La scorzonera di Spagna (Pseudopodospermum hispanicum (L.) Zaika, Sukhor. & N.Kilian, 2020) è una specie di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee dall'aspetto simile alle margherite di colore giallo.
Etimologia Il nome del genere (Pseudopodospermum) significa "simile/derivato" dal genere Podospermum (un sinonimo di Scorzonera). Il termine Podospermum deriva dall'unione della parola greca: podos (= piede) e sperma (un suffisso che si riferisce ai semi). Tale nome probabilmente è stato dato per qualche carattere della base dei frutti acheni. L'epiteto specifico (hispanicum) deriva dal suo areale più tipico (anche se le sue origini probabilmente sono dell'Europa Centrale - Asia.); mentre uno dei nomi comuni ("viperaria") deriva dalle sue presunte qualità medicamentose.
Il binomio scientifico della pianta di questa voce è stato proposto dai botanici Carl von Linné (1707 – 1778), Maxim A. Zaika, Alexander Petrovich Sukhorukov (1967-) e Norbert Kilian (1957-) nella pubblicazione "PhytoKeys" (PhytoKeys 137: 68) del 2020.
Descrizione
Habitus. La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia sono piante perenni, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve, spesso sono dotate di un asse fiorale eretto e privo di foglie. Tutta la pianta è glabrescente. Queste piante contengono inoltre grandi quantità di inulina (circa il 30% della sostanza carboidrata).......
Fusto. L'altezza di queste piante varia da 4 a 10 dm (massimo 13 dm). La parte sotterranea consiste in una lunga, grossa radice fittonante. Esternamente è scura, ma all'interno è bianca. La parte aerea del fusto è eretta e ramosa nella parte distale. Le radici sono secondarie.
Foglie. Le foglie lungo il caule sono disposte in modo alterno. Il contorno della lamina fogliare è lineare-spatolato; ed è acuto nella parte apicale. La lamina delle foglie basali è allargata, mentre quella delle foglie cauline superiori è più lineare e ridotta. I bordi laterali sono percorsi da pochi denti ottusi e a volte sono ondulati. Alla base delle foglie possono essere presenti alcuni peli fioccosi. Dimensioni delle foglie: larghezza 2 – 5 cm; lunghezza 20 – 35 cm (massimo 40 cm).
Infiorescenza. Le infiorescenze sono composte da numerosi capolini. I capolini, che si aprono solamente alla sera, sono formati da un involucro a forma cilindrica composto da brattee (o squame) disposte su parecchie serie all'interno delle quali un ricettacolo fa da base ai fiori tutti ligulati. Le squame si dividono in due tipi: inferiori e superiori. Quelle inferiori hanno una forma ovato-acuminata (sono più o meno aristate), sono prive di orlo biancastro, sono glabre, e ricoprono quelle superiori di un quarto. Il ricettacolo, a protezione della base dei fiori, è nudo, ossia privo di pagliette. Dimensioni delle squame inferiori: larghezza 5 mm; lunghezza 7 mm. Dimensioni delle squame superiori: larghezza 6 mm; lunghezza 25 mm. Dimensione dell'involucro: larghezza 8 – 12 mm; lunghezza 20 – 30 mm. Diametro dei capolini: 30 – 45 mm.
Fiori. I fiori sono tutti del tipo ligulato. (il tipo tubuloso, i fiori del disco, presente nella maggioranza delle Asteracee, qui è assente), sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi). I fiori sono ermafroditi e zigomorfi.
Formula fiorale: */x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio.
Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame. Corolla: le corolle sono formate da una ligula terminante con 5 denti; il colore è giallo; la superficie può essere sia pubescente che glabra; le ligule in genere sono incurvate all'esterno (disposizione radiale). Lunghezza della corolla: 26 – 30 mm. Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi, mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo. Le antere alla base sono acute. Il polline è tricolporato (con 20 lacune), è echinato (con punte) e anche "lophato" (la parte più esterna dell'esina è sollevata a forma di creste e depressioni).. Gineceo: lo stilo è filiforme con peli sul lato inferiore; gli stigmi delLo stilo sono due divergenti, filiformi, ricurvi con la superficie stigmatica posizionata internamente (vicino alla base).. L'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. Fioritura: da (maggio) giugno a luglio (agosto).
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. L'achenio, ristretto all'apice, è lungo 10 – 15 mm. Il pappo, piumoso per morbide proiezioni laterali (pappo fimbriato), è bianco-sporco ed è lungo più o meno come il frutto.
Biologia Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne). Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra). Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.
Distribuzione e habitat
Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Sud Est Europeo - Sud Siberiano - Eurasiatico. Distribuzione: in Italia si trova non troppo frequentemente su tutto il territorio (escluse le isole). All'estero, nelle Alpi, è presente in Francia (tutti i dipartimenti) e in Austria (Länder dell'Austria Inferiore). Sugli altri rilievi europei si trova nel Massiccio del Giura, Massiccio Centrale, Pirenei, Monti Balcani e Carpazi. Fuori dall'Europa si trova nella Siberia occidentale e nell'Africa mediterranea occidentale. Habitat: l'habitat tipico per questa specie sono i pendii rupestri e i prati steppici; ma anche gli ambienti ruderali, le aree abbandonate, i margini erbacei, gli arbusteti meso-termofili, pinete, gineprai, querceti, ostrieti termofili e infine i coltivi utilitari. Il substrato preferito è calcareo con pH basico, medi valori nutrizionali del terreno che deve essere secco. Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare da 300 fino a ; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare e montano e in parte quello subalpino.
Fitosociologia Areale alpino Dal punto di vista fitosociologico alpino Pseudopodospermum hispanicum appartiene alla seguente comunità vegetale: Formazione: comunità delle macro- e megaforbie terrestri. Classe: Trifolio-Geranietea sanguinei Ordine: Origanetalia vulgaris Alleanza: Geranion sanguinei
Areale italiano Per l'areale italiano completo Pseudopodospermum hispanicum appartiene alla seguente comunità vegetale: Macrotipologia: vegetazione delle praterie. Classe: Festuco valesiacae-brometea erecti Br.-Bl. & Tüxen ex Br.-Bl., 1949 Ordine: Ononidetalia striatae Br.-Bl., 1950 Alleanza: Genistion lobelii Molinier, 1934
L'alleanza Genistion lobelii è caratterizzata da praterie mediterraneo-montane, dominate da camefite (emicriptofite cespitose e camefite suffrutticose) ad habitus pulvinato, che crescono su litosuoli calcarei e dolomitici delle Alpi marittime. Può anche colonizzare formazioni di litosuoli calcarei e dolomitici, in condizioni geomorfologiche difficili come di forti pendenze o di creste ventose o su rocce emergenti. La distribuzione di questa alleanza va dai Pirenei orientali alla Corsica sino alle Alpi marittime, provenzali e liguri con penetrazione anche in quelle piemontesi. Tali formazioni xerofile possono essere in rapporto evolutivo con i boschi xerofitici, calcicoli a Quercus ilex e a Quercus pubescens delle Alpi sud-occidentali ma possono pure costituire delle formazioni durevoli in particolari condizioni geomorfologiche come zone scoscese e crinali rocciosi ventosi.
Specie presenti nell'associazione: Anthyllis montana, Helianthemum oelandicum, Carlina acanthifolia, Crepis albida, Globularia repens, Helianthemum apenninum, Iberis saxatilis, Inula montana, Leontodon crispus, Minuartia capillacea, Ononis pusilla, Ranunculus gramineus, Teucrium aureum, Genista desoleana, Fritillaria involucrata, Gentiana ligustica, Ononis striata, Onosma fastigiatum, Plantago argentea, Sesleria caerulea e Thalictrum minus.
Coltivazione
La scorzonera è stata finora una coltura prevalentemente europea. Belgio, Francia e Paesi Bassi sono i maggiori produttori mondiali di scorzonera; quantità significative vengono prodotte anche in Germania.
La semina della scorzonera si effettua all'inizio della primavera, preferibilmente a fine aprile. Una semina troppo precoce può causare una fioritura precoce e una perdita di raccolto. A causa della forma insolita dei semi, la semina meccanica risulta difficoltosa. Anche la conservazione dei semi è un punto critico, poiché la germinazione è solitamente garantita solo per 1-2 anni. Le condizioni di conservazione ottimali sono asciutte e fresche.
Le radici si sviluppano meglio in terreni sabbiosi e molto leggeri. Eventuali pietre o ghiaia nel terreno possono causare la deformazione delle radici. I valori di pH ideali sono compresi tra 5,8 e 6,5. In generale, la specie può crescere in una varietà di condizioni e ha il potenziale per essere coltivata come coltura commerciale in ambienti marginali meno favorevoli nelle zone temperate.
La raccolta avviene da novembre a marzo, con il periodo ottimale per ottenere un'alta qualità a fine dicembre. Il processo è un po' complicato, poiché le radici sono piuttosto fragili e le radici rotte perdono la loro freschezza. Le radici intere si manterranno fresche per tutto l'inverno se conservate in un luogo fresco e buio, grazie alla loro robusta buccia nera e sugherosa. Nelle cantine possono mantenersi fresche fino a primavera inoltrata. Le radici possono anche essere lavate, sbucciate, tagliate e poi congelate. Nei supermercati si possono acquistare conservate in vetro o in scatola. Nei mercati agricoli, le radici vengono vendute non lavate per garantirne la qualità e la freschezza. La scorzonera è tuttavia resistente al gelo e cresce bene nella maggior parte dei climi temperati-freddi producendo 15-20 tonnellate di radici per ettaro. Negli orti britannici è consuetudine sfruttare il suo carattere perenne lasciando la pianta nel terreno finché le sue radici non raggiungono dimensioni sufficienti per la raccolta; questo può richiedere due anni. Dal punto di vista commerciale, la coltivazione migliore è come secondo raccolto dell'anno. Si raccomanda di effettuare la rotazione delle colture per tre o quattro anni prima di coltivare altre Asteraceae.
Tassonomia La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre specie distribuite in generi. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie.
Filogenesi Il genere di questa voce appartiene alla sottotribù Scorzonerinae della tribù Cichorieae (unica tribù della sottofamiglia Cichorioideae). In base ai dati filogenetici la sottofamiglia Cichorioideae è il terz'ultimo gruppo che si è separato dal nucleo delle Asteracee (gli ultimi due sono Corymbioideae e Asteroideae). La sottotribù Scorzonerinae è il secondo clade che si è separato dalla tribù.
All'interno della sottotribù sono stati individuati diversi cladi, alcuni in posizione politomica. Il genere di questa voce, da un punto di vista della filogenesi, si trova in un clade più interno insieme al genere Takhtajaniantha, e, in altre analisi, insieme al genere Epilasia. Questo genere deriva da alcune specie del genere Scorzonera.
Il numero cromosomico di P. hispanicum è: 2n = 14.
Il basionimo per questa specie è: Myscolus hispanicus (L.) Endl..
Variabilità Questa specie è molto variabile. Nell'ambito del taxon P. hispanicum Sandro Pignatti descrive 3 sottospecie. Altre checklist considerano valide solamente due sottospecie: