Il Missouri nella guerra di secessione americana fu uno degli Stati cuscinetto posti tra l'Unione e gli Stati Confederati d'America; fu lo Stato federato maggiormente conteso dalle due opposte fazioni, popolato da simpatizzanti di entrambe le parti in lotta.

Venne rappresentato con una stella sia nella bandiera degli Stati Uniti sia nella bandiera degli Stati Confederati d'America; mantenne per gran parte del conflitto in corso due governi separati e dovette sopportare una sanguinosa guerra civile al proprio interno.

Stato schiavista fin dalla sua ammissione all'Unione, nel 1821, quando venne abolito il territorio del Missouri, la sua posizione geografica strategica al centro della Nazione e ai margini rurali della "frontiera americana" (il West) ne fece il campo di battaglia tra i fautori dell'ideologia del "lavoro e suolo libero" (Free Soil Party) nordista vicino alle posizioni dell'abolizionismo e quelli dello schiavismo sudista negli anni precedenti alla guerra civile.

Allo scoppio delle ostilità, nel 1861, divenne chiaro che il pieno controllo del fiume Mississippi e della fiorente economia di Saint Louis avrebbero reso il Missouri fondamentale nel quadro del Teatro Trans-Mississippi.

Al termine della guerra nel 1865 quasi 110.000 missouriani avevano prestato servizio tra le file dell'Esercito dell'Unione e almeno 40.000 in quello confederato; in molti combatterono anche nei gruppi di "partigiani sudisti" noti come bushwhackers: miliziani e bande armate che compirono raid e realizzarono azioni di sabotaggio e terrorismoMissouri Civil War Museum .

La guerriglia continuò per quattro anni, con battaglie e schermaglie svoltesi su tutto il territorio dello Stato; dai confini dell'Iowa e dell'Illinois a Nordest, fino a quelli dell'Arkansas nel Sudest e nel Sudovest. Conteggiando le azioni minori e le isolate sparatorie con vittime, il Missouri vide oltre 1.200 distinti scontri militari al suo interno; solamente la Virginia e il Tennessee superarono questo totale. Le fazioni si scontrarono duramente giungendo a lacerare in profondità sia la geografia sia la stessa demografia statale.

La prima grande battaglia della guerra civile a occidente del Mississippi ebbe luogo il 10 agosto 1861: la battaglia di Wilson's Creek; mentre lo scontro più cruento fu la battaglia di Westport, avvenuta a Kansas City nel 1864.

Origini

Compromesso del Missouri

Il Missouri fu inizialmente colonizzato da abitanti del Sud che risalivano il corso dei fiumi Mississippi e Missouri; molti di loro portarono con sé i propri schiavi.

Il nuovo Stato entrò a far parte dell'Unione nel 1821 in qualità di "zona schiavista" in seguito al combattuto compromesso del Missouri dell'anno precedente, secondo cui la schiavitù sarebbe stata illegale al di sopra del 36° 30' parallelo Nord, Missouri escluso. Il compromesso prevedeva che il Maine sarebbe stato ammesso nell'Unione in qualità di Stato "libero" (ossia che proibiva la schiavitù), per bilanciare il numero complessivo degli Stati federati tra liberi e schiavisti. Underground Railroad

Una delle maggiori preoccupazioni per i proprietari di schiavi del Missouri negli anni precedenti lo scoppio della guerra civile fu una legge federale che decretava che se uno schiavo fosse entrato in uno Stato libero, sarebbe divenuto automaticamente libero.

La "Ferrovia Sotterranea", una rete di soccorso sociale messa in atto dagli abolizionisti del Nord, permise di compattare il fronte ideologico in azione di militanza; fu istituita una serie di rifugi con cui si sarebbe permesso agli schiavi fuggiaschi di trovare protezione e aiuti materiali lungo il loro cammino in direzione del Nord.

Alcune di queste "case per rifugiati" - finanziate da benestanti dediti alla filantropia degli Stati Uniti d'America nord-orientali - vennero presto stabilite quali basi di soccorso anche in diversi centri del Missouri; i possessori di schiavi sudisti cominciarono a loro volta a preoccuparsi dell'eventualità che l'intero confine occidentale dello Stato potesse divenire un ampio canale di scorrimento per la "Via sotterranea", se anche i territori limitrofi fossero stati dichiarati liberi.

Bleeding Kansas

Nel 1854 la legge conosciuta come Kansas-Nebraska Act di fatto abolì il più che trentennale "compromesso del Missouri" del 1820, permettendo quindi al Territorio del Kansas e al Territorio del Nebraska di scegliere autonomamente (secondo una rivisitazione del principio di sovranità popolare per opera di Stephen A. Douglas) se essi avrebbero dovuto aderire all'Unione come Stati liberi oppure schiavisti: ai residenti, tramite referendum, sarebbe stata riservata la decisione, cancellando in tal modo la regola che proibiva il superamento del parallelo 36° 30'.

Il risultato pratico fu una situazione di guerriglia senza soluzione di continuità tra i residenti pro-schiavisti del Missouri - denominati con spregio "ruffiani di confine" - e gli affiliati al Free Soil Party (per lo più composti da artigiani e contadini emigrati dall'Est) anti-schiavisti del Kansas. Ognuna delle due parti in causa cercò d'influenzare con estrema decisione la modalità in cui il Kansas sarebbe dovuto entrare nell'Unione.

Se avessero vinto i primi non vi sarebbe stato più posto per il "lavoro libero", dall'altra parte, se l'avessero spuntata i secondi, l'espulsione di tutti i proprietari di schiavi già presenti avrebbe avuto molte più possibilità di realizzarsi e le loro future entrate impedite. Ciò provocò sempre più crescenti pressioni da parte dei piantatori proprietari di "negri" dal vicino Missouri; queste pressioni ben presto si trasformarono in una lotta sanguinosa che sfociò in una serie così numerosa di atti di violenza, che si arrivò a parlare di Bleeding Kansas (Kansas insanguinato).

Il conflitto esploso con violenza inusitata comportò aggressioni, intimidazioni e finanche omicidi dei sostenitori di entrambe le fazioni; con il saccheggio di Lawrence (edifici pubblici e negozi dati alle fiamme nell'intera cittadina) perpetrato dalle forze miliziane schiaviste, seguito a brevissima distanza dal massacro del Potawatomie, guidato da John Brown per vendicare l'affronto subito (5 coloni sudisti giustiziati a freddo).

Ma oltre a queste due azioni, le quali vengono considerate le più notevoli quanto a implicazioni e conseguenze sul fronte politico, se ne realizzarono varie altre in un arco di tempo che andò dal 1855-56 al 1860 inoltrato.

Il Kansas, inizialmente controllato in larga parte da agitatori sudisti, approvò una Costituzione favorevole allo schiavismo chiamata Costituzione di Lecompton; ma dopo che il Congresso la respinse per il massiccio utilizzo di brogli elettorali, dopo nuove elezioni il Kansas approvò la Costituzione Wyandotte, schierata apertamente contro la schiavitù: fu pertanto ammesso nel gennaio del 1861 come "libero". Gli atti di violenza e le faide commesse lungo il confine tra Kansas e Missouri prefigurarono la guerra civile e in effetti proseguirono anche durante il suo svolgimento.

Sentenza Dred Scott

Sullo sfondo del Bleeding Kansas in pieno atto il caso giudiziario concernente Dred Scott, uno schiavo che nel 1846 aveva intentato una causa per ottenere la libertà per sé e la sua famiglia residente a Saint Louis, raggiunse infine la Corte Suprema nel 1857.

La deliberazione emessa proclamò non solo che gli schiavi non venivano automaticamente liberati semplicemente entrando in uno Stato libero, ma anche che - fatto assai più sottoposto a controversia - nessuno dei discendenti africani era considerato un cittadino statunitense: senza quindi alcuno dei diritti civili relativi.

Gli afroamericani non potevano avviare nessuna azione legale in un qualsiasi tribunale, anche quando avessero chiaramente avuto quello che sarebbe altrimenti considerato un reclamo valido; la sentenza Dred Scott contro Sandford, propugnata dal Presidente della Corte Suprema Roger Brooke Taney (sudista) e favorita dal pieno sostegno ricevuto dalla presidenza di James Buchanan - apertamente schierata con le posizioni schiaviste - scatenò un'ondata d'indignazione in tutto il Nord.

Essa contribuì altresì a placare le schermaglie tra i partigiani del Missouri e del Kansas, ma la pubblicità che ne conseguì fece letteralmente infuriare gli abolizionisti su scala nazionale e innalzò la contesa a toni mai raggiunti prima: la lotta entrò allora nella fase dell'ideologia più spinta, si trattava di una guerra tra lo schiavismo meridionale e la concezione della Libertà assunta nella Dichiarazione d'indipendenza:

Si iniziò seriamente a pensare di far valere con la forza il proprio pensiero, le proprie idee, i propri valori, diametralmente in opposizione tra loro e l'uno contro l'altro armati: un'acida retorica che condusse direttamente alla guerra civile.

Pony express Il Governo federale aveva cercato a lungo di facilitare una più rapida comunicazione con i pionieri - cittadini americani - stabilitisi nella lontana West Coast fin dai tempi della grande corsa all'oro californiana (la California era uno Stato libero). Con l'avvicinarsi della belligeranza, l'importanza di collegare un'altra regione anti-schiavista, almeno simbolicamente, al resto dell'Unione stimolò i tentativi di realizzare reti di comunicazione a lunga distanza.

Nel 1860 ci volevano 25 giorni per inviare un messaggio postale sulla costa dell'Oceano Pacifico, partendo da quello che era allora il capolinea ferroviario più occidentale, Saint Joseph. L'azienda privata "Russell, Majors and Waddell" propose di ridurre i tempi fino a 10 giorni utilizzando un sistema di turni e staffette, con cambiamento di cavalli a ogni stazione di posta. Il Pony Express che ne risultò diede il via alle operazioni il 3 aprile 1860. La prima commissione assegnata a Ulysses S. Grant nel Teatro Occidentale della guerra di secessione americana fu proprio quella di porsi a protezione della strategica "Hannibal and St. Joseph Railroad", la rete ferroviaria che consegnava la posta ai postini-cavalieri del Pony Express. Ma appena un anno dopo il viaggio inaugurale compiuto dal Missouri a San Francisco il completamento di una estesa linea di telegrafia trans-continentale lo rese obsoleto.

Neutralità armata All'inizio del 1860 i primi coloni meridionali del Missouri erano stati oramai quasi del tutto soppiantati da una popolazione assai più diversificata la quale non possedeva schiavi, compresi molti ex agricoltori originari del Nord, in particolare numerosi immigrati tedeschi americani e irlandesi americani della classe operaia i quali condividevano i principi del "lavoro libero".

Con i venti di guerra che sembravano farsi sempre più minacciosi il Missouri in un primo momento sperò di poter tenersi fuori dal conflitto, pur rimanendo a far parte dell'Unione in qualità di "zona militarmente neutrale", non inviando cioè né uomini né rifornimenti a nessuna delle due parti e nel contempo promettendo di combattere le truppe di entrambi, che si fossero azzardate a entrare illegalmente armate nello Stato.

Una tale linea politica venne introdotta per la prima volta nel 1860 dal Governatore del Missouri uscente Robert Marcellus Stewart, tendenzialmente filo-nordista; la scelta fatta fu riaffermata in un modo totalmente simbolico dal nuovo governatore Claiborne Fox Jackson, essenzialmente filo-sudista.

Quest'ultimo tuttavia dichiarò nel proprio discorso inaugurale che in caso di "coercizione federale contro gli Stati Uniti meridionali", il Missouri avrebbe dovuto sostenere e difendere attivamente il profondo Sud costituito da "Stati fratelli".

Il principio di neutralità venne pertanto palesemente rovesciato a favore degli schiavisti. Una Convention costituzionale per discutere l'ipotesi della secessione venne convocata sotto la presidenza dell'ex governatore Sterling Price (nonché futuro ufficiale confederato); i delegati votarono, dando così il loro verdetto: il Missouri sarebbe rimasto nell'Unione e avrebbe sostenuto ufficialmente una posizione di "neutralità".