Salì al potere nel 405 a.C. riuscendo ad abbattere la democrazia che si era instaurata a Siracusa dopo la morte di Trasibulo, l'ultimo tiranno della dinastia dei Dinomenidi.. La scelta politica di Dionisio perseguiva la grandezza di Gelone, con cui venne più volte messo a paragone; pertanto non sorprende che Dionisio, per schernirlo, lo considerasse «il riso della Sicilia».

Dionisio fu a capo dell'esercito di Siracusa e degli alleati durante le guerre greco-puniche (in particolare la terza e la quarta). I successi riportati su questo fronte, unitamente ai risultati conseguiti nella guerra contro la lega italiota, portarono al completo assoggettamento della Sicilia a Siracusa con la sola esclusione della parte nord-occidentale dell'isola, ancora in mano cartaginese... Questa nuova entità statale, inizialmente denominata "Arcontato di Sicilia", pur avendo attraversate convulse fasi di cambio di regime ed essendo stata trasformata in "Regno di Sicilia" soltanto da Agatocle, perdurò sino alla conquista romana di Siracusa del 212 a.C. .Massimo Costa. Storia istituzionale e politica della Sicilia. Un compendio. Amazon. Palermo. 2019. Pagg. da 28 a 43 - ISBN 9781091175242

La tirannide di Dionisio, uomo di cultura e gran mecenate, portò svariate novità in àmbito culturale: la sua corte ospitò personalità come Platone (388 a.C.), Eschine Socratico, Filosseno e Aristippo di Cirene.Le cronologie dei viaggi di Platone si evincono dalla narrazione; anche se sono date approssimative e non accolte da tutti.., senza contare i numerosi artigiani e studiosi che accolse. Quanto alla sua genialità politica, si racconta che Publio Scipione l'Africano, essendogli stato domandato quali fossero, a suo dire, i nomi degli uomini più abili e più intelligentemente coraggiosi, avrebbe risposto: «I sicelioti Agatocle e Dionisio».. Cionondimeno, Dionisio di Siracusa è a tutt'oggi ricordato come esempio della crudeltà che un tiranno può raggiungere: dei molti aneddoti riguardanti la sua efferatezza, la maggior parte è raccolta nelle Tusculanae disputationes di Cicerone e nei Moralia di Plutarco.

Fonti e storiografia su Dionisio Le fonti primarie

Il problema delle fonti su Dionisio si fa sentire, soprattutto, nel periodo della sua ascesa politica, di cui non si conoscono bene le vicende e durante i primi anni della sua vita (che si pensa siano stati interpolati.). La maggior parte delle informazioni a noi rimaste sul tiranno si riprendono dalla Bibliotheca historica di Diodoro Siculo, che costituisce la fonte principale sulla sua biografia. Diodoro però visse più di tre secoli dopo l'ascesa del tiranno e perciò dovette recepire le informazioni da altri autori: tra i quali Filisto di Siracusa e Timeo di Tauromenio. Come fonte attendibile si potrebbero considerare i Sikelikà di Filisto (anche se egli era un «uomo amico non tanto di un tiranno quanto dei tiranni».). Lo storiografo, a differenza degli altri, visse nei meandri della corte di Dionisio, dove ricoprì cariche al suo servizio. Le restanti fonti non sono per niente omogenee, esse, purtroppo, si ritrovano in una miriade di opere dalle quali gli autori non sempre sono attendibili, aspetto che rende ancora più complicata la ricerca sulla controversa posizione storica di Dionisio.

Considerazioni moderne

Con queste premesse l'aspetto negativo di testimonianze che si sono legate alla personalità di Dionisio «è che non si può né prestarvi fede, né rettificarle, né rifiutarle completamente»; così nota Moses I. Finley. Infatti, vicino alla figura del tiranno e alla continua crescita della sua fama, corrispose anche una diffusione o una creazione nel tempo di opinioni su di lui, controbilanciate da riflessioni fatte a priori, da idee e luoghi comuni che la figura di Dionisio (e quella del tiranno in particolare, all'insegna di una Grecia del IV secolo che ha già affrontato le tirannidi e sperimentato i lati negativi) ritraeva. Dionisio è dagli studiosi moderni trattato, a livello biografico, con estrema cautela; in questo frangente «l'unico procedimento sicuro consiste nel rinunciare al tentativo di penetrare la sua personalità e di non allontanarsi dalla linea pura e semplice dei fatti». Quasi tutte le testimonianze di questo genere infatti, pur provenendo da autori come Cicerone o Plutarco, non sono mai state riprodotte né confermate da altri autori, motivo per il quale la tendenza a non abusare troppo del loro significato storico è giustificata proprio da questo fatto, cioè dalla paura che le asserzioni siano false o rimodellate data le scarsezza di altre fonti in cui si possa trovare la conferma.

Contesto storico predionisiano Situazione storico-politica (424-405 a.C.)

Intorno al 424 a.C. Ermocrate di Ermone, con abili mosse diplomatiche, riuscì nel suo intento di unire tutte le poleis siceliote celebrando il Congresso di Gela (al quale parteciparono pure alcuni rappresentanti dei Siculi) col quale tutti i Sicelioti erano tenuti a non attaccare né saccheggiare nessuno in previsione di un coinvolgimento della Sicilia nel conflitto, passato alla storia col nome di guerra del Peloponneso, che ormai tendeva a uscire dai ristretti limiti della Grecia. Secondo Marco Giuniano Giustino, epitomatore di Pompeo Trogo, la pace sarà poi da Dionisio ritenuta «dannosa al suo regno [...] e pericolosa l'inoperosità di un così grande esercito»; probabilmente Dionisio aveva come esempio di tale tregua proprio il Congresso di Gela che, tra l'altro, aveva sancito il principio "né Dori, né Ioni ma Sicelioti".

La spedizione ateniese del 415 a.C. in Sicilia, mise alla prova le difese di Siracusa che, nonostante i primi sussulti, riuscì a prevalere sugli invasori. e a cambiare la politeia ("costituzione") rinvigorendo la propria democrazia... Fu sul finire del V secolo a.C., durante le pressioni interne dovute alla lotta fra Ermocrate e Diocle di Siracusa (scontro che finì con la fuga del primo. e l'esilio dell'altro) e l'inizio delle invasioni puniche (409 a.C.), che gli abitanti di Siracusa si resero conto del prestigio perduto, ormai, la città contava poco a livello politico-militare in Sicilia. La situazione di debolezza, quindi, scaraventò le sue conseguenze e ripose le colpe a dispetto della democrazia che, invece, era uscita quasi illesa dalla guerra, ma aveva perso consensi tra il popolo. Le rimostranze, però, non favorirono in alcun modo gli oppositori alla democrazia, dato che i cittadini mostravano la voglia di essere indipendenti e di non sottomettersi a nessuno; la forza sarebbe stata ancora la principale arma di un qualsiasi pretendente al potere.. Le vane resistenze di Diocle contro gli invasori punici inasprirono quei sentimenti di odio tra i cittadini che pure avevano apprezzato il suo operato e, in particolare, le leggi dioclee..

Un primo tentativo di imporre una tirannide si ebbe già con Ermocrate che saccheggiò vari territori sotto il dominio dell'epicrazia cartaginese., in tal modo riuscì a riguadagnare, in parte, il vecchio prestigio che aveva perso con l'esilio del 409 a.C. Il successivo colpo di Stato non si fece attendere, ma fallì..

Biografia Albero genealogico

Di seguito è rappresentato l'albero genealogico della famiglia di Dionisio. Le linee continue rappresentano i normali legami di discendenza, mentre le linee punteggiate rappresentano i legami matrimonialiFonte principale: Beloch, Griechische Geschichte III 2, p.106.

Primi anni

Dionisio nacque in una famiglia plebea di umili origini e di scarso peso politico della seconda metà del V secolo.. Nella Tusculanae disputationes, invece, c'è un'altra versione: per Cicerone Dionisio nacque da una famiglia benestante, ma non nobile (e potrebbe quindi anche accompagnarsi con la tesi di Isocrate, ma non con quella di Polibio.). Della sua giovinezza, fino alla salita al potere, si conosce molto poco; si sa solo che fu uno scrivano.; ciò potrebbe spiegare quel suo forte legame con gli ambienti della cultura.

All'età di ventitré anni sostenne Ermocrate e i suoi tentativi di sovvertimento, ma nell'ultimo decisivo scontro rimase gravemente ferito e si diede quasi per morto.. Tutti i ribelli, compreso Dionisio, furono processati ed esiliati. Nessuno però descrive in che modo il futuro tiranno sia riuscito a rientrare a Siracusa dall'esilio. Pare che il merito sia stato di Eloride di Siracusa.Il nome, nel passo di Eliano, è Ellopide, ma si crede che sia, in realtà, la stessa persona citata da Diodoro., suo padre adottivo.Dal testo diodoreo sembra che questa fosse al tempo una diceria. appartenente ad una famiglia aristocratica...

Negli ultimi anni del V secolo i Cartaginesi invasero per ben due volte la Sicilia, conquistando e distruggendo Selinunte, Himera e Akragas. La situazione esigeva un capo forte che riuscisse a contrastare la forza degli invasori.

La conquista di Gela da parte di Imilcone II fu il preludio alla sua entrata in campo...

Prime esperienze politiche L'esigenza di un nuovo capo fu il pretesto con cui Dionisio riuscì a salire al potere.. Per mezzo di appelli demagogici, rivolti in special modo alle classi povere, contro i generali che erano stati incapaci di difendere Gela, si offrì al consiglio di Siracusa l'occasione per giustiziare i comandanti ed alla fine convinse popolo ed aristocratici a sceglierlo.., essendo eletto in qualità di polemarco (ovvero "generale bellico") insieme ai suoi fidi..

Ascesa al potere e tirannide (406/5 a.C.)

Il favore nei confronti di Dionisio crebbe quando il suo esercito fu mandato a Gela per supplire alla mancanza di uomini nella guarnigione, minacciata da Imilcone e dai segnali di una nuova guerra contro i Cartaginesi. Lì condannò a morte i ricchi della città e divise i loro averi tra la popolazione, riuscendo a duplicare, in tal modo, gli stipendi dei soldati; con questa mossa non solo si guadagnò il sostegno degli uomini armati, ma anche il favore del demo di Gela che, memore dei ricordi passati, poneva ora poca fiducia negli uomini più potenti.

Il consenso si estese tra la popolazione e nel governo, ma egli voleva risollevare Siracusa dalla costernazione in cui era caduta dopo l'esperienza di Akragas. Perciò si dimise dalla carica di polemarco per non rischiare nel difendere la sua patria che ormai non lo supportava più nelle sue scelte e nelle sue posizioni.. I Cartaginesi erano ormai alle porte della Sicilia e Dionisio appariva indispensabile per riunire i Sicelioti come, tanti anni prima, feceGelone I e dopo la grande vittoria nella battaglia di Imera, l'assemblea lo elesse unico generale con pieni poteri (strategòs autokràtor)...

Anche se non tutti lo sostenevano, voleva diventare tiranno, ma per riuscirci doveva contare su soldati fidati, per non ricadere negli errori di Ermocrate, con il quale aveva stabilito delle relazioni sposando, nel 405 a.C., la figlia. Scelse quindi personalmente le sue guardie del corpo.

I suoi uomini erano per la maggioranza mercenari (creando una hetairia ovvero un "esercito privato"), pagati e sostenuti finanziariamente da Filisto di Siracusa, uomo ricco e di nobile nascita che lo sosterrà per tutta la vita. Solo così avrebbe potuto imporsi come tiranno.Le fonti non ci recano testimonianze di questa congettura di Caven, probabilmente Filisto di Siracusa intervenne e sostenne, ancora una volta, Dionisio.. Oltre all'hetairia, a Dionisio fu dato il permesso di avere delle guardie del corpo, in totale 1000 uomini dotati di costosi armamenti .) che facilitarono l'instaurazione della sua tirannide.... Fu così che Diodoro Siculo descrisse lo stratagemma che attuò per avere delle guardie personali: Dopo quest'ultima mossa si dichiarò apertamente tiranno e giustiziò gli avversari politici, Dafneo e Demarco.

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