Il tetto o copertura è la parte superiore dell'edificio che ha la funzione di preservare l'ambiente interno dagli agenti atmosferici e dall'invasione di animali. Tecnicamente per tetto in senso stretto si indica solo quello con superfici inclinate per favorire il deflusso delle precipitazioni, ma ha anche un significato più esteso di copertura in generale, per esempio un "tetto verde" è una copertura spiovente o orizzontale dove il lastrico solare è attrezzato intensamente a verde per motivi urbanistici e di isolamento termico.
Lo scopo principale del tetto è proteggere l'edificio sottostante dalla pioggia, opporre resistenza alle sollecitazioni date da neve e vento e diminuire la dispersione termica dell'edificio. Il manto di copertura garantisce la tenuta dell'acqua, mentre la struttura portante ha il compito di sostenere il manto. A seconda delle scelte costruttive la copertura può essere o meno utilizzabile come spazio aperto, calpestabile, o avere una funzione tecnica, per esempio alloggiare o pannelli solari o raccogliere l'acqua piovana da far defluire in un serbatoio, o fungere solo da mera copertura.
Tipi di copertura In base ai materiali utilizzati per il manto le coperture sono così raggruppate:
Coperture discontinue Il manto è effettuato con vari materiali che, grazie al modo in cui sono collegati e alla loro pendenza, assicurano la tenuta dell'acqua. Le coperture discontinue sono a loro volta ripartite in: coperture di tegole in laterizio (embrici, coppi, tegola marsigliese); coperture di tegole in cemento; coperture di lastre in fibrocemento; coperture di lastre in pietra (lose, beole, piode, chianche, tetti in ardesia liguri); coperture di lastre di legno (scandole); coperture di lastre di materie plastiche; coperture di tegole bituminose (tegola canadese); coperture di pannelli metallici coibentanti; coperture di rame; coperture di lamiere grecate di acciaio zincato, rame, alluminio, ecc,; coperture di paglia; coperture di canna lacustre.
Coperture continue Il manto è attuato con elementi molto ampi congiunti insieme durante la posa in opera, in modo da assicurare la tenuta per qualsiasi pendenza. Le coperture continue sono divise in: coperture impermeabilizzate a freddo; coperture impermeabilizzate a caldo; coperture impermeabilizzate con membrane sintetiche; coperture impermeabilizzate con membrane bituminose. In base alla pendenza le coperture possono essere suddivise in: tetti a falde, costituiti da una o più falde con pendenza diversa a seconda dei materiali usati per il manto; tetti piani, realizzati da pendenza minime ma commisurati per smaltire le acque.
Coperture mobili Coperture generalmente per ambito industriale, agricolo o sportivo realizzate in acciaio zincato e ricoperto di un manto in pvc. Sono coperture mobili: capannoni indipendenti magazzini mobili tunnel retrattili tettoie coperture scorrevoli Ogni tipologia a sua volta può essere mono o bipendenza.
Tetti a falde
La forma geometrica di un tetto, ossia della superficie di copertura di un edificio, viene determinata da una o più facce piane inclinate, dette falde o pioventi. Il tetto a falde piane è caratterizzato da alcuni elementi: la linea di colmo, indica, in generale, una retta orizzontale di massima quota, che si ottiene come intersezione tra due falde inclinate del tetto; la linea di gronda, indica, in genere, una retta orizzontale di minima quota che si ottiene come intersezione tra le falde inclinate con uno stesso piano orizzontale, detto piano d'imposta del tetto; la linea di displuvio, l'intersezione inclinata di due falde ad angolo convesso (saliente); la linea di compluvio, l'intersezione inclinata di due falde ad angolo concavo (rientrante).
Strutture portanti dei tetti a falde La struttura portante dei tetti a falde può essere realizzata mediante varie soluzioni: orditura in legno strutturale; capriata e profilati in acciaio; capriata e pannelli di calcestruzzo armati precompresso; solai di calcestruzzo armato
Orditura in legno strutturale L'orditura in legno strutturale è costituita da vari elementi: le capriate; la grossa orditura; la piccola orditura. Le capriate in legno, ognuna di esse formata da due travi (puntoni) disposte secondo l'inclinazione delle falde, riunite in sommità ad un travetto verticale (monaco od ometto), e inferiormente collegate ad una trave orizzontale (catena o tirante). Le unioni o connessioni dei vari elementi si ottengono mediante intagli, opportunamente rinforzati con ferri piatti. Questo tipo di incavallatura, chiamato capriata semplice, può essere usato fino a una portata di 6-7 metri.
Per coprire luci maggiori si ricorre ad altri tipi di capriate come per esempio la capriata formata da due puntoni, da un ometto e da una catena, disposti come nelle capriate semplici e inoltre da due contraffissi o saettoni interposti fra l'ometto e i puntoni. Le capriate di questo tipo si impiegano per coprire luci che vanno da 8 a 15 metri.
Questo tipo di capriata era comunemente detta "capriata all'italiana" o "capriata con saette" fino agli anni '40 del Novecento, quando iniziò ad essere definita "capriata palladiana", espressione che precedentemente indicava le capriate a tre monaci con controcatena.
Altra componente delle strutture portanti dei tetti a falde è la grossa orditura che, a seconda della sua disposizione, distingue i tetti nei due tipi: orditura alla piemontese o alla cortinese: orditura alla lombarda o alla bellunese. L'orditura alla piemontese, altrimenti detta orditura alla cortinese, è costituita da una trave di colmo, appoggiata su capriate o direttamente su un muro di spina, e da cosiddetti falsi puntoni o travi disposti secondo la pendenza delle falde che, appoggiano superiormente sulla trave di colmo e inferiormente su una banchina o dormiente (dormiente è detta la trave poggiata completamente ai muri perimetrali, ossia una trave che non ha luce libera di inflessione ma è completamente poggiata su altre strutture per tutta la sua lunghezza).
L'orditura alla lombarda, detta anche alla bellunese, è caratterizzata dalla presenza di arcarecci o terzere che sono travi disposte parallelamente alle linee di gronda e appoggiate su capriate o su muri trasversali.
Terza e ultima componente delle strutture portanti dei tetti a falde è la piccola orditura. Costituita da correntini o listelli orizzontali, paralleli alle linee di gronda, nei tetti alla piemontese; e da travicelli o correntini o murali, inclinati secondo la pendenza del tetto, nei tetti alla lombarda.
Capriata e profilati in acciaio Le capriate ed i profilati in acciaio possono avere forme diverse a seconda della conformazione delle falde e delle luci da coprire. I tipi più comuni sono le capriate semplici, quelle alla Polenceau e quelle a shed, realizzate in forma di trave reticolare. L'alta resistenza, la sicurezza dell'acciaio e la sua leggerezza rispetto ad altri sistemi, conferiscono all'insieme molti vantaggi strutturali ed economici.
Capriate e pannelli di calcestruzzo armato precompresso Le travi di calcestruzzo armato precompresso più utilizzate e diffuse sono del tipo a parete piena a doppia pendenza. Nei sistemi con travi a doppia pendenza le travi sono in calcestruzzo armato normale o precompresso, presentano una doppia pendenza ed hanno luci che vanno da 10 a 30 metri. Altro tipo di capriata di calcestruzzo armato è quella utilizzata per le coperture a shed. Questi tipi di trave hanno la caratteristica forma a "ginocchio", che permette di inserire una finestratura per l'illuminazione naturale interna. Sulle travi di calcestruzzo armato vengono sovrapposti pannelli prefabbricati per formare il piano d'appoggio del manto di copertura.
Solai di calcestruzzo armato La struttura di sostegno delle falde può essere costituita da solai e solette di calcestruzzo armato.
Il solaio in calcestruzzo armato e laterizio è, nella sua più generale costituzione, formato da elementi di laterizio, aventi funzione di cassaforma leggera, i quali consentono di disporre l'armatura di acciaio in modo da ottenere, col getto di calcestruzzo, travetti distanti tra loro da 30 a 50 cm che vengono collegati tra loro da cordoli pure in calcestruzzo dello spessore di circa 4 cm che collegano i travetti formando una sezione reagente a T.
La tecnica muricci e tavelloni, con sottotetto non abitabile, o 'a perdere', è stata utilizzata in nord Italia nella seconda parte del '900. Sul solaio si dispongono muretti paralleli alla linea di colmo (muricci), il più alto in corrispondenza della linea di colmo e gli altri di altezze decrescenti, sormontati da pannelli in laterizio (tavelloni).
La struttura di sostegno delle falde può essere costruita anche da pannelli prefabbricati, molto diffusi nelle coperture di capannoni industriali. Questi tipi di copertura offrono importanti vantaggi come quello di evitare le operazioni di manutenzione, tipiche dell'orditura in legno e quello di ottenere un miglior livello di inerzia termica della copertura.
Pendenza delle falde Si può dire che la differenziazione tipologica in ordine ai diversi valori delle pendenze è derivante essenzialmente dal carico dovuto a precipitazioni nevose. Altro parametro da tenere in considerazione per la determinazione della pendenza di un tetto a falde è il materiale impiegato per il manto di copertura. L'esperienza consente di affermare come normali pendenze quelle comprese tra il 30% e il 45%.
Manti di copertura
I tipi di copertura realizzati con tegole di laterizio sono: coperture alla romana: è costituita da un embrice (coppo piatto rovesciato) sormontato dal coppo in modo da creare un canale. copertura a tegole marsigliesi: sono derivate dalla tegola prodotta nei paesi nordici per tetti a forte pendenza. Sono quindi caratterizzate da un'ampia funzionalità nella copertura a falde di elevata pendenza, sempre con ottimali risultati di impermeabilità e scorrimento delle acque; la pendenza minima richiesta per questo tipo di tegola è del 35%;
copertura a tegole portoghesi: per combinazione fra il coppo e la tegola piatta (o marsigliese) sono state ottenute tegole a funzionamento intermedio che hanno assunto il nome di tegole portoghesi; la pendenza minima richiesta per questo tipo di tegola è del 30%; coperture a tegole olandesi: danno al manto di copertura un caratteristico aspetto ondulato. Dal punto di vista funzionale non pare si riscontrino differenze essenziali tra i vari tipi. Perciò la scelta può essere fatta tenendo conto essenzialmente dell'aspetto esteriore e quindi della combinazione fra l'architettura della costruzione e l'inserimento nell'ambiente circostante.
Oltre ai tipi di copertura realizzate con tegole di laterizio esistono coperture realizzate con tegole in cemento. Tra queste troviamo: coperture in coppi di Francia; coperture in coppi di Grecia; coperture in tegola doppia romana.
Esistono poi coperture realizzate con materiali lapidei tra cui: coperture di ardesia; coperture di lastre di pietra. Le più moderne lastre in fibra di cemento, che hanno sostituito le pericolose vecchie lastre in eternit (contenenti amianto), presentano pessime condizioni di durata nel tempo (degradano molto rapidamente) inoltre sono molto pericolose in caso vi sia la necessità di salire sul tetto per farvi un'ispezione (si rompono facilmente e si rischia di cadere a terra). Le migliori coperture a lastra sono quelle in lamiera grecata o di diversa tipologia purché in ferro o rame. Questi tipi di copertura hanno la caratteristica di essere funzionali e sicure a un prezzo ridotto. Altri tipi di copertura possono essere realizzate mediante tegole bituminose che consentono di realizzare falde con superfici molto complesse e inoltre sono particolarmente adatte per realizzare falde di grandi ampiezze e con qualsiasi tipo di inclinazione.