Geograficamente, l'Alto Mantovano è grosso modo limitato a est e a ovest rispettivamente dai fiumi Chiese e Mincio, a nord dalle colline moreniche del lago di Garda, mentre i suoi confini meridionali sono segnati dalla pianura medio mantovana attraversata dalla Via Postumia.
Territorio e ambiente
Questo territorio presenta aspetti unici e molto particolari, dovuti in parte alla sua vicinanza con gli ambienti umidi del lago di Garda, in parte agli eventi geologici che l'hanno originato. Le colline moreniche che appaiono oggi disposte in ampi semicerchi concentrici che si dischiudono verso la pianura risalgono, infatti, all'epoca delle due ultime glaciazioni, quando il ghiacciaio del Garda trascinò verso valle grandi quantità di detriti. Questi depositi, con il passare dei millenni, divennero vere e proprie colline che il tempo e le acque modellarono e rivestirono di una ricca e rigogliosa flora donando loro buona parte dell'aspetto che ancora adesso si può ammirare. Poi l'uomo fece il resto assecondando la natura, bonificando gli acquitrini, convogliando l'acqua.
I comuni dell'Alto Mantovano rappresentano un ambito territoriale riconoscibile, anche sul piano percettivo, per la peculiarità del sistema ambientale sotto il profilo della configurazione geomorfologica, delle forme e delle modalità di strutturazione degli insediamenti storici, nonché degli assetti idrografici, vegetazionali e paesaggistici. L'ambito territoriale presenta nella parte settentrionale ondulazioni collinari che conferiscono particolarità, donando al territorio una sorta di micro-spazio unitario, concentrico, per quanto perfettamente integrato agli spazi esterni ad esso. Al tempo stesso, l'area morenica e la zona ai suoi piedi rappresentano un ambito di collegamento con il bacino del lago di Garda verso nord, nella direzione dei territori bresciano e veronese, e possiedono importanti relazioni su scala interprovinciale, che definiscono un comprensorio dalle forti dinamiche economiche, sia sul versante produttivo che dei cospicui flussi turistici.
In sostanza il territorio si può suddividere, approssimativamente, con riguardo innanzitutto al punto di vista altimetrico e della conformazione territoriale, in due grandi aree, l'una collinare a nord e l'altra di pianura a sud-ovest, alle quali corrispondono diverse caratteristiche ambientali e vegetative.
Colline moreniche e area sub-collinare (alta pianura ghiaiosa): Castiglione delle Stiviere, Cavriana, Guidizzolo, Medole, Monzambano, Ponti sul Mincio, Solferino, Volta Mantovana. Nelle zone più alte sul livello del mare si estendono terreni sassosi, destinati a pascolo e ai vigneti, protetti da antichi borghi fortificati, come nel caso del pressoché intatto Castellaro Lagusello, di Cavriana, di Volta Mantovana, di Monzambano, di Ponti sul Mincio. Torri e castelli medievali fungevano qui da guardia e da difesa del territorio. Si tratta di una zona, che si estende per circa diciottomila ettari, di colline con quote superiori ai duecento metri sul livello del mare, a predominanza di sedimenti glaciali e fluvioglaciali – ciottoli, ghiaie, sabbie -. Ai piedi delle colline o nelle zone intermoreniche la terra è ricca di fontanili e risorgive che alimentano i fossati o stagnano in piccoli laghi. L'area sub-collinare dell'alta pianura – Medole, Guidizzolo – è caratterizzata da archi morenici subparalleli e da depositi fluvioglaciali, con sedimenti di natura tendenzialmente grossolana.
Altopiano pianeggiante tra Mincio e Oglio: Acquanegra sul Chiese, Asola, Canneto sull'Oglio, Casalmoro, Casaloldo, Casalromano, Castel Goffredo, Ceresara, Gazoldo degli Ippoliti, Goito, Mariana Mantovana, Piubega, RedondescoIl PTCP della Provincia di Mantova, oltre a riconoscere il circondario Alto Mantovano (circondario A), nella suddivisione in sub-circondari ripartisce la zona in questione in A nord, corrispondente all'area collinare e pedecollinare anzidetta, con l'aggiunta di Castel Goffredo, e A sud, corrispondente all'altopiano tra Mincio e Oglio. Cfr. . La piatta pianura, dove i campanili delle chiese segnano la presenza di paesi e di piccole frazioni, è fertile e quasi interamente destinata all'agricoltura, ma oggi è purtroppo assai avara di alberi, ridotti ad indicare le diverse proprietà, per fare posto alle coltivazioni e ai campi, segnati da fossi e stradine.
Questa zona pianeggiante di alta e media pianura è percorsa dai fiumi Mincio, Oglio, Chiese, e da più brevi corsi d'acqua come i Tartari, l'Osone, il Solfero, il Caldone; è caratterizzata da sedimenti fluviali a granulometria fine – sabbie, limi, argille - , in lieve pendenza verso la parte assiale del corso del Po. A sua volta il paesaggio dell'altopiano pianeggiante si divide in: media pianura idromorfa o fascia storica delle risorgive; bassa pianura e paesaggi delle valli fluviali, con la valle del Chiese, la valle dell'Oglio e la valle del Mincio.
L'assetto geologico è caratterizzato nella parte settentrionale dalle colline moreniche del Garda, costruite dai grandi ghiacciai alpini durante le ultime glaciazioni, nella parte meridionale dalla piana proglaciale würmiana, nota come livello fondamentale della pianura, formatasi al termine dell'ultima glaciazione quaternaria; in essa sono bene riconoscibili le incisioni vallive, a tratti fortemente incassate, dei corsi d'acqua principali – Oglio e Mincio - ritenute di età olocenica.
L'Alto Mantovano è delimitato su tre lati da tre importanti fiumi: ad ovest il Chiese, in prossimità del confine con Brescia, ad est il Mincio – che per un tratto segna il limite con la provincia di Verona -, a sud-ovest l'Oglio – che marca il confine con la provincia di Cremona -. Tra l'Oglio e il Mincio sono ubicati diversi corsi d'acqua minori, la cui origine si deve al confluire delle acque di risorgiva, che contribuiscono con i loro depositi al paesaggio delle valli fluviali. Nella zona corrispondente all'abitato di Castel Goffredo sono presenti numerose risorgive.
Il clima dell'Alto Mantovano è quello tipico della pianura padana: le estati sono lunghe e umide ciò aumenta ancor più la sensazione di calore venendosi a creare l'afa, mentre l'inverno è freddo, con frequenti nebbie. Le precipitazioni si concentrano nei mesi dell'autunno-inverno, periodo nel quale possono essere anche a carattere nevoso.
Parchi L'Alto Mantovano è interessato da alcuni parchi, riserve e oasi d'interesse naturalistico:
Parchi regionali Parco regionale del Mincio, istituito dalla Regione Lombardia con legge regionale n. 47/84 (Ponti sul Mincio, Monzambano, Volta Mantovana, Goito). Il parco nella sua interezza si estende sulle due rive del fiume dal Garda allo sbocco nel Po. Lungo il percorso si trovano le Riserve naturali orientate di Castellaro Lagusello e colline moreniche. Nel territorio del parco si trova anche il Parco delle Bertone di Goito. Parco naturale dell'Oglio Sud, istituito dalla Regione Lombardia con legge regionale n. 17/88 (Tipologia: Oasi Naturale; Casalromano, Canneto sull'Oglio, Acquanegra sul Chiese). Il parco interessa nella sua totalità quindici comuni tra le province di Mantova e Cremona e si estende fino alla confluenza nel Po; nell'area altomantovana comprende: le lanche di Runate di Canneto sull'Oglio (Riserva Naturale orientata Gerra Gavazzi Runate con percorso attrezzato lungo l'Oglio); la riserva naturale orientata Le Bine, in riva destra tra i comuni di Calvatone e di Acquanegra sul Chiese; la foce del Chiese; le torbiere di Valli di Mosio.
Riserve naturali regionali Riserva naturale Le Bine (Acquanegra sul Chiese).
Parchi locali di interesse sovracomunale (PLIS) Parco Colline Moreniche di Castiglione Parco Solferino Riserva naturale Complesso morenico di Castellaro Lagusello Centro Parco delle Bertone (Goito): ospita fra l'altro il centro di riproduzione della cicogna bianca.
Dal punto di vista della conformazione territoriale, si può operare una prima e approssimativa ripartizione del territorio in due zone: Colline moreniche e area sub-collinare (alta pianura ghiaiosa): Castiglione delle Stiviere, Cavriana, Guidizzolo, Medole, Monzambano, Ponti sul Mincio, Solferino, Volta Mantovana. Altopiano pianeggiante tra Mincio e Oglio: Acquanegra sul Chiese, Asola, Canneto sull'Oglio, Casalmoro, Casaloldo, Casalromano, Castel Goffredo, Ceresara, Gazoldo degli Ippoliti, Goito, Mariana Mantovana, Piubega, Redondesco.
A sua volta il paesaggio dell'altopiano pianeggiante si divide in: media pianura idromorfa o fascia storica delle risorgive; bassa pianura e paesaggi delle valli fluviali, con la valle del Chiese, la valle dell'Oglio e la valle del Mincio.
Uso del suolo Il settore agricolo ha una forte rilevanza economica in tutto il territorio, con le grosse aziende ad indirizzo cerealicolo-zootecnico e gli allevamenti di suini, tipici della pianura lombarda, ma anche con i vigneti e frutteti dell'area collinare.
L'Alto Mantovano si caratterizza per l'uso a seminativo preponderante rispetto alle altre forme di utilizzo del territorio. Questa presenza contraddistingue l'intera zona, ad esclusione delle aree lungo i principali corsi d'acqua dove pioppeti, boschi e aree a vegetazione naturale hanno una diffusione significativa. Tra le colture presenti riconducibili alla componente seminativa troviamo cereali autunno-vernini, colture industriali, colture foraggere. Le legnose agrarie (pioppeti, vigneti e frutteti) si localizzano lungo i principali corsi d'acqua (pioppeti) e le colline moreniche (frutteti e vigneti).
Nelle aree più prettamente agricole è presente una fitta ragnatela di siepi e filari, omogeneamente distribuita. Tale rete, attraverso i corridoi ecologici tra differenti aree naturali in cui si concentrano la fauna e la flora spontanea, si comporta come una riserva di biodiversità. Per questo motivo, e per il suo valore come elemento del paesaggio agrario, la sua importanza è stata rivalutata enormemente negli ultimi anni .
Geografia fisica
Geologia Il territorio dell'Alto Mantovano ha avuto origine dalle complesse vicende intervenute durante l'era quaternaria; la sua genesi si deve, infatti, prima alla dinamica glaciale e fluvioglaciale durante il Pleistocene (1,7 - 0,01 milioni di anni), poi a quella fluviale durante l'Olocene (a partire da 0,01 milioni di anni).
L'assetto geologico è pertanto caratterizzato nella parte settentrionale dalle colline moreniche del Garda, costruite dai grandi ghiacciai alpini durante le ultime glaciazioni, nella parte centrale dalla piana proglaciale würmiana, nota come livello fondamentale della pianura, formatasi al termine dell'ultima glaciazione quaternaria; in essa sono bene riconoscibili le incisioni vallive, a tratti fortemente incassate, dei corsi d'acqua principali – Oglio e Mincio - ritenute di età olocenica.
Pedogenesi e paleoambiente Gran parte del territorio altomantovano è costituito dai sedimenti dapprima ghiaiosi – a nord - e poi sabbiosi – a sud -, fuoriusciti durante il Pleistocene superiore dal fronte del ghiacciaio gardesano, le cui morene più esterne si affacciano a settentrione dell'area. Tali sedimenti vennero depositati dai corsi d'acqua a canali intrecciati prima, meandreggianti poi, che costruirono una piana fluvioglaciale (sandur), in origine omogeneamente digradante dagli apparati morenici al Po.
Oggi questa piana, che costituisce il livello principale della pianura, è, nel tratto compreso fra Oglio e Mincio, fortemente incisa da corsi d'acqua attivi o fossili. La particolare forma dell'antica pianura fluvioglaciale, come anche l'andamento dei corsi d'acqua che la incidono, è stata determinata dall'evolversi, anche durante l'Olocene, di strutture tettoniche profonde.