La seguente lista propone una visione d'insieme della produzione artistica di Gustav Klimt.L'elenco non è completo, ma descrive in maniera sintetica le opere principali di Klimt. Per la collocazione dei dipinti, consultare le voci individuali su Wikimedia Commons: "Gustav Klimt". L'illustrazione dei dipinti è in ordine cronologico, per anno e titolo, con breve commentario a fianco, e percorre l'itinerario formativo e stilistico dell'artista austriaco.

Galleria delle opere principali di Gustav Klimt Numero Immagine Anno & Titolo Commento01 1888 — Vecchio Burgtheater di Vienna (olio su tela, 82 cm × 93 cm) Interno del vecchio teatro Burgtheater che stava per essere ricostruito. Il quadro fu commissionato per celebrarlo ed è importante come autentica testimonianza della presenza di molti personaggi identificabili nei volti, trasformando il quadro in un ritratto collettivo. Grazie al suo realismo fotografico, l'opera rivela il talento versatile di Klimt e fu premiata dallo stesso imperatore d'Austria.Federico Zeri, "Klimt: Il percorso artistico", on Cento Dipinti. Klimt, Rizzoli (1998), pp. 44-48 & passim.Kallir, Jane, Alfred Weidinger: Gustav Klimt. In Search of the Total Artwork. Prestel, New York 2009.02 1888-1890 — Saffo (olio su tela, 39 cm × 31.6 cm) Lasciata allo stato di bozzetto, il dipinto fonde l'influenza dei Preraffaeliti con il simbolismo letterario e trasognato di Gustave Moreau. Costruita per linee ortogonali, l'opera è permeata da una mitologia allegorica già presente nelle opere del Burgtheater. L'esecuzione dei dettagli è conseguente allo storicismo, che influenza anche l'arte dell'epoca e celebra la bellezza in un'atmosfera di raffinato arcaismo.03 1890 — Ritratto del pianista Joseph Pembauer (olio su tela, 65 cm × 55 cm) Qui ricorre ancora il realismo fotografico di Klimt, che nel volto genera una sottile tensione col simbolismo degli elementi stilizzati. Il dilemma stilistico tra storicismo e simbolismo, che tormenta l'artista in questo periodo, viene risolto nel ritratto attraverso la mediazione di forme arcaiche, che attribuiscono alla musica, identificata dagli strumenti, un valore assoluto ed eterno. Con ciò viene ottenuto un riflesso encomiastico sul pianista.Cfr. anche Frank Whitford, Klimt, Thames & Hudson (1990), s.v. "Pembauer".04 1895 — L'Amore (olio su tela, 60 cm × 44 cm) Per la rarefazione evanescente delle figure, il dipinto rivela la sua matrice simbolista. L'opera forma parte della serie di raffigurazioni Allegorie ed emblemi con le quali Klimt intendeva tradurre i momenti più significativi della vita umana e i loro risvolti psicologici attraverso forme cariche di intensità metaforica. Nelle teste in alto, Klimt rappresenta il ciclo esistenziale quale monito sulla fugacità della bellezza e dell'amore.Federica Ammiraglio, Klimt, Skira (2008), pp.44-69 & passim.05 1895 — La Musica I (olio su tela, 37 cm × 44.5 cm) Una di varie raffigurazioni che Klimt dipinse sulla Musica, con la lira, suo simbolo specifico. Una delle opere fu distrutta nell'incendio di Immendorf del 1945. Nell'immagine – che simula la pittura vascolare greca – risalta la sfinge (che allude alla libertà artistica), la maschera del sileno a sinistra, i denti di leone (metafora della diffusione delle nuove idee) ed infine il volto meditabondo della donna.Federica Ammiraglio, Klimt, loc. cit..06 1898 — Ritratto di Sonja Knips (olio su tela, 141 cm × 141 cm) Riecheggiando il simbolismo dell'artista belga Fernand Khnopff, Klimt ritrae una dama dell'élite viennese che opera insieme al marito presso la Wiener Werkstätte. La plasticità del volto è in contrasto con l'inconsistenza morbida delle vesti. Nella composizione diagonale l'evanescenza della poltrona, la macchia rossa del libretto, la testa circondata dai fiori, tutte anticipano lo schema dei ritratti del periodo aureo klimtiano.07 1898 — Pallade Atena (olio su tela, 75 cm × 75 cm) Il dipinto viene esaltato dalla cornice dorata realizzata dal fratello Georg Klimt. Seguendo l'esempio della Secessione di Monaco, la divinità greca viene usata come nume tutelare della Secessione viennese. Atena è ritratta davanti ad un fregio preso in prestito da un vaso attico a figure nere del VI secolo a.C. I capelli rossi escono dall'elmo ad enfatizzare la femminilità della dea, nonostante l'armatura.08 1899 — Nuda Veritas (olio su tela, 252 cm × 56.2 cm) Di quest'opera, Klimt realizzò una versione precedente datata 1898, realizzata con la tecnica della litografia e pubblicata su Ver Sacrum (Primavera Sacra) rivista della Secessione Viennese (1898-1903). Questo particolare dipinto, del 1899, si apre con la citazione del filosofo Schiller, scritta su fondo d'oro che ha una funzione di cartello introduttivo all'opera e ne accentua la carica sensuale: Nella parte centrale del dipinto vediamo la figura femminile, protagonista assoluta della rappresentazione, che si mostra allo spettatore in tutta la sua nudità, senza nascondere nulla. Nonostante la Veritas non abbia un atteggiamento provocatorio, la presenza del serpente ai suoi piedi, dei fiori nei capelli e dello sfondo acquatico quasi evanescente, attribuisce alla figura una carica pericolosa e inquietante. L'incarnato pallido, la chioma rossa, lo sguardo pietrificato rendono questa donna ancora più inaccessibile.

La donna tiene nella sua mano destra uno specchio, rivolto verso lo spettatore: un moderno invito al "Conosci te stesso".

Elemento di collegamento tra la zona occupata dalla donna e la fine del dipinto sono due fiori che si ergono con il loro stelo sottile e lungo che, in qualche modo, ricordano la presenza maschile essendo riconducibili anche a forme spermatozooiche, simboleggiando quindi la rigenerazione. L'opera si chiude, ai piedi della figura femminile, con la scritta Nuda Veritas, titolo dell'opera. In quest'opera non mancano le caratteristiche principali dell'arte di Klimt: la grande padronanza del disegno, che rimane tuttavia bidimensionale, reso attraverso l'uso del colore, l'uso dell'oro nella parte della cornice e soprattutto l'uso di materiali e di tecniche provenienti dalle arti minori.09 1899 — Giardino con galline a S. Agatha (olio su tela, 80.3 cm × 40 cm) Indicato anche col titolo Dopo la pioggia, fu dipinto a sant'Agata nell'Alta Austria e rappresenta una piacevole eccezione nella galleria klimtiana, per gli animali che raffigura. Il formato allungato ed il curioso taglio fotografico dichiarano le loro ascendenze giapponese. Il velo piovoso che avvolge l'insieme e l'interpretazione ornamentale di ogni elemento riecheggiano lo stile evanescente dei paesaggi di James Whistler.Stanley Weintraub, Whistler: A Biography, Weybright & Talley (1974).10 1901 — Giuditta e la testa di Oloferne, noto anche come Giuditta IKlimt ne dipinse infatti un altro, Giuditta II. Cfr. Wikimedia Commons: "Judith II". (olio su tela, 84 cm × 42 cm) Quest'opera rappresenta una delle prime esperienze del pittore austriaco dove mostra tutta la sua spontaneità e la mancanza di artifici retorici: è considerata come la prima opera del periodo aureo, contraddistinto da un linguaggio di forte astrazione simbolica e dall'uso massiccio dell'oro. Racchiusa in una cornice di legno scabro (realizzata dal fratello Georg, scultore, falegname e scaricatore di porto), il soggetto viene utilizzato quale metafora del potere di seduzione delle donne, che riesce a vincere anche la forza virile più bruta. In clima simbolista la figura di Giuditta si presta ovviamente alla esaltazione della femme fatale crudele e seduttrice, che porta alla rovina e alla morte il proprio amante. Il pittore raffigura la protagonista come una donna moderna, con il volto di Adele Bloch-Bauer, esponente dell'alta società viennese. L'immagine ha un taglio verticale molto accentuato con la figura di Giuditta, di grande valenza erotica, a dominare l'immagine quasi per intero. La testa di Oloferne appare appena di scorcio, in basso a destra, tagliata per oltre la metà dal bordo della cornice. Da notare la notevole differenza tra gli incarnati della figura, che hanno una resa tridimensionale, e le vesti, trattate con un decorativismo bidimensionale molto accentuato. Dietro la testa di Giuditta è rappresentato un paesaggio arcaico e stilizzato di alberi di fico e viti, tratto da un fregio assiro del Palazzo di Sennacherib a Ninive.11 1902 — Faggeto (olio su tela, 100 cm × 100 cm) La serie di boschi di faggio corrisponde ai quadri a soggetto lacustre realizzati negli stessi anni. Si ripetono l'orizzonte molto alto, il formato quadrato, la prospettiva fortemente ravvicinata. L'andatura ritmica segnata dagli alberi, lungi dal determinare un appesantimento ottico, gioca con la vivacità dei colori e l'esilità dei tronchi, fino ad immergere lo spettatore nel paesaggio.12 1901-1902 — Pesci d'oro (olio su tela, 181 cm × 66.5 cm) Questo quadro fu esposto alla XIII mostra della Secessione e a Dresda nel 1904, suscitando così tanto scalpore che Klimt con risentimento pensò di intitolarlo Ai miei critici. L'opera, di sapore simbolista, è dominata dalla schiena nuda, riferimento a Rodin. Intenzionalmente l'aspetto invitante e le morbide linee Jugendstil delle sirene, pongono l'opera su una dimensione elegantemente erotica.13 1903 - La Speranza I (olio su tela, 189.2 cm × 67 cm) Il soggetto inconsueto e la sua resa formale hanno suscitato perplessità, al punto che per esporre l'opera si è dovuti ricorrere ad un'interpretazione religiosa. Il tema della donna gravida era già comparso in una delle figure della Medicina e nel Fregio di Beethoven. Nel 1907-08 Klimt ne esegue una seconda versione (La Speranza II), questa volta con un abito dalla preziosa stilizzazione geometrica.14 1905 — Le Tre Età della Vita (olio su tela, 180 cm × 180 cm) Questo dipinto vinse il premio all'Esposizione d'Arte Internazionale di Roma del 1911 e l'anno seguente fu acquistato dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna. La tela unisce il decorativismo geometrizzante a un'inattesa introspezione psicologica nelle espressioni delle tre figure: la drammatica premonizione della fine nella vecchiaia, la tenerezza protettiva nella giovane donna e l'abbandono sicuro del bambino.15 1906 — Ritratto di Fritza Riedler (olio su tela, 153 cm × 133 cm) Il ritratto, il più esposto in mostre di Klimt, rappresenta l'esempio più fulgido della sua fase geometrizzante, con la struttura compositiva diagonale e le vesti quasi inconsistenti. Nel suggestivo contrasto tra il ritmico ripetersi di simboli decorativi e la plasticità del volto e delle mani, si coglie la dialettica tra figurativismo e stile astratto tipica di questa fase klimtiana..16 1904-1907 — Bisce d'acqua (tecnica mista su pergamena, 50 cmx20 cm) Il quadro è stato realizzato con diverse tecniche, dall'acquarello alla tempera, fino all'applicazione di foglie dorate sulla pergamena. La composizione ripropone forme allungate in esili sagome tipiche dello Jugendstil, ma protagonista è la ridondante decorazione del periodo aureo, che viene giocata sui motivi astratti ma allusivi dell'abbraccio e del mosaico a mandorle aperte.Laura Payne, Klimt, Parragon Publishing (2004), ss.vv..17 1907-1908 — Il Bacio (olio su tela, 180 cm × 180 cm) Quest'opera, in pieno accordo con i canoni dello stile Liberty, è dipinta su tela con decorazioni e mosaici (Klimt aveva un debole per i mosaici di Ravenna) in color oro sullo sfondo.