Lo Sport Lisboa e Benfica, meglio noto più semplicemente come Benfica (), o nella forma sua italianizzata di Benfica Lisbona, è una società polisportiva portoghese con sede nella capitale Lisbona, nella freguesia di São Domingos de Benfica. Attiva in numerose discipline, è nota a livello internazionale principalmente per la sua sezione calcistica, la cui è una delle più prolifiche d’Europa, che milita nella massima divisione portoghese, dalla quale non è mai retrocessa.

Gioca le partite casalinghe allo stadio dello sport di Lisbona e Benfica, noto in modo ufficioso come Estádio da Luz, letteralmente "stadio della luce", soprannominato a Catedral, "la Cattedrale".

Il Benfica è la squadra portoghese più titolata in ambito nazionale, avendo vinto 38 titoli nazionali, 26 coppe nazionali, 8 coppe di Lega, e 10 supercoppe nazionali. A livello internazionale ha raggiunto 7 finali di Coppa dei Campioni, vincendo le prime 2 in stagioni consecutive nel 1960-1961 e 1961-1962, i primi successi in assoluto di una squadra portoghese in una competizione confederale. Ha inoltre vinto una Coppa Latina e ha partecipato a 2 edizioni della Coppa Intercontinentale oltre a 3 finali di Coppa UEFA-Europa League, uscendone, però, sempre sconfitta.

Molti calciatori importanti hanno vestito la maglia del Benfica, ma probabilmente il più famoso è Eusébio, vincitore di molti premi tra cui il Pallone d'oro 1965 e due Scarpe d'oro, nonché capocannoniere in molte competizioni; il club ha invece conquistato gran parte della sua fama internazionale negli anni sessanta, vincendo le due Coppe dei Campioni e partecipando ad altre tre finali della manifestazione; tuttavia negli anni settanta, precisamente tra il 1971 e il 1973, il Benfica ha stabilito il record europeo di vittorie consecutive in campionato, con ventinove partite vinte di seguito.

A livello sportivo il club vive intensi rapporti di rivalità sia con lo , squadra concittadina, che con il , squadra con cui gioca il cosiddetto Clássico; le tre squadre sono le tre grandi (Os Três Grandes) del calcio portoghese.

Storia Dalla fondazione agli anni cinquanta

Il 28 febbraio 1904 viene fondato a Lisbona lo Sport Lisboa, che adotta come colori sociali il rosso e il bianco, il simbolo dell'aquila, e il motto, E pluribus unum. Tra i fondatori c'è Cosme Damião, che sarà ricordato come uno dei principali artefici della nascita del Benfica, oltre che il suo primo allenatore. Poco dopo, il 26 luglio 1906, nasce un altro club, il Grupo Sport Benfica; questo ha una ruota di bicicletta nel simbolo in quanto è dedito principalmente al ciclismo. Lo Sport Lisboa e Benfica nasce nel 1908 in seguito alla fusione di queste due società: il nuovo sodalizio prende dallo Sport Lisboa la data di fondazione, i colori ed il motto, mentre il simbolo diviene quello attuale, con l'aquila, lo scudo bianco-rosso e la ruota di bicicletta. Negli anni a seguire al club vengono aggiunte altre sezioni, che diventa così una polisportiva.

La neonata squadra non può far altro che partecipare al campionato regionale, non esistendo ancora in Portogallo un torneo calcistico nazionale. Ottiene la prima vittoria nella competizione nel 1910, ma nel tempo i successi diventeranno dieci. Nel 1927 si registra la prima partecipazione al Campeonato de Portugal, che è l'antenato dell'odierna Taça de Portugal: la squadra si ferma alla semifinale, ma in seguito vince questa manifestazione per tre volte, nel 1930, nel 1931 e nel 1935.

Finalmente, nel 1934 nasce l'attuale campionato nazionale: il Benfica si classifica subito al terzo posto, ma il primo titolo arriva già nella stagione successiva. Questo accade sotto la guida dell'ungherese Lippo Hertzka, che vince anche i due campionati seguenti e che rimane fino al 1939. Viene quindi sostituito dal suo connazionale János Biri, che conquista tre Taça de Portugal ed altrettanti scudetti. Centra inoltre il primo double nel 1942-1943, quando Julinho è capocannoniere. Il 3 maggio 1949, invece, gli Encarnados sono l'ultimo avversario del Grande Torino: la partita, un'amichevole il cui incasso viene devoluto in beneficenza, si gioca a Lisbona per celebrare l'addio al calcio del capitano Francisco Ferreira. Finisce 4-3 per i padroni di casa, ma il giorno successivo, sulla via del ritorno, l'aereo dei granata si schianta contro il muraglione del terrapieno posteriore della Basilica di Superga, causando la morte di tutte le persone che si trovano a bordo. Dopo la tragedia, nacque un forte legame d'amicizia tra le due squadre.

Gli anni cinquanta si aprono con il primo trofeo internazionale vinto da una squadra portoghese, la Coppa Latina, conquistata dopo aver sconfitto la in semifinale e il in finale. In panchina c'è Ted Smith, mentre in campo figurano tra gli altri Arsénio Duarte e Rogério Lantres de Carvalho. La squadra vince poco dopo anche il settimo titolo, il primo del dopoguerra, mentre le tre successive annate portano altrettante Coppe nazionali.

Il Benfica torna al successo nella Primeira Divisão 1954-1955, oltretutto centrando il secondo double, in quella che è la prima stagione disputata nel nuovo stadio, l'Estádio da Luz. È la prima col nuovo allenatore, Otto Glória, che promuove una modernizzazione della struttura del club. Nuova accoppiata campionato e Coppa nell'annata successiva, quando i lusitani arrivano nuovamente alla finale della Coppa Latina: sono però qui sconfitti dal . Il club partecipa per la prima volta alla neonata Coppa dei Campioni nell'edizione 1957-1958, tuttavia viene subito eliminato dal .

Il decennio d'oro: gli anni sessanta

Il nuovo decennio comincia con la conquista del decimo titolo; in panchina c'è nuovamente un allenatore magiaro, Béla Guttmann, che aveva appena vinto il campionato con i rivali del . Il Benfica, nelle cui file figurano Costa Pereira, Mário João, Ângelo, Mário Coluna, Domiciano Cavém e José Águas, partecipa alla Coppa dei Campioni 1960-1961. Qui, anche grazie ai gol del capocannoniere Águas, riesce ad arrivare piuttosto agevolmente alla finale, che si disputa il 31 maggio 1961 a Berna. Ad attenderli c'è il di László Kubala, Sándor Kocsis e Luis Suárez, che viene sconfitto per 3-2: arriva così il primo prestigioso trofeo, che nelle cinque precedenti edizioni era sempre stato vinto dal . La stagione si chiude con l'undicesimo titolo.

L'annata successiva non si apre nel migliore dei modi per il club, che viene battuto dal nella Coppa Intercontinentale: pur sconfiggendo gli uruguaiani per 1-0 a Lisbona perde per 5-0 nel ritorno a Montevideo. Nulla è comunque perduto, perché in base al regolamento dell'epoca è necessario disputare una partita di spareggio. Questa si tiene il 19 settembre 1961 sempre nello Stadio del Centenario, ma termina 2-1 in favore dei sudamericani. L'unico gol dei lusitani viene segnato da un giovane talento mozambicano entrato in rosa nella stagione precedente, anche se fino a quel momento poco utilizzato: Eusébio.

Il club partecipa poi alla Coppa dei Campioni 1961-1962 da campione in carica, e raggiunge per il secondo anno consecutivo la finale. La partita si gioca il 2 maggio 1962 ad Amsterdam contro il Real Madrid di Alfredo Di Stéfano, Ferenc Puskás e Francisco Gento, ma non inizia bene per i portoghesi, che sono già sotto 2-0 alla metà della prima frazione di gioco. Pur riuscendo inizialmente a pareggiare, le squadre vanno tuttavia negli spogliatoi con i madrileni in vantaggio per 3-2. Tutto cambia però nella ripresa: i rossi segnano infatti tre gol, che consentono loro di vincere l'incontro per 5-3 e di conseguenza di mettere in bacheca il secondo trofeo consecutivo. A questo punto Guttmann chiede un premio alla dirigenza, che però si rifiuta di concederglielo. Pare che nell'abbandonare la società il tecnico avrebbe lanciato una sorta di maledizione: "Da qui a cento anni nessuna squadra portoghese sarà due volte campione d'Europa e il Benfica senza di me non vincerà mai una Coppa dei Campioni".

Nel 1962-1963 viene ingaggiato l'allenatore cileno Fernando Riera e gli Encarnados partecipano ad un'altra edizione della Coppa Intercontinentale. Gli avversari sono questa volta i brasiliani del , che, trascinati da Pelé, vincono entrambe le partite, aggiudicandosi il trofeo. In ambito continentale, invece, la squadra lusitana partecipa alla Coppa dei Campioni come detentrice del trofeo e raggiunge per il terzo anno consecutivo la finale. In questa occasione il Benfica incontra a Londra il di Nereo Rocco: pur portandosi presto in vantaggio con un gol di Eusébio, subisce la doppietta di José Altafini nel secondo tempo. La stagione si chiude comunque con la conquista del dodicesimo titolo. Nel 1963-1964 c'è in panchina Lajos Czeizler e i rossi, pur venendo presto eliminati in Coppa dei Campioni, hanno comunque la soddisfazione di segnare ben 103 gol in campionato e di centrare il quarto double. Quarta finale in cinque anni al termine della Coppa dei Campioni 1964-1965, con Elek Schwartz al comando, che viene raggiunta anche grazie ai gol dei due capocannonieri Eusébio e José Augusto Torres. A Milano però c'è l' di Helenio Herrera, a cui basta un gol di Jair sul finire del primo tempo per sollevare la coppa. Arriva però il quattordicesimo titolo, che garantisce ai lusitani la partecipazione alla Coppa dei Campioni 1965-1966: qui Eusébio è nuovamente capocannoniere, ma gli Encarnados vengono eliminati nei quarti di finale. In questa stagione ci sono da registrare sia il ritorno di Guttmann in panchina che il Pallone d'oro conferito a Eusébio, tuttavia il Benfica arriva secondo in campionato, quindi nell'annata successiva si trova a partecipare per la prima e unica volta alla Coppa delle Fiere. Si disputa anche il , nel quale la nazionale portoghese raggiunge quello che è ad oggi il suo miglior traguardo: il terzo posto. Sette calciatori militano nel Benfica: Germano, Coluna, António Simões, José Augusto de Almeida, Fernando Cruz e Torres, oltre al capocannoniere mondiale, Eusébio.

Gli Encarnados tornano al successo in campionato nel 1966-1967, ed in panchina c'è nuovamente Riera. In quella successiva invece, sono guidati da Otto Glória e tornano a disputare la Coppa dei Campioni. In quest'edizione eliminano la in semifinale, prima di raggiungere per la quinta volta la finale. Nuovo viaggio a Londra, questa volta per affrontare il : i tempi regolamentari si chiudono sull'1-1, ma nei supplementari gli inglesi segnano tre gol. Nonostante ciò, al termine dell'anno il Benfica viene nominata Miglior squadra europea dalla rivista France Football, mentre Eusébio, capocannoniere sia in campionato che in Coppa dei Campioni, è anche il miglior marcatore europeo; gli viene quindi assegnata la prima Scarpa d'oro. Il decennio si chiude sotto la gestione di Glória, con la conquista del quinto double nel 1968-1969 e l'esordio di Nené e di Humberto Coelho.

Successi nazionali (1970-1994)