Il film Il postino, prodotto insieme al padre e a Gaetano Daniele, gli valse la candidatura all'Oscar al miglior film nel 1996 e gli fece vincere il BAFTA al miglior film non in lingua inglese. Tra gli altri riconoscimenti ottenuti in carriera figurano tre David di Donatello su sette candidature.

Dal 29 febbraio 2020 sconta una pena per bancarotta fraudolenta in regime di detenzione domiciliare.

Biografia

Lavora sin da giovanissimo nel campo dell'imprenditoria cinematografica, a stretto contatto con il padre Mario. A seguito della morte di questi nel 1993, eredita la Cecchi Gori Group, all'epoca una delle più potenti case cinematografiche italiane ed europee, che poteva contare su varie società, anche negli Stati Uniti d'America, e forte di una joint venture con Silvio Berlusconi, denominata Penta Film. Inoltre allarga la propria sfera di attività, aspirando a rompere il duopolio televisivo italiano: nel biennio 1994-1995 acquista le reti televisive Videomusic (che diventerà TMC 2 tra il 1996 e il 1997) e Telemontecarlo (che diventerà l'attuale LA7 nel 2001) dopo la sua defezione da Telepiù. Continua con successo l'attività di produttore cinematografico producendo un gran numero di film tra cui Il postino che vince un Oscar, per la migliore colonna sonora, e La vita è bella che vince tre Oscar: quello alla migliore colonna sonora, quello al miglior film straniero e quello al miglior attore protagonista Roberto Benigni (anche regista del film).

Tra il 1999 e il 2000, per sopraggiunte difficoltà economiche, è costretto a vendere molti asset, mantenendo però la proprietà di numerose sale cinematografiche nelle più grandi città italiane.

Dal 1993, anno della morte di suo padre, fino al 2002, è il diciassettesimo presidente della Fiorentina, con cui vinse un campionato di Serie B nella stagione 1993-1994, per due volte la Coppa Italia nel 1995-1996 e nel 2000-2001 e una Supercoppa italiana nel 1996. In quei tempi, la sua presidenza nella squadra "Viola" gli valse anche una certa notorietà, ma rimase coinvolto, tra il 2001 e il 2002, in gravi crisi finanziarie, tra le quali venne a causarsi il fallimento del club calcistico di sua proprietà, avvenuto nell'estate del 2002.

Impegnato anche in politica, viene eletto senatore nel Partito Popolare Italiano dal 1994 al 1996. Nel momento del voto di fiducia al primo governo Berlusconi, si assenta dall'aula favorendo così l'insediamento del nuovo presidente del Consiglio. Nel 1996 viene riconfermato nel collegio 1 della Regione Toscana. Nel 2001 si candida con L'Ulivo nel collegio di Acireale ma raccoglie solo il 33% dei voti, finendo poi indagato per voto di scambio con l'ipotesi di aver pagato i tifosi dell', militante in Serie C2 all'epoca.

In vista delle elezioni politiche del 2006 decide di candidarsi nella circoscrizione Lazio 1: è capolista alla Camera con il Movimento per l'Autonomia, alleato con la Lega Nord, ma non viene eletto.

Il 9 luglio 2015 gli viene revocato il vitalizio insieme a dieci ex deputati ed altri sette ex senatori.

Vita privata Fidanzato negli anni sessanta con Maria Grazia Buccella, è stato sposato dal 1983 al 2000 con l'ex attrice Rita Rusić e da lei ha avuto due figli: Rusić dopo la separazione ha intrapreso in proprio l'attività di produttrice cinematografica. Poi ha successivamente avuto una relazione di tre anni con la showgirl Valeria Marini. Ha avuto anche una lunga relazione con l'attrice Mara Meis, pseudonimo di Mara de Gennaro, rappresentante dell'Italia a Miss Mondo 1996, che ebbe un aborto spontaneo nel 2007.

Il 25 dicembre 2017 Cecchi Gori fu ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma in condizioni gravi ma stabili per un problema cerebrovascolare, in seguito a un'ischemia cerebrale.Vittorio Cecchi Gori ricoverato in rianimazione a Roma, i medici: "Condizioni serie" repubblica.it Dopo essere stato tenuto in coma farmacologico per un giorno, l'indomani uscì dallo stato comatoso, rimanendo comunque nel reparto di terapia intensiva.Vittorio Cecchi Gori fuori dal coma. Rita Rusić: "Era contento di vederci" repubblica.it La malattia lo ha riavvicinato alla ex moglie Rita Rusić, che non vedeva da 10 anni, e ai figli Mario e Vittoria.

Procedimenti giudiziari Nel luglio 2001 Cecchi Gori ricevette un avviso di garanzia per concorso in riciclaggio. Durante una perquisizione legata all'inchiesta, in un appartamento di Palazzo Borghese (sua residenza romana) alla presenza di Valeria Marini che all'epoca conviveva con lui, venne ritrovata in cassaforte una consistente quantità di cocaina. Davanti alle domande incalzanti dei giornalisti e degli inquirenti, la definì più volte come 'zafferano'. Il 29 ottobre 2002 viene arrestato per il fallimento della Fiorentina; nel novembre 2006 è stato condannato in via definitiva dalla quinta sezione penale della Corte di cassazione a tre anni e quattro mesi di reclusione, tre dei quali coperti dall'indulto. È stato arrestato il 3 giugno 2008 a Roma, principale capo di imputazione bancarotta fraudolenta della Safin. Il Tribunale di Roma nel 2009, in seguito al fallimento della , di cui Cecchi Gori è stato presidente, mette in vendita la residenza romana dell'imprenditore. Si trattava di un appartamento di 950 metri quadrati all'interno di Palazzo Borghese, valutati complessivamente oltre 24 milioni di euro. Il 25 luglio 2011 viene nuovamente arrestato per bancarotta fraudolenta. Nel corso delle investigazioni era infatti emerso che Cecchi Gori aveva distratto i beni del patrimonio sociale della Fin.Ma.Vi. spa, causando un passivo fallimentare di circa 600 milioni di euro. Il 1º febbraio 2013 si conclude il processo con una condanna a 6 anni di reclusione e la confisca del capitale sociale delle società "Fin.Ma.Vi.", "Cecchi Gori Cinema e Spettacolo" e "New Fair Film" confermando anche il sequestro delle quote delle società "Adriano Entertainment" e "Vip 1997". Il 7 ottobre 2013 viene condannato nell'ambito del processo per il crac Finmavi a sette anni di reclusione. Il 27 febbraio 2020, la Cassazione conferma la condanna a 5 anni e 6 mesi di reclusione per il fallimento da 24 milioni di euro relativo a tale azienda, in accordo con la sentenza di appello pubblicata nel 2008. Il 29 febbraio 2020 viene arrestato per bancarotta fraudolenta e altri reati finanziari. Dovrà scontare un cumulo di pena per complessivi 8 anni, 5 mesi e 26 giorni di reclusione, comprensivi della condanna confermata in Cassazione nel febbraio 2020. A Cecchi Gori, che si trovava in ospedale, viene in seguito concesso il regime di detenzione domiciliare per tutta la pena, in conseguenza di vari motivi (età avanzata, mancata pericolosità sociale, condizioni di salute, sovraffollamento carcerario ed emergenza COVID-19).

Filmografia Mia moglie è una strega, regia di Castellano e Pipolo (1980) Il bisbetico domato, regia di Castellano e Pipolo (1980) Mi faccio la barca, regia di Sergio Corbucci (1980) Non ti conosco più amore, regia di Sergio Corbucci (1980) Asso, regia di Castellano e Pipolo (1981) Innamorato pazzo, regia di Castellano e Pipolo (1981) Delitto al ristorante cinese, regia di Bruno Corbucci (1981) Borotalco, regia di Carlo Verdone (1982) Grand Hotel Excelsior, regia di Castellano e Pipolo (1982) Delitto sull'autostrada, regia di Bruno Corbucci (1982) Attila flagello di Dio, regia di Castellano e Pipolo (1982) Bingo Bongo, regia di Pasquale Festa Campanile (1982) La casa stregata, regia di Bruno Corbucci (1982) Sing Sing, regia di Sergio Corbucci (1983) Acqua e sapone, regia di Carlo Verdone (1983) Delitto in Formula Uno, regia di Bruno Corbucci (1984) Sotto... sotto... strapazzato da anomala passione, regia di Lina Wertmüller (1984) Amarsi un po'..., regia di Carlo Vanzina (1984) Vacanze in America, regia di Carlo Vanzina (1984) I due carabinieri, regia di Carlo Verdone (1984) Pizza Connection, regia di Damiano Damiani (1985) Lui è peggio di me, regia di Enrico Oldoini (1985) Il pentito, regia di Pasquale Squitieri (1985) Sono un fenomeno paranormale, regia di Sergio Corbucci (1985) Joan Lui - Ma un giorno nel paese arrivo io di lunedì, regia di Adriano Celentano (1985) Il tenente dei carabinieri, regia di Maurizio Ponzi (1986) Scuola di ladri, regia di Neri Parenti (1986) Grandi magazzini, regia di Castellano e Pipolo (1986) Il burbero, regia di Castellano e Pipolo (1986) 7 chili in 7 giorni, regia di Luca Verdone (1986) Ternosecco, regia di Giancarlo Giannini (1987) Via Montenapoleone, regia di Carlo Vanzina (1987) Missione eroica - I pompieri 2, regia di Giorgio Capitani (1987) Scuola di ladri - Parte seconda, regia di Neri Parenti (1987) I miei primi 40 anni, regia di Carlo Vanzina (1987) Io e mia sorella, regia di Carlo Verdone (1987) Noi uomini duri, regia di Maurizio Ponzi (1987) Il volpone, regia di Maurizio Ponzi (1988) Russicum - I giorni del diavolo, regia di Pasquale Squitieri (1988) Il piccolo diavolo, regia di Roberto Benigni (1988) La leggenda del santo bevitore, regia di Ermanno Olmi (1988) Big Man: Polizza droga, film TV, regia di Steno (1988) Big Man: La fanciulla che ride, film TV, regia di Steno (1988) Big Man: Boomerang, film TV, regia di Steno (1988) Compagni di scuola, regia di Carlo Verdone (1988) Fantozzi va in pensione, regia di Neri Parenti (1988) Caruso Pascoski di padre polacco, regia di Francesco Nuti (1988) Big Man: Polizza inferno, film TV, regia di Maurizio Ponzi (1988) Mia moglie è una bestia, regia di Castellano e Pipolo (1988) La chiesa, regia di Michele Soavi (1989) Saremo felici, regia di Gianfrancesco Lazotti (1989) Splendor, regia di Ettore Scola (1989) Che ora è, regia di Ettore Scola (1989) Il bambino e il poliziotto, regia di Carlo Verdone (1989) Ho vinto la lotteria di capodanno, regia di Neri Parenti (1989) La voce della Luna, regia di Federico Fellini (1990) Il sole buio, regia di Damiano Damiani (1990) Nikita, regia di Luc Besson (1990) Il segreto, regia di Francesco Maselli (1990) Willy Signori e vengo da lontano, regia di Francesco Nuti (1990) Tre colonne in cronaca, regia di Carlo Vanzina (1990) Volevo i pantaloni, regia di Maurizio Ponzi (1990) Evelina e i suoi figli, regia di Livia Giampalmo (1990) Le comiche, regia di Neri Parenti (1990) Il viaggio di Capitan Fracassa, regia di Ettore Scola (1990) Stasera a casa di Alice, regia di Carlo Verdone (1990) Fantozzi alla riscossa, regia di Neri Parenti (1990) Miliardi, regia di Carlo Vanzina (1991) Volere volare, regia di Guido Manuli e Maurizio Nichetti (1991) La setta, regia di Michele Soavi (1991) La bocca, regia di Luca Verdone (1991) Il muro di gomma, regia di Marco Risi (1991) Pensavo fosse amore... invece era un calesse, regia di Massimo Troisi (1991) Zitti e mosca, regia di Alessandro Benvenuti (1991) Piedipiatti, regia di Carlo Vanzina (1991) Johnny Stecchino, regia di Roberto Benigni (1991) Le comiche 2, regia di Neri Parenti (1991) Maledetto il giorno che t'ho incontrato, regia di Carlo Verdone (1992) Io speriamo che me la cavo, regia di Lina Wertmüller (1992) Puerto Escondido, regia di Gabriele Salvatores (1992) Infelici e contenti, regia di Neri Parenti (1992) Al lupo, al lupo, regia di Carlo Verdone (1992) Ricky & Barabba, regia di Christian De Sica (1992) Arriva la bufera, regia di Daniele Luchetti (1993) La voce del silenzio, regia di Michael Lessac (1993) Ci hai rotto papà, regia di Castellano e Pipolo (1993) Condannato a nozze, regia di Giuseppe Piccioni (1993) Il segreto del bosco vecchio, regia di Ermanno Olmi (1993) Storia di una capinera, regia di Franco Zeffirelli (1993) L'angelo con la pistola, regia di Damiano Damiani (1993) Fantozzi in paradiso, regia di Neri Parenti (1993) Nel continente nero, regia di Marco Risi (1993) Le donne non vogliono più, regia di Pino Quartullo (1993) Caino e Caino, regia di Alessandro Benvenuti (1993) Perdiamoci di vista, regia di Carlo Verdone (1994) Una pura formalità, regia di Giuseppe Tornatore (1994) Il postino, regia di Michael Radford (1994) Lamerica, regia di Gianni Amelio (1994)