Epoca antica La preistoria Degli scavi nella regione di Luang Prabang, realizzati dal geologo francese Fromaget, permisero di riesumare resti di ominidi analoghi al sinantropo o "uomo di Pechino", dimostrando così che il Laos è abitato dall'uomo da circa 40.000 anni fa. Altri rinvenimenti evidenziarono insediamenti agricoli nella valle del Mekong risalenti al 4000 a.C. Archeologi che han portato alla luce urne cinerarie, ipotizzano che comunità agricole possano essersi insediate nella zona nel IV millennio a.C., mentre altri oggetti in bronzo del 1500 a.C. ed in ferro del 700 a.C. testimoniano la presenza di piccole comunità evolute. History , sul sito governativo laotiano dell'autorità per la scienza e la tecnologia Le raffinate vestigia della Piana delle Giare, composte da gigantesche urne cinerarie ritrovate nella provincia nord-orientale di Xiangkhoang, sono datate tra il 500 a.C. ed il 500 d.C.

I primi contatti con le culture dell'India e della Cina risalgono alla preistoria. Lo sviluppo di tali culture nel sudest asiatico avrebbe portato all'affermazione delle etnie mon e khmer. L'incontro fra le due civiltà diede luogo a diverse tribù che vengono considerate nel loro insieme appartenenti al gruppo linguistico mon khmer. Queste popolazioni, che in Laos furono in seguito sottomesse dalle emergenti etnie tai e costrette a trasferirsi nelle aree pedemontane, sono le antenate degli odierni lao theung, chiamati in passato anche kha (letteralmente: schiavi).

Prime municipalità laotiane A partire dal IV secolo d.C., lungo le rive del Mekong si formarono le prime municipalità (in lingua lao: ເມືອງ, traslitterato: mueang), fondate da tribù khmuiche, provenienti dalla Cina meridionale, e mundari provenienti dal nord dell'India.

Nei primi secoli dell'era cristiana, il sud del Paese entrò a far parte della sfera di influenza del Champa, regno induista insediatosi nel centro-sud del Vietnam. I Chăm furono in seguito sconfitti dall'Impero Khmer, il cui sovrano Yaçovarman incorporò il sud dell'odierno Laos intorno al 900, mentre due secoli più tardi, durante il regno di Jayavarman VII, il controllo khmer si estese fino alla regione dell'odierna Vientiane. Oltre ai Chăm e agli antichi Khmer, anche il popolo Mon ebbe un ruolo fondamentale nel processo di indianizzazione del Sud-est asiatico, con cui nel I millennio furono portati nella regione l'induismo, il buddhismo e in generale la cultura che si era radicata nel subcontinente indiano da molti secoli.

Nella seconda metà del I millennio iniziarono le migrazioni dalla Cina dei popoli tai, che gradualmente si insediarono in una vasta fascia di territori compresi tra il nord-est dell'India ed il nord del Vietnam. La penetrazione dei tai nel Sud-est asiatico ebbe nuovo impulso dopo che nel 1253 i mongoli guidati dal condottiero Kublai Khan assoggettarono il Regno di Dali, erede del glorioso regno di Nanzhao. Gli insediamenti dei tai diedero luogo a diversi sottogruppi, tra i quali sarebbero emersi i lao in Laos, i siamesi ed i lanna nell'odierna Thailandia e gli shan in Birmania. Attorno al XIII secolo, tali gruppi presero il sopravvento sulle etnie preesistenti ed abbracciarono la fede del Buddhismo Theravada, che nel giro di alcuni decenni si sarebbe affermata in tutta l'Indocina.

Studi storici dimostrano che le strutture rudimentali delle municipalità (mueang) fondate a partire dal IV secolo, divennero confederazioni di villaggi lungo le valli dei fiumi e tra le comunità montane. Grazie agli scambi commerciali entrarono gradualmente in contatto con altri popoli della regione espandendo la loro influenza. In questi secoli, le migrazioni ed i conflitti religiosi tra l'Induismo ed il nuovo arrivato Buddhismo Theravada portarono a una mescolanza delle genti. Il datato vassallaggio delle mueang laotiane ai Regni Champa e Khmer, nonché quello del XIII secolo agli emergenti siamesi del Regno di Sukhothai, forgiarono un processo di identificazione culturale di nazione.

Casa reale di Mueang Sua Tra le varie città-stato che si erano formate, emerse la municipalità di Mueang Sua, l'odierna Luang Prabang, che divenne un regno indipendente nella seconda metà del XIII secolo. Secondo la tradizione laotiana basata sulla leggenda di Khun Borom (Nithan Khun Borom), riportata dagli annali reali del 1503,Holt, John a pag. 36 Mueang Sua era l'antico nome che fu dato alla città dopo la sua conquista avvenuta nel 698 per mano del principe di etnia tai Khun Lo. A Khun Lo venne assegnata la città dal padre, Khun Borom, associato nella leggenda alla creazione del mondo e considerato progenitore di tutte le stirpi tai. Khun Lo vi stabilì una dinastia ancora viva nella tradizione del paese, la casa reale laotiana considera il Principe Soulivong Savang, in esilio a Parigi dal 1981, un suo discendente.

Regno di Lan Xang (1354-1707)

Fondazione Il Regno di Lan Xang (in lingua lao: ລ້ານຊ້າງ, letteralmente: un milione di elefanti) fu fondato nel 1354 da Fa Ngum, un principe di Mueang Sua, che ricevette l'aiuto del declinante Impero Khmer. Lo Stato, che per lungo tempo avrebbe dominato la valle del Mekong nel nord dell'Indocina, unificò per la prima volta il popolo lao, fino ad allora diviso in diverse municipalità che gravitavano nell'orbita dei potenti Stati vicini. La capitale di Lan Xang fu insediata a Mueang Sua ed il Buddhismo Theravada fu dichiarato religione di Stato. Fa Ngum nominò consigliere spirituale il suo insegnante religioso di Angkor, il monaco Phra Maha Pasman, che giunse a Muang Sua con una copia dei sacri testi Tripitaka. Il monaco aveva portato anche la venerata statua del Buddha chiamata Phra Bang, ma fu costretto a lasciarla nel Principato di Vieng Kham, nei pressi di Vientiane. La statua divenne il palladio della monarchia e nel XVI secolo sarebbe finalmente arrivata a Muang Sua, che fu ribattezzata in suo onore Luang Prabang. Buddhism in Laos, su buddhanet.netO'Tailan, pag. 270 Fa Ngum organizzò le municipalità conquistate facendone dei feudi, a capo dei quali pose dei prìncipi chiamati chao (pronuncia: ciao). I confini del regno, che era diventato uno dei più grandi dell'Indocina, si estendevano dalle frontiere meridionali dell'Impero Cinese fino all'odierna frontiera tra Cambogia e Laos, dalle creste della catena Annamita fino alla maggior parte dell'altopiano di Korat.

Crisi e rinascite del regno L'unificazione del regno aveva comportato una spaccatura in due fazioni dell'aristocrazia di corte. La fazione schierata con il sovrano e legata all'Impero Khmer, che aveva fornito a Fa Ngum l'esercito con cui unificò i principati laotiani, mise in secondo piano la vecchia nobiltà del regno di Mueang Sua. Quest'ultima reagì legandosi all'emergente Regno di Ayutthaya, rappresentato a corte dalla vedova di Fa Ngum Keo Lot Fa, figlia del sovrano siamese Ramathibodi I. Simm, Peter e Simm, Sanda: The Kingdoms of Laos: Six Hundred Years of History. Capitolo IV, pag. 55. Routledge, 2001. ISBN 0-7007-1531-2. (parzialmente consultabile su Google Libri) Il conflitto tra le due frazioni si sarebbe trascinato per alcuni decenni e contribuì alla prima grande crisi che ebbe inizio nel 1428, dopo che i due successori di Fa Ngum avevano rafforzato Lan Xang. Durante il periodo di grave instabilità, nel quale gli intrighi della cortigiana Maha Devi si inserirono nelle lotte fra le fazioni dell'aristocrazia, si registrarono gli assassinii di almeno sei sovrani nel giro di 12 anni. Il regno si era indebolito anche per il nuovo declino degli alleati khmer che, sottoposti alla crescente pressione di Ayutthaya, abbandonarono Angkor dopo il saccheggio siamese del 1431 e spostarono la capitale a Lovek. Lem Chuck Moth: The Lao Kingdom of Lang-xang, su meruheritage.com

I laotiani subirono la prima pesante sconfitta nel 1455, quando le armate Lanna arrivarono alle porte di Mueang Sua e furono respinte a caro prezzo dai laotiani, ma riuscirono ad assicurarsi diversi principati di confine. Una nuova sconfitta ebbe luogo nel 1478 da parte degli invasori vietnamiti. I Dai Viet, galvanizzati dopo l'alleanza con l'imperatore cinese della dinastia Ming e la conquista del Regno Champa, occuparono Mueang Sua e furono cacciati dopo aver inflitto grosse perdite alle truppe laotiane. La crisi del regno comportò il distacco delle municipalità più lontane dalla capitale, che pur rimanendo confederate acquisirono un buon grado di autonomia. Simm, Peter e Simm, Sanda: The Kingdoms of Laos: Six Hundred Years of History. Capitolo IV e V. Routledge, 2001. ISBN 0-7007-1531-2. (parzialmente consultabile su Google Libri)

Dopo un periodo in cui i laotiani si dedicarono a ricostruire le strutture e la gloria del regno, nel 1500, con l'ascesa al trono di Visunarat, Lan Xang tornò a prosperare. Il re fu un fervente religioso, fece costruire bellissimi templi e fece tradurre le sacre scritture Theravada dal pali al laotiano. Durante il suo regno ebbero nuovo slancio le arti, in particolare la letteratura e l'architettura. Si spostò negli ultimi anni a governare a Vientiane, da dove era più agevole controllare le turbolente province meridionali, ma Mueang Sua rimase la capitale ufficiale. Lan Xang si consolidò ulteriormente durante il regno del successore Phothisarat I (1520-1550), Lan Xang, The Khun Lo Dynasty, Genealogy II, su royalark.net che al pari del padre Visunarat fu un fervente buddhista. Dichiarò illegale l'Animismo, fino ad allora parte integrante della società, attirandosi l'ostilità dei praticanti di tale fede, che è tuttora alla base della cultura laotiana. Nel campo della politica estera, Phothisarat ruppe l'antica alleanza con Ayutthaya; l'evento segnò l'inizio di un antagonismo tra i due Stati che si sarebbe risolto due secoli più tardi con l'assoggettamento dei laotiani da parte delle armate siamesi.

Il nuovo re Setthathirat I (regno dal 1550 al 1571) fu costretto a spostare la capitale di Lan Xang a Vientiane nel 1560, spinto dalla crescente minaccia birmana. Fece cambiare il nome di Mueang Sua in Luang Prabang, in onore della statua del Phra Bang, il palladio della monarchia che lasciò nella vecchia capitale. Divenne un eroe nazionale per aver respinto tre invasioni birmane e per i traguardi che raggiunse sia in politica interna che in quella estera. Setthathirat I, sul sito dell'Enciclopedia Britannica Fu anche un fervente religioso e fece costruire importanti templi nelle città laotiane. Fece di Lan Xang l'ultimo baluardo allo strapotere birmano, ed alla sua morte il regno si indebolì.

Nel 1575 Lan Xang cadde in mano ai birmani di Bayinnaung, il re della dinastia Taungù da alcuni definito il Napoleone Bonaparte della Birmania. Vientiane fu espugnata e fu deportata nella capitale Pegu gran parte della popolazione, compreso il re Sen Surintra che aveva usurpato il trono al figlio di Setthathirat I. Bayinnaung completò così le conquiste di tutti quei territori che resero la Birmania il più grande impero mai esistito nel sudest asiatico. La sua morte nel 1581 avrebbe portato alla disgregazione di tale impero. Lorrillard, Michel: La Succession de Setthathirat: réappréciation d'une période de l'histoire du Lan Xang , Aseanie, 1999 (Doc. PDF consultabile sul sito laos.efeo.fr) Lan Xang rimase vassallo dei birmani fino al 1603, quando Voravongse II fu incoronato re e proclamò l'indipendenza dalla Birmania dopo 28 anni di sottomissione. Lan Xang, The Khun Lo Dynasty, Genealogy III, su royalark.net Negli anni successivi continuarono a svilupparsi lotte interne fra le varie fazioni nobiliari del regno. Anche i governatori delle province meridionali continuarono le loro trame indipendentiste.