Una singolarità tecnologica è, nella futurologia, un punto ipotetico durante lo sviluppo di una civiltà, in cui il progresso tecnologico accelera oltre la capacità di comprendere e prevedere degli esseri umani, in modo irreversibilehttps://www.ibm.com/it-it/think/topics/technological-singularity.

La singolarità può, più specificamente, riferirsi all'avvento di un'intelligenza superiore a quella umana, artificiale o nohttps://datamasters.it/blog/cosa-significa-singolarita-tecnologica/, e ai progressi tecnologici che ne seguirebbero, salvo che non intervenga un importante aumento artificiale delle facoltà intellettive di ciascun individuo.

Se una singolarità possa mai avvenire, è materia di discussione.

Panoramica sulla singolarità Concetto iniziale Sebbene si creda comunemente che il concetto di singolarità sia nato negli ultimi venti anni del XX secolo, esso nasce realmente negli anni cinquanta del Novecento:

Von Neumann fu il primo a discutere ed ipotizzare il possibile arrivo di una singolarità guidata dal progresso tecnologico.

Nel 1965 lo statistico I. J. Good descrisse un concetto anche più simile al significato contemporaneo di singolarità, nel quale egli includeva l'avvento di un'intelligenza superumana:

Ancora prima, nel 1954, lo scrittore di fantascienza Fredric Brown, nel brevissimo racconto La risposta, anticipava il concetto di singolarità tecnologica immaginando la costruzione di un "supercomputer galattico" al quale viene chiesto come prima domanda, dopo l'accensione, se esiste Dio; il supercomputer rispondeva "Ora sì".

La singolarità vingeana Il concetto di singolarità tecnologica come è conosciuto oggi viene accreditato al matematico e romanziere Vernor Vinge. Vinge cominciò a parlare della singolarità negli anni ottanta, e raccolse i suoi pensieri nel primo articolo sull'argomento nel 1993, con il saggio Technological Singularity. Da allora questo è divenuto il soggetto di molte storie e scritti futuristici e di fantascienza.

Il saggio di Vinge contiene l'affermazione, spesso citata, secondo cui "entro trenta anni, avremo i mezzi tecnologici per creare un'intelligenza sovrumana. Poco dopo, l'era degli esseri umani finirà".

La singolarità di Vinge è comunemente ed erroneamente interpretata come l'affermazione che il progresso tecnologico crescerà all'infinito, come avviene in una singolarità matematica. In realtà, il termine è stato scelto, come una metafora, prendendolo dalla fisica e non dalla matematica: mentre ci si avvicina alla singolarità, i modelli di previsione del futuro diventano meno affidabili, esattamente come i modelli della fisica diventano inefficaci in prossimità, per esempio, di una singolarità gravitazionale.

La singolarità è spesso vista come la fine della civilizzazione umana e la nascita di una nuova civiltà. Nel suo saggio, Vinge si chiede perché l'era umana dovrebbe finire, e argomenta che gli umani saranno trasformati durante la singolarità in una forma di intelligenza superiore. Dopo la creazione di un'intelligenza sovrumana, secondo Vinge, la gente sarà, al suo confronto, una forma di vita inferiore.

Non è molto chiaro cosa debba intendersi, secondo Vinge, per nuove forme di civiltà. Vinge scrisse un racconto su delle macchine più intelligenti dell'uomo e su come esse concepiscono il mondo. Il suo editore gli disse che nessuno può essere in grado di scrivere un racconto simile, perché capire come un osservatore più intelligente dell'uomo vede il mondo è impossibile per l'uomo stesso. Nel momento in cui gli esseri umani costruiranno una macchina che sarà in grado di diventare più intelligente, inizierà una nuova era, che sarà vissuta da un punto di vista diverso: un'era che non sarà possibile qualificare a priori come bene o male, ma sarà semplicemente diversa.

La legge di Kurzweil dei ritorni acceleranti

L'analisi storica del progresso tecnologico dimostra che l'evoluzione della tecnologia segue un processo esponenziale e non lineare come invece si sarebbe portati a pensare. Nel suo saggio The Law of Accelerating Returns Ray Kurzweil propone una generalizzazione della Legge di Moore che forma la base delle convinzioni di molta gente al riguardo della singolarità. La legge di Moore descrive un andamento esponenziale della crescita della complessità dei circuiti integrati a semiconduttore, che tipicamente possiede un asintoto (un "punto di massimo"): tuttavia l'incremento esponenziale delle prestazioni sembra avere subito un drastico rallentamento dopo il 2000.

Kurzweil estende questo andamento includendo tecnologie molto precedenti ai circuiti integrati ed estendendolo al futuro. Egli crede che la crescita esponenziale della legge di Moore continuerà oltre l'utilizzo dei circuiti integrati, con l'utilizzo di tecnologie che guideranno alla singolarità.

La legge descritta da Ray Kurzweil ha in molti modi alterato la percezione della legge di Moore da parte del pubblico. È un credo comune (ma errato) che la legge di Moore faccia previsioni che riguardino tutte le forme di tecnologia, quando in realtà essa riguarda solo i circuiti a semiconduttore. Kevin Kelly e Richard Sandomir usano ancora l'espressione "legge di Moore" per descrivere idee come quelle presentate da Kurzweil. Realizzare previsioni a lungo termine, almeno in parte corrette, su dove riuscirà ad arrivare la tecnologia, è praticamente impossibile. Ancora troppo spesso si pensa al progresso tecnologico come qualcosa che proceda in maniera lineare, secondo quella che è la linea di progresso intuitiva.

Si può ipotizzare che la tecnologia sia legata a un prodotto, con un andamento evolutivo, un ciclo di vita, una vita utile: nasce, cresce, muore. Ogni tecnologia ha una sua curva di diffusione e di costi-benefici per un certo tempo (vita utile della tecnologia), dopodiché viene abbandonata e sostituita da una nuova. Si otterrà quindi un grafico costo-tempo e di prestazione-tempo per ogni tecnologia. Essendo definita in un intervallo di tempo chiuso e limitato (la vita utile), la curva possiede un massimo o minimo assoluto (teorema di Weierstrass). Con l'adozione di una nuova tecnologia (il cosiddetto "cambiamento radicale", confrontabile con la nozione di cambio di paradigma), il conto riparte da un "nuovo zero", con una nuova curva esponenziale di riduzione dei costi e di miglioramento delle prestazioni, nel tempo: lo zero si colloca però non nell'origine degli assi, ma al valore di costo o di prestazione che era già stato raggiunto con la tecnologia precedente. Se una tecnologia segue una curva a campana (o una curva a U), quando ha raggiunto il proprio estremo "teorico" (minimo costo produttivo, massima prestazione) che può fornire, viene abbandonata prima della fase di declino (se esistono alternative migliori). L'adozione di una nuova tecnologia determina un punto di discontinuità (uno scalino), da cui parte una nuova curva esponenziale. Sommando verticalmente i grafici di ogni tecnologia, per costruire un grafico unico di costo-tempo e prestazione-tempo, si ottengono n curve esponenziali una dopo l'altra e "a salire": dove finisce una e inizia la successiva, c'è uno scalino.

Per esprimere il concetto in termini matematici, potremmo pensare di rappresentare tale velocità con una curva esponenziale. Ciò tuttavia non sarebbe ancora esatto; un andamento esponenziale, viene considerato corretto, ma solo per brevi intervalli di tempo: se prendiamo in considerazione, per esempio, un periodo di 100 anni, una curva esponenziale, non risulterà corretta. In passato, alcune testate giornalistiche stilarono le loro previsioni sul futuro, proiettando la velocità d'evoluzione tecnologica di quel momento, per determinare ciò che ci si sarebbe potuti aspettare nei dieci o cento anni seguenti, questo approccio è ciò che l'informatico e futurista Ray Kurzweil chiama intuitive linear view.

Quello che Kurzweil chiama the law of accelerating returns si può schematizzare nei seguenti punti: lo sviluppo applica le risposte positive, in quanto metodo migliore derivato da una fase di progresso. Queste risposte positive costituiscono la base per il successivo sviluppo; di conseguenza il tasso di progresso di un processo evolutivo aumenta esponenzialmente con il tempo. Con il tempo l'ordine di grandezza delle informazioni che vengono incluse nel processo di sviluppo aumenta; di conseguenza il guadagno in termini di tecnologia si incrementa esponenzialmente; in un altro ciclo di risposte positive, di un particolare processo evolutivo, queste vengono utilizzate come trampolino di lancio per un ulteriore progresso. Ciò provoca un secondo livello di sviluppo esponenziale e il processo di sviluppo esponenziale cresce esso stesso in maniera esponenziale; lo sviluppo biologico è anch'esso uno di tali sviluppi; lo sviluppo tecnologico fa parte di tale processo evolutivo. Effettivamente, la prima tecnologia che ha generato la specie ha costituito la base per lo sviluppo della tecnologia successiva: lo sviluppo tecnologico è una conseguenza e una continuazione dello sviluppo biologico; un determinato paradigma (=metodo) (come per esempio l'aumento del numero di transistor sui circuiti integrati per rendere più potenti i calcolatori) garantisce crescita esponenziale fino a che non esaurisce il suo potenziale; dopo accade un cambiamento che permette allo sviluppo esponenziale di continuare.

Sei epoche di Kurzweil Se si applicano questi principi all'evoluzione della Terra, è possibile notare come siano aderenti al processo di sviluppo che è avvenuto:

I epoca: fisica e chimica, informazioni nelle strutture atomiche. È possibile paragonarla alla creazione della cellula, combinazioni di amminoacidi in proteine e acidi nucleici (RNA, successivamente DNA) ossia l'introduzione del paradigma della biologia. II epoca: biologia, informazioni nel DNA. Conseguentemente il DNA ha fornito un metodo "digitale" per registrare i risultati degli esperimenti evolutivi. III epoca: cervelli, informazioni in configurazioni neurali. L'evoluzione della specie ha unito il pensiero razionale. IV epoca: tecnologia, informazione nei progetti hardware e software. Questo ha spostato in maniera decisiva il paradigma dalla biologia alla tecnologia. V epoca: fusione tra la tecnologia e l'intelligenza umana, la tecnologia padroneggia i metodi della biologia (inclusi quelli dell'intelligenza umana). Ciò che sta per avvenire sarà il passaggio dall'intelligenza biologica a una combinazione di intelligenza biologica e non biologica. (Vedi anche ricerche del prof. Hiroshi Ishiguro) VI epoca: l'universo si sveglia, l'intelligenza umana enormemente espansa (perlopiù non biologica) si diffonde in tutto l'universo.

Esaminando i tempi di questi passaggi, si può notare come il processo acceleri continuamente. L'evoluzione delle forme di vita, per esempio, ha richiesto parecchi milioni di anni per il primo passo (es. la cellule primitive), ma dopo ha accelerato sempre di più. Ora la "tecnologia biologica" è diventata troppo lenta rispetto alla tecnologia creata dall'uomo, che usa i suoi stessi risultati per andare avanti in maniera nettamente più veloce di quanto non possa fare la natura.

Curve di crescita asintotiche Si presume che una sempre più rapida crescita tecnologica arriverà con lo sviluppo di un'intelligenza superumana, sia potenziando direttamente le menti umane (forse con la cibernetica), o costruendo intelligenze artificiali. Queste intelligenze superumane sarebbero presumibilmente capaci di inventare modi di potenziare se stesse anche più velocemente, producendo un effetto feedback che sorpasserebbe le intelligenze preesistenti.