Il santuarioLa definizione di "santuario" in luogo di "chiesa" viene ricondotta al 1978, quando già aveva perso la funzione di parrocchiale, sostituita dalla nuova chiesa di San Martino, costruita in piazza Soncino a partire dal 1957 e benedetta nel 1961. (Cfr. ) Il cambio di definizione volle probabilmente, a parità di intitolazione a San Martino Vescovo, operare un distinguo formale fra le due chiese, valorizzando il fatto che nella vecchia chiesa di San Martino fossero comunque ancora conservate le reliquie di San Saturnino e del beato Balsamo Abate. di San Martino Vescovo in Balsamo (di cui è patrono e protettore). è un edificio religioso della città di Cinisello Balsamo, situato alla confluenza fra le vie San Saturnino (a sud) e San Martino (a nord), frontalmente al viale delle Rimembranze. Storicamente è stata inoltre per secoli la chiesa di riferimento della locale comunità balsamese, attorno alla quale ha avuto sviluppo fino agli inizi del Novecento l'abitato cittadino.Storicamente entrambi i borghi di Balsamo e Cinisello si sono sviluppati a partire dall'edificio religioso, che aveva un ruolo centrale nella vita della comunità. L'impianto urbanistico cittadino si è pertanto esteso nel corso dei secoli attorno a queste due centralità, venendo stravolto solo in seguito all'unione dei due comuni (1928) e alla successiva crescita edilizia che ha fuso in un'unica continuità urbana Cinisello e Balsamo a Milano e al suo hinterland. Cfr. .

Storia Le prime notizie storiche su un edificio religioso dedicato a San Martino Vescovo risalgono alla fine del XIII secolo, quando viene riportata unEcclesia Sancti Martini appartenente alla pieve di Desio, all'interno dell'elenco delle chiese dell'arcidiocesi ambrosiana allegato al Liber Notitiæ Sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero. Il primitivo edificio doveva presentarsi di dimensioni sicuramente non modeste,; riportato inoltre in . tanto da presentare al proprio interno almeno due altari, uno dei quali dedicato alla Madonna e collocato in una cappella laterale, lungo il lato meridionale della chiesa.

Le successive notizie storiche sullEcclesia Sancti Martini, fino al XIX secolo, si basano esclusivamente sulle visite pastorali condotte a partire dalla metà del XVI secolo. La loro importanza è cruciale non solo per il lavoro di censimento e rilievo degli edifici storici presenti nell'arcidiocesi, ma perché in molti casi queste visite costituivano il motore per il rinnovamento stilistico o architettonico dei luoghi di culto, come avvenuto peraltro anche per San Martino.; . Le fonti non attestano tuttavia ulteriori particolari né sullo stile, né sulle dimensioni effettive dell'edificio precedente all'ampliamento novecentesco. Dalla visita pastorale di padre Leonetto ClivoneLeonetto Clivone (Vicenza, 1525 - Milano, 1572), gesuita, a Milano dal 1565, venne incaricato nel 1566 da Carlo Borromeo della visita pastorale delle pievi di Missaglia, Desio e Cantù in qualità di Visitator Deputatus per Illustrissimum et Reverendissimum dominum Mediolani Archiepiscopum in Executione dictae Commissionis. Cfr. Biblioteca Ambrosiana, P. 7, F. 108 inf., fol 293-294, 333, 350-351, 414. del 1567, risulta che la chiesa si presentasse ancora sostanzialmente invariata, caratterizzata da una pianta rettangolare, un'unica navata e una torre campanaria.Archivio Storico Diocesano di Milano, Sezione X, Visite Pastorali, Desio, vol. 25, f. 77. La situazione risultava inalterata alla visita di Carlo Borromeo a Balsamo, l'8 luglio 1579, che nella sua delineatio riportava ancora il battistero e la sacrestia alla destra del coro.Archivio Storico Diocesano di Milano, Sezione X, Visite Pastorali, Desio, vol. 4, f. 20. A questa visita risale la più antica riproduzione cartografica della chiesa che si conosca attualmente.. Si tratta di una mappa complessiva della pieve di Desio, che rileva entrambi i borghi di Cinisello e Balsamo sviluppati attorno alle due rispettive chiese.Si tratta ad ogni modo di una rappresentazione del tutto approssimativa e irrealistica degli abitati, in cui vengono schematicamente riportati i vari borghi con i relativi nomi e le strade. Cfr. Archivio Storico Diocesano di Milano, Raccolta Carte Topografiche e Disegni, già Sezione X, vol. 7.

Nella successiva visita pastorale condotta nel 1596, monsignor Baldassarre CipollaBaldassarre Cipolla, gesuita, venne incaricato da Federico Borromeo della visita pastorale in alcune pievi, fra cui quella di Desio e di Oggiono. ritenne l'edificio troppo ridotto per poter accogliere tutti i fedeli balsamesi, suggerendo un ampliamento che peraltro poteva coincidere con il rifacimento della chiesa coerentemente alle nuove disposizioni della Controriforma.Archivio Storico Diocesano di Milano, Sezione X, Visite Pastorali, Desio, vol. 18, ff. 158-1636. Risale pertanto all'anno successivo, il 1597, la stesura di un progetto che porta la firma di un tal Moneta, che prevedeva la trasformazione dell'abside da semicircolare a quadrata, la sostituzione del fonte battesimale con un battistero poligonale (collocato sul fianco settentrionale dell'edificio, in prossimità della facciata) e la sistemazione degli accessi al campanile e alla sacrestia (comunicanti attraverso due porte con il coro). L'orientamento della chiesa veniva invece mantenuto, con l'abside posta a occidente e la facciata a oriente, dotata questa di tre ingressi.Archivio Storico Diocesano di Milano, Sezione X, Fondo Spedizioni Diverse, cart. 4, f. 2.

I lavori vennero portati a compimento nei primi anni del Seicento,La Guerci riporta come data ultima entro cui i lavori dovevano essere finiti il 1608. Cfr. . Tale data può essere ricondotta alla visita di monsignor Giovan Pietro Giussani (Milano, 1548 o 1552 - Monza, 1623) avvenuta il 16 agosto 1608, dalla quale però non trapelano ulteriori specifiche o indicazioni sulla chiesa di San Martino. Riportato in ; cfr. Archivio Storico Diocesano di Milano, Sezione X, Visite Pastorali, Desio, vol. 23, Visita del Mons. Giussani del 16.8.1608. tanto che lo stesso Federico Borromeo nella sua visita pastorale del 21 luglio 1604,Archivio Storico Diocesano di Milano, Sezione X, Visite Pastorali, Desio, vol. 24, Visita del Cardinale Federico Borromeo del 21.7.1604. attestò la presenza di otto cappelle laterali (di cui non è però specificata la dedicazione), il trasferimento del fonte battesimale, la riconfigurazione dell'abside e il collegamento fra il coro e il campanile, lamentando tuttavia l'assenza della sacrestia (i cui lavori erano bloccati alle fondazioni) e avanzando perplessità riguardo alle dimensioni complessive dell'edificio, ritenute ancora eccessivamente ridotte.Archivio Storico Diocesano di Milano, Sezione X, Visite Pastorali, Desio, vol. 24, ff. 235 e seguenti. La relazione del monsignor Antonio Verri,Antonio Verri (1707-1784), incaricato della visita pastorale alla pieve di Desio. in seguito alla sua visita pastorale del 1745,.. risulta infine l'ultima fonte che documenta l'impianto originario della chiesa ad aula unica. In quell'occasione venne inoltre registrato un arricchimento della suppellettile ecclesiastica e degli arredi. Successivamente a questa visita, nel 1758, venne redatta una seconda mappa della pieve di Desio che andava a confermare la situazione già illustrata due secoli prima dalla precedente, con i borghi di Cinisello e Balsamo stretti attorno alle due chiese.Archivio Storico Diocesano di Milano, Raccolta Carte Topografiche e Disegni, già Sezione X, vol. 29.

Nel 1856 venne ultimato e inaugurato l'attuale campanile, alto più di sessanta metri, voluto da don Giovanni Prato allora parroco di Balsamo.. Fino al 1877 nelle immediate vicinanze della chiesa si estendeva linearmente verso sud lo storico cimitero di Balsamo, individuato da una croce stazionaleAnaloghe crocette sono invece tuttora presenti davanti alla chiesa di Sant'Ambrogio in Cinisello e alla chiesa di San Pietro Martire alla Crocetta. Se la prima, risalente al XVII secolo, individuava con certezza l'antico cimitero di Cinisello che si estendeva tutt'attorno la chiesa, la seconda pur probabilmente dedicata alle vittime della peste presenta un'origine tuttora sconosciuta. Vedi anche risalente al XVI secolo, oggi dispersa. In seguito alle donazioni di terreni da parte della marchesa Cristiana Morosina, vedova del marchese Casati Stampa di Soncino, questo poté essere trasferito e ampliato in posizione più decentrata rispetto all'abitato, posto a sud est rispetto al precedente..

L'attuale assetto del santuario e l'impianto a croce latina absidata a tre navate (una maggiore centrale e due minori laterali) sono invece da imputarsi ai grandi lavori di ampliamento degli inizi del Novecento,; riportato inoltre in . svoltisi sotto la guida di don Antonio Colombo.Ossia in un periodo di tempo compreso fra il 1899 e il 1919. Cfr. . La chiesa raggiunse pertanto le attuali dimensioni di 24 m di larghezza per 30 m di lunghezza, affiancata a partire dal 1923 dall'oratorio Pio XI, realizzato dall'architetto Oreste Scanavini..

In seguito alla crescita urbana e demografica di Balsamo, che dal 1928 era stata unita con Cinisello nel nuovo comune di Cinisello Balsamo,R.D. 13 settembre 1928, n° 2229. la chiesa di San Martino si venne a trovare in una posizione relativamente marginale rispetto ai nuovi insediamenti urbani, sviluppatisi in direzione di Cinisello.L'arrivo a Balsamo dell'autostrada Milano-Bergamo nel 1926 (inaugurata nel 1927) sancì una cesura netta del territorio, costituendo un limite fisico al suo naturale sviluppo urbano. La successiva crescita edilizia della città si sarebbe pertanto sviluppata a nord dell'originario nucleo abitativo di Balsamo, lasciando la chiesa di San Martino in una posizione relativamente periferica, quasi a ridosso del rilevato dell'autostrada. Cfr. . Venne pertanto decisa la costruzione di una nuova parrocchiale, decentrata all'incirca mezzo chilometro più a nord-est, in grado di garantire una maggiore capienza per i fedeli. I lavori si svolsero fra il 1957 e il 1961, anno in cui venne benedetta e aperta al culto la nuova chiesa di San Martino Vescovo, in piazza Soncino.. Da allora l'importanza della vecchia chiesa (dal 1978 definita santuario) è andata scemando, pur continuando ad essere utilizzata per officiare alcune messe e celebrazioni fino al 2012.

Durante il terremoto del 27 gennaio 2012 si staccarono infatti il crocifisso dalla statua della Vergine benedicente (posta sulla sommità della facciata) e alcune tegole: la statua venne messa in sicurezza e rimossa, mentre l'intero edificio venne dichiarato inagibile dai Vigili del Fuoco.

Ad agosto 2022 hanno avuto termine i lavori di restauro del campanile. Il 25 settembre le campane hanno ripreso a suonare.

Descrizione

Il santuario si presenta orientato in direzione est-ovest, con la facciata posta a oriente e l'abside a occidente. L'edificio si presenta esternamente intonacato di bianco, con il tetto ricoperto da tegole in cotto: le uniche due emergenze sono infatti la cupola, che si inserisce nel transetto, e la facciata, caratterizzata da una vetrata semicircolare e da alcune statue.

Facciata