese comunista che prese parte all'Eurovision Song Contest sin dal 1961<ref>Pagina ufficiale Eurovision Song Contest 1961 ]], l'Irlanda, la Grecia e la Turchia, aderissero, rispettivamente nel 1964, 1965, 1974 e 1975.
La musica d'oltre confine giungeva anche attraverso mezzi fortuiti, come, per esempio, le giostre. I giostrai itineranti, soprattutto francesi e italiani, portavano con sé le hit internazionali del momento, contribuendo indirettamente a diffondere i suoni europei e americani. Prima dell'avvento del mercato delle audiocassette, che consentiva economicamente di duplicare e scambiarsi musiche, la musica oltre confine utilizzava i programmi radio, di cui è particolarmente apprezzato e ricordato il programma Top Twenty in onda tutti i sabato su Radio Luxembourg.
Per anni la popular-music nella RSF di Jugoslavia si è sforzata di imitare le scene musicali europee e americane.
Così, per anni, la produzione di musica fu esclusiva delle etichette discografiche di stato, la cui censura era comunque molto blanda, in confronto ai paesi comunisti del blocco sovietico. Alla fine degli anni Settanta però, con l'avvento sulla scena internazionale della New Wave, rinominata sul luogo Novi Val, i musicisti jugoslavi iniziarono a cercare autonomamente spazi per i propri spettacoli e a produrre fanzineEast Magazine Marzo n.201, PDF in linea con l'estetica punk. Con la comparsa in loco dei primi mangianastri iniziò anche timidamente a farsi strada l'idea di autoprodurre la propria musica attraverso canali non ufficiali con audiocassette in tirature limitateEsordio dei Abbildungen Variete in tiratura limitata di 230 copie . Tuttavia restò ben saldo il mercato delle case discografiche di stato, in quanto, anche la contestazione, entro certi limiti, era non solo tollerata, ma favorita dal regime di finanziamento statale alla discografia, che produceva album al di là del loro effettivo impatto commerciale. Con la morte di Tito nel 1980, la musica rock iniziò ad essere portavoce del malcontento generale.
Non esplosero solo i movimenti artistici musicali, ma la rivoluzione fu totale: il gruppo, Novi Primitivizam della RS di Bosnia e Erzegovina era sostenuto da un particolare programma televisivo, mentre il collettivo, Neue Slowenische Kunst nella RS di Slovenia, era formato anche da gruppi teatrali, mentre il movimento Makedonska Streblja, nella RS di Macedonia si rifaceva più ai movimenti punk, influenzato anche da richiami religiosi e da uno stile musicale folcloristico-popolare. Caratteristica comune a questi movimenti, tutti sorti nella prima metà degli anni '80, era la contestazione e la satira sia nei confronti del potere che alla situazione sociale. Alle prime avvisaglie di guerra, lo yugo-rock aumentò la sua carica eversiva diventando ora voce anti-militarista, ora voce dei sentimenti nazionalistici.
Albori dello Yugorock (1940 - 1950) Una delle prime star che si mise in luce nella RSF di Jugoslavia, nonché uno dei suoi primi artisti di fama internazionale, fu il cantante pop Ivo RobićDiscografia di Ivo Robić su Discogs proveniente dalla Croazia. Inizia la sua attività nel 1943 cantando per la Radio di Stato di Zagabria, venuto infine alla ribalta sulla scena musicale jugoslava verso la fine degli anni quaranta. In seguito, si recò all'estero, raggiungendo quel successo internazionale da sempre agognato.
In Jugoslavia, il rock and roll inizia ad emergere negli anni Cinquanta grazie ad artisti come Elvis Presley, Bill Haley, Buddy Holly ed altri.
Le sale da ballo dell'epoca ripetevano incessantemente le cover dei classici del tempoarticolo sullo yugorock . La scena nel complesso non andava più in là dell'imitazione più stereotipata.
Forse il più noto artista del periodo fu il serbo Mile LojpurDiscografia di Mile Lojpur su Discogs accreditato come primo rocker jugoslavo, per questo ripetutamente oggetto di grande rispetto, fra cui per esempio Nikola Čuturilo nell'album del 1988, "Devet Lakih Komada", con il brano "Kada Je Lojpur Svirao"l'album '9 Lakih Komada' su Discogs . Il primo rocker croato fu Karlo MetikošDiscografia di Karlo Metikoš su Discogs poi spostatosi in Francia, dove, con lo pseudonimo di Matt Collins, si costruisce una carriera importante con collaborazioni prestigiose, tra cui, con Paul Anka e Jerry Lee Lewis.
Verso la fine del decennio emerse il cantante, Đorđe MarjanovićDiscografia di Đorđe Marjanović su Discogs , ancora considerato il più popolare cantante jugoslavo. Nel 1959 pubblica il primo album solista serbo per la radio PGP-RTS. Il cantante era famoso anche in URSS.
== Vokalno Instrumentalni Sastav<ref>Composizione vocale e strumentale"</ref>(1960) == Gli anni Sessanta furono caratterizzati dall'influenza della Beatlemania. Molti gruppi jugoslavi traevano ispirazione dai Beatles o dai Rolling Stones. All'epoca, un'importante ed economica fonte di informazione per i giovani per seguire gli sviluppi della musica rock nel mondo, era Radio Luxembourg. Negli anni '60 in Jugoslavia, fu concesso ad artisti inglesi la possibilità di esibirsi in concerto in Jugoslavia, ad esempio i The Searchersfoto dei The Searchers al Dom Sindikata di Belgrado in un concerto del 1965 , e i The Hollies. Tale concessione fu reciproca, anche diversi musicisti jugoslavi suonarono in Europa, soprattutto Italia e Austria.
In questo periodo emersero anche numerosi gruppi, denominati, VISVokalno Instrumentalni Sastav, in italiano: "Composizione vocale e strumentale"., essenzialmente emulazione del fenomeno beat, ispirati dagli allora popolari Cliff Richard e dagli The Shadows, dei quali ricalcavano ostentatamente il look. Bijele StrijeleDiscografia dei Bijele Strijele su Discogs e i SilueteDiscografia dei Siluete su Discogs, i primi croati e i secondi serbi, si formarono entrambi nel 1961. I croati Crveni KoraljiDiscografia dei Crveni Koralji su Discogs , formati nel 1962, vinsero per ben tre volte il premio quale migliore band sulla rivista "Ritam". Meno famosi era invece i serbi Zlatni DecaciDiscografia dei Zlatni Decaci su Discogs , e i croati Delfin, anch'essi formatisi nel 1962. Nel 1963 a Belgrado si formano i Samonikli e i Crni BiseriDiscografia dei Crni Biseri su Discogs . A Skopje i più popolari furono i Bisbez, considerati "i Beatles della Macedonia", formati sulle ceneri di altri due misconosciuti gruppi, i Biseri e i Bezimeni.
A metà anni '60 molti gruppi come i DžentlmeniDiscografia dei Džentlmen su Discogs, i RobotiDiscografia dei Roboti su Discogs e un'aggiornata line-up dei Siluete erano influenzati dal rhythm and blues e dai gruppi pop internazionali. Iniziarono ad emergere anche gruppi di ispirazione mod. I gruppi popolari a livello internazionale come The Animals, The Byrds, The Monkees, The Kinks, The Who, Manfred Man e altri. Il garage rock, oggi noto anche come proto-punkDefinizione di garage-rock su AllMusic , divenne popolare. Il leader dei Siluete, Zoran Miscevic, divenne per gli jugoslavi, un'icona, creando scalpore per i suoi atteggiamenti sul palco, trasgressivi, e per il look dai capelli lunghi. Il loro maggiore rivale, il gruppo ElipseDiscografia degli Elipse su Discogs si distingueva dagli altri, grazie soprattutto al loro cantante, lo studente congolese Edi Dekeng, in grado di influenzare il gruppo attraverso la musica soul.
La cantante croata Tereza Kesovija rappresentò Monaco durate l'Eurovision Song Contest del 1966Pagina ufficiale dell'Eurovision Song Contest 1966 .
Uno delle formazioni più influenti fra i vari gruppi jugoslavi furono i bosniaci Indexi. Il gruppo nasce a Sarajevo nel 1962, e che per anni eseguirono esclusivamente cover, finché nel 1967 non iniziarono a comporre brani originali.Discografia degli Indexi su Discogs . Erano influenzati principalmente dagli The Shadows e dai pluri-imitati The Beatles, di cui cercavano di ricalcare le orme. Si emanciparono poi verso sonorità più psichedeliche, ricordati come il primo, o uno dei primi, gruppi rock jugoslavi ad aver prodotto qualche brano che avesse anche qualche elemento originale, rendendo la loro musica qualcosa di più che una copia.
Kornelije Kovač, il tastierista degli Indexi lasciò lo storico gruppo nel 1968 formando a Belgrado, e nello stesso anno, un altro importante gruppo, i Grupa 220Discografia dei Grupa 220 su Discogs . Collaborava con loro agli esordi Piko Stančić che si rivelò uno dei più importanti musicisti, produttori e arrangiatori in tutta scena jugoslavaarticolo sulla carriera artistica di Piko Stančić .