Il nome Clio II identifica la seconda serie della Renault Clio, un'autovettura di fascia bassa (segmento B) prodotta tra il 1998 ed il 2012 dalla Casa automobilistica francese Renault.

Storia Nascita del modello

L'avvio del progetto X65, che avrebbe portato alla nascita della seconda generazione della Clio, risale alla prima metà degli anni novanta, poco dopo l'arrivo di Louis Schweitzer, che sostituì Raymond Lévy alla presidenza della Renault. I lavori cominciarono a ritmo sostenuto, tanto che già nell'estate del 1994 già trapelarono le prime indiscrezioni su quale sarebbe stato l'aspetto della vettura definitiva. Tuttavia, alla Renault non si volle esagerare con i tempi, poiché la prima generazione della Clio, arrivata a quel punto solo al primo dei suoi aggiornamenti, stava ancora godendo di ampi consensi, rivelandosi così un ottimo successo di vendite. Non si volle quindi rovinare la piazza al redditizio modello lanciato appena quattro anni prima. Inoltre vi fu ancora tutta una lunga serie di test da effettuare, su strada e non, per cui nonostante il grosso del progetto fosse già stato concretizzato, non fu ancora il momento di lanciare il nuovo modello.

Il momento giusto arrivò nel marzo del 1998, quando la Clio II venne svelata nella sua veste definitiva al Salone di Ginevra.

Design interno ed esterno

Rispetto alla prima serie della Clio, il nuovo modello proponeva un corpo vettura leggermente più generoso in lunghezza, larghezza ed altezza, anche se l'interasse era invariato. La Clio II sfoggiava una linea del tutto inedita, nata dall'équipe guidata da Patrick Le Quément e caratterizzata da linee tondeggianti ovunque, secondo il miglior stile degli anni novanta, ma reinterpretato in maniera personale. Il frontale, con la sua calandra stretta, si ricollegava in maniera evidente alla Clio I, ma i gruppi ottici erano sensibilmente più grandi, sempre tondeggianti, ma di forma più irregolare rispetto alle ultime Clio di prima generazione. La fiancata era caratterizzata da superfici lisce ovunque e la differente caratterizzazione tra la versione a 3 porte e quella a 5 era visibile soprattutto nella parte posteriore, dove la versione a 3 porte presentava un finestrino fisso in un sol pezzo, mentre la 5 porte montava un finestrino diviso in due parti. Inoltre, nella 3 porte la zona posteriore della linea di cintura tendeva a salire di più, conferendo maggior sportività alla linea della vettura. In entrambi i casi, l'andamento del padiglione era discendente nella zona posteriore, andando così a raccordarsi perfettamente con il particolare disegno della coda. Quest'ultima era infatti la parte più riuscita e personale dell'intera vettura: nella sua realizzazione, l'équipe di Le Quément si ispirò chiaramente alla concept Ludo. Spiccano il lunotto convesso ed avvolgente, nonché il cofano bombato, quasi un abbozzo di mezzo volume in più (anche se in realtà non è così). Altro elemento distintivo era il particolare disegno "a falce" dei gruppi ottici posteriori.

L'abitacolo della Clio II era all'incirca spazioso come la Clio precedente, ma l'abitabilità dei passeggeri posteriori era migliorata grazie al ridisegno del divanetto, sebbene l'andamento del tetto penalizzasse un po' i passeggeri di statura più alta. I sedili erano stati ridisegnati per evitare, in caso di urto frontale, che il corpo del conducente o del passeggero anteriore scivolasse sotto la cintura di sicurezza. Inoltre, a richiesta era possibile arricchire la vettura con una serie completa di airbag: quello per il conducente era di serie, mentre gli altri erano optional. Inoltre, i poggiatesta erano disegnati su un'intelaiatura studiata appositamente per evitare i colpi di frusta in caso di urto. Il posto guida, particolarmente ergonomico, proponeva una plancia completamente ridisegnata e molto più tondeggiante. Essa richiamava quanto già proposto due anni prima nella prima generazione della Kangoo, con un cruscotto di forma ellissoidale e suddiviso in più spicchi ognuno dei quali racchiudeva uno strumento o anche due, oppure un gruppo di spie luminose, tutti intorno al tachimetro di forma circolare. L'abitacolo era inoltre ricco di vani portaoggetti, mentre il bagagliaio non ha subito particolari aumenti nella sua volumetria interna, ma disponeva di una traversa in grado di trattenere i bagagli in caso di incidente frontale.

Struttura, meccanica e motori

Dal punto di vista strutturale, la Clio II era una vettura completamente nuova rispetto al modello uscente: il nuovo telaio aveva in comune con quello della Clio I solo la misura del passo, ma per il resto era molto più moderno ed evoluto, specialmente sotto il profilo della sicurezza passiva. In generale, la scocca è stata rinforzata, con particolare attenzione nella zona frontale. Le traverse sono maggiorate ed i longheroni sono stati realizzati in acciaio altoresistenziale. Anche le barre nelle portiere e la traversa del tetto erano state irrobustite. Tutto ciò, per soddisfare le più stringenti normative sulla sicurezza che sarebbero entrate in vigore qualche mese dopo il debutto della Clio II. L'attenzione al fattore sicurezza fruttò alla Clio II le quattro stelle EuroNCAP ottenute in seguito ai risultati del crash test, un buon risultato in confronto alle due stelle della prima Clio.

Per quanto riguarda le sospensioni, la Clio II proponeva un classico avantreno di tipo MacPherson, solo leggermente aggiornato per ottimizzarne il comfort e ridurne il rollio in curva; la vera novità stava invece nel retrotreno, non più a ruote indipendenti con barre di torsione, ma a ruote interconnesse con ponte flessibile "ad H". su entrambi gli assi erano previste molle elicoidali, ammortizzatori idraulici telescopici e barre antirollio. L'impianto frenante, a doppio circuito idraulico, era di tipo misto su tutte le versioni previste per la gamma d'esordio, anche se la versione di punta con motore 1.6 montava all'avantreno dei dischi autoventilanti. Lo sterzo era a cremagliera ed era servoassistito.

Per quanto riguarda i motori, la Clio II era disponibile al suo debutto in quattro motorizzazioni, tutte monoalbero, di cui tre a benzina ed una diesel:

1.2: si tratta del motore D7F da 1149 cm³, in grado di erogare 58 CV di potenza massima; 1.4: motore E7 J da 1390 cm³, con potenza massima di 75 CV; 1.6: motore K7M da 1598 cm³ e potenza massima di 90 CV; 1.9 D: motore diesel aspirato F8Q da 1870 cm³ con alimentazione ad iniezione indiretta e potenza massima di 64 CV.

In genere, il cambio era manuale a 5 marce, ma a richiesta, e solo in abbinamento al motore 1.6, era possibile avere un cambio automatico Proactive a 4 rapporti con adattamento automatico allo stile di guida del conducente.

Allestimenti e dotazioni

Quattro erano anche gli allestimenti previsti per la gamma d'esordio della Clio II:

RT, allestimento di base previsto per tutte le motorizzazioni tranne il 1.6 e che comprendeva tra l'altro: airbag lato guida, climatizzatore, servosterzo e correttore assetto fari; SI, allestimento di base, previsto unicamente in abbinamento al motore 1.6 e comprendente quanto già visto nel livello RT. In pratica è come il livello RT, ma con il motore 1.6 a fare da differenza; RXE, allestimento di livello medio previsto per tutti i motori tranne il 1.2 di base, e comprendente quanto già visto nei due allestimenti di base, ma con in più i retrovisori esterni a regolazione elettrica; RXT, allestimento di punta previsto solo in abbinamento con il motore 1.6 e la cui dotazione di serie integrava anche l'airbag per il passeggero anteriore, gli airbag laterali e l'ABS.

Le versioni con cambio automatico Proactive, pur non figurando nei listini con nessuna sigla che ne identificava l'allestimento, erano però di fatto provviste di allestimento RXT.

Dal marzo 1999 esce la versione speciale "One O One",in sostanza una RT con Radio cd di serie e doppio airbag ispirata all'omonima radio,sia 3 che 5 porte con motori 1.2 58cv che 1.4 75cv

Dal gennaio del 2000 uscì una versione speciale denominata "Mtv", cioè con il nome del famoso canale musicale televisivo "Mtv, Music Television", dotata di radio di serie e doppio airbag, si distingueva per il logo "Mtv" sul portellone sopra al logo Clio e sulle fiancate sulla banda paracolpi in plastica, sedili in tessuto con logo "Mtv", paraurti e retrovisori in tinta, fari fendinebbia, volante regolabile in altezza, climatizzatore manuale e strumentazione a fondo bianco, optional i cerchi in lega e la vernice metallizzata.

In entrambe le motorizzazioni era disponibile sia a 3 che a 5 porte. Termina la produzione di questa versione nell'Ottobre 2000 come

Questa versione era dotata inizialmente del motore 1.2 da 58 Cv, e a partire dal maggio di quello stesso anno si affiancò il 1.4 16v da 98 cv.

1.4 16v da 98 cv debutto nell'ottobre 1999 con l'allestimento "Max",che nel gennaio 2001 porta al debutto il 1.9 dTi 80cv, versione ispirata alla famosa rivista maschile "Max", si distingueva per il logo "Max" sul portellone sopra al logo Clio e sulle fiancate sopra alla banda paracolpi in plastica, dotata di interni sportivi parzialmente in pelle con sedile guida e volante regolabili, doppio airbag, inediti cerchi a cinque razze sdoppiate, spoiler posteriore, fendinebbia, paraurti e retrovisori in tinta, climatizzatore manuale e strumentazione a fondo bianco e fari lenticolari sdoppiati della 1.6 16v,disponibile sia a 3 che 5 porte, la 5 porte aggiungeva gli appoggiatesta posteriori di serie.

Nel 2001 viene introdotto il 1.2 16v da 75 cv con la presentazione della serie speciale "Vitaminic" sia a 3 che 5 porte dotata dello stesso allestimento della clio Max senza la pelle sui sedili ma con in dotazione autoradio a casetta con comandi al volante e un lettore mp3 di serie con adattatore a cassetta.

Evoluzione

Come già la prima serie, così anche la Clio II cominciò ad essere prodotta nello stabilimento francese di Flins, ma entro poco tempo la sua produzione si sarebbe estesa anche a diversi altri stabilimenti sparsi in tutto il mondo. Fino alla fine del 1998 non vi furono cambiamenti alla gamma.

Nel 1999 la gamma si arricchì con due nuove motorizzazioni, vale a dire il 1.4 16v da 98 CV ed il 1.6 16v da 108 CV; nello stesso anno esordirono nuovi allestimenti: quello di base, denominato semplicemente RN, e quello di punta, detto Initiale; a metà strada fra i due vi erano inoltre gli allestimenti speciali One-o-One e Max.

Così gli allestimenti furono 7: RN, RT, RXE, RXT, Initiale, One-o-One e Max.

Nel 2000 vi furono numerose novità di spessore: la versione 1.9 D venne affiancata dalla Clio 1.9 dTi, prima Clio con motore turbodiesel e alimentazione ad iniezione diretta. La potenza massima era di 80 CV. Le altre grosse novità riguardarono l'arrivo di due versioni sportive: da una parte la Clio 2.0 16v RS, con motore derivato da quello della Williams, ma che in questo caso venne portato a 172 CV; dall'altra la Clio 3.0 V6, dalle caratteristiche tecniche profondamente riviste, con motore non più in posizione anteriore, bensì posteriore centrale, al posto del divanetto posteriore. Tale motore, da 3 litri di cilindrata, raggiungeva una potenza massima di 230 CV. Sempre nel 2000, la 1.6 8v uscì dai listini ed il cambio automatico Proactive, evidentemente poco richiesto, sparì dalla lista optional della Clio II.