Il monte Isandlwana (, in passato anche Isandhlwana o Isandula) è un rilievo di del Sudafrica, situato nella provincia del KwaZulu-Natal. Fa parte della catena dei monti dei Draghi, ed è situato a nord-ovest di Durban. A circa a sud-ovest si trova il guado di Rorke's Drift sul fiume Buffalo.

La montagna, che sorge in posizione isolata e quindi notevolmente strategica, deve la sua notorità alla battaglia che vi si combatté il 22 gennaio 1879 tra le forze del Regno Unito e gli zulu di re Cetshwayo. I britannici, che avevano invaso il Regno Zulu per conquistarlo, furono sonoramente sconfitti e persero più di uomini sulla montagna, riportando la peggior sconfitta militare subita da una potenza coloniale in Africa fino a quel momento.

Data l'eco avuta dalla battaglia, la montagna compare in numerose opere artistiche, segnatamente il quadro L'ultima resistenza a Isandlwana di Charles Edwin Fripp e il film Zulu Dawn di Douglas Hickox. Il monte Isandlwana, oltre a essere divenuto un memoriale per la battaglia e i caduti della guerra anglo-zulu, è inoltre parzialmente incluso in un parco naturale dato il suo ambiente ricco di biodiversità.

Etimologia Il nome Isandlwana deriva dalla lingua zulu e significa "ventre di vacca" o "abomaso", forma che può vagamente ricordare il peculiare profilo della cima della montagna..

Geografia

Posizione Il monte Isandlwana sorge alle propaggini centro-orientali dei monti dei Draghi, ergendosi isolato su un piccolo altopiano posto a metà strada tra il fiume Buffalo e la cittadina di Nquthu, sita ad alcuni chilometri più a nord. Direttamente a settentrione del monte, a circa di distanza, si ha un rialzo repentino del terreno, che va quindi a costituire l'altopiano di Nquthu, dal quale l'Isandlwana è separato da una porzione più bassa di territorio dove si snoda l'unica strada asfaltata, dalla quale è possibile raggiungere il rilievo.

Data la sua posizione peculiare, l'Isandlwana non fa parte di alcuna sottocatena montuosa specifica, spiccando così fortemente nel profilo topografico della regione. Rimane, invece, circondato da vari massicci appartenenti sempre ai monti dei Draghi: a nord l'altopiano di Nquthu, alto all'incirca quanto la montagna, va poi ad elevarsi in una piccola catena staccata dal resto dei monti dei Draghi, la quale si snoda nei dintorni di Nquthu per alcune decine di chilometri e i cui picchi principali sono i monti Ngwebini () e Zigangeni (). Il picco più vicino è invece il monte iThusi (), sito a circa ad oriente ed anch'esso in posizione isolata. A sud e ad ovest della montagna scorre il fiume Buffalo, che la separa da una teoria di montagne più basse attorno al guado di Rorke's Drift tutte attestate attorno ai metri, come i picchi di Shiyane (), Nxora () e Macembe ().

Orografia e idrografia Il profilo dell'Isandlwana varia notevolmente tra la parete settentrionale e quella meridionale.. La prima, rivolta verso l'altopiano di Nquthu, ha una pendenza più dolce e graduale che rende più facilmente accessibile la cima del monte. I fianchi meridionali del monte sono invece più accidentati, solcati da numerosi piccoli canyon, i quali contengono dei torrenti stagionali detti donga, che ne hanno eroso i fianchi nel corso delle ere geologiche passate. Inoltre, i crinali della montagna salgono e scendono spesso in maniera poco graduale, con brusche interruzioni, dirupi e falesie che le conferiscono il suo aspetto netto e distintivo.

I principali torrenti della montagna sono il Manzimnyama (principale corso d'acqua di Isandlwana), lo Ngxobongo (che oltre le pendici del monte s'ingrossa e costituisce il principale corso d'acqua della zona) e il Bhobhobho, tutti affluenti del vicino fiume Buffalo..

Geologia La montagna è composta prevalentemente da strati intrecciati e spesso sovrapposti di tillite e dolerite.. Sono presenti anche alcune sacche di arenaria, più recenti rispetto al resto dei minerali di Isandlwana. C'è poi un singolo filone di basalto, rintracciato in direzione del fiume Buffalo.

Clima Il clima della montagna è temperato, con estati miti e inverni freddi.. L'umidità della zona rimane sempre abbastanza alta, scendendo raramente sotto il 67% e salendo soprattutto durante la stagione delle piogge, che localmente dura da dicembre a febbraio. I mesi di giugno e luglio sono invece di solito i più freddi registrati a Isandlwana, con temperature che possono scendere sottozero e frequenti gelate.

Flora e fauna

Nonostante la presenza di alcuni torrenti, il terreno prevalente sulla montagna è secco e roccioso, il thornveld, dove riescono a crescere prevalentemente arbusti spinosi come le acacie. (molto comuni nella zona sono Vachellia karroo, Vachellia sieberiana e Vachellia nilotica, precedentemente classificate nel genere Acacia). Sulla parete settentrionale, più umida, crescono folte macchie di erbe spontanee, tra le quali Hyparrhenia hirta. È registrata anche la presenza di alcune specie aliene, come Agave sisalana, Opuntia stricta, Jacaranda mimosifolia e Opuntia ficus-indica, la cui presenza è ancora minima ma foriera di potenziali rischi per il futuro della biodiversità vegetale della zona.. La vegetazione montana, di cui alcune specie sono considerate vulnerabili, è tutelata dall'Isandlwana Heritage Reserve. Se la crescita erbacea viene giudicata eccessiva, le autorità locali cercano di controllarla praticando il debbio..

La fauna di Isandlwana è composta principalmente da grandi erbivori, che vi migrano stagionalmente dalle grandi savane a nord del Sudafrica.Per una lista completa delle specie animali presenti a Isandlwana, consultare . Le specie più comuni sono l'impala, l'alcelafo, il damalisco, la zebra e il kudu maggiore. La presenza di tali specie è controllata dalle autorità locali perché sovente entrano in competizione col locale bestiame per i pascoli della montagna e della zona circostante. Anche l'avifauna è ricca, e abbondano il grifone del Capo, il nibbio bruno, l'aquila marziale, il martin pescatore capobruno e l'ibis calvo. Soprattutto nei donga sono presenti anche piccoli anfibi come Tomopterna natalensis, Cacosternum nanaum, Breviceps adspersus e Amietophrynus rangeri, e poi rettili come Trachylepis varia e Agama atra.. Tra gli invertebrati, sono comuni gli insetti che si nutrono delle erbe della zona, come Pachnoda sinuata, Pegylis sommeri e Phoxomela umbrosa.

Il cambiamento climatico starebbe causando un progressivo inaridimento dell'ecosistema di Isandlwana, mettendo quindi in pericolo le specie più fragili, soprattutto le piante a fiore e le felci tra la flora e gli insetti tra la fauna..

Antropizzazione

Mentre in epoca storica la zona era del tutto o quasi disabitata, in epoca contemporanea vari piccoli villaggi sorgono ai piedi dell'Isandlwana. Il principale di essi è KwaNyoni, dove è presente un piccolo museo sulla battaglia di Isandlwana. Poco oltre il villaggio, sul rialzo dell'altopiano è presente un lodge dal quale si gode di una vista diretta della montagna.

La popolazione dell'area attorno a Isandlwana è aumentata in maniera vertiginosa a partire dai primi anni del XXI secolo: solo negli anni tra il 2000 e il 2010, i locali abitanti sono aumentati da poche centinaia del XX secolo ai più di registrati nel 2010.. Le proiezioni fatte dai demografi suggeriscono che questo fenomeno continuerà in maniera esponenziale, finché la regione compresa attorno a attorno alla montagna. si attesterà sui abitanti intorno al 2050. Tale aumento incontrollato dell'antropizzazione rappresenta anch'esso un rischio per la biodiversità locale.

Storia La battaglia di Isandlwana

La guerra anglo-zulu

Negli anni 1870 il futuro Sudafrica, dove allora coesistevano alcune colonie britanniche (principalmente la Colonia del Capo) e alcune piccole entità statali indipendenti come le repubbliche boere del Transvaal e dell'Orange e il Regno Zulu, era una polveriera. Le tensioni tra britannici, boeri e popolazioni indigene non fecero che crescere, finché nel 1878 gli zulu si trovarono sulla difensiva quando l'avido governatore britannico Henry Bartle Frere decise autonomamente di invadere e annettere lo Zululand ai domini coloniali del Regno Unito. Un ultimatum fu quindi recapitato al sovrano zulu Cetshwayo, le cui condizioni erano appositamente inaccettabili per provocare la reazione zulu e quindi far scoppiare il conflitto armato..

La guerra anglo-zulu scoppiò ufficialmente l'11 gennaio 1879, quando il comandante britannico lord Chelmsford invase lo Zululand da più direzioni con circa uomini, una forza considerevole per l'epoca,. più circa altri uomini di supporto reclutati tra i locali boeri e zulu inquadrati nel Natal Native Contingent.. Lord Chelmsford intendeva marciare sulla capitale nemica Ulundi prendendola da tre direzioni diverse, e per farlo divise le sue forze in tre colonne, capeggiando quindi la principale che entrò nello Zululand attraverso il guado di Rorke's Drift, giungendo quasi subito al monte Isandlwana alle cui pendici meridionali i britannici si accamparono il 17 gennaio.

La battaglia

Chelmsford aveva clamorosamente sottovalutato i guerrieri zulu, molto più efficienti e disciplinati di quel che credevano i britannici. Gli zulu, organizzati col sistema dellimpi, che aveva permesso loro col tempo di sottomettere numerose tribù locali, sfruttarono la propria grande mobilità ed evitarono dapprima ogni scontro diretto,. attirando gli inglesi su un terreno favorevole. Il monte Isandlwana si prestava molto bene ad un'imboscata: la sua natura arida e sassosa consentiva limitati lavori di fortificazione,. e i suoi fianchi scoscesi e irti di piccoli canyon e macchie di erbe alte permettevano a grandi folle di guerrieri di muoversi non viste, oltre che ad impedire le grandi ed elaborate manovre di un esercito moderno come quello britannico. Inoltre, in quel periodo nell'emisfero australe era piena estate, quindi i torrenti erano in secca e i canyon dell'Isandlwana potevano essere percorsi a piedi senza alcuna difficoltà.

Il 20 gennaio Chelmsford lasciò buona parte dell'esercito a Isandlwana e si allontanò con un distaccamento di uomini, credendo che l'esercito zulu fosse molto più lontano. Il 22 gennaio limpi, costituito da almeno guerrieri, comparve invece all'improvviso alle pendici della montagna favorito dal terreno irregolare, avvicinandosi minacciosamente all'accampamento britannico.. La resistenza degli invasori durò alcune ore, finché le scorte di munizioni cominciarono ad esaurirsi; le linee inglesi allora cedettero di schianto e si ritirarono in maniera disordinata, venendo caricate dallimpi contro la cui superiorità numerica ed efficienza nel combattimento corpo a corpo i britannici non ebbero scampo.. Molti provarono a fuggire verso sud, imboccando sentieri impervi e poco praticabili come quello che portava a un vicino guado, poi conosciuto come Fugitives Drift ("guado dei fuggitivi"), ma l'impeto della carica zulu era così forte che la maggior parte vennero comunque raggiunti e massacrati. La battaglia di Isandlwana risultò, quindi, in una netta vittoria degli zulu, che uccisero più di soldati britannici, ottenendo la più grande vittoria militare di un popolo africano contro una potenza coloniale europea fino ad allora.Nonostante la vittoria, gli zulu soffrirono circa il sestuplo delle perdite (almeno morti e feriti più o meno gravi) rispetto ai britannici; tale vittoria pirrica fu devastante per l'efficacia dellimpi zulu, tanto che re Cetshwayo commentando i fatti di Isandlwana dichiarò «Una zagaglia è stata affondata nel ventre della nazione zulu». Cfr. ..