Questa voce raccoglie gli oggetti, i manufatti e gli artefatti più importanti della serie fantasy di Warcraft, creata da Blizzard Entertainment.

Albero del Mondo

Gli Alberi del Mondo (World Trees) sono mastodontici alberi connessi al Sogno di Smeraldo.; questi alberi possono raggiungere dimensioni tali da riuscire ad ospitare intere città. Solo quattro Alberi del Mondo esistono ad Azeroth: Nordrassil ("corona dei cieli" in darnassiano): il primo Albero del Mondo, creato da Alexstrasza piantando una ghianda di G'Hanir ("Madre Albero", il reame di Aviana) e posto sopra al secondo Pozzo dell'Eternità creato da Illidan sul Monte Hyjal, per sigillarlo e impedire alla Legione Infuocata di sfruttarlo.. Alexstrasza, Ysera e Nozdormu benedissero l'albero, garantendo agli elfi della notte immortalità e immunità alle malattie, nonché libero accesso al Sogno di Smeraldo per i druidi elfi. Nordrassil venne gravemente danneggiato durante la Battaglia del Monte Hyjal, causando la perdita dell'immortalità e dell'immunità alle malattie per gli elfi della notte.. Andrassil ("corona della neve") o Vordrassil ("corona spezzata"): Andrassil venne piantato da alcuni druidi guidati da Fandral Elmocervo nei Colli Bradi di Nordania, usando un ramo di Nordrassil, per fermare l'espandersi della saronite.. Poiché non benedetto dagli Aspetti Draconici, il Dio Antico Yogg-Saron riuscì a corromperlo e ad usarlo per accedere al Sogno di Smeraldo, creando l'Incubo di Smeraldo. I druidi decisero così di abbatterlo, ribattezzandolo Vordrassil. Nel suo tronco cavo i mezzorsi costruirono poi la città di Faucebigia. Shaladrassil: albero situato a Val'sharah, nelle Isole Disperse, poi corrotto dall'Incubo di Smeraldo. Teldrassil ("corona della terra"): albero piantato al largo delle coste di Rivafosca da Fandral Elmocervo dopo la Terza Guerra, per tentare di ridare l'immortalità agli elfi della notte; tra i suoi rami venne stabilita la città di Darnassus, nuova capitale degli elfi della notte.. Non essendo stato benedetto dagli Aspetti Draconici, Teldrassil venne intaccato dall'Incubo di Smeraldo. Poco prima del Cataclisma, Ysera e Alexstrasza accettarono di benedire Teldrassil, risanando la sua corruzione.; alcuni anni dopo, durante la Guerra delle Spine, esso venne incendiato e distrutto dalle forze dell'Orda guidate da Sylvanas Ventolesto.

Anima dei Demoni L'Anima dei Demoni (Demon Soul), originariamente chiamata Anima dei Draghi (Dragon Soul) o Essenza dei Draghi., è uno dei maggiori artefatti della storia di Warcraft; consiste in un disco dorato completamente liscio, grande poco meno del palmo di una mano, contenente un enorme potere.. L'oggetto è centrale soprattutto nei romanzi, per la precisione nella Trilogia della Guerra degli Antichi, in Day of the Dragon, La discesa delle tenebre e La notte del drago. Ha una certa rilevanza anche in Cataclysm, la terza espansione di World of Warcraft.

Ad un certo punto della sua storia, il disco fu legato ad una catena, detta "Catena dei Demoni", che assorbì parte del suo potere. Essa finì nelle mani di un orco del clan Fauci di Drago, Nakrall, che la usò per controllare dei draghi neri; questi perì durante un attacco a Tuonocupo poco tempo dopo il Cataclisma, e la catena venne recuperata da Zaela, capo del clanWorld of Warcraft, missione The Demon Chain (testo su Wowpedia)..

Guerra degli Antichi

All'inizio della Guerra degli Antichi (o poco prima), il signore dei draghi neri Neltharion creò questo artefatto con l'aiuto dei suoi servitori goblin.; esso doveva essere la migliore arma possibile contro la Legione Infuocata. Poiché Neltharion aveva donato il suo sangue per forgiare il disco, qualsiasi parte del suo corpo (il sangue, le scaglie) era in grado di danneggiarlo, mentre per il resto era indistruttibile.

Lo presentò agli altri Aspetti Draconici, che convennero e accettarono di donare parte della loro essenza, e di quella di tutti i draghi dei loro stormi, per aumentarne il potere.. In questo modo, l'Anima dei Draghi divenne effettivamente un'arma potenzialmente distruttiva per la Legione, ma nemmeno i draghi sarebbero riusciti a tenerle testa. Neltharion stesso, inoltre, anche se aveva donato il suo sangue per la creazione del disco, non vi aveva infuso la sua essenza (come invece aveva fatto credere agli altri), il che lo rendeva di fatto più potente di tutti gli altri draghi: il drago, infatti, era stato reso folle dagli Dei Antichi, e diffidava di chiunque, compresi gli altri Aspetti, e intendeva usare l'Anima dei Draghi per dominare il mondo ed essere venerato come un dio dalle altre creature.. A loro volta, gli Dei Antichi volevano che il disco finisse nelle mani di Sargeras e dei suoi demoni, manipolandoli così da ottenere la liberazione dopo moltissimi anni di prigionia..

Quando i draghi agirono congiuntamente contro la Legione, Neltharion scatenò il potere dell'Anima distruggendo sia i demoni che gli elfi della notte e i loro alleati; inorriditi, gli altri draghi tentarono di fermarlo, ma lui rivolse l'artefatto contro di loro, pressoché sterminando lo stormo blu e costringendoli alla fuga. Da quel momento, lui divenne noto come "Alamorte" (Deathwing), e l'artefatto come "Anima dei Demoni". Dato che la corruzione stava devastando il suo corpo, anche lui fu costretto a ritirarsi, portando l'Anima con sé. Malfurion Grantempesta, Krasus e Broxigar si recarono in missione nel covo di Alamorte per recuperarla, contemporaneamente a Illidan, Varo'then e dei loro alleati demoniaci; dei due gruppi la spuntò il secondo., che portò il disco a Sargeras, il quale intendeva usarlo per aprire un portale nel Pozzo dell'Eternità.. Con l'aiuto dei draghi rossi, verdi e bronzei, Malfurion e altri membri della resistenza elfica si lanciarono all'assalto del Pozzo per sottrarre l'Anima alle forze di Sargeras, così come fece Alamorte, il quale venne però brutalmente respinto tanto da Sargeras quanto dagli Dei Antichi.; rifiutandosi di demordere, e pur subendo danni gravi, Alamorte insistette nei suoi tentativi e riuscì infine a riprendersi la sua creazione, per poi essere nuovamente e ancor più violentemente scaraventato via, facendo cadere l'Anima, che venne recuperata da Malfurion.. Utilizzandola assieme a suo fratello Illidan, il druido riuscì ad usarla per chiudere il portale, respingendo i demoni e ponendo fine alla guerra..

Dopo il conflitto, Alexstrasza, Ysera e Nozdormu incantarono il disco in modo che nessun drago, compreso Alamorte, potesse più toccarlo né usarlo, e lo fecero nascondere a Malfurion in un luogo di cui il drago nero non era a conoscenza, così che non potesse più servirsene..

Seconda Guerra L'Anima ritornò alla luce oltre diecimila anni dopo, durante la Seconda Guerra; Alamorte riuscì infatti a rintracciarla, e tramite delle visioni, la fece avere agli orchi del clan Fauci di Drago.. L'oggetto venne affidato allo stregone Nekros Sfasciateste, il quale, usandolo, riuscì a schiavizzare la regina dei draghi rossi Alexstrasza, costringendo i suoi figli a servire l'Orda.. Alamorte tentò di manipolare il mago umano Rhonin e i suoi alleati, orchestrando un piano per far portar fuori Alexstrasza da Grim Batol (dov'era rinchiusa), per catturarla o ucciderla e rubare le sue uova; per far ciò, fra le altre cose, diede una propria scaglia a Rhonin per poter comunicare a distanza, che il mago usò più tardi per infrangere l'Anima dei Demoni e rilasciare l'essenza in essa contenuta che era stata rubata ai draghi. I quattro Aspetti, ritornati così ai loro pieni poteri, misero in fuga Alamorte.

La creazione dei draghi del crepuscolo

Sebbene fosse stata distrutta, i frammenti dell'Anima dei Demoni contenevano ancora dei poteri non indifferenti. Alcuni di essi vennero recuperati da Sintharia, la prima consorte di Alamorte., che la ricostruì parzialmente e la usò, assieme ad altri artefatti, per creare i primi draghi del crepuscolo. L'Anima venne nuovamente spezzata quando venne colpita da un bastone proveniente dalle Terre Esterne (Sintharia l'aveva protetta solo dalle magie di Azeroth).. Sintharia tentò di ricostruirla ancora poco dopo col potere di un altro artefatto, la Dannazione di Balacgos; L'intervento tempestivo di Krasus, che gettò la Dannazione di Balacgos contro di essa, portò alla sua nuova, e stavolta definitiva, destruzione.

La distruzione di Alamorte Tempo dopo il Cataclisma, Alexstrasza, Ysera, Nozdormu e Kalecgos decisero che per sconfiggere definitivamente Alamorte era necessaria l'Anima dei Demoni. Mandando degli avventurieri indietro nel tempo, all'epoca della Guerra degli Antichi, l'Anima dei Demoni venne recuperata, e poi nuovamente infusa dei poteri dei quattro Aspetti, più quello di Thrall. Grazie ad essa, presso il Maelstrom Alamorte venne infine uccisoWorld of Warcraft, dialoghi dell'instance Madness of Deathwing (testi su Wowpedia).. In quel momento gli Aspetti restanti persero i poteri che li rendevano tali, e l'Anima dei Demoni ritornò alla sua esatta collocazione temporale.

Atiesh Atiesh è il bastone magico di Medivh. I dettagli riguardanti la sua creazione sono ignoti; si sa solo che venne forgiato dal "seme dell'odio"World of Warcraft, dialogo con l'arcimaga Angela Dosantos (testo su Wowpedia). e che venne impugnato da tutti i Guardiani di TirisfalWorld of Warcraft, dialogo con l'arcimago Tarsis Kir-Moldir (testo su Wowpedia)., il che lo renderebbe vecchio di almeno 2700-2800 anni. Il bastone era in grado di conferire poteri inimmaginabili, e venne corrotto da Sargeras.

Dopo la morte di Medivh al termine della Prima Guerra, il bastone venne recuperato da agenti del Kirin Tor e portato a Dalaran; tutti i maghi che lo impugnarono andarono incontro alla morte, quindi si decise di sigillarlo con delle potenti barriere magiche; l'arcimaga Angela Dosantos venne incaricata di sorvegliarlo. Il bastone venne distrutto probabilmente durante la caduta di Dalaran provocata da Archimonde, e i suoi pezzi vennero sparsi per tutto il globo terracqueo. Alcuni si misero alla loro ricerca, come l'arcimago Tarsis Kir-Moldir, che riuscì a recuperarne venti pezzi; questi gli furono rubati dal lich Kel'Thuzad, che intendeva anch'egli ricostruire Atiesh. Kel'Thuzad arrivò ad ottenere sia la testa del bastone che i quaranta frammenti del manico, che distribuì fra i suoi luogotenenti; solo la base gli sfuggì, finendo nelle mani dell'esploratore Brann Barbabronzea, che la perse ad Ahn'QirajWorld of Warcraft, missione Atiesh, the Befouled Greatstaff (testo su Wowpedia).. Essa venne recuperata nel cadavere del Dio Antico C'Thun da Garona, la quale la diede a suo figlio Med'an; questi, dalla sola base, ricompose l'intero bastone, solamente impugnandola mentre era infuso del potere del Nuovo Concilio di Tirisfal, e lo usò per distruggere Cho'gall.

Va notato che, originariamente, in World of Warcraft, era il giocatore a ricomporre il bastone, recuperando tutti e quarantadue i pezzi e poi portandolo alla Cappella di Alonsus a Stratholme, dove veniva esorcizzato dal demone Atiesh che stava al suo internoWorld of Warcraft, missione Atiesh, Greatstaff of the Guardian (testo su Wowpedia)..

Brandicenere Brandicenere (Ashbringer) è una delle armi più note di Warcraft; si tratta di una spada infusa del potere della Luce Sacra, originariamente creata per distruggere i non morti. Ha un ruolo centrale nella serie a fumetti World of Warcraft: Ashbringer. Impugnata inizialmente da Alexandros Mograine, è passata in seguito nelle mani di suo figlio Darion e infine in quelle di Tirion Fordring.

Il cristallo Verso la fine della Seconda Guerra, durante la battaglia ai Bastioni di Roccianera, Alexandros Mograine recuperò dal cadavere di uno stregone orco un oscuro cristallo, che Mograine descrisse come "l'incarnazione vivente dell'ombra... oscurità... una manifestazione. Un vuoto"World of Warcraft, evento di Brandicenere nell'instance del Passato delle Alture di Colletorto (testo su Wowpedia).; quando lo toccò, la sua mano rimase storpiata.