Il Centro tecnico federale "Luigi Ridolfi", noto come Centro tecnico di Coverciano o ancor più brevemente come Coverciano per via della zona in cui sorge, è un centro sportivo di Firenze di proprietà della Federazione Italiana Giuoco Calcio.Tramite la società Federcalcio Servizi s.r.l., partecipata al 100% della FIGC.
La struttura ospita gli allenamenti della nazionale A maschile, motivo per cui il termine "Coverciano" è passato a indicare per antonomasia il ritiro della nazionale, oltre a gran parte delle attività della nazionale A femminile, delle selezioni giovanili sia maschili sia femminili, le sedi del Settore Tecnico federale, dell'Associazione Italiana Allenatori Calcio, del Comitato Regionale Toscana della Lega Nazionale Dilettanti, del Comitato Regionale Arbitri della Toscana e della sezione di Firenze della Associazione Italiana Arbitri.
Il centro d'allenamento, al cui interno ha sede anche il Museo del Calcio, si trova in via Gabriele D'Annunzio 138, nel Quartiere 2 - Campo di Marte.
Storia Progettazione e costruzione Il Centro tecnico federale (CTF) prese vita grazie al vicepresidente della FIGC, il marchese Luigi Ridolfi Vay da Verrazzano, già presidente federale e dell'Associazione Calcio Fiorentina, e a Dante Berretti, allora presidente della IV Serie.
Ridolfi aveva scelto la Toscana come sede della struttura, in quanto equidistante da nord e sud del Paese, e quindi «di tutti».. Dopo una prima valutazione di alcuni appezzamenti siti nei pressi di Arezzo e Montecatini Terme, la scelta del luogo di realizzazione del CTF cadde sul quartiere fiorentino di Coverciano, nel quale la FIGC acquistò i terreni in data 29 marzo 1952 (a seguito di delibera del Consiglio Federale dell'8 maggio 1951). A distanza di circa un anno cominciarono i lavori, che furono ultimati nell'ottobre 1957: la progettazione fu a opera degli architetti Francesco Tiezzi e Arnaldo Degli Innocenti che si ispirarono allo stile delle ville medicee tipiche delle colline fiorentine, mentre la direzione dei lavori fu affidata all'ingegnere Giuseppe Paladini, coadiuvato dal Tiezzi. Per questo dominarono i colori rosso pompeiano, giallo e verde, e un anello di cipressi e un giardino all'italiana circondarono i campi di gioco. Il marchese Ridolfi aveva ideato il centro come "polifunzionale", puntando sul calcio ma senza tralasciare le altre discipline; infatti, a lavori ultimati il centro ebbe una superficie di comprendente: tre campi da calcio (dei quali uno riservato alla nazionale «giovanile» e una alla nazionale A), una pista di per l'atletica leggera, una palestra coperta utilizzabile per la ginnastica artistica, pallacanestro e pallavolo, una palestra seminterrata per il pugilato e la scherma, una piscina scoperta con fossa per i tuffi e trampolino regolamentare, due campi da tennis regolamentari con terreno in «tennisolite». Gli edifici del centro, invece, comprendevano un nucleo uffici e scuola con sala a emiciclo da 150 posti, un gruppo alberghiero con biblioteca, sala di soggiorno e refettorio per 100 persone, bar e ventiquattro camere a due posti. Il costo totale del centro fu di Non ancora inaugurato, nel maggio del 1958 il Ridolfi stava già adoperandosi per progettare un ampliamento del centro, tanto da raddoppiarne le dimensioni, ma l'idea non ebbe seguito per la sopravvenuta morte del marchese il 31 maggio.
I primi decenni
A metà del 1958 il neonato CTF ospitò il primo corso per istruttori scelti di calcio. Il 28 ottobre invece la nazionale A si ritrovò per la prima volta nell'impianto, per svolgere la preparazione per l'amichevole del successivo 9 novembre a Colombes contro la . Il giorno seguente venne disputato, sull'allora "Campo A" del centro, una prima partita degli Azzurri contro la nazionale italiana «giovanile».
Il 6 novembre 1958, in occasione del sessantenario della FIGC, l'allora commissario straordinario della Federcalcio Bruno Zauli inaugurò l'impianto, intitolato "Centro tecnico federale Luigi Ridolfi" in onore del cofondatore deceduto nello stesso anno e al quale venne scoperta una lapide commemorativa, alla presenza di numerose autorità, tra le quali l'arcivescovo di Firenze card. Elia Dalla Costa, Dante Berretti, i presidenti delle società di Serie A e delle altre divisioni, oltre ai calciatori della nazionale A e di quella «giovanile». Ottavio Baccani fu il primo direttore del centro, ricoprendo questo ruolo fino alla morte, sopravvenuta nel 1968..
Da Roma, nel 1959 il Settore Tecnico della federazione trasferì nel centro la propria sede.
Il CTF non venne scelto dalla Federcalcio quale sede del ritiro della nazionale A maschile in preparazione al , poiché gli Azzurri si allenarono a San Pellegrino Terme.Salvo soggiornare a Coverciano dal 4 al 6 maggio, in concomitanza dell'amichevole allo stadio Comunale di Firenze contro la del giorno 5, cfr. Quattro anni più tardi invece la nazionale A, sotto la guida tecnica di Edmondo Fabbri, effettuò per la prima volta a Coverciano una parte della preparazione a un campionato mondiale, che si sarebbe svolto in Inghilterra nel luglio del 1966: dopo un primo ritiro svolto ad Asiago, la preparazione si concluse a Firenze.
Nel 1968 l'Italia ospitò per la prima volta la fase finale (allora con la formula della Final Four) del campionato europeo di calcio; gli Azzurri di Ferruccio Valcareggi, padroni di casa e futuri vincitori del titolo continentale, svolsero il ritiro di preparazione a Coverciano, spostandosi nei giorni del torneo al Centro nazionale di Pugilato di Fiuggi, poiché gli incontri dell'Italia si sarebbero disputati a Napoli e Roma. Grazie a un accordo tra la FIGC e la Federcalcio jugoslava, durante il torneo il centro Ridolfi fu utilizzato dalla , che giocava al Comunale di Firenze la propria semifinale.
L'anno dopo si radunò per la prima volta a Coverciano anche la neonata nazionale maschile Under-21. Sempre nel 1969, vi fu anche il primo evento ufficiale dell'UEFA svolto nel CTF, consistente in un corso per arbitri "élite".
Sempre durante la gestione Valcareggi, la nazionale A svolse parzialmente a Coverciano anche i ritiri di preparazione per i mondiali di e di : nel 1970, al CTF si svolse la prima parte del ritiro, per poi spostarsi a Castel Fusano; nel 1974, invece, vi fu la rifinitura degli allenamenti in precedenza svolti nel centro sportivo dell' ad Appiano Gentile.
Negli anni settanta iniziano le prime migliorie alla struttura e la nascita di nuove sezioni della Federcalcio: nell'ottobre 1970 venne inaugurato un campo di calcio con superficie in tartan turf, il primo del genere in Europa in erba sintetica; quattro anni dopo venne invece istituito il Reparto Medico (denominato Sezione Medica dal 1983), con il compito di sovrintendere all'organizzazione sanitaria della Federazione; Nel 1977 venne istituita una sezione per lo sviluppo e la promozione del Nucleo Addestramento Giovani Calciatori (rinominata anch'essa dal 1983 Sezione per lo Sviluppo del Calcio Giovanile e Scolastico).
Sul piano sportivo, con Enzo Bearzot alla guida della nazionale A dal 1975, gli Azzurri prepararono, per circa un decennio, tutte le fasi finali dei principali tornei lontano da Coverciano. La preparazione al mondiale di avvenne a Roma; il , svolto in Italia, fu preparato a Pollone e qui la nazionale ebbe la sua prima parte di ritiro durante lo svolgimento del torneo, per trasferirsi infine a Fregene negli ultimi giorni; il mondiale di , che consegnò all'Italia il terzo titolo, venne interamente preparato ad Alassio; per il , disputato in Messico, il ritiro fu a Roccaraso.
L'ampliamento del centro tecnico Negli anni settanta la Federazione si era adoperata per un ampliamento del CTF e, il 17 gennaio 1979, il Comune di Firenze e la FIGC stipularono una convenzione con la quale il comune acquisiva le aree necessarie per l'ampliamento, in adiacenza al CTF, cedendone alla Federcalcio il diritto di superficie in cambio della realizzazione di un impianto sportivo per il quartiere di Coverciano (i campi Romagnoli), oltre alla realizzazione di una nuova viabilità pubblica nella zona.
Il 14 agosto 1983, nell'aula magna del centro venne allestita la camera ardente dell'allora presidente dell'UEFA e vicepresidente della FIFA Artemio Franchi, deceduto due giorni prima a seguito di un incidente stradale avvenuto nei pressi di Siena; per l'ultimo saluto al dirigente italiano, che era stato in passato anche presidente della Federcalcio, accorsero a Coverciano numerosi esponenti di spicco del calcio mondiale, tra i quali il presidente della FIFA João Havelange.
Ma è nel 1984, quando il CTF ricevette la prima visita da parte di un presidente del Consiglio dei ministri, Bettino Craxi,. che si ebbe un impulso ai lavori di ampliamento: quel giorno Craxi annunciò che l'Italia aveva ottenuto l'assegnazione ad ospitare il . Con i fondi previsti per il mondiale da svolgersi in casa si decise di comprendere nell'ampliamento anche un museo del calcio italiano, su interessamento di Fino Fini ex medico della nazionale A maschile. Alcune modifiche alla convenzione furono introdotte nel 1986, mentre i lavori di ampliamento iniziarono nel 1989, su progetto dell'architetto Franco Di Ferdinando, per terminare l'anno dopo: vennero inaugurati due nuovi campi di allenamento e venne inglobato, all'interno del CTF ampliato, un tratto della via del Gignoro.
In precedenza, il 19 ottobre 1986, aveva fatto visita alla struttura papa Giovanni Paolo II, in quei giorni in visita pastorale nel capoluogo toscano.
Il centro, che nel 1988 era tornato ad ospitare parzialmente una preparazione degli Azzurri per un torneo importante (l'europeo in Germania Ovest), fu la sede del ritiro della nazionale A in preparazione al mondiale italiano del 1990; dal 6 maggio al 5 giugno ospitò l'Italia in un clima esterno di contestazione: i tifosi della avevano fatto scoppiare una guerriglia urbana in città per la cessione di Roberto Baggio alla da parte della società viola, con gli scontri che arrivarono fino all'esterno del centro federale, dove Baggio era in ritiro con la squadra. La notte del 18 maggio vi fu anche un assalto degli ultras viola alla struttura di Coverciano, con il tentativo fallito di entrare all'interno del CTF. Prima dell'inizio del torneo, il ritiro dell'Italia si spostò a Marino, in quanto la nazionale avrebbe sempre giocato, fino alle semifinali, allo stadio Olimpico di Roma.
Nei mesi precedenti il , pur non svolgendo la nazionale A il ritiro di preparazione al torneo a Coverciano, il nome risaltò su tutti i media per una partita di allenamento svolta il 6 aprile di quell'anno contro il : l'Italia, guidata da Arrigo Sacchi, perse contro i toscani, che militavano allora nel campionato di Serie C2, con il punteggio di 1-2. Per gli ultimi due grandi tornei degli anni novanta, l'europeo di e il mondiale di , il ritiro di preparazione al torneo della nazionale A avvenne solo nel secondo caso.
Il 22 maggio 2000 è il giorno in cui la nazionale A si radunò nel centro per il ritiro di preparazione al in Belgio e Paesi Bassi, ma fu soprattutto la data di apertura del Museo del calcio (la cui "fondazione" era stata creata nel 1996), con una cerimonia di inaugurazione svolta a Palazzo Vecchio alla presenza dell'allora Ministro per i beni culturali, Giovanna Melandri, e delle massime autorità federali e civili. Il museo, realizzato in una cascina abbandonata ai margini del CTF, ebbe inizialmente una superficie di per l'esposizione di trecento cimeli, e un costo totale di , utilizzati dall'attivo dei fondi di .
Il diritto di superficie dell'area in ampliamento venne ceduto alla Federcalcio nel 2003 che, solo due anni più tardi, chiese e ottenne dal Comune di Firenze la vendita dell'area in questione divendone a tutti gli effetti proprietaria.Il Comune di Firenze decise la vendita alla Federcalcio attraverso il provvedimento dirigenziale DD/00350 proposto il 17 gennaio 2005, ed esecutivo dal 4 febbraio 2005.