San Salvo (Sàndë Sàlvë in abruzzese) è un comune italiano di abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo, situato in prossimità della costa adriatica.
Geografia fisica Il comune di San Salvo è delimitato a Nord dal vallone di Buonanotte e a Est dal Mare Adriatico. Confina con i comuni di Cupello, Vasto e Montenero di Bisaccia. La città sorge in una zona collinare a La sua costa si estende per di arenile.
Origini del nome
Il nome attuale proviene dai primi documenti che citano il monasterium Sancti Salvi, in riferimento all'antica abbazia posta presso il Trigno, da cui si sviluppò l'abitato del "Quadrilatero", ossia il centro storico. Benché nel XVII secolo l'abbazia cadde in degrado, e venne rinominata parrocchia di San Giuseppe, il toponimo storico del feudo di San Salvo permanette sino ad oggi.
Storia Origini e periodo romano La zona di San Salvo è abitata fin dalla Preistoria, come provano alcuni rinvenimenti effettuati nella zona del Trigno e in piazza San Vitale. Di età Romana sono invece alcune pavimentazioni con mosaici e marmi, sepolture di varie epoche e i resti di un acquedotto. La cittadina di allora era molto più estesa dell'abitato medioevale che in parte sopravvive e si sviluppò fra l'XI e il XII secolo grazie all'influenza dell'Ordine dei Benedettini. L'attuale corso Garibaldi pare ricalcare il tracciato del decumano romano.
Nel II millennio a.C. l'affermarsi della cultura appenninica e i primi rapporti con il mondo miceneo, impressero un certo dinamismo alla vita locale, che si accentuò soprattutto con l'arrivo degli Italici nel VII secolo a.C. I Frentani popolarono queste zone, tra Histonium e Larino, di cui si hanno tracce in necropoli rinvenute nel contado, e le aree archeologiche presso lo stesso Quadrilatero, con corredi funebri, vasellame, cinture, oggetti domestici, che testimoniano le varie fasi evolutive di queste sepolture, dall'era arcaica sino alla fase ellenistica nel III secolo a.C. San Salvo tuttavia non era sviluppato come un nucleo abitativo vero e proprio, a differenza della vicina Histonium, nel II secolo venne conquistata da Roma, e si ha la prima testimonianza scritta da Plinio il Vecchio, che parla di un certo villaggio di Cluvia oltre il fiume Trigno. In effetti delle ville romane sono state rinvenute nella zona, ma non teatri, fori, complessi termali o templi.
Fondazione medievale dell'abbazia dei Santi Vito e Salvo
La rinascita di San Salvo avviene con la fondazione del cenobio cistercense di San Salvo del Trigno, tra il IX secolo e l'XI secolo, sopra l'abitato romano di Cluvia. Il cenobio benedettino, in seguito andrà in possesso dei monaci cistercensi dal XIII secolo. La zona all'epoca era possedimento dell'abbazia di Montecassino e di quella di San Vincenzo al Volturno, mentre l'area archeologica dell'antica Cluvia nel quartiere San Rocco, era di proprietà del monastero di Sant'Angelo in Salavento. Il monastero di San Salvo acquisì importanza, come rilevato dal Chronicon Sancti Stephani in Rivomaris (un altro cenobio assai antico dell'VIII secolo presso Casalbordino) nel XII secolo, attorno a cui venne edificato un abitato medievale, l'antica San Salvo.
Le bolle pontificie di papa Alessandro III, che venne a Vasto nel 1173 per concederla in feudo all'abbazia di San Giovanni in Venere e di papa Innocenzo III (1208) confermano l'esistenza di questo monastero, e si registra una donazione dal Conte Roberto di Loretello al vescovo di Chieti Ranulfo nel 1095. L'abbazia del Trigno è stata modificata nei secoli a seguire, tanto che dell'aspetto originario oggi non rimane nulla, se non resti nella cripta e nelle pareti laterali del sottosuolo. Sino al 1961 resisteva il vecchio campanile a torre dalla pianta irregolare, che fu abbattuto per problemi statici, e ricostruito in posizione non originale, dato che stava dietro la chiesa, e fu collocato accanto alla facciata
Nel 1204 l'abbazia entrò nel possesso del monastero di Santa Maria della Carità in Casanova, per volere dell'abate Dionisio, nella diocesi di Penne, entrando di fatto nel governo dei Cistercensi. L'acquisizione della grancia di San Salvo, nel 1210 e del Castello Manno, in contrada Bufalara, permise ai cistercensi di assicurarsi in breve la dotazione fondiaria di buona parte della pianura alla sinistra del basso Trigno. Nel 1355-56 sotto l'autorizzazione di papa Alessandro IV, si poté costruire un ospedale dei pellegrini nella grancia presso il Castello Manno, sicché nacque la nuova abbazia di San Vito del Trigno, a distanza dall'abbazia di San Salvo, stando sempre sotto la giurisdizione dell'abbazia di Casanova nella provincia diocesana pennese. L'abbazia andò a costituire la catena delle cinque abbazie cistercensi abruzzesi: l'abbazia di Santa Maria Arabona di Manoppello (1208), l'abbazia di Santa Maria della Vittoria a Scurcola Marsicana (1274) voluta da Carlo I d'Angiò per la vittoria a Tagliacozzo contro Corradino di Svevia, l'abbazia di Santo Spirito d'Ocre nel 1248 e appunto l'abbazia di Casanova, la prima ad essere stata fondata.
Dal XIV secolo al Novecento Nella metà del XV secolo i pontefici romani riunirono le due giurisdizioni di San Salvo e San Vito, che cominciarono a perdere potere e prestigio, sino a diventare parte dell'abbazia di San Clemente a Casauria. Mentre il monastero del Trigno iniziava a spopolarsi di monaci e a cadere in decadenza, venendo saccheggiato anche dai turchi nel 1566, la chiesa di San Salvo diveniva sempre di più la sede parrocchiale della comunità, sino ad essere riconsacrata a san Giuseppe nel XVI secolo. La presenza costante dei monaci fece sì che il villaggio di San Salvo si formasse a schema quadrato, con una cinta muraria non particolarmente fortificata, ma che svolgesse semplicemente da recinto divisorio, un caso del tutto unico in Abruzzo, che da una parte tuttavia ritardò di molto lo sviluppo economico e demografico, che iniziò ad avvenire solo dalla fine del XVIII secolo.Il 1º agosto 1566 San Salvo venne saccheggiata dai turchi dopo Vasto, la cittadina bruciata, mentre lungo la costa si compiva la realizzazione del sistema fortificato di torri di guardia, voluto da Carlo V d'Asburgo, una volta entrato nel Regno di Napoli. A San Salvo venne eretta, presso la costa, la Torre del Trigno, che comunicava con la torre di Punta Penna a Vasto, e con la torre del Sinello.
Si andarono creando lentamente nuovi quartieri, verso la piana di San Rocco, verso l'antica strada romana del Corso Garibaldi, sino a che San Salvo dopo il 1861 venne eletto municipio, accrescendo il prestigio demografico, ma con un tipo di economica prettamente precario, incentrato sul latifondo e sul lavoro nei campi per la maggior parte della popolazione.
Dalla seconda guerra mondiale a oggi Nella Seconda guerra mondiale, per San Salvo passava la "linea Barbara", tracciata dalla Wehrmacht a difesa della penisola parallelamente alla linea Gustav. La valle del Trigno fu teatro di scontri tra tedeschi e truppe alleate a cavallo di ottobre e novembre del 1943. La battaglia si svolse dal 23 al 25 ottobre 1943, con la vittoria dell'armata di Bernard Law Montgomery contro i nazisti, che furono costretti a ripiegare in Molise, risalendo il Trigno, oppure sul Sangro, fortificando la linea difensiva successiva.
Il paese ha conosciuto, nella seconda metà del Novecento, una consistente crescita economica e demografica dovuta all'insediamento di alcune importanti aziende sul territorio (S.I.V., Magneti Marelli, Amazon) ed allo sviluppo del turismo balneare nella frazione costiera di San Salvo Marina.
Nel 2003 il ponte sul fiume Trigno che la collega a Montenero di Bisaccia, costruito nel 1930, nel 1943 fatto saltare in aria dai tedeschi e fatto ricostruire dagli americani, fu distrutto a causa di un'alluvione.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 9 aprile 1979.
Le spighe di grano – la "messe futura" della simbologia cristiana – costituivano l'emblema dell'abbazia di San Vito e divennero, con l'aggiunta della botte, simbolo del Comune. Il gonfalone municipale è un drappo partito di giallo e di rosso.
Onorificenze Nel marzo 2007 il comune è stato insignito del titolo di Città dal Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano.
Monumenti e luoghi d'interesse
Centro storico medievale
Il centro storico di San Salvo si è sviluppato nel XIV-XV secolo attorno all'area dell'antica abbazia di San Salvo del Trigno. Oggi, a causa dei danni della guerra mondiale e dei rifacimenti e ampliamenti del boom economico, è un po' difficile leggere l'antico impianto del centro, che ha risentito in parte della speculazione edilizia, come il caso dell'abbattimento di Porta da Terra, unico elemento superstite delle mura, successivamente ricostruita, ma in forme moderne. Il toponimo "Quadrilatero" sta ad indicare l'antico circuito murario che difendeva l'area dell'abbazia, e poi del centro storico sansalvese, che ha il suo fulcro in Piazza San Vitale, con la chiesa parrocchiale di San Giuseppe.
Il "quadrilatero" è delimitato da Corso Umberto I con l'accesso a Porta da Terra, via Martiri d'Ungheria, via Orientale e via della Fontana. Oltre alla chiesa principale, l'accesso alla porta da Terra, demolita nel 1968 e rifatta nel 1997, in origine era costituito da un conglomerato di case costruite sopra le mura a scarpa, di cui è ben visibile il tratto di via Fontana, con fornice incorniciato a tutto sesto. La costruzione attuale mantiene il fornice, solo che è stata realizzata in laterizio, con un sovrastante orologio civico. Oltre alla chiesa, all'interno della piazza si trovano gli storici palazzi Fabrizio, Cilli, Napolitani e Russo.Risalendo a destra di via Fontana all'incrocio col Corso Umberto I, ci si trova davanti all'antico decumano romano del villaggio, ossia il Corso Garibaldi, lungo cui si trovano i palazzi Sabatini e De Vito, e la vecchia chiesa di San Nicola. Oltre il Corso Umberto I, oltre Piazza Papa Giovanni XXIII, si trova via Roma, la quale crea una biforcazione, il cui spazio interno assume la forma triangolare di un giardino pubblico, con il Monumento ai Caduti, poi la Fonte Nuova e la chiesetta settecentesca di San Rocco.
Parco Archeologico del Quadrilatero, che comprende: Museo civico Porta della Terra: museo del 1997, che raccoglie reperti archeologici romani del territorio, riconducibili ai Frentani. Museo dell'Abbazia: si trova sotto la chiesa parrocchiale di San Giuseppe, ed è un percorso archeologico presso lo storico monastero dell'XI secolo, di cui si conserva la cripta. L'abbazia sorgeva nei dintorni di Cupello, di cui oggi non rimane nulla, e il Museo conserva gli strumenti dei monaci usati sino al XVII secolo. Sobborgo di San Nicola: borgo povero del centro storico, caratterizzato da alcune case del XVIII secolo e dalla piccola chiesa dell'Addolorata; Isola archeologica del chiostro: si trova nella piazza ed è limpluvium di una domus romana, ossia la vasca centrale per raccogliere l'acqua piovana; Isola archeologica del mosaico: si trova sotto la piazza ed è un grande mosaico del pavimento con decorazioni a cornice di elementi floreali e anfore; Acquedotto romano ipogeo: non è visibile al pubblico ma è ancora funzionante, dacché alimenta la cosiddetta Fontana Vecchia del XIX secolo.
Architetture religiose