La Direttiva compatibilità elettromagnetica (o Direttiva CEM o Direttiva EMC, dall'acronimo inglese ElectroMagnetic Compatibility) è una norma dell'Unione europea che ha lo scopo di garantire che le apparecchiature possano funzionare correttamente senza interferire attraverso perturbazioni elettromagnetiche con altre apparecchiature vicine, né essere influenzate negativamente da esse.Direttiva 2014/30/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 febbraio 2014 concernente l’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilità elettromagnetica

A partire dal 26 febbraio 2014, il nome ufficiale della Direttiva compatibilità elettromagnetica è "Direttiva 2014/30/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 febbraio 2014 concernente l’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilità elettromagnetica". Prima di tale data, con lo stesso nome "Direttiva Bassa Tensione" si indicavano le norme che di volta in volta sono state abrogate e sostituite dalla successiva "Direttiva compatibilità elettromagnetica", ovvero: la Direttiva 2004/108/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 dicembre 2004, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilità elettromagnetica e che abroga la direttiva 89/336/CEEDirettiva 2004/108/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 dicembre 2004, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilità elettromagnetica e che abroga la direttiva 89/336/CEE la Direttiva 89/336/CEE del Consiglio del 3 maggio 1989 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri relative alla compatibilità elettromagneticaDirettiva 89/336/CEE del Consiglio del 3 maggio 1989 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri relative alla compatibilità elettromagnetica

La Direttiva 89/336/CEE aveva a sua volta abrogato due direttive sui radiodisturbi (la Direttiva 76/889/CEE del Consiglio, del 4 novembre 1976, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri relative ai radiodisturbi provocati da apparecchi elettrodomestici, utensili portatili e apparecchi analoghi e la Direttiva 76/890/CEE del Consiglio, del 4 novembre 1976, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri relative alla soppressione dei radiodisturbi provocati dagli apparecchi di illuminazione per lampade fluorescenti muniti di starter).

Tale direttiva è una delle più antiche direttive del mercato unico europeo adottate dall'Unione europea prima del "Nuovo approccio" o "approccio globale" e la sua validità è riconosciuta nell'ambito di tutto il mercato unico europeo allargato (ovvero il mercato unico europeo con l'estensione ai paesi EFTA: Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein).

Ambito di applicazione La direttiva si applica ad ogni apparecchio o impianto fisso e disciplina la compatibilità elettromagnetica delle apparecchiature, con lo scopo di garantire il funzionamento del mercato interno prescrivendo che le apparecchiature siano conformi ad un livello adeguato di compatibilità elettromagnetica.

È in ogni caso fondamentale fare riferimento a guide specifiche redatte dalla Commissione europea

Esclusioni La direttiva non si applica: alle apparecchiature oggetto della direttiva 1999/5/CE ai prodotti aeronautici, alle apparecchiature radio utilizzate da radioamatori alle apparecchiature che per loro natura non possono generare emissioni elettromagnetiche che superano un livello compatibile con il regolare funzionamento di altre apparecchiature alle apparecchiature che per loro natura funzionano senza deterioramento inaccettabile in presenza delle perturbazioni elettromagnetiche abitualmente derivanti dall'uso al quale sono destinate ai kit di valutazione su misura per professionisti destinati ad essere utilizzati unicamente in strutture di ricerca e sviluppo a tali fini.

Contenuti e obblighi

La direttiva prevede obiettivi comuni nel contesto delle norme di sicurezza, assicurando che un'apparecchiatura approvata da un paese membro dell'Unione europea sia conforme per l'uso a cui è destinato in tutti gli altri paesi dell'UE.

La direttiva sulla compatibilità elettromagnetica non definisce alcuno standard tecnico specifico, ma fa riferimento esplicito alle norme tecniche IEC/ISO CEN/EN alle quali i produttori di prodotti elettrici devono rigorosamente attenersi.

I prodotti conformi alla direttiva compatibilità elettromagnetica ed a tutte le altre norme e direttive pertinenti al prodotto stesso devono obbligatoriamente essere contrassegnati con la marcatura CE per indicarne la conformità.

La conformità è asserita dal produttore con la dichiarazione di conformità CE (redatta in conformità alla norma ISO/IEC 17050-1:2004 e successivi aggiornamenti sebbene sia spiegato anche nella direttiva stessa nell'allegato IV) e ne conserva copia nel fascicolo tecnico del prodotto sulla base dell'articolo 3 dell'Allegato II della Direttiva Compatibilità Elettromagnetica. Nel caso si tratti di impianto fisso deve fornire una copia della dichiarazione di conformità al cliente.

Attuazione/recepimento La direttiva è entrata in vigore in seguito alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 121 del 25 maggio 2016 del decreto legislativo 18 Maggio 2016, n. 80

Note

Voci correlate Marcatura CE

Collegamenti esterni

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