La Lancia Thema è un'autovettura di grandi dimensioni prodotta dalla casa automobilistica italiana Lancia, tra il 1984 e il 1994, per ricoprire il ruolo di ammiraglia della gamma, disegnata da Giorgetto Giugiaro, in sostituzione della Lancia Gamma.
Classificata all'interno del segmento E, oltre alla versione berlina a 3 volumi e 4 porte, ne sono state realizzate una variante familiare e una limousine.
Nel 1987 è stata un'auto presidenziale venendo utilizzata dall'allora Presidente della Repubblica Italiana Francesco Cossiga.
Dal 1994 è stata sostituita dalla Lancia K.
Storia e contesto Presentata al pubblico nel novembre del 1984 in occasione del Salone dell'automobile di Torino, la Thema è stata l'ammiraglia della seconda metà degli anni ottanta e della prima metà degli anni novanta della casa automobilistica Lancia.
Costruita nello storico stabilimento torinese di Mirafiori, con l'eccezione delle versioni Limousine e 8.32, assemblate nello storico stabilimento di Torino - Borgo San Paolo, dopo un lungo e meticoloso processo di progettazione (le cui origini risalgono al 1980, costo oltre 530 miliardi di lire), la nuova ammiraglia riuscì a sostituire brillantemente la Gamma, ponendosi sui mercati in diretta concorrenza con le temibili rivali tedesche Audi 100, BMW Serie 5 E28 ed E34 e Mercedes-Benz W124, nonché con le francesi Citroën XM e Renault 25, superando i 370.000 esemplari in circa dieci anni di produzione.
Prima serie (1984-1988) La carrozzeria a 3 volumi si proponeva con le tre parti ben equilibrate, il frontale e la coda imponenti ma sportivi, come si addiceva al segmento, ottima abitabilità e qualità delle finiture. Un particolare che piacque molto erano i finestrini a filo con la carrozzeria bordati da una cornice cromata, senza i classici gocciolatoi anche per motivi aerodinamici. La Thema è il frutto di un progetto chiamato Tipo 4 che prevedeva la realizzazione di 4 vetture di segmento alto basate su un pianale comune; le altre vetture del progetto TIPO 4 sono Fiat Croma, Saab 9000 e in seguito anche Alfa Romeo 164, vetture con le quali la Thema condivideva molta componentistica e parti dei lamierati, come il giroporta e le portiere, oltre al parabrezza (meno elementi in comune con la 164).
Nuove tecniche di saldatura e lavorazione delle lamiere permisero di realizzare portiere avvolgenti ed evitare particolari antiestetici come i gocciolatoi, oltre che ottenere grande pulizia stilistica e un cx 0.32 di tutto rispetto. A stonare erano forse solo le ruote da 14 pollici, troppo piccole in rapporto alla carrozzeria. Internamente era realizzata con materiali di alta qualità come il velluto e l'Alcantara; inoltre la Thema fu la prima automobile a essere arricchita da interni in pelle Poltrona Frau. Poteva essere dotata di ogni comfort dell'epoca, compresi i sedili (anteriori e posteriori) regolabili e riscaldabili elettricamente che in futuro avrebbero avuto anche 3 memorie di posizione, telefono veicolare integrato nel poggiabraccio, sospensioni a smorzamento controllato AUTO/SPORT (accessorio di serie solo nella seconda serie sull'allestimento LX) e due tipi di impianti di climatizzazione automatici. L'impianto frenante poteva essere arricchito con un sistema ABS fornito come opzionale, mentre era di serie con alcuni allestimenti.
Il primo dei due climatizzatori disponibili era l'"automatic heating system", eredità di precedente componentistica (con grafica a diodi elettroluminescenti verdi, non in grado di raffreddare l'aria). Il secondo, che equipaggiò moltissimi esemplari di Thema, Croma, 164 e 9000 e si distingue fino ai giorni nostri per la grande semplicità d'uso, raffinatezza tecnica ed efficienza termica, era l'"Automatic Climate System", realizzato con componenti Veglia-Borletti e Bosch come il quadro di comando con display luminoso per impostare la temperatura, led per indicare lo stato della potenza e distribuzione dei flussi d'aria impostabile anche manualmente.
La Thema ottenne un grande successo in Italia: fu l'icona dell'auto blu e un consolidato status-symbol per un decennio; ambita da rampanti ed affermati, si distinse quale auto di grande comfort unito a inaspettate prestazioni, dotata di motori ad iniezione elettronica, aspirati e sovralimentati, tecnologicamente superiori a molta della concorrenza: basti pensare che la Thema turbodiesel era l'auto a gasolio più veloce del mondo quando uscì.
La gamma dei motori della Thema Iª serie prevedeva un 2 litri 8 valvole a iniezione da 120 CV, derivato dalla versione di 1.6 litri portando la corsa a 90 mm del bialbero Lampredi (dal nome dell'ex progettista Ferrari che realizzò il primo motore Fiat con distribuzione ad alberi a camme in testa). Lo stesso generoso 2.0 (1995 cm³) in versione sovralimentata (di derivazione Lancia Delta 4WD) con una turbina Garrett T3 ed overboost erogava ben 165 CV, potenza degna di cilindrate (e tasse) ben maggiori, con accelerazioni sullo 0-100 km/h in 7,2 secondi e con il chilometro con partenza da fermo in 28,2 secondi, valori eccezionali ancora oggi per un 2 litri e facendo sfrecciare la "Thema i.e. turbo" a 218 km/h. Vigeva infatti l'ordinamento fiscale che penalizzava quali beni di lusso le automobili a benzina sopra i due litri di cilindrata (limite portato a 2,5 litri per quelle a gasolio) portando l'IVA applicata dal 19 al 38%; è in questo senso inquadrabile lo scarso successo in Italia delle Thema 6 cilindri di 2.8 litri alimentate a iniezione meccanica Bosch K-Jetronic (2849 cm³) della 1ª serie riconoscibili per la targhetta "6V" sulla calandra, motore realizzato da Peugeot Renault e Volvo (Motore PRV). È la stessa unità propulsiva che all'epoca equipaggiava la celebre De Lorean DMC-12, Volvo della serie 700, Renault 25 ed Espace erogante circa 150 CV; vantava grande affidabilità a fronte di un rendimento sottotono. Grande successo ebbe il 2.4 turbodiesel da 100 CV, unità moderna e affidabile, che consentiva una velocità di punta di 185 km/h e rendeva la Thema una fra le più veloci auto a gasolio di quegli anni, e la preferita dai grandi divoratori di chilometri.
Alcune unità, mai ufficialmente commercializzate e destinate unicamente a funzionari Lancia, furono dotate del "piccolo" motore di 1585 cm³ da 105 CV a carburatori utilizzato anche dalla sorella minore Prisma.
Nel 1986 Lancia presentò la Thema Station wagon, giardinetta di lusso disponibile unicamente in versione i.e turbo e turbo ds realizzata negli stabilimenti della Pininfarina a Grugliasco destinati a piccoli numeri di vendita. Ottenne un buon successo di vendite e critica, divenne fenomeno di costume e consegnò l'immagine del prestigio automobilistico alle Station Wagon, precedentemente relegate ad auto prettamente professionali, grazie anche all'elegante posteriore disegnato da Pininfarina di cui porta firma nel raccordo fra montante posteriore e portellone.
Seconda serie (1988-1992)
La Thema IIª serie, presentata al salone di Parigi del settembre 1988 e prodotta fino al settembre 1992 fu la serie di maggior successo della berlina torinese. Presentava oltre 1.100 componenti inedite ed era frutto di un investimento pari a 150 miliardi di Lire. Internamente portava al debutto i rivestimenti in lamina di legno vero a poro aperto sui copriporta e sulla plancia, rivisti pulsanti ed interruttori; esternamente i fari anteriori erano divisi orizzontalmente, con adesso l'accoppiata di lampade H4/H3 (questi ultimi fungono da fari di profondità); nella parte inferiore di colore bruno prendevano posto gli indicatori di direzione; gli specchi retrovisori esterni nella versione V6 e 8.32 (di serie) e nelle altre versioni (a richiesta) erano elettrici e di nuovo disegno con un solo supporto alla base se ripiegabili elettricamente. Debuttarono su questa serie i motori a 16 valvole: la i.e. 16v erogava 147 CV a 6000 giri/minuto, sufficienti a farle raggiungere la velocità dichiarata di 205 km/h e a farla scattare da 0 a 100 in 9,5"; la turbo 16v, con il motore di stretta parentela con il glorioso propulsore della Delta Integrale, con i suoi 181 CV spingeva la Thema a 225 km/h e da 0 a 100 in 7 secondi. Il 2.8 V6 venne modificato nel sistema d'alimentazione (ora a iniezione elettronica) e la potenza scese a 147 CV. La turbo ds vide salire la cilindrata da 2445 a 2499 cm³ e la potenza raggiunse i 116 CV con velocità di punta di 195 km/h, stessa velocità della i.e. (8 valvole) che rimase a listino in Italia (fino al 1991) depotenziato a 117 CV (116 se catalizzata), che continuò però ad essere disponibile ancora all'estero anche sulla 3ª serie. Anello di congiunzione verso la terza serie è la seconda serie LX che prende dalla terza la mascherina con linee verticali cromate e la targhetta "turbo 16V LX" come identificativo dell'allestimento. Si differenzia dalla LX terza serie oltre che per le parti sotto descritte anche per il volante a quattro razze sempre rivestito in pelle.
Nel 1990 vengono introdotti come optional i vetri Solextra sui modelli Turbo 16V, V6, di serie sulla 8.32.
Terza serie (1992-1994)
Al Salone dell'Auto di Parigi del settembre 1992 debuttò la Thema IIIª serie, ultimo restyling per l'ammiraglia Lancia che nonostante gli 8 anni di gloriosa carriera tenne ancora bene il mercato, per lo più quello italiano. Le modifiche non sono solo estetiche ma anche sostanziali. Fuori nuovi scudi paraurti consentono alla vettura di non subire danni in urti fino ad 8 km/h, è eliminata la scalfatura dal cofano posteriore, ora liscio. Tutte le cromature sono brunite (come sulla 8.32) e l'auto è dotata di serie in tutta la gamma degli specchi retrovisori ad un solo supporto, del retrovisore interno elettrocromico, delle doppie tendine posteriori, dei cristalli atermici Solextra, dello SpeedLimit e sospensioni con ammortizzatori lamellari. Vengono riviste tutte le connessioni dell'impianto elettrico, ora con doppio blocco antisfilamento (secondary lock) ad evitare falsi contatti e noie agli utilizzatori. I motori vengono aggiornati alle normative antinquinamento Europee (91/441 - Euro 1). Viene mantenuto a listino (non per il mercato italiano) la i.e. con motore 8 valvole, che rimane il motore d'accesso alla gamma. La 16v raggiunge i 152 CV con 178 Nm di coppia motrice grazie al V.I.S. (sistema di condotti d'aspirazione a lunghezza variabile "Variable Induction System"). La turbo 16v passa a 201 CV e 298 Nm disponibili a 3750 giri/minuto con overboost a 2 livelli per un'erogazione più regolare consentendo una velocità massima di 230 km/h e uno scatto da 0 a 100 km/h in soli 7,0 secondi (propulsore strettamente imparentato con quello della Delta Evoluzione). Il famoso Alfa Romeo V6 Busso con cilindrata di 3 litri con distribuzione a 12 valvole e potenza di 171 CV e 245 Nm di coppia sostituisce l'assetato 2.8 PRV. La turbo ds è "ecodiesel", sostanzialmente invariato ai suoi 116 CV ma più ecologico, con catalizzatore ossidante e valvola EGR.
Esce dal listino la 8.32, stante l'impossibilità di adeguarla alle normative Euro1.