Il campo di concentramento di Theresienstadt (o ghetto di Terezín secondo la definizione preferita da alcuni studiosi)The Terezín ghetto, di Ludmila Chládková, ci sono opinioni divergenti sulla classificazione di Theresienstadt. Per alcuni studiosi come Guido Jochen Fackler dell'Università di Friburgo in Brisgovia «all'interno del sistema nazista da considerarsi come un ghetto e non un campo di concentramento». D'altronde secondo l'Istituto Storico della Resistenza «Il ghetto di Terezín durante la seconda guerra mondiale fu il maggiore campo di concentramento sul territorio della Cecoslovacchia». Gli studiosi dell'United States Holocaust Memorial Museum definiscono Theresienstadt come un "campo-ghetto" avendo avuto nel corso della sua durata, scopi diversi . è stata una struttura di internamento e deportazione utilizzata dalle forze tedesche durante la seconda guerra mondiale, tra il 24 novembre 1941 e il 9 maggio 1945.

Incorporata dal Terzo Reich nel 1938,Il Requiem di Terezin, di Josef Bor, prima di copertina, Passigli Editori, Bagno a Ripoli 2014, ISBN 978-88-368-1423-7 Terezín, a da Praga, è nota per aver concentrato nel campo omonimo «i maggiori artisti»,Il Requiem di Terezin, di Josef Bor, pap. 9, Passigli Editori, Bagno a Ripoli 2014, ISBN 978-88-368-1423-7 «il fiore degli intellettuali ebrei mitteleuropei, pittori, scrittori, musicisti» e con «una forte presenza di bambini». Presentato dalla propaganda nazista come esemplare insediamento ebraico, fu in realtà un luogo di raccolta e smistamento di prigionieri da indirizzare soprattutto ai campi di sterminio di Treblinka ed Auschwitz.

Secondo i dati confermati dall'Istituto Yad Vashem, su un totale di «155.000 ebrei passati da Theresienstadt fino alla sua liberazione l'8 maggio 1945; 35.440 perirono nel ghetto e 88.000 furono deportati» per essere eliminati. Nel computo finale (degli arrivi e dei morti) sono inclusi anche i circa ebrei che giunsero al campo nelle ultime due-tre settimane, sfollati da altri campi di concentramento.Le cifre fornite dallo United States Holocaust Memorial Museum di Washington sono identiche: "su circa 140.000 ebrei imprigionati a Theresienstadt, i deportati furono quasi 90.000 e 33.000 le vittime al campo" (). Ad essi vanno aggiunti i circa ebrei che giunsero al campo nelle ultime due settimane, "portando il numero totale dei prigionieri a oltre 154.000".

Terezín prima della seconda guerra mondiale Terezín (in tedesco Theresienstadt), costruita tra il 1780 e il 1790, nacque come città-fortezza all'interno del sistema di fortificazione antiprussiano, voluta da Giuseppe II d'Asburgo-Lorena e dedicata a sua madre Teresa. Presentava due poli distinti: la "grande fortezza" e la "piccola fortezza". Nel 1882 la "grande fortezza" fu abbandonata come sede di guarnigione e la "piccola fortezza" fu adibita a carcere di massima sicurezza.

Durante la prima guerra mondiale, nella "piccola fortezza" fu imprigionato e morì nel 1918 Gavrilo Princip, uccisore dell'arciduca Francesco Ferdinando d'Austria-Este, erede al trono austroungarico. Tale assassinio fu il casus belli che fece crollare l'instabile assetto politico europeo provocando la prima guerra mondiale. A Terezín furono tenuti prigionieri anche militari italiani catturati: Carlo Salsa, ufficiale d'artiglieria catturato nel 1917 prima della battaglia di Caporetto e prigioniero nel campo, scrisse nel suo diario: «Al campo della truppa, prossimo al nostro, sono concentrati 15.000 soldati: ne muoiono circa 70 al giorno per fame. Spesso questi morti non vengono denunciati subito per poter fruire della loro razione di rancio, i compagni li tengono nascosti sotto i pagliericci fino a che il processo di decomposizione non rende insopportabile la loro presenza».

Ghetto e campo di concentramento di Terezin (1941-1945) La Gestapo prese il controllo di Theresienstadt il 10 giugno 1940 e trasformò la "piccola fortezza" in prigione denominandola kleine Festung (piccola fortezza). Dal 24 novembre 1941,Il Lager di Terezín nel sito dell'Istituto Storico della Resistenza (I.S.R.Pt.) l'intera cittadina (grosse Festung, grande fortezza) venne destinata a essere un ghetto dopo essere stata cinta da un muro. Il campo, fondato da uno dei capi delle SS, Reinhard Heydrich, divenne presto il punto di arrivo per un grande numero di ebrei provenienti da tutta la Cecoslovacchia occupata dai tedeschi, ma anche dalla Germania e dall'Austria. I settemila abitanti non-ebrei che vivevano a Theresienstadt vennero espulsi dalla città, rendendo il campo una comunità esclusivamente ebraica e separata.

La funzione del ghetto, in una prima fase, fu concepita per l'attività subdola di propaganda nazista con la presentazione del luogo come esempio di tutti gli altri insediamenti e per l'internamento di personaggi famosi, conosciuti all'estero.Opuscolo Del Ghetto di Terezín, di "Monumento di Terezín", trad. Sebastiano Capurso Specialmente con il cosiddetto "programma di abbellimento" che precedette l'ispezione della Croce Rossa il 23 giugno 1944 e la realizzazione di filmati di propaganda ai primi di settembre 1944, Theresienstadt fu presentata come "zona autonoma di insediamento ebraico", "il modello" nazista di insediamento per gli ebrei da presentare al mondo. Dalla fine di settembre 1944, si abbandonò ogni finzione propagandistica per procedere il più velocemente possibile alla liquidazione del campo con l'invio dei rimanenti prigionieri ad Auschwitz.

In realtà, al di là della propaganda, la funzione del campo fu fin dall'inizio sempre la stessa, quella di fungere da centro di raccolta per il transito dei prigionieri verso i campi di sterminio e cioè collettore per le operazioni di sterminio dell'Olocausto.Terezin (Theresienstadt): The "Model" Ghetto I trasporti cominciarono nel gennaio 1942, a poche settimane dall'apertura ufficiale del campo e proseguirono con cadenza regolare per tutta la durata della guerra. «La truffa nazista divenne evidente [già] dal gennaio 1942 quando iniziarono a partire da Theresienstadt i trasporti destinati prima ai ghetti orientali e subito dopo verso Treblinka ed Auschwitz» Le condizioni di vita nel campo furono durissime. I documenti relativi ai trasporti ferroviari indicano che tra il 1941 e il 1945 giunsero a Theresienstadt più di ebrei, dei quali circa un quarto (più di ) morì nel campo principalmente a causa delle pessime condizioni di detenzione (fame, stenti, privazioni, malattie, principalmente di tifo esantematico verso la fine della guerra). Più di furono i deportati da Theresienstadt verso i ghetti orientali e i campi di sterminio (dei quali solo sopravvissero). Quando il 5 maggio 1945 il controllo del campo fu trasferito dalla Germania alla Croce Rossa, cinque giorni prima dell'arrivo delle truppe sovietiche, solo erano i prigionieri del campo ancora in vita, cui nelle ultime due-tre settimane si erano aggiunti circa persone sopravvissute tra gli sfollati da altri campi di concentramento.

I prigionieri e le loro condizioni di vita nel campo Il primo gruppo di prigionieri ad arrivare al Campo di concentramento di Theresienstadt tra il 24 novembre ed il 4 dicembre 1941 fu un contingente di ebrei cechi con il compito di trasformare la fortezza grande in un campo di concentramento in grado di ricevere decine di migliaia di persone. L'idea originaria era di farne un campo per l'imprigionamento degli ebrei anziani tedeschi e austriaci, destinati a morirvi per "cause naturali".R. Hilberg, La distruzione degli ebrei d'Europa, Torino, Einaudi (Biblioteca di cultura storica), 1999, p. 466; Olocaustos In realtà tale idea non fu mai attuata perché il campo venne immediatamente usato per concentrarvi anche gli ebrei della Boemia, senza distinzione di età, come luogo di transito per i trasporti verso i ghetti orientali e i campi di sterminio. Delle persone che arrivarono a Theresienstadt dalla fine del 1941 alla fine del 1942, furono quelle subito inviate alla morte. Tra le migliaia di prigionieri vi furono anche molti importanti artisti, diplomatici, letterati e giuristi provenienti dalla Germania, dall'Austria e dalla Cecoslovacchia.

Le condizioni di vita a Theresienstadt si fecero subito molto difficili: all'interno della fortezza grande, in un'area precedentemente abitata da cechi, si trovarono a convivere oltre ebrei. Il cibo era scarso, le medicine inesistenti, la situazione abitativa drammatica. Nel 1942 morirono nel campo almeno persone, inclusa Esther Adolphine, sorella di Sigmund Freud) che morì il 29 settembre 1942; Heinrich Rauchinger, pittore polacco, che morì il 19 agosto 1942; Friedrich Münzer, noto studioso tedesco di storia classica, che morì il 20 ottobre 1942 e due fratelli della nonna del politico statunitense John Kerry. Per far fronte al numero elevato dei decessi un crematorio fu costruito nel campo.

Gli ebrei rinchiusi nel campo di Theresienstadt «nonostante la costante minaccia della deportazione, ebbero una notevole vita culturale»: Potevano ad esempio avere accesso ad una biblioteca di 60.000 volumi, «scrittori, professori, musicisti e attori tennero conferenze, concerti e spettacoli teatrali».

I bambini di Terezín La cospicua presenza di bambini all'interno del campo (i bambini di Terezín) fece sì che, per quanto possibile, i prigionieri adulti si adoperassero affinché tutti i bambini deportati potessero continuare il loro percorso educativo.

Nonostante fosse loro proibito di frequentare la scuola, i bambini presenti a Terezín «frequentarono le scuole» autogestite del ghetto. Quotidianamente si tenevano lezioni ed altre attività culturali. Per loro e con loro si allestirono spettacoli teatrali e musicali. Tra il 1943 e il 1944 l'opera per bambini Brundibar di Hans Krása, venne messa in scena per ben 55 rappresentazioni; il giovane cantante protagonista Honza Treichlinger divenne una celebrità nel campo.Hannelore Brenner, The Girls of Room 28, New York, Schocken Books, 2009, p. 139. Inoltre la comunità riuscì a pubblicare una rivista illustrata, Vedem, che, fondata e diretta dal giovanissimo Petr Ginz, trattava di poesia, dialoghi e recensioni letterarie ed era completamente prodotta da ragazzi di un'età compresa tra i dodici ed i quindici anni.Matteo Corradini, La repubblica delle farfalle: Il romanzo dei ragazzi di Terezín, Milano, Rizzoli, 2013.

L'insegnante d'arte Friedl Dicker-Brandeis creò una classe di disegno per bambini nel ghetto: il risultato di questa attività furono oltre quattromila disegni che la donna nascose in due valigie prima di essere deportata ad Auschwitz. Questa collezione riuscì a scampare alle ispezioni naziste e venne riscoperta al termine del conflitto, dopo oltre dieci anni. Molti di questi disegni possono oggi essere ammirati al Museo ebraico di Praga dove la sezione archivio dell'Olocausto è responsabile dell'amministrazione della collezione di Theresienstadt.Anita Franková, Hana Povolná, Qui non ho visto farfalle: disegni e poesie dei bambini di Terezín, Museo Ebraico, 2008