Le lamine orfiche sono lamine di metallo prezioso che si trovano nelle sepolture antiche dell'area mediterranea (Magna Grecia, Tessaglia e Creta), principalmente di coloro che si presume fossero iniziati ad orfismo, dionisismo e alcune credenze egiziane e semitiche. Sono probabilmente l'esempio più noto degli oggetti che sono noti come Totenpass (termine tedesco traducibile come "passaporto per i morti").Roy Kotansky, «Incantations and Prayers for Salvation on Inscribed Greek Amulets», in Magika Hiera: Ancient Greek Magic and Religion, a cura di Christopher A. Faraone e Dirk Obbink, Oxford University Press, 1991, p.116.

I totenpässe sono posizionati sopra o vicino al corpo come un filatterio o arrotolati e inseriti in una capsula spesso indossata intorno al collo come amuleto. L'iscrizione istruisce l'iniziato su come navigare nell'aldilà, comprese le indicazioni per evitare pericoli nel paesaggio dei morti e le risposte formali ai giudici del mondo sotterraneo.

Storia

In alcuni sepolcri collocati nell'area della Magna Grecia, della Tessaglia e di Creta sono state rinvenute alcune piccoleLe loro dimensioni variano tra 8-4 cm in larghezza e i 3-1 cm in lunghezza. lamine d'oroL'oro è il materiale nobile e duraturo per antonomasia, necessario per evitare le influenze negative ed è un simbolo della sopravvivenza alla morte, in contrasto con il piombo che invece era utilizzato nelle defixiones, simboleggianti la distruzione; cfr. Alberto Bernabé e Ana Isabel Jiménez San Cristóbal, Instructions for the Netherworld. The Orphic Gold Tablets. Leiden, Brill, 2008, p.2. poste nella bocca, nella mano o sul petto del defuntoFranco Ferrari, La fonte del cipresso bianco, p. 115., contenenti delle istruzioni scritte in greco anticoAlberto Bernabé e Ana Isabel Jiménez San Cristóbal, Op.cit., p. 2 evidenziano l'enorme numero di errori ortografici presenti nelle lamine a testimonianza che coloro che le hanno predisposte non erano di elevata cultura. Le pieghe delle lamine si confondono con le incisioni e la lettura di queste diviene a volte estremamente difficile se non dubbia. e a lui destinate, inerenti alla condotta da tenere nel viaggio oltremondano. Tali lamine, risalenti a un periodo compreso tra il V secolo a.C. Lamina di Hipponion.e il III secolo d.C.Lamina di Roma., testimoniano che il defunto è un "iniziato" a una dottrina misterica e contengono anche delle invocazioni nei confronti di alcune divinità ctonie, il tutto allo scopo di consentire al trapassato un destino beato rispetto alla sua rinascita nel nostro mondo (metensomatosi), rinascita che conserverà, sempre e comunque, un destino di sofferenzaCfr., tra gli altri, Giovanni Pugliese Carratelli, Le lamine orfiche, Milano, Adelphi, 2001, p.17..

Nonostante la segretezza inerente alle dottrine "misteriche" a cui queste lamine fanno riferimento, gli studiosi si sono prodigati per approfondire i contenuti e i riferimenti propri delle lamine rinvenute nei sepolcri giungendo tuttavia a differenti conclusioni: Giovanni Pugliese Carratelli Cfr. Le lamine d'oro orfiche. Istruzioni per il viaggio oltremondano degli iniziati greci. Milano, Adelphi, 2011, pp.17 e sgg., Walter Burkert Cfr. Le laminette auree: da Orfeo a Lampone. Napoli, L'Arte Tipografica, 1975, pp. 81 e sgg., Vincenzo Di Benedetto, Fra Hipponion e Petelia in "La parola del passato" 59, pp. 293-308, 2004. e Radcliffe G. Edmonds, Myths of the Underworld Journey: Plato, Aristophanes, and the Orphic Gold Tablets Cambridge, Cambridge University Press, 2004. ritengono che, seppur in astratto le lamine rinvenute nei sepolcri indichino una conoscenza iniziatica oltremondana, esse non facciano riferimento al medesimo ambito, conservando tra loro notevoli differenze di contenuto. Richard Janko Forgetfulness in the Golden Tablets of Memory, Classical Quarterly 34 (1984) 89–, Reinhold Merkelbach Die goldenen Totenpässe: ägyptisch, orphisch, bakchisch. Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik 128 (1999) 1–13., M.L. West Zum neuen Goldblättchen aus Hipponion, "ZPE" 18, 1975, 229-236 e Alberto Bernabé e Ana Isabel Jiménez San CristóbalInstructions for the Netherworld- The Orphic Gold Tablets. Leiden, Brill, 2008, p.180. ritengono, invece, che si possa parlare di più differenti e parziali testimoni di un'unica versione, archetipo, originale.

La natura "orfica" delle dottrine a cui si richiamano le lamine è stata sostenuta, anche recentemente, da Alberto Bernabé «We maintain that the users of the tablets are Orphic, and we consider it most likely that they attributed the texts from which the tablets derive to Orpheus.», Alberto Bernabé e Ana Isabel Jiménez San Cristóbal, Instructions for the Netherworld- The Orphic Gold Tablets. Leiden, Brill, 2008, p.181., altri studiosi ritengono, ad esempio, di scorgere in alcune di esse una presenza rilevante delle dottrine escatologiche pitagoricheCfr. Giovanni Pugliese Carratelli, Le Lamine d'oro orfiche, Milano, Adelphi, 2001, p. 18. o anche bacchicheCfr. Walter Burkert, Da Omero ai magi. La tradizione orientale nella cultura greca. Venezia, Marsilio, 1999, pp. 62 e sgg..

Alberto Bernabé, sostenitore dell'esistenza di un modello unico e orfico a cui le lamine rinvenute farebbero riferimento, riassume così la sequenza dello stessoCitato in Franco Ferrari, La fonte del cipresso bianco, p. 115-116.: Qualora l'iniziato sia stato purificato nel corpo e nella psyché (anima), la dea Mnemosyne farà in modo che nel trapasso egli si ricordi della sua iniziazione misterica; ma l'iniziato deve ricordare in cosa consista questa sua iniziazione e sapere come comportarsi, ad esempio evitare la fonte d'acqua collocata al lato del cipresso bianco; deve anche ricordarsi di rispondere alle domande dei custodi della seconda fonte, quella da cui sgorga l'acqua del lago di Mnemosyne, di essere "figlio della Terra e del Cielo stellato"; identificazione che gli consentirà di dissetarsi e rinfrescarsi a questa seconda fonte e quindi di potersi avvicinare alla dea Persefone; l'iniziato deve anche ricordarsi di presentarsi alla dea Persefone come "puro tra i puri"; allora potrà percorrere, insieme agli altri bakkhoi, la sacra via che lo condurrà alla vita beata.

Comunque sia si possono, con Giovanni Pugliese Carratelli, suddividere le lamine in più gruppi con caratteristiche simili: I. Un primo gruppo, dove è presente la formula di riconoscimento "Sono figlio/a della Terra e del Cielo stellato" e dove sono presenti due sorgenti, la prima, quella da evitare collocata vicina a un "cipresso bianco", la seconda, alimentata dal lago di Mnemosyne, a cui invece occorre dissetarsi dopo aver risposto con la formula di riconoscimento alle domande dei suoi custodi. A Questo gruppo fanno riferimento le lamine: A 1. Lamina di Hipponion A 2. Lamina di Petelia A 3. Lamina di Pharsalos A 4. Lamina di Entella (?)

Nel sottogruppo B è presente solo la prima fonte e il dialogo con i custodi. B 1-6. Lamine di Creta B 7. Lamina della Tessaglia (?) C 1. Lamina di Roma

II. Un secondo gruppo è costituito dalle lamine dove sono invece invocate alcune divinità infere come Persephone, Euklès, Pluton e Diónysos: A 1-2. Lamine di Thurii B 1-2. Lamine di Thurii (con la presenza della formula "caddi nel latte") B 3. Lamina di Pellinna (con la presenza della formula "caddi nel latte") C 1. Lamina di Eleutherna C 2. Lamina di Pherai

III. Un terzo tipo di lamina sembra avere caratteristiche "magiche" ed è comunque di difficile interpretazione: 1. Lamina di Thurii

Esempi di lamine orfiche con immagini, testo in greco e traduzione

Note

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