Il Carnevale di Trinidad e Tobago è un evento annuale ormai di portata mondiale al pari di simili manifestazioni: Carnevale di Venezia, Carnevale di Viareggio e il Carnevale di Rio de Janeiro.
Il Carnevale antico, le origini
Con la scoperta dell'isola nel 1498 durante il terzo viaggio di Cristoforo Colombo, Trinidad diviene territorio e colonia dell'Impero Spagnolo, avamposto strategico e privilegiato, grazie alla sua favorevole posizione geografica, per il controllo della contigua area continentale corrispondente all'odierna America meridionale. La Corona di Spagna, che aveva molto contribuito allo sviluppo e al progresso dell'isola, con la Cedula della Popolazione (Carta de Poblaciò) del 1783 estende e favorisce gli europei disposti a trasferirsi a Trinidad. Con questa legge i coloni francesi, per sfuggire ai disordini della Rivoluzione francese in madrepatria, i loro schiavi creoli, uomini di colore e mulatti liberi dalle isole vicine di Saint Vincent, Grenadine, Grenada, Guadalupe, Martinica e Dominica, hanno popolato Trinidad per lavorare le piantagioni di canna da zucchero, incentivati dall'esenzione dalle tasse per dieci anni e le attribuzioni di appezzamenti di terreno idonei alle coltivazioni. La popolazione costituita inizialmente dagli Amerindi Caraibici e Aruachi indigeni, si arricchisce di meticci e di mulatti dovuti ai consistenti traffici di schiavi africani da oltre Atlantico. Nel 1797 Trinidad divenne una colonia della Corona Britannica, con una popolazione di lingua francese e soggetta alle leggi spagnole e assieme a Tobago è inserita nei territori delle Indie Occidentali Britanniche o British West Indies nome dovuto all'erronea convinzione dello scopritore genovese d'aver raggiunto le Indie di Marco Polo effettuando il percorso via mare in senso opposto. Questi nuovi immigrati costituiscono le comunità locali di Blanchisseuse, Champs Fleurs, Cascade, Carenage e Laventille. Il Carnevale è importato dai francesi, derivato da esso e integrato dagli usi e tradizioni degli schiavi al loro servizio. Inizialmente vigeva il divieto di partecipare alle feste di stampo europeo e confinati nei loro alloggi. Col tempo anche gli schiavi furono ammessi, combinando elementi dalle loro culture alle feste dei loro padroni ma, spesso anche a imitare e talvolta scimmiottare beffardamente il comportamento dei loro superiori nei balli in maschera. Fondendo quelle che in origine erano feste per il raccolto, fatte di suoni, canto, danza, del Canboulay la simulazione di combattimenti con bastoni e i riti processionali rievocativi e commemorativi alla luce di torce, l'accompagnamento cantato e ritmato del lavoro dei campi nella forma africana Kaiso e infine la satira verso i costumi di una classe dominatrice e spesso arrogante, ecco che tutto questo costituisce il precursore dell'attuale Carnevale di Trinidad e Tobago. Con l'abolizione della schiavitù nel 1838, gli africani hanno liberato la loro versione di Carnevale per le strade attraverso l'espressione dei tamburi, delle sezioni ritmiche come il bambù Tamboo e di altri usi e costumi di ogni nuova popolazione immigrata a Trinidad. Oggi una rievocazione del Carnevale degli Schiavi J'Ouvert con i volti e i corpi dipinti con i coloranti più disparati, abiti laceri e sporchi di lavoro, si celebra con lunghe sfilate notturne all'alba del Lunedì Grasso. I combattimenti simulati con i bastoni e gli accompagnamenti musicali con percussioni dell'Africa occidentale sono stati vietati nel 1880, in risposta ai disordini Canboulay (Riots Canboulay) e le leggi inglesi dell'epoca. I bastoni sono stati sostituiti da canne di bambù, che sono state a loro volta vietate per evitare problemi di ordine pubblico. Le percussioni sono ricomparse nel 1937 con l'utilizzo di materiali di riciclo: bottiglia-e-cucchiaio, coperchi di pentole e pattumiere, raccolte di padelle, fusti di benzina. Questi steel pans sono ora una parte importante della scena musicale di Trinidad e costituiscono una sezione popolare dei concorsi di musica denominata Canboulay. Nel 1941 la Marina degli Stati Uniti è arrivata a Trinidad e i Panmen, che sono stati inizialmente identificati con l'illegalità e la violenza, hanno contribuito a rendere popolare questa nuova forma musicale e gli strumenti tra i soldati, i quali affascinati, hanno contribuito alla divulgazione della conoscenza di questa nuova realtà su scala mondiale.
Il Carnevale moderno
Il Carnevale di Trinidad e Tobago è un evento annuale che si tiene i giorni che precedono il Mercoledì delle Ceneri ed è ben noto per i costumi colorati dei partecipanti e le feste esuberanti seguendo un fittissimo calendario che anticipa di alcune settimane la parte centrale della manifestazione. Numerosi eventi culturali coinvolgono tutti gli abitanti dell'isola e le migliaia di turisti convenuti per l'occasione, in esecuzione fino alle parate del Lunedì e Martedì. "Se non si festeggia, si sta preparando o si rievoca il Carnevale", così amano ripetere i Trinidegni (o Trini) della loro manifestazione. Benché i preparativi durino tutto l'anno, le celebrazioni si aprono immediatamente dopo il Natale per il Boxing Day, il 26 dicembre giorno di Santo Stefano e da quel momento è tutto un susseguirsi di party ed eventi musicali. Si aprono le competizioni fra scuole di ballo di Calypso, Limbo (ballo) e imponenti concerti Soca. Sono presentati e lanciati i brani che costituiranno i motivi delle varie bande o gruppi mascherati, veri e propri martellamenti musicali nei vari programmi radio. Le Steelbands o bande di percussioni iniziano le preparazioni per Panorama, l'annuale competizione per bande di steel pan che si tiene dal 1963. La competizione Panorama termina il Sabato Grasso notte precedente l'inizio ufficiale del Carnevale. Il cuore della festa musicale, è il Calypso che dagli anni 1960 si è fuso con la musica indiana e lo stile funk per diventare recentemente soca calypso attraverso l'interpretazione di chantwells. Concorsi di costumi, Stickfighting o combattimenti con bastoni, di canti e balli sono componenti importanti del festival. Il Carnevale come è celebrato a Trinidad e Tobago si festeggia anche in molte altre città del mondo. Nelle aree accomunate storicamente dal Colonialismo Francese o che ospitano grandi comunità Caraibiche. Nazioni come Curaçao, Dominica, Saint Lucia, Anguilla, Antigua e Barbuda, Aruba, Barbados, Grenada, Haiti, Giamaica, Guadalupe, Saint Vincent e Grenadine, Saint Kitts e Nevis, Saint Martin, nelle Isole Vergini degli Stati Uniti e Isole Vergini Britanniche hanno il denominatore comune della celebrazione del J'Ouvert. Le grosse comunità Caraibiche all'estero organizzano imponenti festeggiamenti in date differenti che spaziano temporalmente da New Orleans, Miami col Miami Carnival, Houston col Carifest, Toronto col Caribana, New York City col Labor Day Carnival - Day Parade West Indian nonché Crown Heights quartiere di Brooklyn per concludersi con l'ultimo appuntamento durante l'ultimo bank holiday d'agosto a Londra col Notting Hill Carnival sicuramente il più affollato. Per l'elenco completo delle manifestazioni legate al Caribbean Carnival vedere Carnevale Caraibico nel mondo.
Lunedì o J'Ouvert
J'Ouvert è la più rituale delle celebrazioni fra le più antiche espressioni di storia, folklore e cultura dell'isola. Unti di cioccolato, grasso, olio e pitture, catrame, melassa, bande urlanti di figuranti mimano diavoli, demoni, mostri e folletti dimenticando ogni inibizione ed esorcizzando la paura del buio, dell'oscurità ricalcando l'espressione felice e festosa degli schiavi nei festeggiamenti per la riconquistata libertà dalla schiavitù concessa nel 1838. Espressione della libertà ritrovata, rasenta gli eccessi proprio nella riproposizione dei riti carnevaleschi, è ipotizzabile che alcune tradizioni J'Ouvert riportino alla memoria i disordini civili di Port of Spain, quando la gente si sporcava di olio o vernice o catrame per evitare di essere riconosciuta. Se il Martedì è il giorno della festa, dell'abbandono dei sensi, del divertimento, il J'Ouvert è il giorno della gioiosa rievocazione, del riconoscimento delle proprie radici, dell'affermazione d'appartenenza indelebile ad identità culturale definita e consolidata. Con l'Emancipation Bill i discendenti degli schiavi adottano le pratiche Canboulay come festeggiamenti per celebrare l'Emancipation Day, ricorrenza festeggiata inizialmente il 1º agosto, anticipandola alla notte a cavallo fra la Domenica e il Lunedì Grasso. Alle 04:00 del Lunedì i rituali hanno inizio nel pieno dell'oscurità, dapprima fra un silenzio irreale che va via via animandosi da terrificanti figure che compongono processioni fra esilaranti e crescenti energici ritmi di musica soca sparata ad alto volume dagli imponenti TIR musicali e saltellando "jumping up" a migliaia per le strade eseguendo il "wining" o (gyrating of the hips). L'eccitazione e l'entusiasmo raggiungono picchi altissimi ma, il "J'Ouvert" costituisce solo una sorta di riscaldamento per quello che si prospetta con la sfilata del Martedì Grasso. Le tradizioni del J'Ouvert variano notevolmente da nazione a nazione del comprensorio dei Caraibi. A Trinidad e Tobago, una parte della tradizione detta l'uso dei coloranti sui corpi dei partecipanti noti come "Jabs Jab". Tutto ciò trova fondamento nello sviluppo agricolo in origine e successivamente nell'evolversi del settore minerario, petrolifero degli ultimi decenni, non dimenticando inoltre la presenza del più grande Lago di bitume al mondo. I tempi sono cambiati pur nel rispetto delle tradizioni, sempre più usati coloranti ad hoc su fisici scattanti e scolpiti, costumi ridotti che danno risalto a corpi statuari che di lavoro nei campi o nelle miniere han visto ben poco. Sensualità e bellezza, narcisismo e trasgressione, esteriorità e coinvolgimento, ammiccamenti e rapimenti dei sensi in un ritmo collettivo dove i veri padroni sono i flussi degli ormoni e le scariche d'adrenalina messi in circolo dagli allentati freni inibitori. Sulle isole di Dominica, Saint Lucia, Guadalupa, Saint Martin e Haiti i partecipanti celebrano suonando flauti e conchiglie o battendo tamburi dalla pelle di capra, ferri da stiro o bastoni di bambù e cantando canzoni popolari. J'Ouvert è parte integrante del Carnevale ed è soggetto a molte influenze: spagnola, inglese, francese, africana, indiana e molti altri gruppi etnici che hanno lasciato un segno indelebile.
Martedì e il Carnevale oggi