Il cosiddetto Periodo Protodinastico (o Dinastico Antico, in sigla DA) in Mesopotamia è una fase storica svoltasi nel III millennio a.C.: è la prima epoca della Storia analizzabile non solo attraverso la documentazione archeologica, ma anche attraverso l'eccezionale novità della scrittura e, in particolare, della documentazione testuale degli archivi amministrativi. Al periodo definito dagli studiosi "Protodinastico" è da connettere la Lista reale sumerica (la lista giunge fino alla I dinastia di Isin - 1794 a.C. ca. ed è stata comunque redatta in età paleo-babilonese)Francisco Marco Simón, Narciso Santos Yanguas, Textos para la Historia Del Próximo Oriente Antiguo , Volume 1, p. 7..

Tratto caratteristico di questo periodo è l'intensificarsi dell'urbanizzazione e l'ampliamento delle città..

Il Protodinastico I è una fase recessiva, ma rappresenta una parentesi rispetto al periodo di grande sviluppo che caratterizza le fasi II e III, che insieme vengono indicate anche come "periodo presargonico", dal nome del primo dinasta semita, Sargon di AkkadDouglas Frayne, Presargonic Period: (2700-2350 BC), University of Toronto Press, 2008.

La divisione del Protodinastico in tre fasi è comunque di natura essenzialmente archeologica, in quanto rinvia a modificazioni stilistiche della produzione materiale, secondo i risultati di scavi organizzati negli anni trenta del Novecento nella regione del fiume Diyala dall'Università di Chicago; tali risultati, peraltro, potrebbero non corrispondere all'evoluzione stilistica di altre zone, ma la datazione è mantenuta tra gli studiosi per mera convenzione... Da un punto di vista storico-politico, invece, il Protodinastico può essere inteso come una fase unitaria.

In rapporto all'epoca precedente Rispetto al precedente Periodo di Uruk, che vedeva il centro di Uruk relativamente isolato a dominare la scena, il Periodo Protodinastico (in particolare nelle fasi II e III) si distingue per la presenza in Sumer di diversi centri di uguale importanza, caratterizzabili come città-stato: tra queste, la stessa Uruk, Ur ed Eridu nel sud, Lagash e Umma sul Tigri, Adab, Shuruppak e Nippur nella zona centrale, Kish a nord ed Eshnunna nell'estremo nord. Dato che l'agricoltura dipende fondamentalmente dalla canalizzazione delle acque fluviali, tutti questi centri si trovano nei pressi dell'Eufrate e del Tigri, il cui corso era piuttosto diverso da quello attuale.. Le principali direttive dell'espansione sumera in questa fase sono Mari e Assur. Coinvolti in questo sistema culturale e commerciale, pur non essendo sumerici, sono anche Khamazi (alle pendici dei Monti Zagros, ma mai esattamente localizzato) e Susa, ma i rapporti sono intensi anche con località che già da tempo erano in relazione con l'alluvio e cioè il Golfo Persico, l'altopiano iranico, il sud-est anatolico, la Siria.

La fine del Periodo di Uruk significa anche la fine di quell'influenza culturale che Uruk era riuscita a imporre su tutto il Vicino Oriente. Nei vari centri si torna a tradizioni locali, mentre nella Bassa Mesopotamia si registra una forte espansione della produzione di documentazione scritta, che permette uno studio degli sviluppi politico-culturali ad un dettaglio impossibile per le epoche precedenti.

Le fonti Anche se i documenti amministrativi continuano a rappresentare la grande maggioranza e ad aumentare, i testi prodotti in questo periodo aprono a nuovi generi: testi narrativi che raccontano gesta di re, ma anche testi letterari. Inoltre, la natura delle informazioni offerte diventa più variegata. La lingua di questi testi è poi maggiormente comprensibile di quella dei testi precedenti, perché gli scribi del periodo prendono a trascrivere anche elementi fonetici e grammaticali, sforzandosi di riprodurre più da vicino la lingua parlata.

Da Ur provengono circa 280 tavolette, datate al 2800. Vi sono poi circa 1000 tavolette contenenti documenti amministrativi da Šuruppak (Tell Fara) e circa 500 da un centro nell'odierna Abu Salabikh (il cui nome è incerto), databili al 2500. Verso la fine del Periodo Protodinastico la documentazione si fa sempre più ricca. Ad esempio, da Girsu sono state raccolte circa 1500 tavolette. La tecnologia della scrittura, che all'inizio sembra sia stata usata solo nella Bassa Mesopotamia, si ritrova successivamente anche in Siria, dove sono notevoli gli archivi di Mari (circa 40 tavolette), Nabada (Tell Beydar), con circa 250 tavolette, e soprattutto Ebla, con circa 3600 tavolette. Tutta questa documentazione rimonta al 2350 a.C. circa.

Iscrizioni reali

Nel Periodo Protodinastico appare un nuovo tipo di testo, l'iscrizione realeUna raccolta di iscrizioni reali è contenuta qui, sul sito in lingua inglese della Cuneiform Digital Library Initiative. Un'altra raccolta, stavolta in traduzione italiana, è presentata qui , con traduzione di Giuseppe Del Monte, Università di Pisa, 2013.. All'inizio, si tratta della semplice menzione in oggetti votivi del nome del re dedicatario. Ad esempio, un vaso in pietra datato al 2650 reca l'iscrizione "Mebaragesi, re di Kish". Ben presto, però, le iscrizioni reali presero a includere notizie varie, relative ad esempio al fatto che il re aveva ordinato la costruzione di un tempio, per poi diventare sempre più lunghe e dare conto di imprese militari o realizzazioni monumentali. Nel I millennio, queste iscrizioni si erano trasformate in resoconti dettagliati anno per anno delle più importanti gesta del re.

Diverse iscrizioni reali sono state recuperate nei siti di Adab, Kish, Nippur, Umma, Ur e Uruk, ma anche a Mari, l'unica in Siria. Il numero maggiore di iscrizioni reali è stato però trovato a Lagash, città in cui nove membri di una dinastia locale ne hanno prodotte diverse, di cui 120 giunte a noi. Queste iscrizioni raccontano del lungo conflitto tra Lagash e Umma. È il più antico caso nella storia umana di una vicenda che può essere ricostruita, seppur parzialmente, attraverso fonti coeve agli eventi.

Il quadro insediamentale È la rete dei canali costruiti per la sistemazione idrogeologica del Tigri e dell'Eufrate che determina i vettori politico-economici della regione. La coerenza di questa sistemazione è tale solo per "isole" ma non nel complesso: infatti, la sistemazione di una zona può risultare dannosa per un'altra zona e ciò determina conflitti tra le diverse città sumere. Tipicamente sono le zone più prossime alla foce e al mare a risultare sfavorite; i centri più a nord sono infatti in grado di condizionare la sistemazione complessiva, e questa risulterà una tendenza di lungo periodo. Quando si profilerà un'effettiva unificazione politica dell'intera Mesopotamia (Sumer e Akkad), ciò avverrà forse troppo in là perché il Sud eviti la crisi.

Al vecchio quadro insediamentale, con i villaggi abitati da contadini "liberi" (soggetti a corvée), se ne sovrappone uno nuovo, che vede la comparsa di appezzamenti agricoli direttamente controllati dal tempio cittadino e messi a coltura da manodopera non libera.

Nell'Alta Mesopotamia e in Siria, peraltro, un ritorno all'urbanizzazione simile a quello prodottosi nella Bassa Mesopotamia non si avrà prima del 2600 e comunque secondo linee di sviluppo indigene. In quell'area, all'inizio del III millennio, si manifestò una cultura individuata attraverso le caratteristiche del vasellame, detta Ninivita 5. Nelle aree più a ovest, invece, le culture materiali sono assai variegate, segno che non vi era un organismo di dimensioni regionali. Sembra che la classe dirigente del nord si occupasse in particolare di commercio.. Si possono dunque constatare alcune sostanziali differenze tra il sud (Sumer) e il nord (Akkad): il territorio del sud è più soggetto a paludizzazione; viene organizzato a livello centrale ("colonizzazione templare"); a nord i flussi idrici sono controllati con più facilità (a detrimento dei territori a valle); il ruolo dei "liberi" è maggiormente incisivo, data la natura "gentilizia" del comando; a nord, l'agricoltura si affida più alla pioggia che all'irrigazione: il raccolto per singolo ettaro è inferiore, di modo che per alimentare lo stesso numero di abitanti è necessario coltivare un'area più estesa, anche se ad un regime di lavoro meno intenso; ne consegue che le città del nord tendono ad essere meno grandi di quelle del sud, mentre una frazione più rilevante della popolazione vive nei villaggi;. nel sud, il tempio, nelle città delle origini, è l'istituzione e il palazzo più importante; nel sud, questo ruolo è affidato al palazzo e il potere politico ha natura più spiccatamente secolare.

È piuttosto difficile, come pure è stato fatto in passato, delineare nettamente una differenziazione etno-linguistica (Semiti al nord, Sumeri al sud) che coincida con le differenze ecologiche o politiche (o sia causa di esse). Il fatto che nei periodi Protodinastico II e III i documenti siano scritti in sumerico indica che lethnos sumerico era prevalente, se esso non dipende dal fatto che la maggior parte degli archivi protodinastici è stato scoperto a Ur, Shuruppak e Girsu, tutti centri della Bassa Mesopotamia. La distribuzione degli antroponimi indica comunque che il ceppo semita (rappresentato dagli Accadi) era certamente presente in questa fase (e non si sa se anche prima): quella che un tempo veniva definita "la sede primitiva" dei Semiti (il "serbatoio semita") giustifica la collocazione di questo ethnos al nord (Akkad).

Sia come sia, tra il nord e il sud esistevano anche importanti affinità. Ad esempio, accanto alla centralizzazione di un potere secolare, nel nord si sviluppò anche un senso di unità religiosa. Pare infatti che diversi re prestassero giuramenti al tempio di Dagan a Tuttul, una città che avrà forse avuto un prestigio analogo a quello di Nippur nel sud.. Tanto il nord quanto il sud, poi, erano società multilingue. Nel nord si parlavano per lo più dialetti semiti, ma era presente anche la lingua hurrita, una lingua non semita e senza relazione alcuna con il sumero. Sono innanzitutto gli antroponimi a dare indicazioni riguardo alle lingue in uso: antroponimi hurriti erano maggioritari nella Siria settentrionale, dove poi si affermerà la città hurrita di Urkesh, ma affiorano anche nel sud (Nippur). Antroponimi semiti sono appaiono in Siria e in Alta Mesopotamia. Questa eterogeneità etnico-linguistica non sembra sia stata mai causa intrinseca di conflitti. In questo contesto, Kish (città d'origine di Sargon, la figura che rivoluzionerà il sistema protodinastico) appare tanto geograficamente quanto culturalmente un centro di mediazione tra il nord e il sud.

Il tempio e il palazzo