Contra principia negantem non est disputandum (alternativamente esprimibile con contra principia negantem disputari non potest e contra principia negantem disputari nequit, letteralmente "non si può discutere con chi nega i principi") è un principio della logica e un brocardo del diritto.

Significato L'espressione sintetizza il concetto per cui, al fine di discutere ragionevolmente riguardo ad un disaccordo, è necessario che esista un accordo relativamente ai principi o ai fatti in base ai quali giudicare gli argomenti. Anche le verità più evidenti divengono impossibili da dimostrare a chi ad esempio nega la realtà del fatto di cui si discute.

Storia Questo principio logico non compare nell'opera aristotelica se non in forma implicita Giuseppe Agassi, La scienza e la sua storia: una rivalutazione della storiografia della scienza, Springer, 2008, p. 310 Hans Günter Zekl, Aristoteles: Metaphysik, Würzburg, Königshausen & Neumann, 2003, p. 26 ma è stato utilizzato nel Medioevo dalla filosofia scolastica per fondare l'autorità del sistema aristotelico. Duns Scoto conclude un passaggio del suo commento su Pietro Lombardo con l'affermazione: «Se questo argomento non è convincente, molti principi supposti dai filosofi sono chiamati in dubbio, e contro chi nega i principi comunemente accettati, la discussione è impossibile (contra autem negantem principia communiter recepta, non est disputandum).» Joannis Duns Scoti doctoris subtilis, ordinis Minorum opera omnia , editio nova, vol. 16, Paris, 1894, p. 93

Citazioni La massima è citata, con un ordine delle parole leggermente diverso, dal filosofo tedesco Arthur Schopenhauer, nell'opera postuma L'arte di ottenere ragione.

Note

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