La rètina è la membrana del bulbo oculare interno, adibita alla suddivisione in punti immagine, alla valutazione della luminosità e alla discriminazione dei colori delle immagini refratte dall'ottica dell'occhio (cornea, umor acqueo, cristallino e umor vitreo). Formata dalle cellule recettori, coni e bastoncelli, è responsabile della trasformazione da energia luminosa in potenziale elettrico (impulsi neurali) incanalato tramite il nervo ottico a quella parte del cervello predisposta alla visione (o percezione visiva).
Secondo alcuni studiosi, la retina è parte stessa del cervello, e non un organo esterno.
Vascolarizzazione e innervazione
Nella retina sono presenti due dispositivi vascolari indipendenti fra loro e posti nelle facce interne ed esterne: il sistema dell'arteria centrale della retina e il sistema coriocapillare.
Sistema dell'arteria centrale della retina L'arteria centrale della retina entra nel bulbo oculare attraverso la papilla ottica e si divide subito in quattro rami che direttisi alla periferia si ramificano ulteriormente senza anastomizzare fra loro. I capillari sono formati da cellule endoteliali uniti da giunzioni molto strette poggianti su una membrana basale e ricoperti da periciti..
Il drenaggio venoso avviene attraverso quattro rami che convergono alla papilla confluendo nella vena centrale della retina.
Nel complesso il sistema dell'arteria centrale della retina è deputato all'irrorazione delle cellule gangliari e bipolari e dello strato delle fibre nervose.
Sistema coriocapillare Le arterie ciliari posteriori formano un anello arterioso (o cerchio arterioso o anello di Haller) intorno alla porzione intrabulbare del nervo ottico.., decorrono radialmente e terminano quasi subito in capillari dal lume ampio e dalle pareti lasse.
Il drenaggio venoso avviene grazie alle vene vorticose.
Nel complesso è deputato all'irrorazione dell'epitelio pigmentato e dei fotorecettori.
Drenaggio linfatico Il drenaggio linfatico si costituisce in spazi perivascolari, che comunicano con gli spazi delle meningi encefaliche dove poi la linfa si riversa..
Struttura
La retina umana presenta uno spessore variabile da un massimo di circa 0,4 mm, della parte centrale opposta alla pupilla dell'iride., fino a 0,1 mm nella parte più marginale, vicino al corpo ciliare. Nel suo complesso, riveste quasi l'intero bulbo oculare interno, coprendo circa 270° della sezione, benché il campo visivo angolare sia mediamente di soli 160° (per singolo occhio).
La retina è considerata come una estroflessione del diencefalo e viene divisa in tre porzioni: la parte ottica (applicata alla coroide), la parte ciliare (aderente al corpo ciliare) e la parte iridea. Di queste, le componenti ciliare e iridea formano la retina cieca che, sprovvista di recettori, aderisce alle due strutture ed è di natura esclusivamente epiteliale. Solo la parte ottica, quindi, possiede i fotorecettori e, lungo il suo spessore, è suddivisibile in due foglietti: lo strato delle cellule pigmentate (esterno)È bene ricordare che nella descrizione dell'occhio si usa interno per le formazioni più vicine al centro della sfera del bulbo oculare ed esterno per quelle alla periferia. In questo modo, quindi, il corpo vitreo è posto internamente alla retina, mentre la cornea è esterna al cristallino. e la porzione nervosa (interna).
Nella retina è possibile distinguere tre regioni: lora serrata: è il limite fra la parte ottica e ciliare della retina, è localizzata 6–7 mm dietro la cornea ed è il punto in cui la retina cambia la struttura assottigliandosi.; la papilla ottica: è il punto di convergenza delle fibre nervose per la formazione del nervo ottico ed anche il punto di emergenza dei vasi retinici, presentando al suo centro una depressione nota come escavazione fisiologica; la macula lutea: è una regione leggermente ellittica nel polo posteriore dell'occhio per il cui centro passa l'asse visivo dell'occhio (ovvero la direzione dei raggi luminosi), tale centro è noto come fovea o fovea centralis ed è la regione della visione distinta.
Strati retinici
La retina è costituita da una serie di dieci strati sovrapposti:
Strato dell'epitelio pigmentato - cellule epiteliali aderenti alla membrana basale della coroide; Strato dei fotorecettori o dei coni e dei bastoncelli - dove sono presenti i coni e i bastoncelli; Membrana limitante esterna - membrana che separa il fotorecettore con il corpo cellulare dello stesso; Strato dei granuli esterno o nucleare esterno - corpo cellulare dei coni e bastoncelli; Strato plessiforme esterno - dove il pedicello dei coni/bastoncelli contrae sinapsi con la cellula bipolare; Strato dei granuli interno o nucleare interno - corpo cellulare delle cellule bipolari; Strato plessiforme interno - dove la cellula bipolare contrae sinapsi con le cellule multipolari; Strato delle cellule multipolari - corpi cellulari delle cellule multipolari; Strato delle fibre nervose - in cui decorrono le fibre nervose orizzontalmente del nervo ottico; Membrana limitante interna - membrana di appoggio a contatto internamente col corpo vitreo;
Strato dell'epitelio pigmentato Questo strato, il più esterno, è formato da cellule epiteliali che aderiscono alla coroide e che contengono la fuscina, un pigmento scuro. Di forma esagonale, inviano sottili espansioni ricche di microvilli fra i coni e i bastoncelli con il compito di fagocitare le membrane dei dischi più esterni, garantendo un rinnovamento delle strutture recettoriali che vengono poi riformate per gemmazione interna..
Strato dei fotorecettori
Lo strato dei fotorecettori, come dice il nome, è costituito (in buona parte) da cellule recettori della luce (fotoni); queste sono diversamente sensibili alle radiazioni luminose, e vengono distinte in coni e bastoncelli. Tali cellule sono così chiamate per la forma del loro segmento esterno, detto anche articolo e che occupa proprio questo strato.
Sono presenti tre tipi di coni, con pigmenti sensibili a tre diverse bande di frequenza (o lung. d'onda in nm) della radiazione elettromagnetica, corrispondenti al giallo (cono-L ~ 580 nm), al verde (cono-M ~ 530 nm) e al indaco (cono-S ~ 440 nm), più spesso indicati/semplificati come rosso, verde e blu, necessari a discriminare i colori nelle condizioni di luce diurna (visione fotopica), più un unico tipo di bastoncelli con presenza di rodopsina, molto più sensibili alla luce rispetto ai coni, ma senza spettro colorimetrico (visione in bianco e nero), nonostante l'assorbenza specifica alle frequenze blu-verdi (~ 480 nm), tipiche della visione scotopica. Entrambi i recettori rimangono in funzione contemporanea in quelle particolari condizioni di luminosità crepuscolare, descritti con valori medi di luminanza tra circa 6 e 0,01 Cd/m2 (o nei limiti, fra 20 e 0,001 Cd/m2).
Così, la visione diurna è maggiormente sensibile alle frequenze della percezione giallo-verde – ovvero, quelle radiazioni con lunghezza d'onda centrate per convenzione a 550 - 555 nm, riferita all'insieme dei coni L e M – mentre i coni S (indaco o blu-violetto) sono invece dislocati in modo omogeneo su tutta la restante superficie retinica, circondati e distanziati da gruppi di bastoncelli (mediamente tra 6 e 20 circa); ma dei tre coni, gli S sembrano portare un contributo inferiore per ciò che riguarda l'intensità del segnale luminoso. La distribuzione e densità dei recettori è piuttosto caratteristica (come si vede nella figura a fianco); nel complesso i bastoncelli risultano essere in quantità di circa 10-25 volte tanto i coni (bastoncelli = 75-150 milioni, coni = 6-7 milioni circa). La disposizione dei bastoncelli vede il picco massimo di densità in un anello che circonda la fovea a circa 18° rispetto il centro 0° (a ~ 5 mm di raggio dal centro foveale), zona che definisce anche l'angolo tipico della visione distolta (tra 8° e 16°); mentre nelle vicinanze dell'ora serrata si assiste ad una naturale e progressiva diminuzione del numero di bastoncelli.
Tutti i recettori sono disposti perpendicolarmente alla membrana limitante esterna e rivolgono la loro estremità libera allo strato dell'epitelio pigmentato (rivolti verso l'esterno, dal centro del bulbo oculare): i bastoncelli arrivano a contatto con le cellule, mentre i coni no. Fra la membrana limitante esterna e lo strato epiteliale è compreso l'articolo esterno, conico o cilindrico, formato da dischi di reticolo endoplasmatico impilato, presente solo nei coni (non nei bastoncelli) che sono in continuità con la membrana plasmatica cellulare. Oltre la membrana limitante l'articolo esterno continua con un ciglio, costituito dalla classica formazione a nove coppie di microtubuli, che termina in un centriolo (formato da nove gruppi di tre tubuli ciascuno detto ellissoide) presente nel segmento o articolo interno a cui fa seguito una zona detta mioide, povera di mitocondri, ma ricca di reticolo endoplasmatico e apparato di Golgi. Tale articolo è poi collegato al corpo del recettore tramite la fibra esterna, meglio evidente nei bastoncelli. Il corpo continua con la fibra interna, che termina con la sinapsi.
Membrana limitante esterna Le giunzioni presenti tra le fibre esterne dei recettori e con le espansioni terminali delle cellule di Müller formano la membrana limitante esterna, che separa gli articoli interni dai corpi cellulari delle cellule recettoriali. È sottile e regolare..
Strato dei granuli esterni Tale strato è formato dai corpi cellulari delle cellule recettoriali, separati dai prolungamenti lamellari delle cellule di Müller. Ha uno spessore di 30-40 µm.
Strato plessiforme esterno Lo strato plessiforme è formato da un intreccio di sottili fibre che decorrono in vari sensi. All'interno si trovano le estremità finali delle fibre interne delle cellule recettoriali con i loro i rigonfiamenti terminali (sferule nei bastoncelli e pedicelli nei coni) e quelli delle cellule bipolari, le espansioni delle cellule orizzontali e cellule di Müller che attraversano. Qui sono presenti le sinapsi tra i recettori con le loro fibre interne, gli assoni esterni delle cellule bipolari e le espansioni di quelle orizzontali che formano, in genere, delle triadi nelle quali ciascuna fibra interna recettoriale entra in contatto con il suo rigonfiamento terminale con le espansioni di due cellule orizzontali diverse e un assone di una cellula bipolare.
Strato dei granuli interni
Lo strato dei granuli interni è formato dai pirenofori delle cellule bipolari, orizzontali, di Müller e amacrine.
Strato plessiforme interno È formato da un intreccio delle fibre interne delle cellule bipolari, gangliari e amacrine. È costituita da tre bande che, dall'esterno all'interno, sono (tra parentesi il tipo di sinapsi): serie di sinapsi fra le cellule bipolari dei coni e le cellule multipolari (off); serie di sinapsi fra le cellule bipolari dei coni e le cellule multipolari (on); serie di sinapsi fra le cellule bipolari dei bastoncelli e le cellule multipolari (off), detta anche stria dei bastoncelli..
Strato delle cellule multipolari Tale strato è formato dai pirenofori delle cellule multipolari i cui dendriti si impegnano nello strato plessiforme interno, mentre gli assoni entrano nella costituzione del nervo ottico. È possibile trovare anche corpo ed espansione di astrociti e alcuni prolungamenti delle cellule di Müller.
Strato delle fibre nervose Questo strato, come dice il nome, è formato da fibre nervose che nascono dalle cellule gangliari.. Nella parte anteriore della parte ottica è molto sottile e si inspessisce fino ad arrivare a 20 µm di spessore in prossimità della papilla la quale accoglie al suo centro le fibre provenienti dalle regioni più periferiche e nella periferia quelle provenienti da porzioni più vicine. Le fibre seguono una direzione meridiana che diviene concentrica vicino alla macula.
Membrana limitante interna