La Lex Maenia de patrum auctoritate. è una legge romana, di autore e data incerti, che stabilì che lauctoritas patrum dovesse precedere e non più seguire le operazioni elettorali, estendendo così ai comizi elettorali quello che la Lex Publilia Philonis de patrum auctoritate. del 339 a.C. aveva stabilito per le rogazioni legislative. Infatti, nella primitiva repubblica tutte le deliberazioni dei comizi erano sottoposte allauctoritas patrum, ossia alla ratifica dalla parte patrizia del SenatoDe Martino F., Storia della costituzione romana, Jovene, Napoli, 1972-1990, v. II, p. 128.. Lauctoritas veniva esercitata per tutte le deliberazioni dei comizi: approvazione di leggi, elezione dei magistrati e giudizi; erano esclusi soltanto i plebisciti che non avevano ancora valore di legge (lo avranno con la Lex Hortensia. nel 287 a.C.) e gli atti dei comizi con valore formale e non deliberativoDe Martino F., Storia della costituzione romana, cit., v. I, p. 219.. Mediante queste leggi il potere dei patres fu ridimensionato, poiché deliberarono che la ratifica dovesse precedere e non più seguire le operazioni legislative ed elettorali dei comizi.
Da un testo di Marco Tullio CiceroneCicerone, Brutus, 14, 55. si desume che la legge doveva essere posteriore al consolato di Manio Curio Dentato (290 a.C.); altri autori sostengono che la Lex Publilia Philonis e la Lex Maenia siano collocabili entrambe nel primo decennio del III secolo a.C.De Martino F., Storia della costituzione romana, Jovene, Napoli, 1972-1990, v. II, p. 129. In particolar modo PaisPais E., Storia di Roma: durante le guerre puniche, Unione tipografico-editrice torinese, Torino, 1935, I, 2, p. 279. ritiene che la Lex Publilia Philonis non possa essere anteriore alla Lex Maenia, la quale andrebbe collocata fra il 299 e il 290 a.C., mentre NiebuhrNiebuhr B.G., Romische Geschichte, Calvary, Berlino, III, p. 494. ritiene che sia da attribuire all'anno della dittatura di Gaius Maenius, il 320 a.C.; MommsenMommsen T., Storia di Roma antica, STEN editrice, Torino, III, p. 1042. la colloca verso il 300 a.C.; Rotondi. invece, più prudentemente, indica il periodo per il quale mancano i libri liviani, ossia 292-219 a.C. Tuttavia è presumibile che la Lex Maenia sia di poco successiva alla Lex Publilia Philonis, dal momento che i patrizi avevano maggiore interesse a controllare l'elezione dei magistrati, piuttosto che la legislazioneDe Martino F., Storia della costituzione romana, cit., p. 130.. In quest'ultima, infatti, essendo una sola la proposta, il comizio poteva limitarsi ad accettarla o a rifiutarla; nell'elezione delle magistrature, invece, essendovi più candidature, l'assemblea poteva procedere alla scelta di soli plebei respingendo i candidati patrizi. Di conseguenza era interesse dei patrizi rimandare il più possibile la riforma dellauctoritas relativa all'elezione dei magistrati.
Note
Bibliografia Cicerone, Brutus, 14, 55 Cicerone, Pro Plancio, 3, 8 De Martino F., Storia della costituzione romana, Jovene, Napoli, 1972-1990, vol II Niebuhr B.G., Romische Geschichte, Calvary, Berlino Mommsen T., Storia di Roma antica, STEN editrice, Torino Pais E., Storia di Roma: durante le guerre puniche, Unione tipografico-editrice torinese, Torino, 1935 Pani M. e Todisco E., Società e istituzioni di Roma antica, Carocci, Roma, 2009 Pani M. e Todisco E., Storia romana dalle origini alla tarda antichità, Carocci, Roma, 2008
Maenia