Villa Mocenigo è una villa veneta della riviera del Brenta. Si trova sulla riva destra del Naviglio a Oriago di Mira. È stata sede del Centro Internazionale di Studi sull'Economia Turistica dell'università Ca' Foscari.
Storia La villa venne realizzata nel Settecento dalla famiglia Mocenigo sulla sponda destra del Naviglio del Brenta, nel territorio dell'allora comune di Gambararehttps://irvv.regione.veneto.it/xw/lod/front/file/73481.pdf. L'edificio sorgeva nelle vicinanze della Piazza del Mercato dove vi era la sede del Provveditore veneziano delle GambarareS. Giacomello, Il mercato di Oriago: ogni martedì da mezzo millennio, in Rive. Uomini, arte e natura, n. 7, Comune di Mira - Quaderni di Riviera del Brenta, 2009, p. 4.: era dunque una posizione strategica e facilmente raggiungibile da Venezia via acqua. La famiglia Mocenigo aveva notevoli possedimenti nella Riviera e nel 1712 fu proprio tale famiglia a donare alla pieve di Gambarare le due colonne in porfido che ornano l'altare maggiore della chiesaM. Poppi, Gambarare e il suo territorio, Istituto Tipografico Editoriale, Dolo, 1977, p.113.
In tempi più recenti passò ai De Luigi e agli Zara; attualmente è proprietà del comune di Mira, dal 1991 al 2018 è stata concessa all'università Ca' Foscari come sede del Centro Internazionale di Studi sull'Economia Turistica.
Descrizione Il palazzo presenta due soli piani e ben quindici assi; il suo sviluppo è quindi principalmente orizzontale, caratteristica risaltata dalle fasce marcapiano e marcadavanzale. Il fronte principale è rivolto a nordovest, verso il Naviglio.
Il partito centrale è sottolineato da un leggero aggetto e soprattutto dal frontone ad arco ribassato che lo corona, ornato da tre vasi acroteriali e dallo stemma dei Mocenigo al centro. Il portale d'ingresso, a tutto sesto, è accessibile mediante una breve scalinata ed è fiancheggiato da due monofore anch'esse ad arco. Le altre aperture sono semplici rettangoli.
La facciata a sudest si rivolge al parco (oggi notevolmente ridotto) e presenta linee analoghe a quella principale.
L'interno presenta ancora resti di stucchi e affreschi, questi ultimi attribuiti a Giandomenico Tiepolo.
Alla casa padronale è addossata una piccola barchessa costruita in un secondo tempo.
Note
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