Fu, con lo pseudonimo di Arrighi, il primo pilota nazionalista a diventare un asso dell'aviazione durante la Guerra di Spagna.. Nel dopoguerra si dedicò alla costruzione di motoalianti e aerei leggeri di successo, progettati da lui stesso, e quale pilota di alianti partecipò vittoriosamente a diverse competizioni internazionali e stabilì record mondiali per la categoria riconosciuti dalla Fédération Aéronautique Internationale.

Biografia Nacque a Cortile San Martino. il 13 febbraio 1913, figlio di Massimino, imprenditore edile, e di Valentina, commerciante. Visse l'infanzia nel quartiere di San Leonardo, frequentando successivamente il Regio Istituto d'Arte "Paolo Toschi" di Parma, assieme ad un altro futuro pilota: Giuseppe Cenni. Ancora in giovanissima età fu attratto dal volo a vela, e la passione divenne tale che egli andava in bicicletta fino a Cantù per frequentare le lezioni presso la locale Scuola di volo a vela. Nel 1929 fondò una piccola società, la S.D.A.M., i cui componenti, sotto la sua direzione, costruirono un aliante libratore che lui stesso collaudò durante l'anno successivo. Nel 1931 si dedicò alla progettazione di un vero aliante, conseguendo l'anno successivo il brevetto per poterlo pilotare. Dopo essersi diplomato entrò nella Regia Aeronautica, dove nel 1934 prese il brevetto di pilota militare, assegnato alla specialità caccia con il grado di sottotenente di complemento. Il 7 ottobre dello stesso anno entrò in servizio permanente effettivo (s.p.e.), assegnato al 1º Stormo Caccia Terrestri, equipaggiato con i Fiat C.R.20, sulla base di Campoformido.. Nel 1935, dopo lo scoppio della guerra d'Etiopia viene trasferito presso la Squadriglia Caccia costituita in seno al Reparto Sperimentale Volo di Guidonia. Tale squadriglia, equipaggiata con i caccia Fiat C.R.32 era espressamente destinata alla difesa della capitale.

La guerra in Spagna Dopo lo scoppio della guerra civile in Spagna fu inviato, assieme a numerosi piloti del 6º Stormo, al comando del tenente Dante Oliviero,Esperto pilota, già istruttore di alta acrobazia a Campoformido. in aiuto alle truppe nazionaliste al comando del generale Francisco Franco Bahamonde. Nella notte tra il 27 e il 18 agosto 1936 Oliviero sbarcò nel porto di Vigo, e con i piloti ai suoi ordini fu costituita la 1ª Escuadrilla de Caza del Tercio (da settembre chiamata Cucaracha), dotata di 9 velivoli Fiat C.R.32, immediatamente inviata via ferrovia,I piloti scesero dal treno a Càceres, trasferendosi a Tablada a bordo di un velivolo Junkers Ju 52. sull'aeroporto di Siviglia-Tablada per iniziare l'addestramento. Al termine di un difficoltoso periodo di ambientamento il suo reparto fu trasferito sull'aeroporto di Càceres per iniziare le operazioni contro le forze repubblicane presenti nella valle del Tajo.. L'8 settembre abbatté il suo primo aereo, un caccia Dewoitine D.371, seguito il 16 dello stesso mese da un Nieuport-Delage NiD-52 abbattuto sul fronte di Toledo. Il 18 settembre conseguì una nuova vittoria a spese di un caccia Loiré 46 C1, seguito quindi da due bombardieri Potez 540, il primo distrutto in collaborazione il giorno 22, e il secondo abbattuto singolarmente il giorno 26.. Trasferito a Córdoba, in Andalusia, tra l'8 e il 9 ottobre distrusse un ricognitore Breguet XIX e un caccia NiD.52. A causa dell'incessante attività dei vecchi biplani repubblicani contro le truppe nazionaliste della regione venne predisposta una serie di incursioni contro l'aeroporto di Andújar, loro base di partenza. Al mattino del 16 ottobre un bombardiere Savoia Marchetti S.M.81 Pipistrello, con la scorta di tre C.R.32, si presentò sulla verticale di Andújar, ma i velivoli repubblicani decollarono prima che il bombardiere sganciasse le bombe, e i caccia nazionalisti si gettarono all'inseguimento dei Breguet XIX e dei Nieuport-Delage NiD-52 che stavano sparpagliandosi in ogni direzione. Durante il seguente combattimento abbatté un Breguet XIX che si schiantò al suolo nei pressi dell'aeroporto, e nel pomeriggio dello stesso giorno durante una nuova incursione su AndujarEffettuata da due S.M.81 con la scorta di quattro C.R.32. distrusse un NiD-52 che stava attaccando i bombardieri S.81.

Verso il 20 ottobre il suo aereo fu trasferito a Avila, insieme a quelli di altri due piloti, per contrastare le incursioni dei Breguet XIX repubblicani che agivano indisturbati nel settore San Martin de Valdeglesias-El Escorial. Nel pomeriggio del 27 ottobre abbatté due Breguet XIX,. il primo dei quali senza sparare un colpo di mitragliatrice in quanto l'equipaggio si lanciò col paracadute prima che egli potesse portarsi a distanza di tiro. Il 30 dello stesso mese abbatté un Potez 540 in collaborazione con altri due piloti a Llescas, e ne danneggiò gravemente un secondo a Getafe, tanto che l'aereo venne radiato. per i danni riportati.. Il 2 novembre distrusse uno dei nuovi bombardieri Tupolev SB. repubblicani su Talavera la Real,. e conseguì l'ultima vittoria in terra di Spagna il 12 febbraio 1937. quando distrusse, in collaborazione con altri piloti,. un Potez 540 che si schiantò al suolo durante un atterraggio di emergenza sull'aeroporto di Llanos de Dalias.. A causa del prolungato combattimento i danni patiti dal propulsore lo costrinsero ad effettuare un atterraggio su una spiaggia sabbiosa a motore spento, in una zona ancora in mano ai repubblicani. Sfuggito alla cattura, fu successivamente recuperato da un reparto motorizzato del C.T.V. insieme al suo caccia danneggiato. All'inizio del mese di marzo venne trasferito in forza alla 4ª Escuadrilla del XVI Gruppo de Caza "Cucharacha" di stanza sull'aeroporto di Almazán,Situato sull'altopiano di Soria, era considerato un pessimo campo d'aviazione. partecipando all'offensiva del C.T.V. sul fronte di Guadalajara. L'8 maggio 1937 il pilota Duilio Fanali effettuò la sua prima missione in terra spagnola in seno alla 65ª Squadriglia. Si trattava di una missione di ricognizione su Castuera, effettuata insieme all'asso tenente Mantelli, che era stato temporaneamente assegnato all'unità.

L'attività di volo e vela e la Seconda Guerra Mondiale Rientrato in Italia nel corso del 1937. svolse, parallelamente all'attività di volo nella Regia Aeronautica, un'intensa attività sportiva volovelistica ad Asiago e a Sezze, dove stabilì i primi record nazionali di durata e di distanza per alianti monoposto e biposto. Vinse tutte le gare nazionali organizzate dall'Aero Club d'Italia ad Asiago negli anni 1937, 1938 e 1939, nonché i Littoriali del Volo a Vela del 1938, ed ebbe l'onore di essere uno dei tre piloti internazionali designati dall'ISTUS per la scelta dell'aliante olimpionico, effettuata a Sezze nel 1939. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, nel settembre 1939, era collaudatore e pilota sperimentatore presso il Centro Sperimentale di Guidonia, dove contribuì a risolvere i problemi di autorotazione che affliggevano il moderno monoplano Aermacchi C.200 Saetta. Il 12 febbraio 1940, fu promosso capitano, e continuò a prestare servizio a Guidonia fino al 1942, riscuotendo l'ammirazione di Benito Mussolini. Nel 1941 a Napoli, dove collaudava temporaneamente aerei da combattimento, costruì il suo primo aereo leggero, l'AM-6. All'inizio del 1943 fu definitivamente trasferito presso la Direzione Costruzioni Aeronautiche di Napoli, ma ciò non gli impedì di partecipare a missioni di combattimento, come l'intercettazione di un gruppo di bombardieri Boeing B-17 Flying Fortress reduci da un bombardamento su Frascati a bordo di un caccia Aermacchi C.202 Folgore, effettuata il giorno della proclamazione dell'armistizio. Dopo l'8 settembre 1943 decise di aderire alla Repubblica Sociale Italiana.

Nell'Aeronautica Nazionale Repubblicana Entrato, come numerosi altri piloti, nelle file dell'Aeronautica Nazionale Repubblicana, continuò la sua attività di collaudatore e istruttore per velivoli da caccia Fiat G.55 Centauro. Fu soltanto nell'inverno del 1944 che riuscì a far nascere in seno all'A.N.R. la specialità aliantistica, ricostituendo in via ufficiosa a Cascina di Costa, un Nucleo Volo Senza Motore riconosciuto ufficialmente dalle autorità preposte soltanto nel marzo del 1945. Vi affluirono alcuni tra i piloti aliantisti già brevettatisi nel corso "Aquila", nonché numerosi altri ufficiali e sottufficiali in forza all'A.N.R.Tra gli istruttori si ricordano il capitano Francesco Brera, il tenente Gianni Corradi, il tenente meteorologo Plinio Rovesti e il sergente Cappellini. I mezzi a disposizione erano molto modesti, per il traino vi erano alcuni AVIA FL. 3, mentre gli alianti in dotazione erano i CVV 2 Asiago, insieme al prototipo del CVV 6 Canguro.Si trattava del prototipo immatricolato I-CICI, dotato di mimetizzazione militare in livrea verde scuro uniforme. L'attività del reparto fu sempre ostacolata dalla mancanza di carburante per i velivoli addetti al traino, che imponeva ai piloti degli FL.3 di spegnere il motore appena sganciato l'aliante, atterrando in volo planato, trasformandoli loro malgrado in altrettanti aliantisti.Data la vicinanza del nucleo alle basi di alcuni reparti tedeschi e dell'A.N.R. Mantelli invitava i loro piloti a provare il volo a vela, ma essi dovevano portare in regalo due litri di carburante. Nel marzo 1945 effettuò i collaudi della versione aerosilurante del caccia Fiat G.55, designata G.55S. Tale versione, armata con un siluro Whitehead da 987 kg, volò per la prima volta a Venegono, effettuando le prove di sgancio dell'arma decollando da Lonate Pozzolo e sganciando il siluro ad Oleggio, sul poligono del Ticino. L'attività del N.V.S.M. proseguì fino al 23 aprile 1945, e due giorni dopo i partigiani circondarono l'aeroporto richiedendo la resa del reparto, che fu rifiutata fino al 28 aprile quando una delegazione del CLN consegnò a Mantelli l'ordine d'arrendersi emanato dal maggiore Adriano Visconti, comandante del 1º Gruppo caccia "Asso di bastoni".Arrendendosi ai partigiani Mantelli ignorava la notizia che Visconti, già arresosi, era stato assassinato quello stesso giorno con una raffica di mitra sparatagli alla schiena, insieme al suo aiutante, sottotenente Stefanini.

L'attività nel secondo dopoguerra

Nel primo dopoguerra, in quanto aderente all'Aeronautica Nazionale Repubblicana, fu sottoposto a procedimento di epurazione e allontanato dalla neocostituita Aeronautica Militare. Nel 1949 il governo argentino, per dare impulso alla propria industria aeronautica, assunse sia in Germania che in Italia un gruppo di ingegneri e piloti. Tra gli altri emigrarono in Argentina il professor Walter Giorgii, l'ingegnere Kurt Tank, i fratelli Horten, l'ingegnere Cesare Pallavicino, e i piloti aliantisti Plinio Rovesti e Adriano Mantelli (che fu il creatore del primo motoaliante argentino). La permanenza in Argentina durò tre anni, e tra l'altro egli stabilì il primato nazionale italiano di distanza libera per alianti monoposto, volando da Merlo (Buenos Aires) a La Paz (Entre Rìos) per complessivi 440 km. Ritornato in Italia nel 1951 rientrò in seno all'A.M.I. costituendo il Centro Militare di Volo a Vela, avente sede dapprima sull'Aeroporto dell'Urbe (Roma), e poi a Guidonia. Nel 1952 partecipò ai Campionati Mondiali di Volo a Vela, disputati in Spagna, classificandosi al 4º posto nella classe biposto, e stabilendo il primato italiano di distanza prefissata con un volo di 123 km.. Nel 1953 su incarico dell'Aeronautica Militare, dell'Aviazione Civile e dell'Aero Club d'Italia, costituì il Centro Volovelistico di Rieti, organizzandovi il primo corso nazionale per i piloti istruttori di volo a vela.