La battaglia di Creta (in tedesco: Luftlandeschlacht um Kreta; in greco: Μάχη της Κρήτης; in inglese: Battle of Crete) fu l'invasione da parte della Wehrmacht dell'isola greca di Creta, durante la seconda guerra mondiale. La cosiddetta "Operazione Mercurio" (in tedesco: Unternehmen Merkur) iniziò il 20 maggio 1941 ed ebbe termine il 1º giugno, quando fu completata l'evacuazione della guarnigione britannica dall'isola.
La conquista di Creta fu un indubbio successo da parte delle truppe aviotrasportate tedesche ma le elevatissime perdite indussero Adolf Hitler a porre di fatto termine alle operazioni aviotrasportate in larga scala,.. tanto che, per tutto il prosieguo della guerra, esse furono impiegate quasi esclusivamente come forza di fanteria scelta.
L'offensiva dell'Asse contro la Grecia L'attacco italiano
La Grecia nel 1940 era governata da Ioannis Metaxas, un politico filofascista sostenuto da re Giorgio II, riportato al trono il 3 novembre 1935, a seguito di un colpo di Stato militare che aveva ripristinato la monarchia dopo che questi era stato deposto 11 anni prima, con la proclamazione della repubblicaIl regime di Ioannis Metaxas durò dal 3 novembre 1935 al 29 gennaio 1941, giorno della sua morte; appena insediato proclamò la costituzione di uno "Stato anticomunista, antiparlamentare, totalitario ed antiplutocratico". I provvedimenti in materia economica furono tuttavia, a suo dire, improntati sul modello del Portogallo di António de Oliveira Salazar piuttosto che su quello dell'Italia fascista. Vedi .. Metaxas venne contattato alle ore 03:00 della mattina del 28 ottobre dall'ambasciatore italiano ad Atene Emanuele Grazzi. che gli consegnò un ultimatum nel quale l'Italia accusava la Grecia di violazione della neutralità, e richiedeva l'occupazione di alcuni porti del territorio greco che avrebbero favorito le operazioni navali italiane nel mar Egeo e nel mar Mediterraneo. Vennero concesse sole tre ore al governo greco per accettare l'ultimatum; il primo ministro rifiutò tali condizioni, e alle ore 06:00, le avanguardie delle truppe italiane di stanza in Albania iniziarono l'avanzata su di un fronte che partiva dalla costa e raggiungeva la catena del PindoIl primo ministro greco Metaxas rispose Alors, c'est la guerre. Vedi ..
La campagna italiana di Grecia, voluta da Mussolini per tentare di bilanciare i successi ottenuti fino a quel momento dalla Germania, avrebbe dovuto ricalcare le modalità della guerra lampo ma, contrariamente alle previsioni, la resistenza dell'esercito greco, unita a difficoltà dovute alla natura del territorio, allo scarso numero di truppe messe in campo all'inizio dagli Italiani e all'antiquato equipaggiamento del Regio Esercito, sommato ad una difficile situazione logistica fecero ben presto arrestare l'offensiva tramutandola in una guerra di posizione, tanto che, il 4 dicembre, il capo di stato maggiore delle forze armate italiane, il maresciallo Pietro Badoglio, venne sostituito con il generale Ugo CavalleroUgo Cavallero fu nominato comandante anche delle truppe di stanza in Albania al posto del generale Ubaldo Soddu. Vedi .; Metaxas consentì a truppe britanniche di insediarsi a Creta e a Suda e, poche settimane dopo l'inizio della guerra, le forze greche riuscirono a passare al contrattacco, penetrando in territorio albanese. La situazione sul fronte italo-greco e la presenza di forze britanniche sul suolo ellenico indussero Hitler, il 27 marzo 1941, ad ordinare all'OKW (l'Alto comando della Wehrmacht) di preparare un piano per l'invasione sia della Grecia che della Jugoslavia, il cui assetto interno, condizionato in quel momento dall'Unione Sovietica e dalla Gran Bretagna, rischiava di limitare il controllo tedesco sul paese.
L'intervento Alleato Il 29 gennaio 1941 Ioannis Metaxas morì ed al suo posto gli succedette Alexandros Korizis; questi fu partecipe ad un incontro, avvenuto ad Atene il 22 febbraio, tra il Segretario di Stato per la guerra Anthony EdenAnthony Eden ricoprì, durante il Governo presieduto da Winston Churchill, anche l'incarico di ministro degli Esteri. ed il suo consulente militare, il generale John Dill: l'argomento era la possibilità di inviare un corpo di spedizione Alleato in Grecia, vista la presenza sempre maggiore di truppe tedesche in Bulgaria e in Romania, unita allo schieramento di truppe bulgare al confine, che facevano presagire un attacco al paese a sostegno dell'Italia che in quel momento si trovava in grande difficoltà.
Il primo ministro del Regno Unito Winston Churchill aveva in precedenza manifestato l'intenzione di aprire un "fronte balcanico" che, oltre alla Grecia, avrebbe compreso anche la Jugoslavia e la Turchia e, durante la spedizione diplomatica inviata nella capitale ellenica, venne concordato l'invio di un contingente di oltre uomini che avrebbe compreso truppe britanniche, australiane, neozelandesi e della Polonia libera, assumendo la denominazione di "forza W".. La spedizione tuttavia non fu esente da polemiche e da pareri contrari: il generale Dill tentò privatamente di opporsi, lamentando che l'invio di una consistente forza in Grecia, a fronte della possibilità di un attacco su larga scala da parte dei tedeschi, si sarebbe dimostrata inutile, in quanto troppo debole rispetto alle forze che il nemico stava ammassando sul confine greco, opinione sostenuta dal fatto che le truppe erano sostanzialmente un contingente di terra, dotato di una sola brigata corazzata e quasi totalmente privo di aviazione, i cui pochi caccia e bombardieri disponibili nelle basi greche erano già impiegati contro gli italiani, e che tali risorse venivano sottratte al fronte del Nordafrica, incalzato in quel momento dall'Afrika Korps comandato dal generale Erwin Rommel.
Churchill, a dispetto di tali fondate obiezioni, riteneva che, attraverso l'aiuto offerto alla Grecia, questa avrebbe presumibilmente acconsentito a mettere a disposizione della Royal Air Force le grandi basi aeree di Salonicco, fatto al quale, fino a quel momento, essa si era opposta al fine di non offrire pretesti alla Germania, e tale concessione avrebbe garantito ai bombardieri britannici la possibilità di arrivare ai campi petroliferi di Ploiești, e quindi, il 2 marzo, dette il via alla cosiddetta "operazione Lustre", ossia il trasporto delle truppe e dei materiali in Grecia, che venne completata il giorno 26 con l'arrivo nei porti del Pireo e di Salonicco..
Il colpo di Stato in Jugoslavia
Il 1º marzo 1941 la Bulgaria aderì al patto Tripartito e contestualmente fu firmato un patto di non aggressione tra il paese balcanico e la Turchia, che provocò le reazioni dell'Unione Sovietica in merito alla violazione della sua zona di sicurezza; il giorno successivo le truppe tedesche destinate all'invasione della Grecia iniziarono a schierarsi in territorio bulgaro e questo causò, il 5 marzo, la rottura dei rapporti diplomatici tra Londra e Sofia.. La Jugoslavia restava dunque l'ultimo paese neutrale dell'area balcanica e per questo fu sottoposto ad intense pressioni diplomatiche da parte di Hitler, di Churchill e dello stesso Re d'Inghilterra Giorgio VI, ma il 20 marzo il principe Paolo comunicò al suo governo che anche il suo paese avrebbe aderito al patto Tripartito, adesione che venne formalizzata a Vienna il giorno 25.
L'adesione della Jugoslavia al patto Tripartito sollevò un'ondata di proteste nel paese e, il 27 marzo, un colpo di Stato guidato dal generale Dušan Simović pose sul trono Pietro II di IugoslaviaIl colpo di Stato fu idealmente organizzato dal Regno Unito ma realizzato materialmente con la collaborazione di elementi sovietici. Vedi .; il nuovo Governo stipulò immediatamente un patto di non aggressione con l'Unione Sovietica ma attese fino al 2 aprile per comunicare alla Germania che non sarebbe stato stipulato nessun accordo formale con la Gran Bretagna, facendo intendere che l'accordo tra le potenze dell'Asse e la Jugoslavia non sarebbe stato sciolto. Il ritardo fu sufficiente ad Hitler per confermare gli ordini diramati il 27 marzo al momento del colpo di Stato, la cosiddetta "direttiva 25", che autorizzava lo Stato maggiore tedesco ad elaborare i piani di invasione della Jugoslavia, che sarebbe iniziata contestualmente a quella della Grecia il 6 aprileHitler dichiarò ai suoi più stretti collaboratori che "la Jugoslavia doveva essere cancellata per sempre". Vedi , la cosiddetta "operazione Marita".
L'attacco tedesco
La Germania iniziò l'attacco alla Grecia ed alla Jugoslavia il 6 aprile 1941 e le forze che furono impiegate contro il paese ellenico furono: la 12ª armata, comandata dal feldmaresciallo Wilhelm List, il XVIII corpo di montagna, comandato dal generale Franz Böhme, integrato dalla divisione SS Leibstandarte, comandata dallObergruppenführer Josef Dietrich, e dalla IV. Luftflotte, comandata dal generale Wolfram von Richthofen, forte di circa aeroplani, la cui zona di operazioni si estendeva anche alla Jugoslavia; l'esercito ellenico, comandato dal generale Alexandros Papagos, disponeva di tre armate, oltre al contingente Alleato comandato dal generale Henry Maitland Wilson, formato dal I corpo d'armata australiano, comandato dal generale Thomas Blamey, dalla 2ª divisione neozelandese, diretta dal generale Bernard Freyberg, da due divisioni britanniche e da una brigata polacca, per un totale di circa uomini..
L'avanzata si sviluppò su due direttrici principali: ad ovest il grosso delle forze corazzate avanzò verso Skopje, allo scopo di attraversare il confine greco nei pressi di Florina, mentre la 2ª divisione corazzata, comandata dal generale Rudolf Veiel, si mosse in direzione di Strumica per dirigersi verso Salonicco; il XVIII corpo di montagna era incaricato di oltrepassare la cosiddetta "linea Metaxas", la barriera fortificata lunga circa 150 chilometri lungo il confine bulgaroLa linea Metaxas fu realizzata allo scopo di sfruttare al meglio la natura del terreno montagnoso a difesa del paese contro l'allora nemica Bulgaria; era un complesso di trincee e di bunker annidati lungo le montagne, la cui costruzione tuttavia, iniziata nel 1930, al momento dell'attacco tedesco non era stata del tutto completata. Vedi ., mentre reparti di fanteria tedesca e bulgara ebbero il compito di occupare la regione della Macedonia orientale e Tracia e le isole del mar Egeo site di fronte alla Turchia.
La 5ª e la 6ª divisione di montagna, comandate rispettivamente dal generale Julius Ringel e dal generale Ferdinand Schörner, avanzarono sulla linea Metaxas, che venne contemporaneamente aggirata ad est dalle due divisioni di fanteria del XXX corpo, comandato dal generale Otto Hartmann, e ad ovest dalla 2ª divisione corazzata e dalla 72ª divisione di fanteria, comandata dal generale Philipp Müller-Gebhard; la velocità dei panzer tedeschi consentirono all'unità corazzata tedesca di giungere alle spalle dell'armata della Macedonia orientale, che, dopo la rapida occupazione di Salonicco, avvenuta il 9 aprile, si arrese senza condizioniLa resa dell'Armata della Macedonia Orientale fruttò ai tedeschi prigionieri a fronte della perdita di soli 150 uomini. Vedi ..