La battaglia di Abu Klea fu una battaglia combattuta fra una colonna del Corpo cammellato della guardia britannica e le truppe mahdiste nel corso della spedizione per il salvataggio della guarnigione di Khartum il 17 gennaio 1885. La battaglia si concluse con una vittoria britannica, ottenuta in una situazione quasi disperata a costo di gravi perdite.
La situazione in Egitto A partire dal 1882 l'Egitto (che, all'epoca, comprendeva anche l'attuale Sudan) era diventato praticamente un protettorato britannico, dopo che era stato represso il colpo di Stato di Arabi PasciàColston, op. cit. pag. 126.. La situazione era percepita da parte della popolazione come una cessione dello Stato, fino allora provincia autonoma mussulmana, alle potenze cristiane, nella fattispecie il Regno Unito e ciò, unito alle riduzioni delle guarnigioni nel Sudan, dovute ai tagli nel bilancio statale per la crisi finanziaria seguita ai tentativi di sviluppo economico del kedivè Isma'il Pascià, diede esca alla rivolta del Mahdi, iniziata nel 1881.
Il Sudan era stato acquisito nella sfera d'influenza egiziana dal nonno di Isma'il Pascià, Mehemet Ali, nel 1822Colston, op. cit. pag. 132., e questi aveva fondato, alla confluenza fra il Nilo Bianco e il Nilo Azzurro, la città di Khartum che, nel 1876, contava già abitantiColston, op. cit. pag. 134.. Il governo egiziano aveva migliorato le condizioni di vita nel Sudan, portando a uno stato di relativa stabilità economica e politicaColston, op. cit. pagg. 135-139., tuttavia la popolazione ricordava ancora la conquista, avvenuta sessanta anni prima, con grande spargimento di sangueColston, op. cit. pag. 134 e 139..
La rivolta mahdista In seguito alla perdita della guida sia di Isma'il Pascià sia del governatore Gordon i legami con l'Egitto si sciolsero, e tutte le categorie di persone, in particolare i mercanti di schiavi, fortemente contrastati da Gordon, che avevano perso influenza con l'avvento del regime di Isma'il furono pronte a ribellarsi per tornare ai tempi passatiColston, op. cit. pag. 150.. In questa situazione si affermò la personalità di Muhammad Ahmad, un darwīsh (derviscio) nubiano, che, proclamatosi MahdiColston, op. cit. pag. 152. nel luglio 1881, richiese al governatore del Sudan di assoggettarsi alla sua volontà, in quanto interprete della volontà divinaColston, op. cit. pagg. 153-154.. Essendo fallito ogni tentativo di mediazione fra il governatore e il Mahdi, in agosto iniziarono le ostilità, che si risolsero in una serie di insuccessi egiziani, soprattutto perché la maggior parte delle truppe (composte in maggioranza da elementi locali) disertò passando al servizio del MahdiColston, op. cit. pag. 154.. Nei due anni successivi, i ribelli subirono una serie di sconfitte, però senza che gli egiziani riuscissero a ottenere una vittoria decisiva, sebbene fossero supportati anche da ufficiali turchiColston, op. cit. pagg. 157-159.. Passato alla controffensiva nel gennaio del 1883 l'esercito del Mahdi occupava la città di El Obeid, capitale del Kordofan e la città più grande a ovest del Nilo, che divenne subito la sua capitale e la sua base di operazioniColston, op. cit. pag. 160.. Il governatore del Sudan, proprio in tale periodo fu sostituito e il nuovo governatore assegnò il comando dell'esercito a un generale dell'esercito indiano, Hicks PasciàColston, op. cit. pag. 163.. Questi, dopo aver sconfitto le forze del Mahdi a est del Nilo, ebbe l'ordine di rioccupare El Obeid, ma, spostatosi a ovest del Nilo con scorte d'acqua insufficienti, scomparve letteralmente con undicimila uomini, le ultime notizie furono del 25 settembre, nei primi giorni di novembre tutto l'esercito fu annientato quando era ancora a due giorni di marcia da El ObeidColston, op. cit. pagg .164-166.. Tre giorni dopo un luogotenente del Mahdi distruggeva a Tokar, sulle coste del Mar Rosso, un'altra forza egiziana guidata dal console britannico a Suakim, colonnello MoncrieffColston, op. cit. pag. 166..
Di fronte a una simile situazione era inutile pensare a una qualsiasi exit strategy dall'Egitto, quindi le truppe britanniche, che si stavano concentrando ad Alessandria furono riportate al CairoColston, op. cit. pag. 129..
L'assedio di Khartum Con la distruzione delle forze egiziane regolari in Sudan rimanevano solo le guarnigioni per mantenere il controllo sul territorio, mentre il governo britannico riteneva consigliabile abbandonare il territorio oltre la prima cateratta del NiloColston, op. cit. pag. 167.. A questa soluzione si oppose Gordon Pascià, che fece notare che la presenza di 6 000 uomini a Khartum imponeva di impedire che essi fossero sterminati dal Mahdi.Colston, op. cit. pag. 170. Il governo britannico, per porre fine alle sue insistenze, inviò lo stesso Gordon nella città con pieni poteri e l'incarico di difenderla fino all'arrivo di una colonna di soccorso. Gordon ricevette l'ordine il 18 gennaio 1884 e immediatamente abbandonò Londra per tornare in Egitto.
Il 18 febbraio Gordon raggiunse Khartum, tentando approcci col Mahdi per cercare di addivenire a un compromesso, approcci sdegnosamente respinti dal destinatario che "non voleva investiture dagli infedeli".Colston, op. cit. pag. 172. Intanto i tentativi di portare soccorso a Sinkat e Tokar si erano conclusi in due disastri per gli egiziani (e i britannici).Colston, op. cit. pag. 175-176.
Le azioni di Graham a Suakim portarono come conseguenza un crollo delle speranze di un accordo pacifico e una recrudescenza degli attacchi mahdisti, che portò praticamente Khartum in prima linea. Gordon, conscio che la città non avrebbe potuto resistere per molti mesi, cominciò a inviare urgenti richieste per una colonna di soccorso con truppe britanniche o indiane o turche.Colston, op. cit. pag. 188. L'opinione pubblica britannica, informata della situazione, cominciò a premere per l'invio di una spedizione di salvataggio e soccorso.Colston, op. cit. pag. 191.
Il 16 marzo Gordon tentò una sortita contro il Mahdi ma venne respinto a pochi chilometri da Khartum, in seguito alla defezione di due capi tribù.Colston, op. cit. pag. 209. A metà maggio i dervisci, avendo attraversato il Nilo, riuscivano a fortificarsi a un solo miglio dall'angolo sud-orientale delle fortificazioni di Khartum. Il 26 maggio i dervisci catturavano Berber, chiudendo definitivamente le comunicazioni con Suakim.Colston, op. cit. pag. 210. Gordon riuscì a distruggere Berber nel settembre dopo aspri combattimenti, senza tuttavia avere la possibilità di tenere la posizione, quindi fu costretto a rientrare entro Khartum, dove fu totalmente bloccato a partire dal 15 settembre.Winston S. Churchill, The river war, Longmans, Green, and. Co, 2nd Edition, London, 1902 pag. 50.
Il Corpo cammellato della guardia
La risposta del governo britannico alle richieste dell'opinione pubblica per portare soccorso a Khartum fu la costituzione di un'unità di formazione (Guard Camel Corps o Corpo cammellato della guardia) prendendo uomini da diversi reggimenti di stanza sia in Gran Bretagna sia in Egitto per trasferirli tutti al Cairo dove, il 26 ottobre 1884 fu organizzato un corpo su quattro reggimenti: Guards Camel Regiment (Reggimento cammellato della guardia) Heavy Camel Regiment (Reggimento cammellato pesante) Light Camel Regiment (Reggimento cammellato leggero) Mounted Infantry Camel Regiment (Reggimento cammellato di fanteria montata)
Questi reggimenti avevano reparti provenienti da alcuni dei reggimenti più blasonati della British Army, fra cui alcuni che avevano partecipato alle campagne napoleoniche. In totale il Corpo cammellato era su 94 ufficiali e 1700 uominiLa colonna del deserto vedi sitografia..
L'esercito del Mahdi L'esercito del Mahdi, nelle descrizioni dei cronisti contemporaneiVedi, ad esempio, Pictorial... op. cit. pag. 287., è presentato come una massa di fanatici religiosi impossibile da controllare, anche se dai resoconti dei combattimenti appare evidente che esisteva una gerarchia e che in realtà le azioni erano tatticamente coordinateA questo proposito Churchill dice «Fanatics charged at Shekan; patriots at Abu Klea; warriors at Omdurman.» «A Shekan caricarono dei fanatici, ad Abu Klea dei patrioti e ad Omdurman dei guerrieri.» Winston S. Churchill, The river war, Longmans, Green, and. Co, 2nd Edition, London, 1902 pag. 36..
L'equipaggiamento e le modalità tattiche Britannici Il Corpo cammellato era armato con fucili Martini-Henry Mod 71 a colpo singolo e baionetta da e montavano cammelli solo per i trasferimenti, dato che combattevano a piedi. Unica eccezione erano gli uomini del 19th Hussars Regiment, che usavano cavalli, carabine e sciaboleLa battaglia di Abu Klea vedi sitografia.. Oltre all'armamento individuale il Corpo cammellato era fornito di mitragliatrici Gardner e di cannoni da montagna.
Mahdisti Le truppe mahdiste erano armate con i fucili che avevano ottenuto dai disertori egiziani o trovato come preda di guerra, ma la maggior parte era armata di spade o picche. Sebbene l'armamento fosse analogo a quello degli eserciti europei del XVI e XVII secolo le modalità di impiego erano notevolmente diverse, non c'era la terrificante avanzata al passo e in ordine chiuso dei tercios spagnoli o dei reggimenti svizzeri, ma un'avanzata di corsa e in ordine aperto di gruppi che tentavano di giungere al corpo a corpo nel minimo tempo possibile.
La colonna del deserto Il Corpo cammellato partì il 19 novembre 1884 da Wadi HalfaColston, op. cit. pag. 213., che aveva raggiunto in treno, arrivando a Korti, sull'ansa del Nilo (dove doveva attestarsi il comando), il 16 dicembreColston, op. cit. pag. 215.. A Korti il corpo fu diviso in due colonne mobili e una guarnigione comprendente il comando della spedizione. Una delle due colonne, comandata dal generale Earle doveva muovere verso Berber (pochi chilometri a valle della confluenza del fiume Atabara nel Nilo) e successivamente Khartum seguendo il corso del Nilo, mentre l'altra avrebbe dovuto raggiungere Khartum attraversando il Deserto di Bayuda seguendo il percorso delle carovanierePictorial... op. cit. pag. 414..
La colonna del deserto, al comando del generale Stewart, era composta da: Guards Camel Regiment comprendente unità dal 1st, 2nd e 3rd Grenadiers, 1st e 2nd Coldstream Guards, 1st e 2nd Scots Guards, e da una compagnia (10th RMLI) Royal Marine Light Infantry Heavy Camel Regiment comprendente unità dal 1st e 2nd Life Guards Regiment, dal Royal Horse Guards, dal 2nd, 4th e 5th Dragoons Guards, 1st Royal Dragoons, 1st e 2nd Royal Scot Greys, 15th e 16th Lancers Mounted Infantry Camel Regiment (parte) con unità da 1st Royal Sussex, Naval Brigade metà della 1st Battery, 1st Brigade/Sou. Division, Royal Artillery metà 26th Company, Royal Engineers 2 squadroni del 19th Hussars (montati su cavalli) per un totale di 98 ufficiali, 1 509 uomini, 2 778 cammelli (o dromedari), 155 cavalli e 2 muli. L'armamento di reparto era una mitragliatrice Gardener e tre cannoni da montagna smontabili da 7 libbre.
La colonna avrebbe dovuto avanzare utilizzando l'acqua trasportata con sé, dato che gli unici luoghi dove avrebbe potuto rifornirsi nel corso della marcia erano i pozzi di Gakdull (a da Korti, a circa metà strada fra Korti e il Nilo) e quelli di Abu Klea (a dal Nilo). La colonna raggiunse Gadkull e, lasciata una piccola guarnigione in due fortini costruiti sul sito, mosse verso il Nilo.
La battaglia ai pozzi di Abu Klea