Il Colpo di Stato del 9 termidoro, denominato anche Reazione termidoriana o semplicemente Termidoro, avvenuto secondo il calendario rivoluzionario nel giorno 9 termidoro anno II (27 luglio 1794), fu uno dei momenti decisivi della Rivoluzione francese. Una parte dei componenti del Comitato di salute pubblica, appoggiata da alcuni dei principali e più violenti rappresentanti in missione e dalle correnti più moderate della Convenzione nazionale, chiamati poi Termidoriani, si sollevarono contro Maximilien de Robespierre e i suoi più stretti alleati che avevano assunto un ruolo dominante nel governo della Repubblica rivoluzionaria nel cosiddetto periodo del Grande Terrore. Robespierre, Louis Antoine de Saint-Just e Georges Couthon, i cosiddetti "triumviri", e i loro fautori furono rapidamente arrestati e ghigliottinati.

Il colpo di stato provocò la fine del predominio dell'estrema sinistra giacobina e dei sanculotti, l'interruzione del Terrore e l'assunzione del potere da parte di una classe dirigente (rappresentata dalla "Convenzione termidoriana"), in parte compromessa con gli eccessi del periodo terroristico.

Il Comitato di salute pubblica

Nel mese di Germinale anno II era stato Louis Antoine de Saint-Just, uno dei componenti del Comitato di salute pubblica più influenti ed intransigenti, strettamente legato a Maximilien de Robespierre, che aveva presentato alla Convenzione le accuse che avevano portato alla condanna ed all'esecuzione dei principali esponenti delle correnti di destra di Georges Jacques Danton e di estrema sinistra di Jacques-René Hébert. Ancora Saint-Just aveva illustrato all'assemblea e fatto approvare il 27 germinale la legge "sulla repressione dei cospiratori, l'esclusione dei nobili e la polizia generale" che aveva ulteriormente inasprito la repressione e accresciuto i poteri assegnati al Comitato di salute pubblica, a cui veniva attribuita anche la possibilità di ricercare e tradurre al Tribunale rivoluzionario i nemici della Repubblica, e compiti di controllo e denuncia di autorità e agenti pubblici. Il Comitato di salute pubblica in questo modo sostituiva in queste funzioni il Comitato di sicurezza generale; Saint-Just divenne il capo di un ufficio di sorveglianza amministrativa e di polizia generale..

Questo continuo ampliamento delle attribuzioni del Comitato di salute pubblica suscitò aspre critiche da parte dei componenti del Comitato di sicurezza generale; inoltre neppure all'interno del Comitato, composto da undici membri, c'era una reale coesione; il ruolo e il potere sempre crescente di Robespierre e dei suoi principali fautori, Saint-Just e Georges Couthon, irritava gli altri componenti. Robespierre era ormai ritenuto il capo del governo rivoluzionario; egli inoltre assumeva sempre più un atteggiamento di superiorità e distacco. Il capo giacobino sopportava male le critiche che gli erano rivolte di ambizione e di aspirazione alla dittatura; scarsamente portato ai rapporti sociali, con la sua diffidenza e intransigenza verso tutti, nemici della rivoluzione e colleghi politici, rischiava di isolarsi e di inimicarsi gli altri componenti della fazione montagnarda.. Il 12 germinale e il 1° fiorile i membri del Comitato di salute pubblica Lazare Carnot e Jacques Nicolas Billaud-Varenne espressero il loro disagio e i timori per l'eccessivo potere di Robespierre parlando di pericolo per la Repubblica se "il merito di un solo uomo, o la sua stessa virtù, fossero divenuti indispensabili" e di necessità da parte del popolo di guardarsi "dalla stessa virtù degli uomini che lo governano"..

Alla Convenzione dominava la paura e l'incertezza; dietro l'apparente coesione nei confronti degli uomini del Comitato, i deputati coinvolti nelle fazioni hebertista e dantonista temevano a loro volta di essere colpiti dalla giustizia rivoluzionaria; inoltre alcuni dei più violenti rappresentanti in missione erano stati duramente criticati da Robespierre e rischiavano di essere messi sotto accusa per i loro eccessi repressivi. Alcuni di questi personaggi, Joseph Fouché, Louis Fréron, Paul Barras, Jean-Lambert Tallien, cercarono di riavvicinarsi al capo giacobino chiedendo la sua protezione ma Robespierre mantenne il suo atteggiamento di incorruttibile distacco, respinse i loro approcci e al contrario minacciò punizioni esemplari contro coloro che avevano "disonorato la Repubblica". In questo modo un'atmosfera di violenza, sospetto e intrigo si diffuse tra i deputati e i rappresentanti della Repubblica; correvano voci di "liste di proscrizione" di deputati preparate da Robespierre..

Lo stesso Robespierre era minacciato di morte da lettere anonime; Barras e Antoine Merlin de Thionville giravano armati; il 3 pratile Tallien, che a sua volta usciva sempre con un pugnale nascosto nei vestiti, era rimasto sconvolto dall'arresto della sua amante Teresa Cabarrus, deciso dal Comitato con un decreto firmato da Robespierre. Nello stesso giorno un monarchico, Henri Admiral, cercò di uccidere Robespierre all'uscita dal Comitato, e, non avendolo individuato, sparò a Collot d'Herbois che tuttavia uscì illeso. La sera del 4 pratile si diffuse la notizia di un'altra torbida vicenda che aveva minacciato la vita di Robespierre: una ventenne, Cécile Renault, si era recata a casa Duplay, dove era domiciliato l'incorruttibile; la giovane venne arrestata e trovata in possesso di un coltello; la Renault disse di essere disposta a sacrificarsi "per avere un re" e che aveva voluto vedere "come era fatto un tiranno"..

Mentre proclami e felicitazioni si moltiplicavano per festeggiare Robespierre dopo lo scampato pericolo, in realtà nella stampa continuavano insidiose manovre per evidenziare subdolamente l'eccessivo ruolo assunto dal politico giacobino. Nella Convenzione si stava organizzando un movimento di opposizione contro i componenti del Comitato; Laurent Lecointre il 5 pratile diffuse segretamente un documento di aspra accusa contro Robespierre e le sue presunte aspirazioni alla dittatura; altri otto deputati sottoscrissero il testo, si parlò di uccidere il triumviro direttamente nell'assemblea. Nonostante le ferme proteste di Robespierre contro le manovre segrete di Lecointre e Tallien, da lui definiti i "veri ambiziosi", l'opposizione dominava il Comitato di sicurezza generale, mentre il 13 pratile Fouché venne nominato presidente del club dei giacobini. Il 20 pratile Lecointre, Didier Thirion e François-Louis Bourdon de l'Oise espressero minacce di morte contro Robespierre durante la festa dell'Essere Supremo, presieduta dal capo giacobino..

La presentazione il 22 pratile della nuova legge sul tribunale rivoluzionario, che con le sue norme estremistiche accentuava ancora il Terrore, provocò un violento contrasto nella Convenzione e contribuì fortemente ad accentuare la conflittualità tra le fazioni e l'opposizione contro Robespierre e i suoi alleati. Il nuovo progetto venne presentato all'assemblea da Georges Couthon che parlò esplicitamente di una "legge di sterminio". Secondo le nuove norme, venivano soppressi i difensori degli imputati di fronte al Tribunale rivoluzionario che era già stato centralizzato a Parigi; veniva ugualmente soppresso l'interrogatorio preliminare, venivano ritenute sufficienti per la condanna le cosiddette "prove morali"; con una interpretazione vaga ed estremamente estensiva, i "nemici della Rivoluzione" venivano identificati come coloro che "hanno cercato di fuorviare l'opinione e d'impedire l'istruzione del popolo, di depravare i costumi e corrompere la scienza pubblica". Couthon espresse con parole impressionanti l'intenzione della legge del 22 pratile: "il ritardo nella punizione dei nemici della patria non deve andare oltre il tempo necessario a riconoscerli". Fin dalla legge dal 27 germinale Saint-Just aveva disposto inoltre la costituzione di "commissioni popolari" incaricate di compilare liste di imputati di fronte al Tribunale rivoluzionario i cui beni sarebbero stati confiscati e distribuiti ai poveri..

Nella Convenzione si levarono aspre critiche dopo l'esposizione di Couthon; il deputato Pierre-Charles Ruamps ne chiese l'immediato aggiornamento, sostenuto da Lecointre che richieste un aggiornamento a tempo indefinito, mentre Bertrand Barère, membro fra i più importanti del Comitato di salute pubblica, propose un rinvio di tre giorni; ma Robespierre intervenne personalmente con grande vigore, parlò di minacce e cospirazioni dei "nemici della patria" e di "essere disposto a morire" affinché "la Convenzione e la patria siano salve" e riuscì a far votare subito la legge che venne quindi approvata.. Ma nei due giorni seguenti alla Convenzione si succedettero riunioni tumultuose con insulti e incidenti tra i deputati; Bourdon de l'Oise chiese chiarimenti sulla legge e pretese che i deputati fossero messi al riparo da arresti arbitrari senza un decreto preliminare; dopo tumulti in aula il deputato Philippe-Antoine Merlin de Douai riuscì a far passare un emendamento nel senso indicato da Bourdon. Robespierre contrattaccò il giorno successivo; attaccò quella che ritenne una subdola manovra di Bourdon e la mancanza di fiducia nei confronti del Comitato. Esplosero violente proteste ed ebbe luogo un acceso alterco tra Robespierre e Bourdon, il capo giacobino polemizzò aspramente contro Bourdon che accusò sarcasticamente di "accusarsi da solo" e contro Tallien che respinse l'accusa di nascoste manovre per indebolire il Comitato; Billaud-Varenne si unì agli attacchi contro Tallien che cercava di replicare: "Tallien mente all'assemblea con un'audacia incredibile". Alla fine, dopo questa drammatica seduta, Robespierre e Couthon riuscirono a ottenere il voto a favore della legge ripristinata nella versione originaria..

Mentre la Convenzione era dilaniata da queste conflittualità, nel frattempo continuavano oscure manovre per indebolire il potere del Comitato di salute pubblica e soprattutto di Robespierre e dei suoi seguaci: venne diffuso un appello indirizzato alle 48 sezioni parigine, redatto da un equivoco informatore di polizia, Roch Marcandier, che incitava alla ribellione contro il "dittatore"; Robespierre in alcuni pamphlets preparati da Marcandier era accostato a Lucio Cornelio Silla. Nel Comitato di sicurezza generale, sempre più esautorato dalle sue funzioni, cresceva il malcontento; uno dei suoi componenti, Marc Guillaume Vadier, comunicò alla Convenzione una torbida storia di cospirazione diretta da Catherine Théot, una vecchia visionaria circondata da una setta di fanatici, che prevedeva la prossima fine della miseria dei poveri e l'arrivo di un Messia; alcuni informatori giunsero al punto di riferire che la Théot identificava questo Messia con Robespierre.. Il capo giacobino comprese come queste voci mirassero a metterlo in ridicolo e pretese di affidare le indagini direttamente al Comitato di salute pubblica; egli attaccò il capo del Tribunale rivoluzionario, Antoine Quentin Fouquier-Tinville, e riuscì, l'8 messidoro, ad ottenere dai suoi colleghi la sospensione dell'indagine. Nel Comitato di salute pubblica però durante la discussione di questo affare scoppiò un conflitto clamoroso: Billaud-Varenne protestò vivacemente contro la manovra di Robespierre, i triumviri furono attaccati dagli altri componenti, alte grida si sentirono fin sulla piazza provenienti dall'ufficio del Comitato, Robespierre non riuscì ad ottenere la destituzione di Fouquier-Tinville..