Le StoßtruppLa parola tedesca Trupp (maschile, plurale Trupps) significa "piccola unità", come squadra, sezione, plotone. La parola Truppe (femminile) si riferisce invece a un'unità militare di qualsiasi grandezza. Truppen, il plurale di Truppe, può quindi essere tradotto nell'italiano "truppe". Per questo i soldati che prestavano servizio nelle Stroßtrupps erano chiamati Stoßtruppen. "Truppe" con la -E indica invece la truppa, la massa dei soldati, oppure, nei composti, equivale all'italiano "specialità", p.e. die Panzertruppe = la specialità carristi, die Fallschirmtruppe = la specialità paracadutisti e così via.(Nella struttura odierna della Bundeswehr poi c'è il plurale "Truppen" con la -N: un gruppo di specialità costituiscono un'Arma. Per esempio: la specialità carristi – Panzertruppe senza la -N – e la specialità Panzergrenadiertruppe costituiscono insieme le Panzertruppen con la -N, cioè l'Arma delle unità corazzate). erano squadre di fanteria d'assalto dell'esercito imperiale tedesco, attive tra il 1916 e il 1918 durante la prima guerra mondiale. La Germania imperiale entrò in guerra certa che il conflitto sarebbe stato vinto nel corso di grandi campagne militari, relegando quindi in secondo piano i risultati ottenuti durante i singoli scontri; di conseguenza i migliori ufficiali, concentrati nello stato maggiore generale, posero le loro attenzioni sulla guerra di manovra e sullo sfruttamento razionale delle ferrovie, invece che concentrarsi sullo svolgimento delle battaglie: questo atteggiamento diede un contributo diretto a vittorie operative della Germania in Russia, Romania, Serbia e Italia, ma comportò un fallimento a Occidente. Così gli ufficiali tedeschi sul fronte occidentale si trovarono nella situazione di dover risolvere sul campo la staticità causata dalla guerra di trincea.
Analizzando gli avvenimenti, s'individuano due concezioni con cui si tentò di trovare una soluzione al problema. La prima fu la convinzione, sostenuta principalmente da Erich von Falkenhayn, che l'azione tattica da sola, ossia la mera uccisione dei soldati nemici, fosse un mezzo sufficiente per realizzare il fine strategico. La seconda era l'idea, emersa dall'esperienza di innumerevoli "attacchi con obiettivi limitati" e di incursioni nelle trincee, che il combattimento fosse diventato un'impresa così difficile, da dover subordinare le considerazioni operative a quelle tattiche. Portavoce di questa ultima tesi era il feldmaresciallo Erich Ludendorff che, divenuto il comandante de facto dell'esercito tedesco dopo la sconfitta tedesca di Verdun, diede un deciso appoggio allo sviluppo dei battaglioni d'assalto come soluzione per la ripresa della guerra di manovra..
La creazione di queste unità fu il primo, e forse più innovativo, tentativo dell'esercito tedesco di uscire dallimpasse della guerra di trincea. Con l'utilizzo di soldati ben addestrati, comandati da sottufficiali con capacità decisionale autonoma, si cercò il superamento della terra di nessuno e lo sfondamento in punti predefiniti delle linee nemiche, in modo da permettere alle successive ondate di liquidare l'avversario ormai confuso e isolato, aprire grossi varchi nei suoi sistemi difensivi e riprendere quindi la guerra di manovra, che avrebbe consentito ai tedeschi di vincere il conflitto.
Storia La situazione allo scoppio del conflitto La prima guerra mondiale iniziò, secondo i pronostici degli esperti militari, come una guerra di grandi manovre, in cui ognuna delle parti cercava la vittoria a livello operativo. In questo tipo di guerra la vittoria tattica, il cui obiettivo era vincere le battaglie, era molto meno importante della condotta operativa che mirava a vincere le campagne. La sconfitta in una battaglia, la sconfitta di un reggimento e perfino la disfatta di una divisione erano considerate dagli ufficiali dello stato maggiore generale, che dirigevano i movimenti di armate composte da milioni di uomini, come irrilevanti, se comparate alle considerazioni inerenti alla campagna nel suo complesso..
Nel 1914 l'obiettivo della campagna tedesca in Francia era quello della distruzione completa sul campo dell'esercito francese. Il mezzo per raggiungere questo obiettivo, come prestabilito dal piano Schlieffen, era la marcia delle armate tedesche attraverso la Francia del Nord e il Belgio: cinque armate avrebbero dovuto costituire il martello con cui schiacciare l'esercito francese contro l'incudine della 6ª e 7ª armata, dispiegate sul confine franco-tedesco. Ma ben presto le difficoltà logistiche incontrate durante l'avanzata verso Parigi portarono i tedeschi a una situazione di stallo operativo, che condusse i due eserciti a scontrarsi sulla Marna. Nel corso di questa confusa battaglia, svoltasi tra il 6 e il 9 settembre, la comparsa di forze britanniche e francesi in luoghi imprevisti e le notizie contrastanti e confuse provenienti dal fronte, portarono il capo di stato maggiore dell'esercito tedesco Helmuth Johann Ludwig von Moltke a ordinare la ritirata generale..
Il 13 settembre la ritirata cessò e i belligeranti iniziarono a scontrarsi su una linea che si allungava dal confine svizzero fino alla zona della confluenza dell'Aisne nell'Oise, tra le città francesi di Noyon e Compiègne. Lungo questa frontiera i due eserciti esausti scavarono fossati, che vennero circondati da filo spinato; i contendenti si stavano preparando a una logorante guerra di trincea. Gli insegnamenti e gli studi della guerra civile americana e di quella franco-prussiana, così come le analisi delle più recenti guerre anglo-boera e russo-giapponese, ricordarono ai comandanti le enormi perdite causate da attacchi organizzati contro postazioni ben difese e tali considerazioni, assieme al forte desiderio di ricominciare la guerra a livello operativo, convinsero i generali di entrambi gli eserciti a riprendere la guerra di manovra lungo l'unico spazio disponibile, verso nord.: iniziò la cosiddetta "corsa al mare", nella quale prima i francesi e poi i tedeschi cercarono di aggirare lo schieramento opposto, in modo tale da sferrare il colpo decisivo alle spalle; ma ogni tentativo non fece altro che portare i due schieramenti sempre più vicini alle coste del Mare del Nord, dove la "corsa" si arrestò..
I tedeschi lanciarono un'ultima offensiva per aprirsi un varco attraverso il saliente di Ypres, ma il fallimento dell'operazione significò che non sarebbero più stati in grado di ottenere la vittoria a livello operativo, fino a quando non avessero risolto il problema tattico di come sfondare una postazione difensiva moderna. Nei decenni precedenti l'alto comando tedesco aveva incentrato l'attenzione sui problemi operativi, relegando la tattica in secondo piano, ma in uno scenario di guerra di posizione la tattica assunse un'importanza molto maggiore e divenne il presupposto necessario per riprendere la guerra di manovra, sulla quale i tedeschi puntavano le loro speranze per la vittoria finale..
L'inadeguatezza delle tattiche della fanteria
Durante il periodo di pace che precedette lo scoppio del conflitto, la tattica dell'ordine serrato venne messa in discussione in seno a molti eserciti tra cui quello tedesco, nel quale non vi era opinione unanime su come la fanteria dovesse combattere; molti ufficiali tedeschi erano rimasti positivamente sorpresi dagli eventi della guerra anglo-boera del 1899, durante la quale gli irregolari boeri armati di fucile Mauser Gewehr 98 avevano decimato sistematicamente le truppe britanniche che attaccavano in formazioni di plotoni in colonna.. Ma sia nell'esercito tedesco sia negli altri eserciti europei, fu molto difficile soppiantare la tattica dell'ordine chiuso, gli studi e le nuove teorie rimasero allo stato embrionale, dovendosi scontrare con una tattica ormai consolidatasi da oltre un secolo in tutta Europa e ancora in auge tra la maggior parte dellintellighenzia militare di tutti gli eserciti. Quindi allo scoppio della guerra, in assenza di tattiche alternative consolidate, l'ordine serrato venne sistematicamente riproposto durante i primi mesi di combattimenti sia sul fronte francese sia su quello orientale, dimostrando tutta la sua inefficacia contro le nuove armi automatiche e i sistemi di trincee che davano alla difesa grande vantaggio rispetto all'attacco. Fin dall'agosto del 1914 i comandi tedeschi si resero conto che la fanteria non poteva più essere impiegata in questo antiquato ordine di battaglia; durante la prima battaglia di Ypres ad esempio, i reggimenti della Guardia che avanzavano a ranghi compatti dietro i rispettivi ufficiali e sergenti, furono praticamente spazzati via dai fucilieri e da qualche mitragliatrice britannica, e l'ordine chiuso cadde presto in discredito in molti circoli militari tedeschi..
Fin dal 1902 i giornali militari tedeschi e gli articoli dello stato maggiore generale mettevano in guardia dai pericoli dell'ordine chiuso contro un nemico armato di moderni fucili a ripetizione. In sostituzione della carica in massa ispirata al Furor Teutonicus, gli autori di questi articoli suggerivano che i fucilieri imitassero i Boeri e si aprissero la strada a piccoli gruppi utilizzando ogni piega del terreno come copertura. Addestrati come tiratori scelti singoli, questi fucilieri avrebbero distrutto la volontà di resistenza del nemico con la precisione del loro fuoco. Tuttavia, nel regolamento di esercizi tedesco del 1906 l'esortazione all'uso della baionetta e all'ordine chiuso facevano ancora parte della tattica della fanteria, nonostante lo stesso regolamento riconoscesse l'importanza della superiorità di fuoco e contemplasse la possibilità, nel caso la superiorità di fuoco non avesse avuto successo, che la fanteria potesse avanzare in ordine sparso dispiegandosi in formazioni più piccole quali plotoni, mezzi plotoni e squadre. Al contrario, se la superiorità di fuoco avesse avuto successo, l'ordine chiuso sarebbe stato mantenuto fino al momento di dover aprire il tiro sul nemico; la rottura della formazione era comunque vista come un male da evitare ogni volta possibile..
A seguito dei compromessi del 1906, la fanteria tedesca che entrò in guerra nel 1914 combatteva in modi che spaziavano in uno spettro tattico molto vario. Le unità sufficientemente fortunate da avere ufficiali che capivano l'importanza della nuova tattica andavano in battaglia in linee di combattimento diradate sfruttando ogni copertura disponibile, mentre altre unità, comandate da ufficiali che rifiutavano la tattica boera, affrontavano le battaglie in colonne fitte o in linee compatte..
Dopo i primi scontri della guerra, l'inefficacia dell'ordine chiuso venne rapidamente riconosciuta nell'esercito, tanto che nel bollettino ufficiale del 21 ottobre 1914 fu ordinato di assottigliare le formazioni, dimostrando che i presupposti su cui si basava il regolamento del 1906 (la necessità degli ufficiali di mantenere il controllo personale sulle loro unità per ammassare il tiro dei fucili, ottenendo così la superiorità di fuoco sul nemico) si erano dimostrati errati e costosi. A dispetto dei timori in cui i battaglioni e le compagnie che avanzavano in ordine sparso sarebbero degenerati in una massa di individui preoccupati di evitare il combattimento, il fuoco a discrezione dei fucilieri in molti casi si dimostrò efficace tanto quanto le scariche controllate dagli ufficiali dei soldati inginocchiati a pochi centimetri l'uno dall'altro..