La battaglia del Gianicolo del 476 a.C. si svolse tra l'esercito romano, guidato dai consoli Aulo Verginio Tricosto Rutilo e Spurio Servilio Prisco ed i Veienti. I Romani ebbero la meglio, ed i Veienti abbandonarono il Gianicolo.

Antefatto Nel 477 a.C. i Veienti, dopo aver sconfitto i Fabii nella battaglia del CremeraDionigi di Alicarnasso, Antichità romane, IX, 18-22. e l'esercito romano, condotto dal console Tito Menenio Agrippa LanatoDionigi di Alicarnasso, Antichità romane, IX, 23., avevano stabilito un fortilizio sul Gianicolo, da dove partivano per razziare la campagna romana.Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, IX, 24.

A causa della presenza di Veienti sotto le mura di Roma, in città si soffriva la carestia, perché non si era potuto coltivare a grano le terre minacciate dal nemicoDionigi, Antichità romane, Libro IX, 25., per cui i romani, consoli Aulo Verginio Tricosto Rutilo e Spurio Servilio Prisco (476 a.C.), si risolsero a dar battaglia ai Veienti, guadando nottetempo il Tevere.

La battaglia Verginio comandava l'ala destra romana e Servilio la sinistra. I Veienti accettarono subito lo scontro, e si combatté a lungo, finché gli Etruschi non iniziarono a ritirarsi verso le proprie trincee, in alto sul Gianicolo.

Ora, mentre Verginio diede l'ordine ai propri soldati di non incalzare i nemici, quelli dell'ala sinistra iniziarono a inseguire il nemico, sulle pendici del Gianicolo. Ma arrivati in prossimità della cima, i Veienti in ritirata, si voltarono, ed aiutati da quanti erano rimasti nel fortilizio, iniziarono ad incalzare i romani, che quasi subito furono costretti ad abbandonare lo scontro per cercare scampo più in basso.

A quel punto Verginio, inteso quanto stava accadendo, lasciò parte delle proprie forze ad aiutare i fuggitivi romani, e portò l'altra parte alle spalle degli attaccanti Veienti, che così si trovarono impossibilitati a fuggire, quando furono attaccati contemporaneamente dai due schieramenti romani. Alla fine sul campo di battaglia rimasero solo i romani.

Conseguenze Quanti tra i Veienti erano rimasti nel fortilizio sul Giancolo, lo abbandonarono il giorno seguente, quando capirono che da Veio non sarebbe venuto alcun aiuto.

Tanti furono i soldati romani uccisi, e grave il pericolo corso, che a Roma non si celebrò alcun trionfo per la vittoria sui Veienti.

Note

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