La musica nigeriana comprende diversi generi di musica folk e popolare, appartenenti alle tradizioni delle diverse etnie del paese. La Nigeria è stata definita "il cuore della musica africana": oltre a vantare un vasto patrimonio di musica etnica tradizionale (parte della quale ha influenzato, in seguito alla tratta degli schiavi, la musica americana), la Nigeria è stata la culla, o il luogo di massimo sviluppo, di moltissimi generi di musica pop africana di grande importanza, come la palm-wine, la highlife, il jùjú, l'afrobeat e le varianti nigeriane dell'hip hop e del reggae. Alla musica leggera si affianca anche una produzione non trascurabile di musica operistica e classica.

Musica tradizionale

Poco si conosce della storia della musica nigeriana prima dell'arrivo dei coloni europei. Dipinti rupestri risalenti al XVI e XVII secolo a.C., raffiguranti strumenti musicali e musicisti, provano che la musica aveva un ruolo rilevante nelle culture nigeriane già dell'età del bronzo.

In Nigeria convivono oltre 400 gruppi etnici, ognuno dei quali ha una propria tradizione musicale. Nonostante questa notevole diversificazione, si possono individuare alcuni elementi ricorrenti, che accomunano le diverse culture. Uno dei più evidenti è, nel contesto della musica corale e cantata, l'uso dello schema call-and-response, in cui un solista e il coro dialogano con frasi musicali che si alternano, appunto, come "botta e risposta". Come in gran parte della musica africana, il ritmo svolge un ruolo chiave, e anzi predominano le soluzioni poliritmiche, nel quale due o più battute separate vengono suonate simultaneamente. Molto comune è l'uso dell'ostinato, sia melodico che ritmico, che spesso fa da accompagnamento al call-and-response delle voci.

Ruolo culturale La musica tradizionale dei popoli nigeriani (come gran parte della musica tradizionale africana) è in genere intesa non tanto come intrattenimento o espressione artistica pura, quanto come funzionale; può essere parte integrante dell'espletamento di riti sociali e religiosi (matrimoni, funerali, riti di circoncisione), del lavoro (la cosiddetta work song, che serve allo scopo di dettare il ritmo nella raccolta nei campi o nel pagaiare con una canoa), o essere associata alla trasmissione delle conoscenze della tradizione orale (per esempio racconti epici). Soprattutto rispetto a quest'ultima funzione, il patrimonio musicale dei popoli è spesso conservato da famiglie di cantori, come i griot. Sono inoltre spesso associate alla musica, come sua parte integrante, danze e rappresentazioni rituali codificate anche molto complesse.

Nonostante la rapida evoluzione della musica nigeriana nel XX secolo, e la nascita di innumerevoli generi di musica pop nigeriana, la musica tradizionale in Nigeria ha anche un peso significativo nell'industria discografica moderna, e alcuni musicisti folk sono stati storicamente altrettanto popolari degli interpreti delle musiche moderne più alla moda. Dan Maraya, per esempio, raggiunse una popolarità tale da essere portato sui campi di battaglia durante la guerra civile nigeriana per sollevare il morale delle truppe federali.

Strumenti tradizionali Gli strumenti usati nella musica tradizionale nigeriana includono strumenti tipici dell'Africa Occidentale (come lo xilofono) e strumenti derivati dalla tradizione islamica del Maghreb o di altre regioni dell'Africa meridionale e orientale. I musicisti folk nigeriani moderni fanno anche uso di strumentazione proveniente dalle Americhe e dall'Europa, dagli ottoni fino alle chitarre elettriche.

Percussioni I tamburi sono la categoria di percussioni più diffusa. Ne esistono di innumerevoli tipi; quelli tradizionali sono in genere costituiti da un unico blocco di legno o da una zucca vuota, ma recentemente si sono diffusi nella musica folk nigeriana anche tamburi realizzati a partire da fusti metallici. Molto diffusa è la forma a clessidra (come quella dello djembe), ma esistono anche tamburi a doppia testa, conici, e a forma di vaso (l'udu). Il tamburo a cornice, molto usato nella Nigeria moderna, è probabilmente un'acquisizione recente, di origine brasiliana.

Oltre ai tamburi, il tipo di percussione più diffuso è lo xilofono, un idiofono accordato presente in tutta l'Africa occidentale e centrale. Lo stesso strumento viene talvolta suonato contemporaneamente da due o più percussionisti che realizzano soluzioni poliritmiche. Lo xilofono nigeriano tipico è di legno leggero, con impalcatura in banano. Sono diffusi anche xilofoni a cavità o a scatola risonante.

Una lunga tradizione storica è associata alle diverse tipologie di campane usate nella musica nigeriana; sono in genere in ferro o in bronzo (soprattutto nelle orchestre islamiche del nord).

Data l'importanza notevole della ritmica nella musica folk e spontanea nigeriana, non sorprende che siano diffuse anche una miriade di percussioni informali. Pentole d'argilla riempite con diversi livelli d'acqua per ottenere particolari accordature vengono colpite con bacchette munite di cuscinetti soffici. Le donne spesso usano bastoncini per colpire zucche vuote, talvolta poste a galleggiare sull'acqua, e accordate in funzione dell'aria contenuta all'interno. Nel sud sono comuni i "raschietti", bastoncini dentellati che vengono suonati strofinandovi sopra una conchiglia, e sonagli fatti con zucche vuote riempite di perline e conchiglie.

Strumenti a corde La musica nigeriana tradizionale impiega anche numerosi cordofoni, alcuni dei quali con una singola corda. Nel centro del paese è particolarmente diffuso l'arco musicale, costituito da una singola corda tesa fra le estremità di un legno curvo, che si può colpire e pizzicare; il suo uso è associato soprattutto ai riti agricoli. Molto importante per la tradizione musicale nigeriana è anche il goje, una sorta di fiddle a una corda, originario della cultura hausa. Si trovano anche diverse forme di arpa, come quella a cinque o sei corde usate dal popolo Tarok della Nigeria orientale; violini (come quello a una corda tipico del nord e di origine nordafricana); e liuti (per esempio presso gli Hausa e i Kanuri).

Strumenti a fiato La vasta gamma di strumenti a fiato usati in Nigeria include numerosi tipi di tromba (come la lunghissima kakaki, fino a due metri di lunghezza), corni, chiarine, flauti e fischietti.

Musica delle principali etnie Fra le numerose etnie presenti oggi in Nigeria, alcune hanno tradizioni musicali più ricche e hanno influenzato in modo più significativo l'evoluzione della musica nigeriana. Fra queste si devono citare gli Hausa, gli Igbo e gli Yoruba.

Musica hausa

Gli Hausa sono un popolo della Nigeria settentrionale, la cui cultura è stata fortemente influenzata da quella islamica del Maghreb e del Nordafrica. Hanno un'importante tradizione musicale, in gran parte legata alla musica cerimoniale e di celebrazione, detta rokon fada. Fra gli strumenti tipici utilizzati nella rokon fada c'è il kakakai, una tromba lunga fino a 2 metri, la cui tradizione risale alla cavalleria dell'Impero Songhai. Alla musica cerimoniale si affianca la musica folk delle zone rurali, legata a danze tradizionali come la asauwara e il bòòríí.

Musica ibo

Gli Ibo sono l'etnia principale del sud-est della Nigeria. La tradizione igbo ha avuto un ruolo molto importante nello sviluppo della musica moderna nigeriana (in particolare della cosiddetta highlife), soprattutto a causa della notevole capacità della musica igbo di assimilare e adattare elementi di altre tradizioni.Graham, pg. 589 Come per gli Hausa, una parte rilevante della tradizione musicale igbo è costituita dalla musica cerimoniale e di accompagnamento ai canti epici.

Fra gli strumenti principali usati dagli Igbo c'è l'obo, una sorta di cetra a 13 corde. Altri cordofoni igbo appartengono alla famiglia delle lire e dei liuti; fra le numerose percussioni predominano lo slit drum, lo xilofono, lo ufie e diversi tipi di campana. Gli ottoni, introdotti in tempi coloniali dall'Europa, hanno assunto un ruolo importante anche nella musica folk.

Musica yoruba

Gli Yoruba sono detentori di una grande tradizione musicale, legata in particolare alla sfera spirituale e alla celebrazione della loro ricca mitologia. La musica yoruba, contaminata con elementi di origine europea, islamica e brasiliana, costituisce la base della musica moderna nigeriana, sviluppatasi principalmente nell'area di Lagos. Fra gli stili moderni di evidente eredità yoruba si possono citare il waka di Salawa Abeni e il sakara di Yusuf Olatunji.

Lo strumento più tipico della musica yoruba è un tamburo parlante (a clessidra) detto dundun, dal quale prende il nome anche il sottogenere principale della musica yoruba. Ai dundun si accompagnano un tipo di timpani detti gudugudu. Tipiche della musica yoruba sono formazioni orchestrali composte di un insieme di percussioni, e guidate da un percussionista solista, detto iyalu, che usa il tamburo parlante simulando la cadenza della lingua yoruba.

Musica infantile Una tradizione a sé stante è rappresentata dalla musica tradizionale infantile, che di solito si esprime attraverso giochi cantati. Anche in questo contesto si ritrova lo schema del call-and-response; il linguaggio utilizzato è spesso arcaico, come avviene per le filastrocche ripetute immutate di generazione in generazione. Gli strumenti di accompagnamento includono una rudimentale cetra a una corda fatta con i gambi del granturco, lattine usate come tamburi, pifferi fatti con gambo di papaia e un'arpa realizzata con i gambi della pianta del sorgo.

Musica popolare L'industria musicale nigeriana moderna è una delle più ricche e tecnologicamente avanzate dell'Africa, nonostante gli ostacoli posti dalla corruzione politica e dalla diffusione della pirateria musicaleGraham, pg. 588. Culla della musica pop e leggera nigeriana è l'area di Lagos, in cui predomina l'etnia Yoruba. A partire dall'inizio del XX secolo, la Nigeria ha conosciuto l'avvicendarsi di numerosi generi di musica leggera, molti dei quali si sono diffusi anche in altre parti dell'Africa o addirittura nel mondo.

Palm-wine (anni '20)

Le prime forme di musica pop nate dalla tradizione nigeriana emersero negli anni venti del XX secolo, in seguito alla diffusione di nuovi strumenti (in particolare ottoni, percussioni islamiche), tecniche (l'uso di spartiti) e modelli stilistici (in particolare provenienti dal Brasile). Nella zona di Lagos si sviluppò in questo periodo la cosiddetta palm-wine, così chiamata perché era suonata nei piano bar per accompagnare la consumazione del vino di palma (palm wine). Dalla Nigeria, la palm-wine si diffuse anche in Sierra Leone, Liberia, Ghana e altre nazioni dell'Africa occidentale. La palm-wine guadagnò una certa visibilità negli anni trenta, grazie alla pubblicazione, da parte dell'etichetta britannica His Master's Voice, di artisti come Ojoge Daniel, Tunde Nightingale e Speedy Araba. Nella sua fase più matura, il genere divenne noto con il nome di jùjú, introdotto da Baba Tunde King e in seguito mantenuto per identificare un filone di musica popolare nigeriana destinato a raggiungere il suo apice negli anni sessanta e settanta. Il significato del termine "jùjú" non è certo; se da una parte potrebbe ricordare il suono di un tamburello brasiliano, dall'altra il termine viene talvolta interpretato come vagamente sprezzante nei confronti dei governi coloniali, in particolare come deformazione di joujou, parola francese per "nonsenso".Graham, pg. 590

Apala (anni '30)