L’apprendimento esperienziale (Experiential Learning) costituisce un modello di apprendimento basato sull'esperienza, sia essa cognitiva, emotiva o sensoriale. Il processo di apprendimento si realizza attraverso l'azione e la sperimentazione di situazioni, compiti, ruoli in cui il soggetto, attivo protagonista, si trova a mettere in campo le proprie risorse e competenze per l'elaborazione e/o la riorganizzazione di teorie e concetti volti al raggiungimento di un obiettivo. L'apprendimento esperienziale consente al soggetto di affrontare situazioni di incertezza sviluppando comportamenti adattivi e migliorando, nel contempo, la capacità di gestire la propria emotività nei momenti di maggiore stress psicologico. Consente inoltre di sviluppare le proprie abilità di problem solving, anche attraverso l'abilità creativa, e di far acquisire autoconsapevolezza mediante auto-osservazione ed etero-osservazione al fine di ridefinire eventuali atteggiamenti inadeguati e di valorizzare i comportamenti costruttivi. L'esperienza così acquisita diviene patrimonio di conoscenza del soggetto e costituirà il nuovo punto di partenza di ulteriori evoluzioni.

Precursori, approcci e teorie

Nella sua definizione di Experiential Learning, David Kolb delinea il percorso di apprendimento come formazione continua dell'individuo. Cogliendo le connessioni tra educazione, lavoro e sviluppo della persona, le esamina in modo critico al fine di offrire un sistema di competenze che, attraverso metodologie esperienziali, porti all'elaborazione di obiettivi educativi aderenti al reale mondo del lavoro[Experiential Learning] offers the foundation for on approach to education and learning as a lifelong process that is soundly based in intellectual traditions of social psychology, philosophy and cognitive psychology. It pursues a framework for examining the critical linkages among education, work and personal development. It offers a system of competencies for descrybing job demands and corresponding educational objectives and emphasizes the critical linkages that can be developed between the classroom and the real world with Experiential Learning methods. It pictures the workplace as a Learning environment in David A. Kolb, Experiential Learning experience as the source of Learning and Development, Englewood Cliffs, NJ, Prentice Hall 1984, pp. 5-6.

La definizione di Kolb costituisce inoltre il primo tentativo di disciplinare l'apprendimento esperienziale (Experiential Learning) individuandone i fondamenti epistemologiciP. Jarvis, C.Griffin, J.Halford, The theory and practice of Learning, Kogan page, London 1998. Nella prima parte della definizione, l'autore si riferisce a quelli che possono essere considerati i maestri precursori dell’Experiential Learning: John Dewey, Kurt Lewin e Jean Piaget. Nel loro insieme, la psicologia sociale di Lewin, il pragmatismo filosofico di Dewey e l'epistemologia genetica cognitivo-evolutiva di Piaget formano una prospettiva unica di apprendimento e sviluppo. La formazione esperienziale spinge il soggetto a una riflessione critica sul proprio essere e sulla propria realtà e gli consente di orientare i suoi atteggiamenti, aiutandolo sia a realizzare la propria personalità sia ad integrarsi nel mondo sociale in un continuo processo di interiorizzazione e apprendimento.

Fondamenti epistemologici

John Dewey: l'esperienza pratica come metodo educativo

Nella sua opera, Dewey contrappone l'approccio educativo classico, cioè la trasmissione di conoscenze teoriche al nuovo approccio basato sull'esperienza come metodo educativo; approccio che sarà poi definito progressista proprio per il suo carattere di novità rispetto al passato. La sua critica, infatti, si rivolge all'insegnamento tradizionale insegnante - allievo nel quale il trasferimento delle teorie avviene con l'ausilio dei libri ma senza il coinvolgimento effettivo dello studente che acquisisce conoscenze e abilità spesso isolate e ripetitive. Egli invece propone un approccio in cui l'individualità e l'attività dello studente sono posti in primo piano e delinea un tipo di apprendimento nuovo, costruito attraverso l'esperienza e la scoperta, in cui le abilità sono un mezzo per raggiungere un traguardo significativo per il soggetto stesso.

Secondo Dewey, l'apprendimento è un processo nel quale si integrano l'esperienza e la teoria, l'osservazione e l'azione. Infatti chi apprende utilizza l'osservazione per orientare l'azione in modo consapevole. L'avvio del processo è dato dall'impulso, che alcuni autori definiscono motivazione. La fine del processo è data dal giudizio finale che pone la riflessione per gli orientamenti futuri. Landry sottolinea come il processo circolare porti ad un'identificazione dell'origine con lo scopoIl ciclo non origina più da un semplice istinto, ma è scopo, grazie alla sua radice nell'esperienza passata e alla conoscenza acquisita durante questa in F. Landry, Vers une teorie del l'apprentissage ecpèrientiel, in La formation expérientielle des adults, coordonné par B. Courtoi et G. Pineau, Recherche en Formation Continue, Ministère de Travail, de l'Emploi et de la formation professionnelle, Délégation de la Formation professionelle – La documentation française, Paris, 1991, pp. 21-28.

Nell'apprendimento esperienziale l'apprendimento ha una dinamica a spirale in cui l'impulso originale si trasforma progressivamente. Possiamo distinguere nel processo di apprendimento delineato da Dewey tre fasi significative:

la prima fase è relativa all'osservazione; la seconda fase è relativa alla ricerca di conoscenze già acquisite tramite esperienze simili già vissute nel passato; la terza fase è costituita dal raffronto tra le esperienze vissute e il contesto attuale, da cui genera un giudizio.

Kurt Lewin: l'apporto dell'esperienza nella formazione dei concetti

La ricerca di Lewin si è incentrata in particolare sul contributo apportato dall'esperienza e dall'azione nella formazione dei concetti: l'integrazione tra teoria e pratica è necessaria ai fini dell'apprendimento. Infatti egli affermava che niente è più pratico di una buona teoria, proprio a significare l'importanza di entrambe le componenti ai fini della riflessione.Ancor più tale integrazione è facilitata nelle dinamiche di gruppo in cui l'apprendimento nasce dal confronto tra le esperienze vissute del gruppo e le conoscenze teoriche. In tal modo l'approccio esperienziale favorisce il formarsi di riflessioni e azioni in una continua tensione dialettica.

Il learning circle prospettato da Lewin costituisce il fulcro su cui si basano le teorie successive sull'Experiential Learning: il ciclo dell'apprendimento inizia e termina con la concreta esperienza (concrete experience) che costituisce sia la spinta sia lo scopo del processo. La concreta esperienza passa attraverso l'osservazione e la riflessione (observation and reflection) e utilizzando le teorie (abstract concepts) giunge con la sperimentazione (sperimentation) a tradurre la riflessione in azione e quindi in esperienza. Ciò che consente al ciclo di essere dinamico e continuo è il processo di feedback che in modo sistematico informa di eventuali inefficienze in modo che si possa intervenire a bilanciare nuovamente i momenti di osservazione-riflessione e quelli di azione.

Jean Piaget: dall'azione alla rappresentazione

Le teorie di Piaget si centrano sullo studio dell'intelligenza del fanciullo e in particolare del ruolo che l'esperienza concreta gioca sullo sviluppo della mente del bambino. Attraverso sperimentazioni cliniche, Piaget ha potuto verificare che il fanciullo sviluppa primariamente la capacità di manipolare gli oggetti del suo ambiente e solo in un momento successivo egli sviluppa la capacità di ragionare astrattamente manipolando simboli astratti.Piaget chiama il primo stadio sensore-motorio (da 0 a 2 anni) proprio perché il bambino apprende solo tramite l'azione sensoriale. Solo in seguito il bambino svilupperà la capacità di creare delle rappresentazioni mentali. Piaget indicherà nei concetti di assimilazione e accomodamento il processo di apprendimento che si forma attraverso l'interazione di rappresentazione e azione.

David A. Kolb: l'apprendimento come processo fondato sull'esperienza

Dalle teorie precedenti, Kolb deriva la natura dell'apprendimento come processo dove la conoscenza si sviluppa mediante l'osservazione e la trasformazione dell'esperienza. Tale processo si compone di quattro fasi: la fase delle esperienze concrete, in cui l'apprendimento avviene attraverso le percezioni e quindi come interpretazione personale di esperienze; la fase dell'osservazione riflessiva, in cui l'apprendimento deriva invece dalla comprensione dei significati tramite l'osservazione e l'ascolto; la fase della concettualizzazione astratta, nella quale l'apprendimento deriva dall'analisi e dall'organizzazione logica dei flussi di informazioni; la fase della sperimentazione attiva, in cui l'apprendimento è il risultato di azione, sperimentazione e verifica di funzionamento ai fini dell'evoluzione o di possibili cambiamenti.

Il processo di apprendimento esperienziale delineato da Kolb coinvolge le quattro fasi descritte in un ciclo ricorsivo in cui ogni conoscenza si crea a partire da una precedente esperienza di cui ne è il risultato.

Il processo di apprendimento esperienziale Il processo di apprendimento che deriva dall'esperienza implica una mobilitazione di abilità di base importanti, quali l'elaborazione degli insiemi di informazioni fornite e la trasformazione delle stesse in conoscenzaRino Rumiati, Decidere, Il Mulino, Bologna, 2000, p. 107. Bion afferma che qualsivoglia esperienza può essere presa a modello per le esperienze futureBion Wilfred R., Apprendere dall'esperienza, Armando Editore, 1996, p. 132: l'apprendimento dall'esperienza prescinde da un processo circolare di riflessione che integra l'esperienza in fase di svolgimento, la riflessione, la concettualizzazione e l'azione. Vi è una visione olistica nel considerare l'apprendimento: gli aspetti cognitivi, emotivi, volitivi nonché gli aspetti sociali vengono integrati e la persona viene coinvolta nella sua interezza. L'apprendimento viene raggiunto mediante la riflessione in merito ad un'esperienza vissuta, la partecipazione diretta e le scoperte vissute in prima persona. L'inerente consapevolezza conduce allo sviluppo personale e ciò implica un cambiamento comportamentale o cognitivo voluto e non imposto o richiesto.

L'apprendimento è fortemente personalizzato poiché le persone vengono incoraggiate a fare collegamenti e a formulare teorie proprie sullo stato delle cose, in base alle proprie percezioni ed emozioni; viene pertanto enfatizzata la prospettiva del discenteIntroduzione alla filosofia e teoria dell'educazione esperienziale, A cura di Bijorn Vilhjalmsson Askorun Enf, Islanda, International Academy Of Experiential Education No. 142204-LLP-1-2008-1-LT-GRUNDTVIG-GMP.

L'apprendimento esperienziale verte su un processo di auto-osservazionePer approfondimenti: f-wiki - apprendere dall'esperienza della propria esperienza ed implica: l'identificazione degli elementi comportamentali adottati e delle operazioni svolte per permettere la distinzione tra punti di forza e punti di debolezza nonché il miglioramento delle performance attese; la riflessione sui comportamenti, le strategie, successi ed insuccessi propri, migliorando la consapevolezza di sé; la definizione degli obiettivi di apprendimento (learning goal e learning need); l'identificazione della performance ideale; l'attivazione di un maggiore livello di attenzione e concentrazione nello svolgimento della nuova esperienza.