La base legale per la censura in Turchia in generale deriva dalle leggi che limitano tutte le espressioni considerate offensive per l'identità turca, e quelle che esaltano l'estremismo politico. La censura in Turchia è regolata da leggi statali e internazionali – che hanno precedenza sulle leggi statali, in accordo con l'Articolo 90 (Ratificazione di Trattati Internazionali) della Costituzione (così emendata nel 2004). Nonostante le protezioni previste dall'articolo 90, la Turchia si trova al 148º posto su 169 della Classifica mondiale della Libertà di stampa 2011-2012 di Reporter Senza Frontiere. Nel quadro delle negoziazioni con l’Unione Europea, quest'ultima ha richiesto alla Turchia l'emissione di riforme legali dirette a migliorare la libertà di espressione e di stampa.
Storia La censura a livello regionale è precedente alla fondazione della Repubblica Turca. Il 15 febbraio 1857, l'Impero ottomano emana una legge di regolamentazione delle tipografie ("Basmahane Nizamnamesi"); i libri dovevano essere mostrati prima della stampa al direttore, che li trasferiva alla commissione per l'istruzione ("Maarif Meclisi") e alla polizia. Se non erano sollevate obiezioni, il Sultanato li avrebbe esaminati. Senza la censura del Sultano i libri non potevano essere legalmente pubblicati.Şahhüseyinoğlu, H. Nedim. "Censorship of Thought and the Press from Yesterday to Today" (turco). Ankara: Paragraf, 2005., quoted in an online summary Il 24 luglio 1908, all'inizio della Seconda Era Costituzionale dell'Impero, la censura fu tolta; tuttavia, i giornali che pubblicavano articoli che potevano costituire un pericolo alla sicurezza interna o esterna dello Stato furono chiusi. Tra il 1909 e il 1913 quattro giornalisti furono uccisi - Hasan Fehmi, Ahmet Samim, Zeki Bey e Hasan Tahsin (Silahçı).Radikal del 24 luglio 2001; articolo in turco di Ahmet Çakır
In seguito alla Guerra d'indipendenza Turca, la ribellione dello Sceicco Said fu usata come pretesto per implementare la legge marziale ("Takrir-i Sükun Yasası") il 4 marzo 1925; i giornali, inclusi Tevhid-i Efkar, Sebül Reşat, Aydınlık, Resimli Ay, e Vatan, furono chiusi e diversi giornalisti arrestati e processati dai Tribunali dell’Indipendenza.
Durante la seconda guerra mondiale (1939–1945) molti giornali furono tacitati, inclusi i quotidiani Cumhuriyet (5 volte, per 5 mesi e 9 giorni), Tan (7 volte, per 2 mesi e 13 giorni), e Vatan (9 volte, per 7 mesi e 24 giorni).
Quando il Partito Democratico sotto Adnan Menderes arrivò al potere nel 1950, la censura entrò in una nuova fase. La Legge sulla Stampa cambiò, condanne e multe aumentarono. Diversi giornali furono chiusi, inclusi i quotidiani Ulus (sospensione illimitata), Hürriyet, Tercüman, e Hergün (due settimane ciascuno). Nell'aprile 1960, fu inaugurata dalla Grande Assemblea Nazionale Turca la cosiddetta Commissione Investigativa ("Tahkikat Komisyonu"), che aveva il potere di confiscare pubblicazioni e chiudere giornali e case editrici. Chiunque non rispettasse le decisioni della commissione era soggetto a una pena detentiva da uno a tre anni.
La libertà di parola venne pesantemente limitata dopo il colpo di Stato militare del 1980 capeggiato dal Generale Kenan Evren. Oggi, affrontare soggetti come il laicismo, i diritti della minoranza (in particolare del problema curdo), e il ruolo dell'esercito in politica comporta rischi di rappresaglia.Questions and Answers: Freedom of Expression and Language Rights in Turkey, Human Rights Watch, April 2002
L'Articolo 8 della Legge Anti-Terrorismo (Legge 3713), leggermente rettificato nel 1995 e più tardi abrogato,Resolution 1381 (2004) , Implementation of decisions of the European Court of Human Rights by Turkey, European Parliament impose tre anni di prigione per il reato di “propaganda separatista”. Nonostante il suo nome, la Legge Anti-Terrorismo puniva molti reati non violenti. Anche dei pacifisti vennero imprigionati a causa dell'Articolo 8. Ad esempio, l'editore Fatih Tas fu perseguito nel 2002 a Istanbul dal Consiglio di sicurezza nazionale per aver tradotto e pubblicato scritti di Noam Chomsky, che riassumevano la storia delle violazioni dei diritti umani nel sud-est della Turchia; venne tuttavia assolto, nel febbraio 2002. L'importante giornalista Ayse Nur Zarakolu, che fu descritta dal New York Times come "una delle più implacabili oppositrici alle leggi sulla stampa turche”, venne arrestata quattro volte sotto l'Articolo 8.
Legislazione L'espressione di opinioni non violente è tutelata dall'Articolo 10 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, ratificata dalla Turchia nel 1954, e da diversi provvedimenti della Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici, firmata dalla Turchia nel 2000. Molti cittadini turchi condannati secondo le leggi menzionate più sotto fecero appello alla Corte europea dei diritti dell'uomo e vinsero le loro cause.
L'Articolo 301 del codice penale, tra il giugno 2005 e l'aprile 2008, rese l'insulto alla Turchicità un reato punibile. Il 30 aprile 2008 si apposero una serie di modifiche, tra cui la sostituzione di "Turkishness" in “nazione Turca” e un emendamento che rese obbligatoria l'approvazione di un ministro di giustizia prima di archiviare un caso.CafeSiyaset: 301 yeni hali ile yürürlüğe girdi ("New version of Article 301 takes effect") Prima che l'Articolo fosse rettificato, furono mosse accuse in più di 60 casi, alcuni dei quali di alto profiloLea, Richard. In Istanbul, a writer awaits her day in court, The Guardian, July 24, 2006..
Il romanziere Orhan Pamuk, all'epoca candidato al Premio Nobel, fu perseguito secondo l'Articolo 301 per aver parlato del genocidio armeno; Pamuk in seguito a ciò vinse il premio. Perihan Mağden, redattore del giornale Radikal, fu processato secondo lo stesso articolo per provocazione, e assolto il 27 luglio 2006; Mağden aveva affrontato il soggetto dell'obiezione di coscienza al servizio militare obbligatorio come un abuso dei diritti umani.
Oltre all'articolo 301, rettificato nel 2008, più di 300 provvedimenti limitavano la libertà di espressione, di religione e di associazione, secondo l'Associazione Turca per i Diritti Umani (2002). Molti di questi provvedimenti repressivi si fondavano sulla Legge sulla Stampa, la Legge sui Partiti Politici, la Legge sul Sindacato, la Legge sulle Associazioni, e un'altra legislazione fu imposta dalla giunta militare dopo il colpo di Stato del 1980.
L'Articolo 312 del codice penale impone tre anni di detenzione per incitazione a delinquere e incitazione all'odio religioso o razziale. Nel 2000 il presidente dell'Associazione per i Diritti Umani, Akin Birdal, fu imprigionato secondo l'articolo 312 per un discorso in cui richiedeva “pace e comprensione” tra curdi e turchi, e di conseguenza costretto a dimettersi, dato che la Legge sulle Associazioni proibisce alle persone che infrangono questa o altra legge possano ricoprire cariche nell'associazione. Il 6 febbraio 2002, un “pacchetto di mini-democrazia”, che alterava il testo dell'articolo 312, fu votato dal parlamento turco. Secondo il testo revisionato, l'incitamento può essere punito solo se presenta “una possible minaccia all'ordine pubblico”. Il pacchetto riduce anche le condanne alla prigione dell'articolo 159 da un massimo di sei anni a un massimo di tre anni.
L'Articolo 81 della Legge sui Partiti Politici (imposta dalla giunta militare nel 1982) proibisce ai partiti l'uso di ogni lingua tranne il turco nel loro materiale scritto e in ogni incontro pubblico o formale. Questa legge è strettamente applicata. La deputata curda Leyla Zana fu imprigionata nel 1994, apparentemente a causa della sua appartenenza al PKK.
Gli emendamenti costituzionali adottati nell'ottobre 2001 rimossero la menzione di “lingua proibita per legge” dai provvedimenti legali riguardo alla libera espressione. In seguito, gli studenti universitari cominciarono una campagna in cui proponevano corsi opzionali in curdo da inserire nel curriculum universitario, scatenando più di 1000 arresti in tutta la Turchia tra dicembre e gennaio 2002. Si agì anche contro la minoranza Laz. Secondo il Trattato di Losanna del 1923, la Turchia riconosce il diritto di lingua solo alle minoranze ebrea, greca e armena. Il governo ignora l'Articolo 39(4) del Trattato di Losanna, che dice: “nessuna restrizione deve essere imposta all'uso libero di ogni lingua nelle relazioni private, nel commercio, nella religione, nella stampa o in pubblicazioni di ogni tipo o agli incontri pubblici.”
Nel 1991, le leggi che dichiaravano illegale il comunismo (Articoli 141 e 142 del codice penale) e le idee fondamentaliste islamiche (Articolo 163 del codice penale) furono abrogate. Questo pacchetto di modifiche legali sostanzialmente liberava espressioni del pensiero di sinistra, ma allo stesso tempo creava un nuovo reato di “propaganda separatista” secondo l'Articolo 8 della Legge Anti-Terrorismo. L'accusa cominciò anche a usare l'Articolo 312 del codice penale (sull'odio religioso o razziale) al posto dell'articolo 163.
Messa sotto pressione dalla UE, la Turchia ha promesso di rivedere la Legge sulle Telecomunicazioni. L'agenzia di Stato RTÜK continua a imporre un gran numero di ordini di chiusura alle stazioni TV accusate di fare trasmissioni separatiste. Nell'agosto 2001, RTÜK bandì il BBC World Service e il Deutsche Welle con la motivazione che le loro trasmissioni “minacciavano la sicurezza nazionale”. L'interdizione sulle trasmissioni in curdo fu tolta con certe condizioni nel 2001 e nel 2002.Defiance Under Fire: Leyla Zana: Prisoner of Conscience , Amnesty International, Fall 2003 Altre modifiche legali nell'agosto 2002 permisero l'insegnamento delle lingue, compreso il curdo. Tuttavia, le limitazioni alle trasmissioni curde continuano a essere forti: secondo la Commissione UE (2006), “le restrizioni di tempo si applicano, con l'eccezioni di film e programmi musicali”. Tutte le trasmissioni, con l'eccezione delle canzoni, devono essere sottotitolate o tradotte in turco, ciò che rende le trasmissioni in diretta tecnicamente scomode. I programmi educativi che insegnano il curdo non sono permessi. La Televisione Pubblica Turca (TRT) ha continuato a trasmettere in cinque lingue incluso il curdo. Tuttavia, la durata delle trasmissioni nazionali TRT in cinque lingue è molto limitata. Nessuna trasmissione privata a livello nazionale ha richiesto di poter trasmettere in lingue diverse dal turco dopo la promulgazione della legge del 2004. Le trasmissioni di TRT in curdo (così come in Arabo e in lingua circassa) sono in quantità trascurabile,Turkish TV allows Kurds airtime, BBC News, 9 June 2004 rispetto alle trasmissioni via satellite da canali come il controverso Roj TV, basato in Danimarca.
Censura di Internet Il governo turco ha messo a punto riforme legali e istituzionali motivate dalle ambizioni del paese a diventare un membro dell'Unione Europea, dimostrando nello stesso tempo la sua alta sensibilità alla diffamazione e ad altri contenuti on line “inappropriati”; tali riforme hanno portato alla chiusura di un certo numero di siti Web locali e internazionali. Tutto il traffico Internet passa attraverso le infrastrutture di Turk Telecom, ciò che permette un controllo centralizzato sul contenuto on line e facilita la messa in atto di azioni di blocco. Nel dicembre 2010 l'OpenNet Initiative, un'organizzazione basata in Canada e negli Stati Uniti, che investiga, analizza e divulga filtri e pratiche di sorveglianza su Internet, classificò la censura su Internet in Turchia come selettiva (al terzo posto nella loro classifica a quattro livelli) nelle aree politica e sociale e non trovò prove di censura nell'area conflitto/sicurezza."ONI Country Profile: Turkey", OpenNet Initiative, 18 December 2010