Union Army (anche Northern Army o Federal Army) indicava le forze armate terrestri dell'Unione, o Federazione, o più brevemente Nord, nel corso della guerra di secessione statunitense, che lo vide contrapposto a quello della CSA (Confederate States of America), o Confederazione.

Storia La formazione

Allo scoppio della Guerra di secessione americana nell'aprile del 1861, l'Esercito statunitense consisteva di 10 reggimenti di fanteria, quattro di artiglieria, due di cavalleria, due di dragoni e uno di fanteria montata. Questi reggimenti avevano ampi vuoti. Delle 197 compagnie dell'esercito, 179 presidiavano 79 avamposti isolati nel West e le rimanenti 18 erano di guarnigione a Est del fiume Mississippi, la maggioranza lungo il confine canadese e lungo la costa atlantica. La forza effettiva era di soli 16.000 uomini, anche perché numerosi soldati e alcuni ufficiali originari degli stati del Sud, il cosiddetto Dixieland, avevano già rassegnato le proprie dimissioni e raggiunto il nuovo esercito confederato (o sudista).

Con la secessione degli Stati del Sud e la drastica diminuzione di volontari nelle forze armate di terra, il Presidente Abraham Lincoln chiese agli Stati dell'Unione di arruolare 75.000 uomini per tre mesi per porre fine all'insurrezione del Sud. La guerra avrebbe dimostrato di essere più lunga e più grave di quanto ognuno si sarebbe potuto aspettare e il 22 luglio 1861, il Congresso autorizzò la levata di un esercito volontario di 500.000 uomini. Fu proprio questa chiamata federale alle armi che incitò quattro nuovi Stati del Sud a secedere, rafforzando la Confederazione che così contò undici Stati.

Da principio, alla chiamata di volontari risposero più volentieri i patrioti del Nord, gli abolizionisti e anche entusiasti immigrati che si arruolarono nella speranza di una paga stabile e di razioni alimentari. Più di 10.000 tedeschi degli Stati di New York e della Pennsylvania immediatamente risposero all'appello di Lincoln e i francesi furono fra coloro che più celermente si arruolarono. Numerosi e ancora oggi tra i più celebri furono i volontari Irlandesi, sia immigrati economici, sia esuli politici, che costituirono intere Brigate su base etnica, alcuni mossi anche dalla volontà di forgiarsi all'arte della guerra in vista di futuri scontri sul suolo natio, e che malauguratamente dovettero battersi contro formazioni di conterranei schieratisi con pari entusiasmo con la CSA.

Quanto più ci fu necessità di ulteriori arruolamenti, tanto più decrebbe il numero di entusiasti volontari, crescendo viceversa la consapevolezza che la guerra sarebbe stata lunga e particolarmente cruenta, visto il numero di caduti e la gravità dei feriti e soprattutto mutilati che giungevano dal fronte. Nondimeno, fra l'aprile 1861 e l'aprile 1865, almeno 2 milioni e mezzo di uomini servirono nell'Esercito dell'Unione, molti dei quali volontari. Ma si ricorse anche alla coscrizione obbligatoria mediante sorteggio. I provvedimenti che consentivano agli abbienti di riscattarsi economicamente dalla medesima pagando il soldo di un altro coscritto portarono nel 1863 a violente rivolte di piazza represse nel sangue.

È un diffuso quanto reiterato errore sostenere che il Sud avrebbe tratto il suo iniziale vantaggio da un ampio esodo di ufficiali di carriera verso l'esercito confederato. Infatti su 824 ufficiali formatisi all'Accademia Militare e rimasti in servizio, solo 296 rassegnarono le proprie dimissioni o furono collocati a riposo e di essi solo 184 raggiunsero le file confederate. Mentre di circa altri 900 ufficiali usciti da West Point e poi tornati alla vita civile (per lo più di famiglia agiata che aveva scelto la formazione militare per censo o tradizione), 114 si fecero reintegrare nell'esercito unionista e solo 99 entrarono in quello confederato. Pertanto il rapporto fra Ufficiali di formazione accademica fu 754 per l'Unione contro 283 per la Confederazione (uno dei dimissionari fu proprio Robert E. Lee, che aveva ricevuto da poco la proposta di comandare l'intero esercito unionista e che accettò invece il comando delle forze della Virginia per "patriottismo virginiano" e successivamente avrebbe comandato tutte le forze armate confederate fino alla fine della guerra).

Il Sud fu semmai avvantaggiato nel reclutare i cadetti di numerose altre Scuole Militari presenti sul suo territorio, come The Citadel e l'Istituto Militare della Virginia (VMI), che sfornarono comunque un numero tutto sommato esiguo di ufficiali.

Unità maggiori dell'esercito unionista L'Esercito dell'Unione fu composto da numerose unità, la maggioranza delle quali divise in Dipartimenti, organizzati geograficamente, e Armate, che assumevano nomi geografici ma che potevano operare su aree più ampie. Ognuna di questa unità maggiori fu di norma comandata da un Maggior generale (Mag. Gen.). Vi fu una tendenza generale a chiamare gli eserciti unionisti facendo riferimento a importanti fiumi o corsi d'acqua presenti nelle rispettive aree operative, sebbene esistano alcune eccezioni, mentre gli eserciti della Confederazione erano in genere chiamati in base agli Stati in cui agivano normalmente, sebbene includessero unità minori che pure portavano nomi geografici in alternativa a quelli del loro comandante. Un esempio la Missouri Irish Brigade, nota anche come Lelly's Brigade, che Brigata non era ma poco più di un battaglione di volontari irlandesi confederati, oggi fonte di confusione per gli appassionati di storia.Alcune delle principali unità furono: Armata del Cumberland Armata del Mississippi Armata dell'Ohio Armata del Potomac, la maggiore sul Fronte Orientale Armata del Tennessee Armata della Virginia Armata della Georgia Armata del Sudovest Dipartimento del Pacifico Dipartimento di Washington L'esercito regolare, un termine che si usa per individuare l'esercito permanente degli U.S.A., fu sovente mescolato a varie unità e formazioni di diverso status dell'Esercito dell'Unione. Questa forza fu abbastanza ridotta rispetto a quella massicciamente costituita dalle forze volontarie che costituivano il grosso dell'Esercito dell'Unione.

Comandanti Numerosi uomini servirono come comandanti in capo dell'Esercito dell'Unione nel corso della sua esistenza: Winfield Scott: 5 luglio 1841 – 1º novembre 1861 George McClellan: 1º novembre 1861 – 11 marzo 1862 Il periodo che va dall'11 marzo 1862 al 23 luglio 1862 fu coperto dal diretto controllo dell'esercito da parte del Presidente Lincoln e del suo Segretario alla Guerra degli Stati Uniti d'America Edwin McMasters Stanton, con l'ausilio di un ufficioso "War Board" che fu istituito il 7 marzo 1862. Il board comprendeva Ethan A. Hitchcock, Presidente, con i responsabili degli Uffici del Ministero della Guerra Lorenzo Thomas, Montgomery C. Meigs, Joseph G. Totten, James W. Ripley e Joseph P. Taylor. Henry Halleck: 23 luglio 1862 – 9 marzo 1864 Ulysses S. Grant: 9 marzo 1864 – 4 marzo 1869

Scott era un veterano anziano della Guerra messico-statunitense e non avrebbe potuto assolvere effettivamente ai suoi doveri. La guerra non andò bene per l'Unione nei primi due anni, e molte persone criticavano l'eccessiva prudenza e la scarsa strategia del successore di Scott, il Mag. Gen. McClellan. McClellan condusse la disastrosa Campagna peninsulare e fu sostituito da Halleck come comandante generale.

Per quanto fosse assai popolare fra i suoi soldati, McClellan fu rilevato dal comando per la sua eccessiva cautela e la sua spigolosa relazione col comandante in capo, il Presidente Lincoln. Halleck arrivò con credenziali di tutto rispetto per i successi conseguiti sul Fronte Occidentale, ma fu più un amministratore che un pianificatore stratega e un comandante.

Ulysses Grant fu il comandante finale dell'Esercito dell'Unione. Era già famoso per le sue vittorie nel West quando era stato promosso Tenente generale e comandante generale dell'Esercito dell'Unione nel marzo 1864. Grant supervisionò l'Armata del Potomac (che formalmente era comandata dal suo subordinato, il Mag. Gen. George G. Meade) per portare il colpo finale da assestare alla Confederazione con numerose dure battaglie decisive in Virginia, riuscendo infine a conquistare la stessa capitale confederata, Richmond, subentrata in tal ruolo a Montgomery.

Egli sviluppò una strategia militare di azioni coordinate e simultanee contro ampie parti delle forze confederate, la più importante delle quali fu la "Marcia verso il mare di Sherman e la Campagna delle Caroline messe in atto da William Tecumseh Sherman oltre alla Campagna della Valle dello Shenandoah (1864) di Philip Henry Sheridan. Queste campagne furono caratterizzate da un'altra strategia messa a punto da Grant: impedire al nemico i rifornimenti con la distruzione su vasta scala delle sue fabbriche e industrie.

Grant ricevette critiche per le atrocità commesse in tali azioni e l'alto numero di caduti e feriti che l'Esercito dell'Unione aveva subito mentre era in carica, ma Lincoln non volle mai rilevarlo dal comando asserendo: «Non posso cambiare quest'uomo. Egli combatte».

La vittoria dell'unione e la fine della guerra I diplomatici sudisti tentarono di negoziare la pace o anche di giungere a una resa condizionata già da Gettysburg nel luglio 1863, ma i capi Nordisti non raccolsero l'invito. L'opinione prevalente fra i responsabili nordisti fu che per l'Esercito dell'Unione ogni alternativa allo sconfiggere sul campo quello della Confederazione sarebbe stata un fallimento e avrebbe lasciato adito alla ripresa di un futuro conflitto.

Le vittorie decisive di Grant consentirono di ottenere da Lee e dalla sua Armata della Virginia Settentrionale la resa ufficiale ed incondizionata ad Appomattox Court House il 9 aprile 1865 (i giornali del Nord soprannominarono U. S. Grant "Unconditional Surrender" Grant). Malgrado vi fossero altre Armate confederate che dovevano ancora arrendersi nelle settimane successive, come quella di Joseph E. Johnston in Carolina del Nord, questa data è nondimeno il simbolo della fine della più sanguinosa guerra mai combattuta dagli statunitensi nella loro storia, come della fine dell'esperienza degli Stati Confederati d'America e dell'inizio del lentissimo e - dopo la morte di Lincoln - assai poco generoso processo di Ricostruzione che con le sue modalità punitive e persino persecutorie dei vinti lasciò un lunghissimo strascico di odio verso gli Yankee e di desiderio di rivalsa e creò il substrato per la nascita dei movimenti suprematisti bianchi (quali il Ku Klux Klan) e in seguito la segregazione razziale protrattasi di fatto per oltre un secolo.

Motivazioni

Amministrazione

Organizzazione L'esercito terrestre dell'Unione era diviso in armate che prendevano spesso il nome dai fiumi dell'area in cui operavano, come Armata del Potomac, Armata del James o Armata del Tennessee.

Grandi Unità Armata - Contava vari Corpi d'Armata ed era comandata da un maggior generale. Corpo d'Armata – contava da 12 000 a 14 000 uomini, composto in media da tre divisioni, ed era comandato da un generale. Divisione – Contava da 3 000 a 7 000 uomini, composta in media da 3 brigate, ed era comandata da un generale. Brigata – Contava da 800 a 1 700 uomini, composta in media da 4 reggimenti, ed era comandata da un brigadier generale. Reggimento – Contava da 350 a 400 uomini, composto in media da 10 compagnie, ed era comandato da un colonnello. Compagnia – Contava da 34 a 40 uomini ed era comandata da un capitano. Ranghi e gradi Struttura dei ranghi degli ufficialiTenente generaleMaggior generaleBrigadier generaleColonnelloTenente colonnelloMaggioreCapitanoPrimo tenenteSecondo tenente

Il colore dei gradi dei sottoufficiali cambiava a seconda del tipo di unità. Azzurro: fanteria Rosso: artiglieria Oro: cavalleria

Struttura dei ranghi dei sottoufficiali Sergente maggiore Sergente quartiermastro Sergente d'ordinanza Primo sergente Sergente Caporale Musicista Soldato Nessuna insegna Nessuna insegna

Uniforme