Sudetenland (lett. "Terra dei Sudeti"; in ceco e slovacco: Sudety; in polacco: Kraj Sudetów) è il termine tedesco con cui si indicano i territori germanofoni ai bordi settentrionali, meridionali e occidentali dell'attuale Repubblica Ceca. In particolare, essi comprendevano i margini della Boemia, della Moravia e di parte della Slesia all'interno della stessa. In italiano si usa il termine Sudeti, che indica genericamente anche la regione geografica dei monti Sudeti.
Spiegazione del toponimo La regione prende il nome dalla catena montuosa dei Sudeti, che nel XIX secolo delimitava a settentrione le regioni austriache della Boemia, della Moravia e della Slesia Austriaca, separandole dalla Germania. Il medesimo toponimo può essere ritrovato nella provincia dei Sudeti, fondata il 29 ottobre 1918 dai rappresentanti politici della popolazione di lingua tedesca, sulla base del principio di autodeterminazione dei popoli e dei Quattordici punti (la proclamazione della provincia austriaca dei Sudeti avvenne il giorno successivo), con lo scopo di annettersi alla Repubblica dell'Austria tedesca e quindi al Reich tedesco, sottraendosi alla dominazione cecoslovacca. Il trattato di Saint-Germain tuttavia stabilì che la regione rimanesse sotto il controllo del neonato Stato Cecoslovacco.
La denominazione Sudetenland continuò comunque ad indicare le zone della Boemia e della Moravia abitate da popolazioni di lingua tedesca e gli abitanti di queste terre vennero frequentemente definiti tedeschi dei Sudeti, anziché boemi e moravi tedeschi, come era stato più comune nel XIX secolo.Sudetenland. In: Westermann Lexikon der Geographie, Bd. IV, Sp. 450.
Delimitazioni
Il Sudetenland non coincide con i territori ove sorge la catena montuosa dei Sudeti, né con i Sudetenländer (in ceco Sudetské země, letteralmente: regioni dei Sudeti, al plurale), termine usato per identificare l'unione delle regioni prima austro-ungariche e poi cecoslovacche della Boemia, della Moravia e della Slesia. La regione è piuttosto definita a partire dal 1918 come l'insieme dei territori della Boemia, della Moravia e della Slesia abitati prevalentemente da popolazioni di nazionalità tedesca.
Dopo l'annessione alla Germania di vasti territori della Cecoslovacchia avvenuta in seguito alla conferenza di Monaco il 1 e 2 ottobre 1938, con una legge del 14 aprile 1939 fu istituito il Reichsgau del Sudetenland con capoluogo Reichenberg (in lingua ceca: Liberec). Esso era costituito dalle province del Sudetenland e della Boemia Tedesca e fu soppresso alla fine della seconda guerra mondiale, l'8 maggio 1945.
Storia Fino al 1939 il Sudetenland non aveva mai costituito un'unità da un punto di vista amministrativo. Tuttavia tra novembre e dicembre 1918 per alcune settimane si era costituita un'omonima provincia, comprendente la Moravia Settentrionale e la Slesia Sudeta. Lo stesso termine Sudetenland, inteso come denominazione per una regione abitata da popolazioni di lingua tedesca, cominciò ad essere usato soltanto tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo. A partire dalla metà del XIX secolo il termine "Sudetenländer" era stato usato limitatamente alle regioni boeme.
Storia fino al 1918
In base alle più antiche fonti storiografiche disponibili, la regione, in cui si erano insediate popolazioni celtiche, fu colonizzata e dominata nel I secolo d.C. dalla popolazione germanica dei Marcomanni. Essi commerciarono con i Romani, ma si scontrarono anche ripetutamente con le loro mire espansionistiche, a cui si opposero efficacemente sotto la guida di Maroboduo. Le migrazioni dei secoli successivi, che portarono le popolazioni germaniche dell'Europa centrale ad acquisire sempre più terre e potere ai danni dell'impero romano, interessarono in modo significativo anche la Boemia. Nel VI secolo la regione fu colonizzata da popolazioni slave. Secondo una leggenda, il primo nucleo del popolo ceco si stabilì su monte Říp, condotti da Praotec Čech (Progenitore Ceco). Probabilmente essi giunsero da est, dopo aver superato i Monti Tatra; non è tuttavia esclusa una provenienza dall'odierna Croazia. I ritrovamenti archeologici confermano che fino all'arrivo dei primi slavi, la regione era ancora abitata da germani e che le due popolazioni continuarono a convivere pacificamente per parecchi secoli.
A partire dal XII secolo la Boemia e la Moravia erano politicamente unite sotto la corona di Boemia, parte del Sacro Romano Impero, ma con una maggiore autonomia rispetto agli Stati Imperiali (la Boemia era l'unico regno nell'impero).
Nel XII e XIII queste terre furono meta di ondate migratorie tedesche. I nuovi arrivati si stanziarono prevalentemente nelle zone confinarie o in alcune città fondate recentemente da o con un significativo apporto degli immigrati. Ciò contribuì a diffondere alcuni elementi caratteristici della civiltà comunale tedesca, come le corporazioni e soprattutto l'organizzazione politica comunale nelle sue varie forme. Vari territori che sarebbero diventati in seguito di lingua tedesca erano fino alla guerra dei trent'anni prevalentemente abitati da cechi. In seguito allo spopolamento dovuto alle vicende militari ed alle successive epidemie e carestie, venne incoraggiato il ripopolamento da parte di coloni tedeschi. Le iscrizioni funerarie medievali e della prima età moderna in queste regioni erano pertanto prevalentemente in lingua ceca o latina, così come i documenti conservati negli archivi comunali. Un caso a parte è invece la regione attorno alla città di Cheb, che fu data in pegno alla Boemia nel 1322 e non fu mai riscattata, passando così definitivamente al Regno di Boemia nel 1806.
Fino al 1806 la Boemia, la Moravia e la Slesia appartennero al Sacro Romano Impero, a partire dal 1804 all'Impero austriaco. Quando dopo l'Ausgleich (compromesso) del 1867 l'impero divenne austro-ungarico, la Boemia, la Moravia e la Slesia austriaca passarono alla metà occidentale dell'impero, la Cisleitania. Tra il 1848 e la prima guerra mondiale ci furono delle trattative per un accordo con la popolazione ceca (un Ausgleich austro-ceco), che però non andarono a buon fine.
La minoranza tedesca di queste regioni sperava di mantenere il tedesco come lingua dominante di tutta la Cisleitania, mentre i cechi contestavano l'autorità stessa del parlamento austriaco sulle terre boeme e fecero frequentemente ostruzionismo al parlamento di Vienna. Il tentativo del primo ministro Kazimierz Badeni di introdurre il bilinguismo nelle regioni boeme si scontrò con la dura resistenza della popolazione tedesca (e dei funzionari pubblici, che avrebbero dovuto imparare il ceco), che sfociò in disordini a Vienna. Già durante la prima guerra mondiale fu pertanto chiaro, che i cechi erano intenzionati a ottenere un loro Stato nel dopoguerra; nel 1917 ciò fu formulato esplicitamente al parlamento di Vienna.
Gli anni 1918/1919
Dopo la sconfitta dell'Impero austro-ungarico e la sua dissoluzione, il 21 ottobre si formò un'assemblea nazionale austro-tedesca con la partecipazione dei parlamentari di lingua tedesca del Reichsrat provenienti dalla Boemia, dalla Moravia e dalla Slesia austriaca. Il 30 ottobre essa promulgò una costituzione provvisoria per la neonata Repubblica dell'Austria tedesca, formalmente proclamata il 12 novembre 1918. I territori della Boemia, della Moravia e della Slesia austriaca furono reclamati dalla Cecoslovacchia, la cui indipendenza era stata proclamata il 28 ottobre, e furono occupati dalle truppe cecoslovacche a partire dalla fine di novembre.
Gli abitanti tedeschi della Boemia, della Moravia e della Slesia austriaca, per i quali in seguito si è usata la denominazione di tedeschi dei Sudeti, avevano caldeggiato la creazione di quattro province sotto il controllo dell'Austria tedesca: La Boemia tedesca; Il Böhmerwaldgau (che avrebbe dovuto far parte dell'Alta Austria); La Moravia meridionale tedesca (che avrebbe dovuto far parte della Bassa Austria); La provincia del Sudetenland.
In un'intervista al quotidiano francese Le Matin del 10 gennaio 1919 il primo presidente cecoslovacco Masaryk dichiarò:
Il 16 febbraio 1919 nell'Austria tedesca si tennero le elezioni per l'assemblea costituente nazionale. Ai tedeschi della Boemia, della Moravia e della Slesia austriaca fu impedito dalle autorità cecoslovacche di partecipare a tale elezione. Il 4 marzo 1919 la neoeletta assemblea costituente si riunì per la prima seduta a Vienna. In tale occasione i tedeschi della Cecoslovacchia scesero in piazza per manifestare per il diritto all'autodeterminazione e l'annessione all'Austria tedesca. Durante la repressione delle forze dell'ordine cecoslovacche persero la vita 54 tedeschiJörg K. Hoensch: Geschichte der Tschechoslowakischen Republik 1918–1978. W. Kohlhammer, Stuttgart 1978, ISBN 3-17-004884-8, S. 30. e due cechi. Il 5 marzo 1919 Karl Renner argomentò davanti all'assemblea nazionale che 3,5 milioni di tedeschi sarebbero stati privati del diritto di autodeterminazione.Protocolli stenografici dell'assemblea nazionale costituente dell'Austria tedesca, seconda seduta, 5 marzo 1919, pag. 26 (alex.onb.ac.at).
Il trattato di Saint-Germain del settembre 1919 confermò infine la sovranità cecoslovacca sui territori contesi. Le potenze vincitrici avevano deciso di non frammentare i territori storici della corona boema. Le catene montuose che delimitavano il quadrilatero boemo costituirono così una difesa naturale contro possibili attacchi militari da parte della Germania o dell'Austria, considerate responsabili dello scoppio della prima guerra mondiale. In contrasto con i Quattordici punti del presidente americano Wilson non fu previsto alcun referendum, come invece si era tenuto nell'Alta Slesia.
All'epoca, nel Sudetenland abitavano soltanto circa 82.000 cechi. Tra il 1920 ed il 1935 si insediarono ulteriori 237.000 cechi, provenienti dalle zone di confine con la Slovacchia, dalla Polonia e dall'UngheriaT. G. Masaryk, La nuova Europa. Il punto di vista slavo..
Dal 1919 fino alla conferenza di Monaco
Tutte le componenti etniche del neonato Stato plurinazionale cecoslovacco disponevano di una propria rappresentanza politica in parlamento e di un proprio sistema scolastico, i deputati potevano esprimersi ciascuno nella propria lingua madre. Numericamente i tedeschi costituivano il secondo gruppo linguistico dello Stato, dopo i cechi, ma prima degli slovacchi. Tuttavia, al fine di rafforzare il proprio influsso, cechi e slovacchi venivano considerati come un unico popolo, che pertanto era largamente maggioritario. I diritti delle minoranze tedesca, ungherese, polacca e rutena furono sempre garantiti, ma i territori da esse abitati non ebbero alcuna forma di autonomia.
Le tensioni sembrarono attenuarsi negli anni '20, quando in due successive elezioni i cittadini di lingua tedesca votarono in maggioranza per partiti favorevoli ad un'integrazione. Ciononostante, molti tedeschi dei Sudeti continuarono a rifiutare la propria appartenenza alla Cecoslovacchia.
Il 1º ottobre 1933 Konrad Henlein fondò il partito Sudetendeutsche Partei (SdP), che inizialmente puntava al riconoscimento di una maggiore autonomia per il Sudetenland da parte della Cecoslovacchia. In seguito, il partito si avvicinò sempre di più alle posizioni di Adolf Hitler e del suo Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, che nel frattempo aveva preso il potere in Germania. I successi elettorali del partito di Henlein negli anni 1935 e 1936 sono segno di un diffuso malcontento tra la popolazione delle regioni di confine della Cecoslovacchia, dovuto principalmente alla scarsità di investimenti pubblici in tali aree e alla difficoltà della popolazione di lingua tedesca di ottenere impieghi pubblici, ad esempio, nelle ferrovie o nelle poste.Leopold Grünwald: Der Sudetendeutsche Widerstand gegen Hitler (1938–1945). In: ders. (Hrsg.): Sudetendeutsche – Opfer und Täter. Verletzungen des Selbstbestimmungsrechtes und ihre Folgen 1918–1982. Junius, Wien 1983, pag. 41.