Questa voce raccoglie le informazioni riguardanti la Salernitana Sport nelle competizioni ufficiali della stagione 1989-1990. Stagione
Delusa dall'andamento della squadra e scottata dall'ennesimo torneo deludente, la tifoseria della Salernitana oramai scettica, a inizio stagione sfoga il proprio malcontento contestando aspramente il presidente che però non recede dalle sue posizioni e anzi ingaggia l'ex interista Franco Manni nelle vesti di direttore generale, affidandogli il compito di rafforzare la rosa in vista dell'imminente inizio del campionato 1989-90. Come allenatore la scelta cade su Giancarlo Ansaloni, e tra gli acquisti spicca Francesco Della Monica, salernitano purosangue, che insieme al capitano Agostino Di Bartolomei, a Giuseppe Donatelli e all'altro suo concittadino Marco Pecoraro Scanio concorre a formare il reparto di maggior spessore della squadra, il centrocampo. La squadra parte subito bene, macinando risultati su risultati e insediandosi stabilmente nei quartieri alti della classifica. Un isolato episodio di mezzo passo falso si verifica il 15 ottobre, nel derby casalingo contro l'Calcio, valevole per la quinta giornata, che termina con uno scialbo 0-0, anche per un atteggiamento eccessivamente rinunciatario ed ostruzionistico da parte degli isolani. Il pareggio non va giù ai già delusi e scottati da tante negative esperienze tifosi granata che fischiano sonoramente la squadra. A corredo della contestazione si verificano due incresciosi episodi: il litigio in sala stampa di Ansaloni con i giornalisti e soprattutto l'aggressione perpetrata ai danni di Soglia in tribuna, che spinge il presidente a rassegnare le proprie dimissioni in preda all'amarezza. Tuttavia le successive vittorie per 3-0 e 5-2 rispettivamente contro Torres e Francavilla alla settima e ottava giornata nel doppio turno interno consecutivo proposto dal calendario, inducono il presidente Soglia a tornare sui suoi passi e ritirare le proprie dimissioni. Il campionato prosegue egregiamente con una straordinaria continuità di risultati. La squadra gira bene, trovandosi più volte nell'arco della stagione in testa alla classifica, e stazionando stabilmente ai primissimi posti della graduatoria, concorrendo in maniera autorevole, con , , e Casertana, come principali antagoniste, per il salto di categoria. Prova ne sia il fatto che resta imbattuta per le 16 partite iniziali del campionato, praticamente fino all'ultima giornata del girone d'andata (alla fine saranno solo tre le sconfitte in totale). L'unico fugace periodo di appannamento, si verifica a cavallo tra i due gironi quando la Salernitana resta cinque partite senza vincere, riportando anche la prima sconfitta stagionale, un perentorio 0-3 sul terreno di gioco del Taranto capolista, che coglie la palla al balzo per involarsi verso la fuga solitaria. A turbare temporaneamente l'idilliaco clima creatosi intorno alla squadra, si somma anche un piccolo strappo tra Di Bartolomei ed Ansaloni dopo la trasferta contro la Sambenedettese, che che porta il tecnico a mandare in tribuna l'ex capitano della Roma nella successiva gara esterna contro la Torres. Ma si tratta di una nuvola passeggera, diradatasi la quale inizia la subìtanea riscossa che reca la data dell'8 febbraio 1990, con il pirotecnico successo per 6-4 sul Campania Puteolana che funge da apripista alla striscia positiva di sette successi e un pareggio in otto partite. La Salernitana non segnava sei reti da ben 12 anni, dall'undici giugno 1978 quando travolse 6-3 il Brindisi. Eccellente anche il cammino in Coppa Italia Serie C, laddove la squadra giunge sino alla semifinale, quando viene sconfitta dal ; il Palermo che poi si ripete pochi giorni dopo, espugnando il Vestuti anche in campionato, a soli due turni dal termine del torneo, gettando nello sconforto l'intero ambiente salernitano. Ormai tutti, infatti, a Salerno si apprestavano a festeggiare il raggiungimento di un traguardo storico, ritenuto a portata di mano come non mai da svariati anni a quella parte, ma dopo lo stop interno contro i rosanero l'ottimismo subisce una tremenda battuta d'arresto. Nell'ambiente granata si teme di rivivere le delusioni delle stagioni passate. Fortunatamente la paura dura lo spazio di una settimana: la vittoria nella partita successiva a Brindisi, simbolicamente sancita da un goal del suo giocatore più rappresentativo, Di Bartolomei, in uno stadio che vede massicciamente presente la tifoseria campana in terra pugliese, restituisce fiducia e porta la Salernitana a credere ancora più convintamente al raggiungimento del traguardo finale, ormai ad una sola gara di distanza. La promozione si concretizza infatti sette giorni dopo, il 3 giugno 1990, ultima gara di campionato, grazie allo 0-0 maturato contro i primi in classifica del Taranto, in uno stadio imbandierato e vestito a festa e gremito in ogni ordine di posti e con l'arbitraggio del prestigioso arbitro Graziano Cesari, che qualche anno dopo diventerà direttore di gara internazionale. Sarà anche l'ultima partita che la Salernitana disputerà al Vestuti: dalla stagione seguente, oltre al ritorno in B dopo 23 anni, i granata potranno contare su di un nuovo stadio, di recente costruzione e molto più grande: l'Arechi. Lo stadio intitolato a Donato Vestuti si congeda così dopo 59 anni, cinque mesi e un giorno dalla sua inaugurazione (2 gennaio 1931, Salernitana-Vomero B terminata 4-1, con i campani che indossavano ancora la prima divisa biancoceleste), dopo aver assistito a cinque promozioni (quattro in B e una in A) e 1030 partite ufficiali della Salernitana (di cui una… in trasferta: Pro Salerno-Salernitana 2-1, Coppa Italia 1973/74) e fatto da scenario a 619 vittorie e 1631 gol segnati e persino funto da set cinematografico, durante le riprese del film di guerra “Le quattro giornate di Napoli” del 1962, del regista Nanni Loy. Nato come stadio Littorio, sotto il periodo fascista, in 60 anni di attività conobbe una sola pausa dal 30 maggio del 1943 (data di Salernitana-Forlì 0-0) al 28 gennaio 1945 (Salernitana-Casertana 5-1) in quanto danneggiato dai bombardamenti. Divise e sponsor
Lo sponsor tecnico per la stagione 1989-1990 è Top 87, mentre lo sponsor ufficiale è Antonio Amato. La prima divisa è interamente granata chiaro con righe verticali bianche, mentre la seconda è interamente bianca.
Organigramma societario Fonte
Area direttiva Presidente: Giuseppe Soglia Direttore Generale: Franco Manni Segretario Generale: dott. Giuseppe Iodice Area comunicazione Addetto Stampa: Gigi Murante
Area tecnica Allenatore: Giancarlo Ansaloni Allenatore in seconda: Gaetano Zeoli Preparatore Atletico: Antonio Perugino
Area sanitaria Medico Sociale: Corrado Liguori Massaggiatore: Bruno Carmando Magazziniere: Alfonso De Santo
Rosa
Risultati Serie C1
Girone di andata
Girone di ritorno
Coppa Italia Serie C
Fase eliminatoria a gironi
Fase finale
Statistiche Statistiche aggiornate al 3 giugno 1990. Statistiche di squadra
Andamento in campionato
Statistiche dei giocatori Sono in corsivo i calciatori che hanno lasciato la società a stagione in corso.
Giovanili Organigramma Fonte Responsabile Settore Giovanile: Matteo Severino Allenatore Berretti: Gaetano Zeoli Note
Bibliografia
Collegamenti esterni