Biografia
Radoje Domanović nacque nel villaggio di Ovsište, nella Serbia Centrale, figlio di un insegnante e imprenditore del luogo, Miloš Domanović, e di Persida Cukić, discendente di Pavle Cukić, uno dei comandanti militari della Prima e Seconda rivolta serba. Egli trascorse l’infanzia nel villaggio di Jarušice, nei pressi di Kragujevac, dove frequentò la scuola elementare. Si diplomò alla scuola media di Kragujevac e alla Facoltà di Filosofia all’Università di Belgrado, dove aveva studiato lingua e storia serba.Vučenov, Dimitrije: Radoje Domanović: Život, doba i geneza dela (Rad, Belgrade 1959), p. 7-44
Nel 1895, Domanović ebbe il suo primo impiego, un posto di insegnante a Pirot, nella Serbia meridionale, regione liberata solo di recente dall’Impero ottomano. A Pirot incontrò Jaša Prodanović (1867–1948), insegnante e attivista che lo aiutò a dare forma alle sue idee politiche. Qui incontrò anche la sua futura moglie, Natalija Raketić (1875–1939), una modesta insegnante di Sremski Karlovci, che lo sosterrà per tutta la sua breve e turbolenta esistenza, e dalla quale avrà tre figli.
Fin da quando aderì al Partito Radicale del Popolo all’opposizione, entrò in contrasto con il regime della dinastia Obrenović, e venne trasferito a Vranje verso la fine del 1895, e quindi nel 1896 fu trasferito di nuovo a Leskovac. Anche la carriera di scrittore di Domanović iniziò durante l’epoca in cui insegnava, pubblicando il suo primo racconto realistico nel 1895. Dopo la sua prima apparizione pubblica contro il governo nel 1898, sia lui che sua moglie vennero licenziati dal pubblico servizio, e Domanović si trasferì con la famiglia a Belgrado.Vučenov, Dimitrije: Radoje Domanović: Život, doba i geneza dela (Rad, Belgrade 1959), p. 45-69
A Belgrado egli cominciò a lavorare con i colleghi scrittori al settimanale “Zvezda” (Stella) e al quotidiano politico d’opposizione “Odjek” (Eco). A questo punto iniziò a scrivere e pubblicare le sue prime storie satiriche, come “Demone” e “Abolizione delle passioni”. La fame di Radoje giunse con la pubblicazione delle sue storie più famose, “Condottiero” (1901) e “Serviglia” (1902) nel quale attacca e mette a nudo apertamente l’ipocrisia e le fallacie del regime.Vučenov, Dimitrije: Radoje Domanović: Život, doba i geneza dela (Rad, Belgrade 1959), p. 70-122
In seguito al colpo di stato che pose fine al regno di Aleksandar Obrenović nel 1903, al culmine della popolarità, Domanović ricevette un posto di scrivano al Ministero per l’Educazione, e il nuovo governo gli consentì di andare in Germania per un anno di specializzazione, che egli trascorse a Monaco. Tornato in Serbia, Radoje si ritrovò deluso dall’assenza di ogni reale mutamente nella società. Egli diede vita al proprio settimanale politico, “Serviglia”, nel quale continuò a criticare le debolezze della nuova democrazia, ma i suoi scritti non avevano più la forza e l’ispirazione di un tempo.Vučenov, Dimitrije: Radoje Domanović: Život, doba i geneza dela (Rad, Belgrade 1959), p. 123-153
Radoje Domanović si spense mezz’ora dopo la mezzanotte del 17 Agosto 1908, all’età di trentacinque anni, dopo una lunga lotta contro la pneumonia cronica e la tubercolosi. Venne sepolto nel nuovo cimitero di Belgrado. Le sue restanti opere inedite andarono perdute durante la prima guerra mondiale.Vučenov, Dimitrije: Radoje Domanović: Život, doba i geneza dela (Rad, Belgrade 1959), p. 154-175
Opere Alcune delle opere più famose di Radoje Domanović comprendono:
Abolizione delle passioni, 1899 Condottiero, 1901 Kraljević Marko tra i Serbi per la seconda volta, 1901 Mar morto, 1902 Marchio, 1899 Ragionamento di un comune bue serbo, 1902 Rivolta moderna, 1902 Serviglia, 1902
Le storie “Condottiero”, “Marchio” e “Ragionamento di un comune bue serbo” sono state tradotte in italiano da Walter Taurisano per il Progetto “Radoje Domanović”.Progetto “Radoje Domanović”, https://domanovic.org/foreign-languages/italiano/
Note
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