Considerato uno dei maggiori registi della storia del cinema, fu autore di pellicole di profonda introspezione psicologica in cui rappresentò con abilità e senso del dramma la tensione interiore e l'angoscia dell'individuo. Durante la sua carriera diresse film di notorietà internazionale come Monica e il desiderio (1953), Sorrisi di una notte d'estate (1955), Il settimo sigillo (1957), Il posto delle fragole (1957), La fontana della vergine (1960), Come in uno specchio (1961), Persona (1966), L'ora del lupo (1968), La vergogna (1968), Sussurri e grida (1972), Scene da un matrimonio (1973), L'immagine allo specchio (1976), Sinfonia d'autunno (1978), Fanny e Alexander (1982) e Sarabanda (2003). Tre suoi film vinsero l'Oscar come miglior film straniero: La fontana della vergine (1960), Come in uno specchio (1961) e Fanny e Alexander (1982).

Biografia

Gli anni giovanili

Nato a Uppsala da un pastore luterano, Erik, e da Karin Åkerblom, proveniente da una famiglia benestante di Stoccolma, trascorse l'infanzia seguendo gli spostamenti del padre nelle case parrocchiali di vari paesini e fu educato secondo i concetti luterani di "peccato, confessione, punizione, perdono e grazia", temi che saranno poi ricorrenti nei suoi film. Mentre la paternità è certa non è sicuro che la vera madre sia stata Karin Åkerblom: sembra infatti che la madre naturale fosse Hedvig Sjöberg.

Il padre iniziò il suo ministero pastorale presso l'ospedale di Uppsala, poi venne prima nominato pastore della chiesa Hedvig-Eleonora di Stoccolma e infine cappellano della Corte Reale; pur essendo un eccellente oratore aveva un temperamento irritabile, come sostiene Bergman nella sua biografia: "Non potevamo fischiare, non potevamo camminare con le mani in tasca. Improvvisamente decideva di provarci una lezione e chi s'impappinava veniva punito. Soffriva molto per il suo udito eccessivamente sensibile, i rumori forti lo esasperavano"..

Erik impartì al figlio un'educazione molto severa, le cui tracce si riscontreranno spesso nella sua opera; la figura del padre sarà portata sullo schermo in tre film: Fanny e Alexander (1982), Con le migliori intenzioni (1992) e Conversazioni private (1996). La madre "aveva un eccessivo carico di lavoro, era tesissima, non riusciva a dormire, faceva uso di forti sedativi, che avevano effetti collaterali quali l'irrequietezza e l'ansia".

Ingmar aveva un fratello maggiore di quattro anniChe tenterà più tardi il suicidio e andrà a vivere a Uppsala. e una sorella minore di quattro anni. In una situazione familiare così oppressiva sono da ricercare le ragioni dei suoi dubbi esistenziali e soprattutto della sua continua ricerca di un Dio che non rappresenti solamente un rito, ma amore. Il rapporto conflittuale con i genitori portò così il giovane Ingmar a rinchiudersi in un suo mondo liberatorio e fantasioso con il quale sostituiva quello reale e, quando a dodici anni gli venne regalato il primo proiettore cinematografico, trovò nel mondo della pellicola, con le sue luci e le sue ombre, quello che cercava.

Nel 1936, dopo l'ennesimo scontro con i genitori, partì per Stoccolma dove andò a vivere da solo. Dopo gli studi superiori e il servizio militare, si iscrisse all'Università di Stoccolma per frequentare un corso di storia della letteratura, ma l'abbandonò ed entrò per la prima volta in contatto con il mondo del teatro e del cinema. Iniziò a occuparsi di teatro studentesco dirigendo una compagnia filodrammatica presso la stessa università e scrivendo testi per alcuni drammi. Nel 1940 divenne aiuto regista presso il Teatro dell'opera (anche se senza stipendio). Una ragazza del corpo di ballo lo aiutò finanziariamente fintanto che riuscì a ottenere l'incarico di suggeritore per lOrfeo all'inferno con un compenso di tredici corone a sera.

Raggiunta la tranquillità economica, si mise a scrivere intensamente e nel giro di due anni produsse ben dodici drammi e un'opera lirica. Nel 1942 uno dei suoi drammi, La morte di Kasper, venne messo in scena per decisione del direttore del teatro studentesco e questo fatto segnò la sua fortuna. Ad assistere allo spettacolo vi erano infatti in platea il neodirettore della Svensk Filmindustri, Carl Anders Dymling, e Stina Bergman, vedova del drammaturgo Hjalmar Bergman, responsabile della sezione manoscritti che, colpita dalla rappresentazione, lo convocò il giorno seguente e lo assunse con uno stipendio di cinquecento corone al mese..

I primi film e il teatro

Nel 1944 uno dei suoi scritti venne letto dal regista Gustaf Molander, che insistette per ricavarne un film. Il manoscritto venne acquistato dalla Svensk Filmindustri per cinquemila corone e, con la regia di Alf Sjöberg che lo tradusse in immagini, e la collaborazione di Bergman stesso come segretario di edizione, fu girato Hets (Spasimo), storia di un professore, soprannominato "Caligola", severo e opprimente con i suoi allievi. Stig Järrel, l'attore protagonista, venne truccato in modo che assomigliasse al capo della Gestapo, Himmler. Il film venne molto apprezzato soprattutto in quanto attacco al nazismoGeorges Sadoul, Recensione su MyMovies., quantunque in numerose interviste lo stesso Bergman abbia ammesso di essere stato infatuato dalla figura di Hitler (che egli aveva personalmente visto durante un viaggio a Weimar) durante gli anni del conflitto. Spasimo vincerà un premio nel 1946 durante il primo Festival di Cannes del secondo dopoguerra.

Durante la lavorazione del film, Bergman venne nominato direttore dello "Stadsteater" di Helsingborg, uno dei teatri più antichi di tutta la Svezia, ma presto subentrarono difficoltà finanziarie perché le sovvenzioni ad esso destinate erano state girate al nuovo teatro di MalmöIngmar Bergman, Lanterna magica, op. cit., pgg. 132-133-134.

La fase romantica Pochi mesi dopo questa prima esperienza cinematografica, gli venne proposto di dirigere un film adattato dalla commedia dell'autore teatrale danese Leck Fischer, La bestia madre. Crisi (Kris)., uscito nelle sale nel 1946, è la storia di una ragazza che dopo molte avventure ritrova finalmente la madre e sposa il giovane che da molto tempo era innamorato di lei. Il tema conduttore del film è quello dello scontro tra generazioni e, come scrive Alfonso Moscato. si tratta di "uno scontro che, equilibrato in periodo di normalità, è qui acuito dal materialismo dilagante nella società postbellica".

Benché il film non avesse avuto successo, il produttore indipendente Lorens Marmsted offrì al regista una nuova occasione e gli commissionò un nuovo film: Piove sul nostro amore, pellicola di modesta qualità a causa, come Bergman stesso ammette, della scarsa padronanza dei mezzi tecnici che aveva all'epoca. Malgrado ciò, l'opera non manca di spunti interessanti, che anticipano il modo bergmaniano di fare cinema.

All'inizio dell'autunno del 1946, Bergman si trasferì a Göteborg, dove venne nominato primo regista presso il teatro della città, debuttando con Caligola di Albert Camus e mettendo in scena altri suoi drammi, deciso a portare avanti senza tregua sia l'attività di regista cinematografico sia quella di regista teatrale.

Nel 1947, grazie alla fiducia di Marmsted, seguirono due film tratti ancora una volta da opere teatrali, La terra del desiderio e Musica nel buio, dove prevale la tematica del disagio giovanile e della fuga dalla realtà che connota anche i successivi film fino a Un'estate d'amore, con il quale può dirsi conclusa la prima fase romantica della sua produzione. L'attenzione suscitata da quest'ultimo lavoro, spinse la Svensk Filmindustri a commissionargli, nel 1948, la sceneggiatura di Eva con la regia di Gustaf Molander e un film, Città portuale, tratto da un romanzo di Olle Länsberg. L'insuccesso della pellicola condusse però a un nuovo taglio dei fondi.

Ma fu ancora grazie all'aiuto di Lorens Marmsted, che Bergman riuscirà a realizzare nello stesso anno La prigione, tratto da un suo stesso soggetto, e primo film significativo della sua carriera. Pur non essendo un capolavoro, il film destò un certo interesse, tanto da convincere la Svensk Filmindustri a dare ancora fiducia al regista, che poté così realizzare Sete (1949), tratto dalle novelle di Birgit Tengroth, Verso la gioia, interpretato in modo magistrale da Victor Sjöström e Ciò non accadrebbe qui, un film anticomunista, del quale però non firmò né il soggetto né la sceneggiatura, che narra la storia di una profuga che nella Stoccolma della seconda guerra mondiale cerca di sfuggire alle spie comuniste.

Sempre in questo periodo, Bergman mise in scena anche due testi teatrali: Rachele e il fattorino del cinema e Uscirsene a mani vuote...

I primi successi

Solo poco dopo, nel 1950, scrisse Un'estate d'amore, film che risente intensamente dello stato d'animo in cui Bergman si trovava in quel periodo e nel quale dimostra, per la prima volta, tutte le sue possibilità espressive. Egli dichiarerà durante un'intervista a Jörn Donner: "Fu il primo film in cui cominciai a sentirmi veramente in grado di esprimermi. Era già parecchio che dirigevo film. A quell'epoca ero quel che si dice a digiuno di preparazione tecnica; anzi, dal lato tecnico, ero preoccupato, incerto e pasticcione. Però c'è una cosa da tener presente: che a quei tempi la tecnica era molto più complicata di oggi".

Dopo Un'estate d'amore, a causa delle proteste per una tassa statale che era stata messa sui divertimenti, il cinema svedese subì un forte rallentamento e Bergman venne licenziato dalla Svensk Filmindustri.

Gun ispirò al regista il personaggio di Karin Lobelius in Donne in attesa, film che venne realizzato nel 1952 e presentato l'anno seguente alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia senza grande successo...

Seguirà nel 1953 Monica e il desiderio, che verrà considerato un film-scandalo, a causa della insolente sensualità dell'attrice Harriet Andersson che, girandosi spontaneamente verso la camera, regala uno dei migliori primi piani di sempre, a detta dello stesso regista. L'attrice, a quel tempo, era appena ventenne e Bergman le si legherà sentimentalmente: con nove film realizzati in collaborazione con il regista, la Andersson diventerà una delle sue attrici preferite.

Nel 1953, fallita l'aspirazione di essere assunto al Dramatiska Teatern di Stoccolma, accettò l'offerta dello Stadsteater, il Teatro Municipale di Malmö, che lo assunse come regista e presso il quale rimarrà per otto anni, producendo tredici regie. In questo periodo perfezionò la collaborazione con alcuni attori già affermati che diventeranno anche presenze stabili nei suoi film: oltre alla già citata Harriet Andersson, Gunnel Lindblom, Max von Sydow, Erland Josephson, Ingrid Thulin, e Bibi Andersson..

In quello stesso anno mise in scena Sei personaggi in cerca d'autore di Luigi Pirandello e Il castello di Franz Kafka con l'adattamento di Max Brod, mentre per il cinema produsse un film molto triste ambientato nel mondo del circo dal titolo Una vampata d'amore. Nel 1954 mise in scena al teatro di Malmö una "Vedova allegra" e un balletto dal titolo Giochi crepuscolari, mentre per il cinema passò dal dramma alla commedia con Una lezione d'amore.

Nel 1955 realizzò una commedia che la critica giudicò mediocre, Sogni di donna, ma anche il film che lo fece conoscere al pubblico di tutta Europa, Sorrisi di una notte d'estate, opera raffinata tra la commedia e il dramma che venne premiato a Cannes per il suo "umorismo poetico". Tra il 1956 e il 1959 avvenne la sua consacrazione internazionale.

Il successo internazionale