L'elezione papale del 1130 ebbe luogo in seguito alla morte di papa Onorio II e si risolse con una duplice elezione: una parte dei cardinali, guidata dal cardinale cancelliere Aymery de la Châtre (italianizzato in Aimerico), elesse Gregorio Papareschi, che prese il nome di Innocenzo II, ma la rimanente parte dei cardinali ritenne illegittima l'elezione e procedette ad un'altra, eleggendo Pietro Pierleoni, che prese il nome di Anacleto II.

Antefatti e cause Dopo la precedente, turbolenta elezione di papa Onorio II, i conflitti fra le famiglie importanti romane continuarono. Essi riflettevano anche le posizioni pro o contro il Sacro Romano Impero, iniziato con il Concordato di Worms, che aveva posto fine alla lotta per le investiture. Molti cardinali, particolarmente quelli più anziani, ritenevano l'intesa raggiunta a Worms una rinuncia ai principi della cosiddetta Riforma gregoriana e tendevano a considerarla solo un espediente tattico. Essi sostenevano la tradizionale alleanza del papato con i Normanni del sud dell'Italia. Alcuni di essi erano legati agli antichi centri monastici del meridione italiano, come l'Abbazia di Montecassino. Uno dei principali esponenti di questa corrente era il cardinale Pietro Pierleoni, membro di una delle famiglie più potenti di Roma.Ian Stuart Robinson, The Papacy 1073–1198. Continuity and Innovation, pp. 71-72

La corrente opposta era capeggiata dal cardinale Aymery de la Châtre, che era stato nominato cardinale e poi Cancelliere della Santa Sede poco dopo la firma del Concordato di Worms e che era uno dei principali artefici della nuova politica pontificia. Egli ed i suoi colleghi di corrente politica vedevano in questo compromesso una buona soluzione sia per la Chiesa che per l'Imperatore e non credevano nel vassallaggio dei Normanni nei confronti della Santa Sede, avendo quelli mostrato tendenze troppo espansionistiche. Inoltre essi erano alleati con la potente famiglia romana dei Frangipani, avversari della famiglia Pierleoni.Ian Stuart Robinson, The Papacy 1073–1198. Continuity and Innovation, pp. 71-73

L'11 febbraio 1130 Aimerico convocò presso lo stesso monastero i cardinali dei quali riteneva di potersi fidare per preparare la nuova elezione. Il resto della Curia rispose invocando l'anatema su tutti coloro che si accingessero all'elezione prima della morte di Onorio, secondo il decreto In nomine Domini di papa Nicola II del 1059, che regolava le elezioni papali, e nominando una commissione di otto cardinali elettori, due cardinali vescovi più tre cardinali presbiteri e tre cardinali diaconi, in rappresentanza di ambo le parti, che avrebbero dovuto incontrarsi nella chiesa di Sant'Adriano solo dopo la sepoltura del Papa.Ian Stuart Robinson, The Papacy 1073–1198. Continuity and Innovation, p. 74; Herbert Bloch, Montecassino in the middle ages, p. 946

La scelta del luogo era stata fatta dai Pierleoni per evitare di essere alla mercé dei Frangipane in Sant'Andrea. In tutta risposta il cardinale cancelliere Aimerico inviò delle guardie a presidiare Sant'Adriano. I cardinali fedeli ai Pierleoni, si ritirarono allora nella chiesa di San Marco.

Cardinali Il Sacro Collegio contava nel febbraio 1130 probabilmente 42 o 43 cardinali. Pare che di questi non più di 36 o 37 fossero presenti a Roma alla morte di Onorio II:La composizione del Sacro Collegio è stata ricostruita da Hans-Walter Klewitz (Reformpapsttum und Kardinalkolleg. Die Entstehung des Kardinalkollegiums. Studien über die Wiederherstellung der römischen Kirche in Süditalien durch das Reformpapsttum. Das Ende des Reformpapsttums, pp. 211–229); da Rudolf Hüls (Kardinäle, Klerus und Kirchen Roms: 1049–1130, p. 84 ff) e da Johannes Matthias Brixius, Die Mitglieder des Kardinalkollegiums von 1130-1181, p. 17–19, 31–40). L'unico controverso è il cardinal Enrico di Santa Prisca, del quale Klewitz nega che fosse già cardinale alla data (Hans-Walter Klewitz, op. cit., p. 211 nota 3); Rudolf Hüls dice di lui solo che compare per la prima volta il 14 febbraio 1130 fra i firmatari del decreto di Anacleto, ma non dice quale papa l'avesse nominato (Rudolf Hüls, op. cit., p. 200); Brixius lo indica nell'elenco dei membri del Sacro Collegio alla morte di Onorio II, ma aggiunge che potrebbe essere stato nominato da Anacleto (Johannes Matthias Brixius, op. cit., p. 35-no. 19). Lo stesso Brixius, alla pagina 39 no. 38 dell'opera citata, elenca anche il 44º cardinale nella persona di Petrus, cardinale presbitero di Sant'Eusebio e seguace di Anacleto, ma vedansi Hans-Walter Klewitz, op. cit., pp. 211-212 nota 3, e le stesse note del Brixius (op. cit., pp. 18–19 ed 82.). Anton Chroust, nella sua opera Das Wahldekret Anaklets II, (in:) Mitteilungen des Instituts für österreichische Geschichtsforschung, alla p. 352 afferma che Petrus apparteneva al Sacro Collegio al tempo dell'elezione del successore di Onorio II e lo identifica nell'omonimo cardinale diacono di Santa Maria in Via Lata sotto papa Onorio II, ma questa identificazione è senza dubbio errata (vedi Rudolf Hüls, op. cit., p. 239)