La banconota da 2 lire è stata uno dei tagli di cartamoneta circolati in Italia tra la seconda metà dell'Ottocento e la metà del Novecento. I primi biglietti da 2 lire furono emessi dalla Banca Nazionale nel Regno d'Italia a partire dal 1866, in seguito all'introduzione del corso forzoso; dal 1894 al 1944 il taglio fu ripreso dal Ministero del Tesoro come buono di cassa e biglietto di Stato, per supplire alla scarsità sempre maggiore delle monete d'argento, sottratte alla circolazione e tesaurizzate.

Banca Nazionale nel Regno d'Italia I primi biglietti italiani da 2 lire non furono emessi dallo Stato ma da un istituto di emissione, la Banca Nazionale nel Regno d'Italia, in seguito all'introduzione del corso forzoso nel 1866, che sottrasse alla circolazione la moneta metallica e rese necessaria la stampa di biglietti di piccolo taglio.

Il biglietto reca al fronte il busto di Cavour rivolto a destra, con lo stemma reale, la denominazione della Banca in rosso e la cifra «2»; al rovescio la formula di comminatoria contro i falsari e la cifra «2» ripetuta. Misura 73 × 43 mm ed è privo di filigrana; reca le firme del Controllore e del Cassiere. Fu emesso in due creazioni, il 25 luglio 1866 e il 22 gennaio 1868, per un totale di 75 milioni di esemplari.

Non disponendo l'Italia dell'epoca di officine specializzate nella stampa di carte valori, la produzione fu affidata all'American Bank Note Company di New York. L'incisione del fronte è attribuita a Charles Burt (1823-1892), incisore di origine scozzese noto per il ritratto di Abraham Lincoln inciso sui biglietti statunitensi da 5 dollari: l'attribuzione si fonda su una prova di stampa dell'American Bank Note Company recante la firma a matita «C. Burt».

Regno d'Italia I primi due tipi di banconota da 2 lire furono stampati dall'Officina Carte Valori di Torino.

Umberto I Sotto il regno di Umberto I si stamparono i primi buoni di cassa da 2 lire (dal 22 febbraio 1894 al 13 luglio 1898). Questi sono di dimensioni medio-piccole (82 x 45mm) e presentano un colore beige e blu-nero sul dritto e marrone-rosso sul rovescio. Sul fronte campeggia la scritta (a dimensione variabile) Buono di Cassa a corso Legale da DUE lire e sulla sinistra, contornato da una greca, un esagono irregolare nel quale è inscritto il ritratto a trequarti di Umberto I. Nel centro, in basso, le firme del Cassiere Speciale e del Delegato della Corte dei Conti che per tutte le 6 serie di questo tipo furono Dell'Aria e Righetti, rispettivamente. Il retro ricorda molto quello dell'omologa banconota da 1 lira; sono infatti presenti due cerchi intervallati da un esagono irregolare, nel cerchio di sinistra è inscritta la cifra 2 e la scritta lire, mentre nell'esagono è riprodotto lo stemma dei Savoia. Il numero di serie è riportato sul dritto. La filigrana disegna delle linee orizzontali a sinusoide. Vittorio Emanuele III La stampa delle banconote da 2 lire, interrotta nel 1898, riprese sotto Vittorio Emanuele III. Queste banconote si rifanno direttamente a quelle da 1 lira dello stesso periodo salvo per qualche differenza di immagine, colore e dimensione. Sul dritto figura, così come per il tipo precedente, la scritta a grandezza variabile Buono di cassa a corso legale da DUE lire, a destra di questa in un ovale marrone chiaro il ritratto di Vittorio Emanuele III di profilo rivolto a sinistra; in alto il numero di serie mentre in basso le firme del Cassiere Speciale e del Delegato della Corte dei Conti. Sul retro sono raffigurati due cerchi intervallati da un esagono irregolare; nei cerchio è inscritta la cifra 2 e la parola Lire, nell'esagono è invece inscritto lo stemma dei Savoia; in alto il decreto legge. La filigrana è assente. La terza emissione è una serie speciale per l'esercito ed è conosciuta dai collezionisti come Armata Diaz.

Periodo Fascista La stampa di banconote venne interrotta nel 1922 per essere ripresa più tardi nel 1939, non più dalle Officine di Torino ma dalle Officine dell'Istituto Poligrafico dello Stato di Roma. Questa banconota è conosciuta come Impero poiché si rifà al periodo dell'antica Roma imperiale. Presentano un colore nero e bruno scuro e sono di dimensioni medio-piccole (79 x 50 mm). Al centro del dritto è riportata la scritta Regno d'Italia, al di sotto della quale è la scritta Biglietto di Stato a Corso Legale e Lire Due; sotto le firme di Grassi, Porena e Cossu. A sinistra in un rettangolo è disegnato un fascio littorio su un intricato ramo di quercia, a destra in un altro rettangolo la scritta Lire 2 e una spiga di grano. Sul rovescio, al centro, la riproduzione della statua di Giulio Cesare, mentre a destra e sinistra la cifra 2 intersecata a un L. Il numero di serie è riportato sul rovescio. La filigrana riporta le lettere BS e la cifra 2 ripetute. Fu stampata una sola serie, il 14 novembre 1939.

Luogotenenza Nel 1944, durante la luogotenenza, lo stile ritornò quello della serie del 1914, ma con qualche variazione di disegno, colore e dimensione. Le banconote sono di color giallo e grigio nel fronte e arancio nel rovescio, le dimensioni sono medio piccole (84 x 45 mm). Nell'ovale del dritto è raffigurata l'Italia Laureata rivolta verso sinistra, la scritta cita Biglietto di stato a corso legale. L'esagono del retro non reca più lo stemma Savoia ma la frase La legge punisce i fabbricatori e gli spacciatori di biglietti falsi. La filigrana presenta una doppia sinusoide orizzontale. Di questa banconota ne furono stampate 2 serie, una recante le firme di Ventura, Simoneschi e Giovinco, e l'altra quelle di Bolaffi, Cavallaro e Giovinco. Queste furono le ultime banconote di questo taglio stampate fino all'introduzione dell'Euro.

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