Le concezioni cristiane di Gesù si basano sugli insegnamenti delineati dai Vangeli canonici, dalle Epistole del Nuovo Testamento, e dai Credi cristiani. Tutti questi illustrano le principali credenze di cui sono portatori i cristiani nei confronti della figura di Gesù, compresa la sua divinità, l'umanità e la sua vita terrena. La seconda frase del Credo niceno afferma: "Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio..." Nel Nuovo Testamento, Gesù indica di essere il Figlio di Dio, chiamando Dio suo padre.John Yueh-Han Yieh, One teacher: Jesus' teaching role in Matthew's gospel, 2004, pp. 240-241. ISBN 3-11-018151-7

I cristiani considerano Gesù il Cristo (Messia) e credono che, mediante la sua morte e risurrezione, il genere umano possa riconciliarsi a Dio e quindi salvarsi, con la promessa di una futura vita eterna.Oxford Companion to the Bible, p. 649 Questi insegnamenti mettono in evidenza che Gesù, offrendosi volontariamente come Agnello di Dio, ha scelto di soffrire nel Calvario come segno della sua piena obbedienza alla volontà del Padre Eterno, come "agente e servo di Dio".Dániel Deme, The Christology of Anselm of Canterbury, 2004, pp. 199-200. ISBN 0-7546-3779-4Oscar Cullmann, The Christology of the New Testament, 1959, p. 79. ISBN 0-664-24351-7 La scelta fatta da Gesù lo contrappone quale homo novus di moralità e obbedienza, in contrasto con la disobbedienza di Adamo.Wolfhart Pannenberg, Systematic Theology, Vol. 2, 2004, pp. 297-303. ISBN 0-567-08466-3

La maggioranza dei cristiani ritiene che Gesù fosse sia uomo che Figlio di Dio. Sebbene vi siano stati dibattiti teologici sulla natura di Gesù, i cristiani trinitari generalmente credono che Gesù sia il Logos, Dio incarnato, Dio Figlio e "vero Dio e vero uomo" (o sia pienamente divino che pienamente umano). Gesù, essendo divenuto totalmente umano sotto tutti gli aspetti, ha sofferto le pene e le tentazioni dell'uomo mortale, ma non ha peccato. Come "vero Dio", ha sconfitto la morte ed è risorto a nuova vita. Secondo la Bibbia, Dio lo ha risuscitato dai morti., , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , Salì al cielo e "siede alla destra del Padre", , , , , , , , , , , , e verrà nuovamente in Terra per il Giudizio finale e l'istituzione del Regno di Dio nel Mondo a venire.

Sinossi

Sebbene le opinioni su Gesù varino, è possibile riassumere gli elementi chiave delle credenze condivise dalle maggiori denominazioni in base ai loro testi catechetici o confessionali.Gregory Lee Jackson, Catholic, Lutheran, Protestant: a doctrinal comparison, 1993, Parte I: "Areas of Agreement", pp. 11-17. ISBN 978-0-615-16635-3John Anthony McGuckin, The Orthodox Church: An Introduction to Its History, Doctrine, 2010, pp. 6-7.John Leith, Basic Christian doctrine, 1993, pp.1-2. ISBN 0-664-25192-7 Le prospettive su Gesù derivano da varie fonti, ma soprattutto dai Vangeli canonici e dalle lettere del Nuovo Testamento, come le Lettere di Paolo. Per la maggioranza dei cristiani le Scritture custodiscono fedelmente la Rivelazione di Dio in Gesù.Concilio Vaticano II, Dei Verbum (V.19); Tommaso d'Aquino, 10. Se la Scrittura sacra si debba esporre secondo pluralità di sensi.; cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, , ; R.C. Sproul, Knowing Scripture pp. 45–61; Greg Bahnsen, Martin Luther and Scripture; Scott Foutz,

Le cinque tappe principali della narrazione evangelica della vita di Gesù sono: il suo Battesimo, la Trasfigurazione, la Crocifissione, la Risurrezione e l'Ascensione.Vigen Guroian, The Melody of Faith: Theology in an Orthodox Key, 2010, p.28. ISBN 0-8028-6496-1 Questi sono di solito delimitati da altri due episodi: la sua Natività all'inizio e l'invio del Paraclito alla fine.John Breck, Scripture in tradition, 2001, p. 12. ISBN 0-88141-226-0 I racconti evangelici degli insegnamenti di Gesù sono spesso presentati in termini di categorie specifiche che coinvolgono le sue "opere e parole", ad esempio il suo ministero, le parabole e i miracoli.John F. Walvoord, Roy B. Zuck, The Bible Knowledge Commentary, 1983, p. 100. ISBN 0-88207-812-7J. Dwight Pentecost, The words and works of Jesus Christ, 2000, p. 212. ISBN 978-0-310-30940-6

I cristiani non solo attribuiscono un significato teologico alle opere di Gesù, ma anche al suo nome. Forme di devozione al Santissimo Nome di Gesù risalgono ai primi giorni del cristianesimo.Sylvester Hunter, Outlines of dogmatic theology, Vol. 2, 2010, p. 443. ISBN 1-146-98633-5Leslie Houlden, Jesus: the complete guide, 2006, p. 426. ISBN 0-8264-8011-X Queste devozioni e festività si osservano sia nel Cristianesimo orientale che in quello occidentale.

Prevalentemente i cristiani affermano che attraverso la sua vita, morte e risurrezione, Gesù ha ristabilito la comunione dell'uomo con Dio nel sangue della Nuova Alleanza. La sua morte in croce è intesa come un sacrificio redentivo: la fonte di salvezza dell'umanità e l'espiazione del peccato,Catechismo della Chiesa Cattolica §606–618; Concilio di Trento (1547) in Denzinger-Schönmetzer, Enchiridion Symbolorum, definitionum et declarationum de rebus fidei et morum (1965) §1529; che era entrato nella storia umana a causa del peccato di Adamo.Thirty Nine Articles of the Church of England, articolo 9; Augsburg Confession, articolo 2; Second Helvetic Confession, cap. 8; ; . Tuttavia non tutte le denominazioni cristiane sono d'accordo su tutte le dottrine, e sia maggiori che minori differenze insegnamenti e credenze persistono in tutto il Cristianesimo.

Cristo, Logos e Figlio di Dio

I cristiani generalmente considerano Gesù come il Cristo, il tanto atteso Messia, ma anche l'unico e solo Figlio di Dio. Le prime parole del Vangelo secondo Marco (), "Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio" danno a Gesù due attributi distinti: Cristo ("Unto") e Figlio di Dio. La divinità viene affermata nuovamente in : "Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto".Larry W. Hurtado, Lord Jesus Christ: Devotion to Jesus in Earliest Christianity, 2005, p. 288. ISBN 0-8028-3167-2 Anche inizia con "Gesù Cristo" e lo spiega ancora dicendo: "Gesù chiamato Cristo".

Nelle Lettere di Paolo, la parola "Cristo" è così strettamente associata a Gesù che a quanto pare i primi cristiani non avevano bisogno di affermare che Gesù era il Cristo, poiché ciò era considerato ampiamente accettato tra di loro. Quindi Paolo poteva utilizzare il termine Christos senza confusione su chi indicasse, per cui in e poteva usare espressioni come "in Cristo" per designare i seguaci di Gesù.Larry W. Hurtado, Lord Jesus Christ: Devotion to Jesus in Earliest Christianity, 2005, p. 99. ISBN 0-8028-3167-2

Nel Nuovo Testamento, il titolo "Figlio di Dio" viene dato a Gesù in molte occasioni.Catholic Encyclopedia: "Son of God" È spesso usato per fare riferimento alla sua divinità, dagli inizi, nell'Annunciazione, fino alla Crocifissione. La dichiarazione che Gesù è il Figlio di Dio viene fatta da molte persone nel Nuovo Testamento e in due occasioni separate da Dio Padre come voce dal Cielo, ed è asserita da Gesù stesso.J. Dwight Pentecost, The words and works of Jesus Christ, 2000, p. 234. ISBN 0-310-30940-9Vedi anche Geoffrey W. Bromiley, The International Standard Bible Encyclopedia, 1988, pp. 571-572. ISBN 0-8028-3785-9

In cristologia, il concetto che il Cristo è il Logos (cioè, la Parola) è stato importante per stabilire la dottrina della divinità di Cristo e la sua posizione come Dio Figlio nella Trinità, secondo quanto espresso nel Credo di Calcedonia. Tale concetto deriva dall'inizio del Vangelo secondo Giovanni , comunemente tradotto in italiano: "In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio". Nell'originale greco Logos (λόγος) è usato per "Parola" e nel discorso teologico viene spesso lasciato in greco.

La Preesistenza di Cristo si riferisce alla dottrina dell'esistenza personale di Cristo prima del suo concepimento. Uno dei rispettivi passi biblici is dove, secondo la posizione trinitaria, Cristo viene identificato con una ipostasi divina preesistente chiamata Logos o Parola. Tuttavia, altre opinioni antitrinitarie mettono in dubbio l'aspetto dell'esistenza personale o quello della divinità, o entrambi. Questa dottrina è ribadita in , quando Gesù fa riferimento alla gloria che aveva presso il Padre "prima che il mondo fosse" durante il "discorso di commiato".Masanobu Endo, Creation and Christology, 2002, p. 233. ISBN 3-16-147789-8 anche afferma che il Padre ha amato Gesù "prima della creazione del mondo".

Dopo l'Età Apostolica, a partire dal II secolo, diverse controversie si svilupparono su come il divino e l'umano fossero correlati all'interno della persona di Gesù. Infine, nel 451 fu decretata l'Unione Ipostatica, cioè l'esistenza in Cristo di un'unica ipostasi-persona in due nature: umana e divina.Nicene and Post-Nicene Fathers, II serie, Vol. XIV p. 207, trad. H.R. Percival "The Seven Ecumenical Councils of the Undivided Church", trad. H. R. Percival, in Nicene and Post-Nicene Fathers, II serie, cur. P. Schaff & H. Wace, (Wm. B. Eerdmans, 1955), XIV, pp. 192-242 Tuttavia anche successivamente molte divergenze sono continuate tra le varie denominazioni.

Incarnazione, Natività e Secondo Adamo

L'apostolo Paolo interpretava la nascita di Gesù come evento di importanza cosmica, che ha portato in Terra un "uomo nuovo", che ha annullato i danni causati dalla caduta del primo uomo, Adamo. Nella stessa maniera in cui Giovanni vede Gesù come l'incarnazione del Logos proclamandone l'importanza universale della nascita, la prospettiva paolina sottolinea la nascita di un uomo nuovo e di un mondo nuovo con la nascita di Gesù. La visione escatologica di Paolo, contrappone Gesù come l'uomo nuovo della moralità e dell'obbedienza, in contrasto con Adamo. A differenza di Adamo, l'uomo nuovo nato in Gesù obbedisce a Dio e introduce un mondo di moralità e di salvezza.

Secondo Paolo, Adamo viene posito come il primo uomo e Gesù come il secondo: Adamo, dopo essersi corrotto a causa della sua disobbedienza, ha anche contaminato l'umanità e le ha lasciato una maledizione in eredità. La nascita di Gesù, invece, controbilancia la caduta di Adamo, portando la redenzione e riparando il danno fatto da Adam.Jean Daille, An exposition of the epistle of Saint Paul to the Philippians, 1995, pp. 194-195. ISBN 0-8028-2511-7

Ireneo, Padre della Chiesa del II secolo, scrive:

Nella teologia patristica, la rappresentazione paolina di Gesù come l'uomo nuovo in opposizione ad Adamo, fornisce un contesto per discutere l'unicità della nascita di Gesù e gli eventi successivi della sua vita. La Natività di Gesù cominciò quindi a servire come punto di partenza per una "cristologia cosmica" in cui la nascita, la vita e la risurrezione di Gesù hanno implicazioni universali.Aloys Grillmeier, John Bowden, Christ in Christian Tradition: From the Apostolic Age to Chalcedon, 1975, pp. 15-19. ISBN 0-664-22301-XLarry R. Helyer, The Witness of Jesus, Paul and John: An Exploration in Biblical Theology, 2008, p. 282. ISBN 0-8308-2888-5 Il concetto di Gesù come "uomo nuovo" si ripete nel ciclo della sua nascita e rinascita, dal suo Natale alla sua Resurrezione: dopo la sua nascita, tramite la sua moralità e obbedienza al Padre, Gesù immette una nuova armonia nel rapporto tra Dio Padre e l'uomo. La Natività e la Resurrezione di Gesù ha così creato l'autore e il modello di una nuova umanità.Karl Rahner, Encyclopedia of theology: a concise Sacramentum mundi, 2004, pp. 474 & 1434. ISBN 0-86012-006-6 In questa prospettiva, la nascita, morte e resurrezione di Gesù ha portato la salvezza, annullando il danno di Adamo.Raymond L.Burke, et al., Mariology: A Guide for Priests, Deacons, Seminarians, and Consecrated Persons, 2008, pp. 613-614. ISBN 978-1-57918-355-4

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