Zelda: The Wand of Gamelon è un videogioco del 1993. Secondo gioco della serie Zelda pubblicato per CD-i, ha ricevuto giudizi molto negativi da parte di critici e specialisti.
Trama Il Re di Hyrule si reca nell'isola di Gamelon in aiuto del suo sovrano, il duca Onkled, assediato dall'esercito di Ganon. Dà precise istruzioni a Zelda di inviare Link se egli non ritornerà entro un mese. Passato il tempo designato, Zelda invia Link alla ricerca del padre, ma quando anche questi non fa più ritorno la principessa stessa parte per Gamelon alla ricerca dei due, accompagnata da Impa. Raggiunto il Palazzo Domodai, sede del duca, scopre che questi lavora per Ganon e che ha attirato suo padre con l'inganno. Raggiunto infine il Palazzo Reesong (nuova residenza di Ganon), Zelda lo sconfigge col potere della bacchetta magica di Gamelon, per poi salvare suo padre e Link (imprigionato dentro uno specchio).
Modalità di gioco The Wand of Gamelon utilizza lo stesso gameplay e gli stessi controlli di The Faces of Evil, oltre che i video, anche qui tutti in stile cartone animato e nello stesso stile grafico.
Primo gioco della serie con Zelda come protagonista, Zelda: The Wand of Gamelon è un videogioco a scorrimento laterale nel quale il giocatore raccoglie oggetti da usare nei vari livelli e da raccogliere per gli NPC incontrati da Zelda nel corso del gioco; non mancano i boss. Quando si interagisce con gli NPC vengono trasmesse delle sequenze animate.
Sviluppo Zelda: The Wand of Gamelon è stato sviluppato da Animation Magic e pubblicato il 10 ottobre 1993 (lo stesso giorno di Link: The Faces of Evil). Il motivo per cui Zelda: The Wand of Gamelon e Link: The Faces of Evil siano pressoché identici è legato al fatto che sono stati sviluppati contemporaneamente dallo stesso team, poiché il budget stanziato (appena 600.000$) sarebbe dovuto bastare per entrambi.
Accoglienza The Wand of Gamelon è stato oggetto di derisione da parte della critica e lo ha giudicato molto al di sotto delle aspettative, sorte toccata anche al sopracitato Link: The Faces of Evil. Molti giudicano Zelda: The Wand of Gamelon uno dei peggiori titoli della serie: Electronic Gaming Monthly lo ha inserito al sesto posto nella sua classifica dei peggiori videogiochi di tutti i tempi, mentre GameTrailers al quinto. Kotaku ritiene che abbia delle intuizioni interessanti rovinate però dal modo in cui è stato realizzato; critica il design dei livelli, giudica i controlli di gioco non semplici da gestire, e ritiene che sia un gioco «difficile per motivi fastidiosi. Le varie aree pullulano di nemici che possono colpire Zelda da diverse angolazioni, senza che lei possa difendersi. I nemici che le lanciano oggetti o le volano sopra la testa possono facilmente sfruttare la generosa hitbox del suo avatar. Non esistono frame di invincibilità: un singolo nemico che si avventa su Zelda può porre fine alla sua vita in pochi secondi». IGN ha definito il gioco «infame» e «approssimativo».
Diverse recensioni considerano il doppiaggio originale in lingua inglese ridicolo e fastidioso e le sequenze animate del titolo brutte, bizzarre ed estremamente semplicistiche. Queste ragioni hanno reso le cutscene del gioco bersaglio di numerose parodie su Internet.
Note
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