La metropolitana di Parigi presenta 301 stazioni e 385 punti d'arresto (all'8 ottobre 2011). Il loro scopo è accogliere nel modo migliore possibile i passeggeri delle varie linee: su questo hanno lavorato decine di architetti in più di un secolo di storia.

Dalle prime edicole di Hector Guimard e le stazioni rivestite in ceramica debolmente illuminate, l'architettura delle strutture si è assai evoluta, in funzione dei tempi e delle varie esigenze dell'utenza. Dopo le strutture metalliche implementate negli anni 1960 e le piastrelle arancioni degli anni 1970, dal 1999 il metrò tende a tornare allo stile di inizio novecento, nel quadro del progetto Renouveau du métro. In parallelo, l'apertura nel 1998 della linea 14, completamente automatica, ha lanciato un nuovo stile, con stazioni vaste, moderne e funzionali.

Esterno

La segnaletica che annuncia l'ingresso di una stazione del metrò è molto importante: deve poter essere visibile ed identificabile anche da lontano. L'estetica di tali accessi è più volte cambiata nel corso del tempo.

Introduzione

Gli accessi alle stazioni in stile Art Nouveau sono fra i simboli più noti di Parigi. L'architetto Hector Guimard fu selezionato nel 1899 per disegnare tali strutture, che furono create in più versioni: le più elaborate (type A) sono dotate anche di pensilina (come alla stazione Abbesses), altre (type B) presentano un accesso a forma di V rovesciata (stazioni Porte Dauphine e Châtelet); il modello più comune presenta una balaustra in ferro, verniciata di verde, modellata secondo motivi vegetali, con un cartello con la scritta métropolitain retto da due pali (anch'essi modellati con forme sinuose) che terminano con due lampioni arancioni. Al giorno d'oggi sono state preservate 86 edicole Guimard. Altre sono state regalate ad altre città: una si trova sulla metropolitana di Montréal (stazione Square-Victoria), una sulla metropolitana di Lisbona e un'altra a Chicago.

Nel 1903, per la costruzione della stazione Opéra, fu usata una nuova struttura per gli ingressi, più sobria, in pietra, che sarà poi ripresa su altre stazioni (Étoile, Franklin-Roosevelt, République). La collaborazione con Guimard cessò nel 1904, allorché la segnalazione delle stazioni fu sostituita con un semplice cartello luminoso rosso con la scritta Métro sormontato da un globo in opalina. Tale segnalazione, unitamente allo stile delle balaustre, verrà via via sempre più semplificato (modello Dervaux). Dal 1930 sopra gli ingressi si iniziò ad affiggere una mappa della rete. La compagnia Nord-Sud introdusse a sua volta uno stile personale: balaustre in ferro con basamento rivestito in ceramica. Dopo la seconda guerra mondiale, le balaustre furono viepiù semplificate. Presso i grandi magazzini e nella banlieue ne apparvero anche in acciaio inox. Il cartello di tipo Dervaux fu rimpiazzato negli anni 1950 da un nuovo segnale, raffigurante una M gialla in un cerchio verde, il tutto illuminato al neon. L'entrata di alcune stazioni fu posta in un'edicola (Port-Royal) o nella parete di un immobile (Pernety).

All'ingresso delle stazioni, vi è sempre perlomeno una biglietteria con un dipendente RATP più alcuni sportelli automatici. L'accesso ai treni è delimitato da tornelli che si aprono solo introducendo un titolo di viaggio.

Spesso le stazioni (specie se sono crocevia di più linee) si sviluppano su più livelli; in alcuni casi invece le linee si incrociano sullo stesso livello e spesso sullo stesso marciapiede (Jussieu, Louis Blanc). I corridoi di raccordo tra le linee possono spesso essere molto lunghi (Montparnasse-Bienvenüe, Saint-Lazare, Châtelet). Per ridurre i tempi di percorrenza, talvolta tali corridoi sono dotati di marciapiede mobile (Montparnasse-Bienvenüe, Châtelet, Invalides).

203 stazioni sono dotate di ascensore, ma di queste solo 43, tra cui tutte quelle della linea 14, sono del tutto accessibili per le persone con disabilità motoria.

Ingresso Lo stile Guimard

In vista dell'apertura della metropolitana, nel 1899 la Compagnie du chemin de fer métropolitain de Paris (CMP) bandì un concorso per la progettazione degli ingressi delle stazioni. I requisiti richiesti erano: altezza da terra di almeno un metro, aspetto vistoso, illuminate di notte e con un cartello recante la dicitura Chemin de fer métropolitain (poi abbreviato in metropolitain).

La selezione fu dura: la CMP rigettò diverse proposte, ritenendole troppo classiche. Fu infine approvato il progetto di Jean Camille Formigé, che fu però bloccato dal municipio di Parigi, che lo "dirottò" alla progettazione delle stazioni all'aria aperta.

A quel punto il presidente della CMP, Adrien Bénard, decise di contattare un noto architetto esponente dell'Art Nouveau: Hector Guimard. Sebbene egli non avesse fatto concorso, accettò, e disegnò due tipi di ingressi, ad edicola coperta e scoperta, in ferro battuto verde. Il primo tipo, giudicato troppo complesso da realizzare, rimase poco usato: perlopiù si costruirono edicole scoperte. Tra le poche edicole coperte realizzate, le più imponenti si trovavano a Étoile e a Bastille (entrambe oggi scomparse). Le uniche due edicole ancora esistenti si trovano oggi a Porte Dauphine (linea 2) e a Abbesses (linea 12): quest'ultima la ricevette nel 1974, allorché fu asportata da Hôtel de Ville (in rue Lobau).

Tali ingressi sono ispirati, nella loro forma voluttuosa, alla flora. Il cartello con la scritta « Métropolitain » è sorretto da due lunghi "steli" in metallo, che terminano con un lampione arancione, modellato a somiglianza del mughetto. Sul cartello spesso è anche riportata la firma Hector Guimard Arch., in rossoJean Tricoire, Un siècle de métro en 14 lignes. De Bienvenüe à Météor,ed. 1999, p. 72.

Hector Guimard creò 141 ingressi tra il 1900 e il 1912. Ne sopravvivono oggi 86 « », communiqué de la RATP, janvier 2007. per 66 stazioni.

Il 29 maggio 1978 i seguenti accessi sono stati dichiarati monumento storico della Repubblica Francese (tra parentesi il numero di ingressi per stazione), Ministero della Cultura. Consultato il 21 dicembre 2008.: Châtelet (1), Étienne Marcel (1), Louvre (1), Palais Royal-Musée du Louvre (3), Tuileries (2), Quatre-Septembre (1), Réaumur - Sébastopol (4), Sentier (1), Temple (1), Cité (2), Saint-Michel (3), Europe (1), Saint-Lazare (1), Cadet (1), Opéra (1), Château d'Eau (2), Colonel Fabien (1), Gare du Nord (3), Louis Blanc (1), Bréguet - Sabin (2), Couronnes (1), Ménilmontant (1), Parmentier (1), Père Lachaise (2), Richard-Lenoir (1), République (1), Rue Saint-Maur (1), Bastille (1), Daumesnil (1), Gare de Lyon (1), Nation (2), Picpus (1), Campo-Formio (1), Place d'Italie (2), Saint-Marcel (1), Denfert-Rochereau (1), Mouton-Duvernet (2), Raspail (1), Pasteur (1), Boissière (1), Chardon-Lagache (1), Porte Dauphine (2), Église d'Auteuil (1), Kléber (2), Mirabeau (1), Porte d'Auteuil (1), Victor Hugo (1), Monceau (1), Rome (1), Ternes (1), Villiers (1), Wagram (1), Abbesses (1), Anvers (1), Barbès - Rochechouart (1), Blanche (1), Pigalle (1), Place de Clichy (2), Botzaris (1), Crimée (1), Jaurès (1), Pré Saint-Gervais (1), Alexandre Dumas (1), Avron (1), Gambetta (1), Philippe Auguste (1).

Altre sei stazioni erano già tutelate da un decreto del 25 luglio 1965: Cité, Porte Dauphine, Hôtel de Ville (la struttura in questione fu poi spostata a Abbesses), Pigalle, Ternes e TuileriesPaul Smith, « », AHICF, 2008. Consultato il 21 dicembre 2008..

Queste strutture sono talora state donate ad altre reti metropolitane. Ecco qualche esempio:

Dopo Guimard

Dal 1904, per l'accesso alle stazioni situate vicino a monumenti quali l'Opéra o la Madeleine, la CMP commissionò all'architetto Cassien-Bernard la realizzazione di ingressi più semplici e sobri, in pietra, in controtendenza con lo "stile Guimard" ormai ritenuto démodé.

La novità di questi ingressi, oltre allo stile, è la presenza di una mappa della rete metropolitana fissata alla balaustra, dettaglio che sarà poi aggiunto agli accessi Guimard, l'estetica nuova e più razionale. La mappa della rete, inizialmente illuminata da una luce esterna, sarà poi retroilluminata dal 1930.

La società Nord-Sud, concorrente della CMP e proprietaria di due linee, fece realizzare a partire dal 1910 degli accessi in ceramica e ferro battuto, di aspetto sobrio ma elegante. La scritta « Métropolitain » appare qui in bianco su fondo rosso, per essere visibile da lontanoJean Tricoire, op. cit., ed. 1999, p. 74.

Eccezioni

Oltre alle edicole Guimard e agli accessi sin qui descritti, vi sono altri due tipi di accesso alle stazioni: incastellati in un'edicola in muratura o dentro un immobile.

In qualche caso, le edicole accolgono le scale, gli ascensori e talvolta finanche la sala d'ingresso. Se ne trovano in particolare sulla linea 3bis a Pelleport, Saint-Fargeau e Porte des Lilas. Altri si trovano a Saint-Jacques (linea 6) e a Place Monge (linea 7), Vaneau (linea 10), Volontaires (linea 12).

In altri casi, per mancanza di spazio, l'ingresso veniva ricavato nella parete di un immobile esistente, come a Sentier (linea 3), Les Halles (linea 4), Riquet (linea 7), Buzenval (linea 9), Miromesnil (linee 9 e 13) e Pernety (linea 13).

I cartelli di segnalazione

I cartelli di segnalazione degli ingressi delle stazioni (in francese detti totems) furono introdotti dalla società Nord-Sud, per poi essere generalizzati su tutta la rete. Ecco un compendio della loro evoluzione:

Cartello Lamarck - Caulaincourt

Nel 1912, la Nord-Sud installò un cartello-lampione per segnalare l'ingresso della stazione Lamarck - Caulaincourt, a Montmartre, poco visibile dalla strada per la sua posizione nascosta. Caratteristica peculiare di questo cartello era la struttura "ad arco". Sul resto della rete, la compagnia iniziò ad installare dei cartelli simili, ma con la dicitura « Nord-Sud » in bianco su fondo rosso, che sarà poi mutata in « Métropolitain » allorché la Nord-Sud sarà assorbita dalla CMP nel 1930.

Cartello Val d'Osne

La CMP ottenne nel 1923 il permesso per installare dei nuovi cartelli alti quattro metri, su una piccola porzione della rete, per migliorare la visibilità dell'ingresso delle stazioni. Tali cartelli sono costituiti da un lampione sferico che sormonta un pannello rosso con la scritta bianca MÉTRO, retroilluminato, contornato da delle decorazioni in ferro battuto, intonate con il motivo delle balaustre sottostanti. Questi cartelli furono fabbricati nelle officine della Val d'Osne, da cui il loro nome. I cartelli Dervaux, apparsi nel 1922, più sobri, andarono a loro volta a sostituirli. Ad oggi esistono ancora alcuni cartelli Val d'Osne, ad esempio a Saint-Paul, Saint-Germain-des-Prés, Iéna, Saint-Augustin, Le Peletier, Saint-Michel« », Symbioz.net. Consultato il 16 gennaio 2009., Saint-Sulpice (davanti al Café du Métro) o Saint-Placide.

Cartello Dervaux

La société Nord-Sud affidò la realizzazione dei segnali d'ingresso alle stazioni a Adolphe Dervaux, che li costruì dal 1914. I segnali Dervaux furono poi adottati dalla CMP su gran parte della rete negli anni 1930, e tendettero a rimpiazzare i cartelli Val d'Osne, considerati antiquati, specie per quel che concerneva la decorazione.

Dal 1940 al 2000

Un nuovo segnale raffigurante una M rossa, circondata da un cerchio blu e con la parola MÉTRO in bianco su fondo blu, posta trasversalmente, apparve poco prima della seconda guerra mondiale all'ingresso di qualche stazione.

Negli anni 1960, apparve un nuovo cartello, con la scritta MÉTRO blu su fondo bianco, inscritta in due cerchi metallici.

In poco tempo il segnale si semplificò ulteriormente, perdendo la dicitura MÉTRO, che lasciò il posto a una M gialla inserita in un cerchio verde.

Cartello Météor

Per l'apertura della linea 14 (Météor) nel 1998, la RATP ha installato dei cartelli di nuova concezione, che sono poi state estese pure su altre stazioni di altre linee (come La Défense).