Origini familiari Giovanni, come riportano gli Anales de la Corona de Aragon, Volume 2 era il figlio primogenito del re di Aragona, di Valencia, di Maiorca, di Sardegna e di Corsica e Conte di Barcellona e delle altre contee catalane Pietro IV il Cerimonioso e della sua terza moglie, Eleonora di Sicilia, che era la figlia terzogenita (la femmina primogenita) del re di Trinacria, Pietro II, quarto re della dinastia aragonese-sicula, e di Elisabetta di Carinzia. Pietro IV il Cerimonioso, secondo la Cronaca piniatenseLa Cronaca piniatense è una cronaca storiografica, voluta dal re d'Aragona, Pietro IV, del regno di Aragona, dalle sue origini comitali sino alla Corona d'Aragona (1336, morte di Alfonso IV di Aragona) era il figlio maschio secondogenito del re d'Aragona, di Valencia e di Sardegna e Corsica, conte di Barcellona, di Urgell, di Empúries e delle altre contee catalane, Alfonso il Benigno e della sua prima moglie, la contessa di Urgell, Teresa di Entenza, che come ci viene confermato dal testamento del padre, era figlia di Gombaldo di Entenza, barone di Entenza (la baronia di Entenza comprendeva una parte di territorio situato tra l'Aragona ed il Sobrarbe) e signore d'Alcolea e di Chiva e dell'erede della contea di Urgell, la baronessa di Antillón, Constanza di Antillón cartulari Xestalgar, doc. 10, pagg. 123 - 142.

Biografia Giovanni I nacque il 27 dicembre 1350 a Perpignano, nella provincia di Rossiglione che, a quel tempo, apparteneva all'Aragona, e, dal padre, Pietro IV, fu subito dichiarato erede al trono col titolo di duca di Gerona, poiché dei figli della prima moglie, Maria di Navarra, erano rimaste in vita solo due femmine.

Secondo il Diccionario biográfico español, Real Academia de la Historia, nel 1364 il padre lo nominò Luogotenente Generale del Regno #ES Diccionario biográfico español, Real Academia de la Historia - Juan I de Aragón.

Nel 1370, il 30 maggio, suo padre, Pietro IV, secondo do il documento n° 2 delle Memorias de la Real Academia de buenas letras de Barcelona, tomo VI, lo dichiarava emancipato #ES Memorias de la Real Academia de buenas letras de Barcelona, tomo VI, doc. 2, pagg. 316 e 317.

Nello stesso anno, il padre gli organizzò il fidanzamento con Giovanna di Francia (1351-1371), figlia postuma del re di Francia, Filippo VI e di Bianca di Navarra. Il contratto di fidanzamento, tra Giovanni, duca di Gerona e Giovanna fu siglato a Parigi, il 16 luglio 1370, in presenza del re di Francia Carlo V, come riporta la Chronique des règnes de Jean II et de Charles V. Giovanna morì l'anno dopo, a Béziers (Rossiglione), il 16 settembre, mentre si recava in Aragona per incontrare il promesso sposo, Giovanni, che, alla notizia dell'infermità di Giovanna, si recò ad incontrarla e dopo la di lei morte si ritirò in Perpignano, portando il lutto per tre mesi. Giovanna fu inumata nella cattedrale di Béziers.

Giovanni, come riporta lo storico, Pròsper de Bofarull, dopo un matrimonio per interposta persona a Lautrec il 6 marzo 1372 #ES Los condes de Barcelona vindicados, Tomo II, pag. 286, si sposò, il 24 giugno 1373, a Barcellona con Marta di Armagnac #ES Las dinastías reales de España en la Edad Media, pag. 171 (dopo il 1347Marta nacque dopo il 18 febbraio 1347, data in cui suo padre, Giovanni I, redasse un primo testamento in cui Marta non è nominata, mentre in un secondo testamento, datato 5 aprile 1373, Marta (Mathe filie nostre) viene citata.-1378), che, sia secondo i Documens historiques et généalogiques sur les familles et les hommes remarquables du Rouergue, che secondo Pierre de Guibours, detto Père Anselme de Sainte-Marie o più brevemente Père Anselme, era la figlia ultimogenita del Conte di Rodez, conte d'ArmagnacLa Contea d'Armagnac occupava un territorio corrispondente alla quasi totalità dell'attuale dipartimento di Gers ed una parte delle Landes. e di Fezensac e visconte di LomagneLa Lomagne è un territorio nel nord-est della Guascogna, sulla sponda sinistra della Garonna e d'Auvillar, Giovanni I (1306 -† 1373) e della contessa di Charolais, Beatrice di Clermont(gennaio 1311 - Rodez 25 agosto 1364).

Sua madre, Eleonora, secondo gli Anales de la Corona de Aragon, Volume 2, morì a Barcellona, dopo aver redatto un testamento, dove chiedeva di essere sepolta nel Monastero di Santa Maria di Poblet e dove designava erede dei suoi possedimenti il figlio, fratello di Giovanni, Martino, mentre Pròsper de Bofarull riporta che morì a Lleida, nella casa del vescovo, il 20 aprile 1375, e che il testamento fu redatto a Barcellona il 12 giugno 1374. Suo padre, Pietro IV, dopo essere rimasto vedovo, in data 20 aprile, come da documento nº 126 de La muerte en la Casa Real de Aragón comunicò la notizia della morte di Eleonora ai notabili ed ai prelati del regno, e, dopo due anni e mezzo, si risposò, per l'ultima e quarta volta, con la discendente di una famiglia di piccola nobiltà, Sibilla di Fortià.

Rimasto vedovo, nel 1378 (Marta morì a Saragozza, il 23 ottobre #ES Memorias de la Real Academia de buenas letras de Barcelona, tomo VI, pag. 301, com conferma il documento nº 36 #ES Memorias de la Real Academia de buenas letras de Barcelona, tomo VI, carta num. 36 pagg. 336 e 337), il padre, Pietro IV, che aveva l'obiettivo di estendere i domini della Corona d'Aragona anche sulla Sicilia, lo spinse a sposare la regina di Trinacria, Maria di Sicilia, affinché non sposasse il duca di Milano, Giangaleazzo Visconti; ma Giovanni rifiutò #ES Los condes de Barcelona vindicados, Tomo II, pag. 288.

Il 2 febbraio 1380, come riporta Las Dinastías Reales de España en la Edad Media, Giovanni sposò, in seconde nozze, a Montpellier, Iolanda di Bar (1365-1431), che, secondo l'estratto della Histoire Latine du Roy Charles VI, datato 1404 della Histoire généalogique de la maison royale de Dreux (Paris), Luxembourg, Preuves de l'histoire de la maison de Bar-le Duc era la figlia femmina quartogenita del marchese di Pont-à-Mousson e duca di Bar, Roberto I e della moglie, Marie di Valois, figlia di Giovanni II di Francia e di Bona di Lussemburgo, quindi sorella del re di Francia, Carlo V. L'impegno di matrimonio era stato redatto il 15 novembre 1379<name=Bofarull/>.

La moglie, Iolanda, non ebbe un buon rapporto con il suocero, ma soprattutto con la suocera, l'ultima moglie di Pietro IV, Sibilla di Fortià (1350-1406), come riporta The queens of Aragon.

Giovanni assieme al padre e al fratello, Martino il Vecchio (Dominum Regem patrem nostrum…infantem Johannem ducem Gerunde et comitem Cervarie fratrem nostrum et…infantem Martinum fratrem nostrum) sono nominati esecutori, nel testamento della sorellastra, Giovanna (Infantissa Johanna…Petri…Regis Aragonum filia, consorsque…domini Johannis comitis Impuriarum), datato 12 agosto 1384, dove, oltre a citare i due figli, Pietro e Giovanni (Petrum filium nostrum…Johanni filio nostro), chiede di essere sepolta nel Monastero di Santa Maria di Poblet (in Monasterio Poupuleti).

Suo padre, Pietro IV morì, a Barcellona, il 5 gennaio 1387, e fu tumulato nel Monastero di Santa Maria di Poblet e Giovanni il Cacciatore, come viene riportato dagli Anales de la Corona de Aragon, Volume 2, gli succedette come Giovanni I, Re di Aragona, di Valencia, di Sardegna e di Maiorca, re titolare di Corsica, Conte di Barcellona e delle contee catalane.

Per quanto concerne lo Scisma d'Occidente Giovanni confermò la decisione presa da Pietro IV, l'anno prima, che dopo una seria inchiesta, durata oltre sei anni, non riteneva valida l'elezione di papa Urbano VI, e quindi continuò a sostenere il papa avignonese (Clemente VII)Guillaume Mollat, I papa di Avignone il grande scisma, in Storia del mondo medievale, vol. VI, 1999, pag. 554.

Sempre nel 1387 Giovanni si alleò anche con la Castiglia, e confermò nel 1388 un trattato con il Regno di Navarra che stabiliva i confini fra i due regni.

Durante il suo regno Giovanni I abbandonò la politica anglofila di Pietro IV e stipulò un'alleanza con il Regno di Francia nel 1387, e in questa ottica promise in matrimonio la figlia Iolanda, di circa tre anni a Luigi II d'Angiò, duca d'Angiò, conte di Provenza e temporaneamente re di Napoli (il matrimonio fu poi celebrato ad Arles, in Provenza, nel 1400) #ES Los condes de Barcelona vindicados, Tomo II, pag. 289.

Siccome, dopo la morte del padre, aveva privato di tutte le rendite la vedova di Pietro, Sibilla di Fortià, che quando le condizioni di salute del marito erano peggiorate, per paura della eventuale ritorsione dei figliastri, Giovanni e Martino, era fuggita dalla corte e si era rifugiata a Sant Martí Sarroca. I parenti di Sibilla, tra cui il conte di Empuries, si ribellarono e si allearono al conte di Armagnac, Giovanni III, che inviò delle truppe a invadere la Catalogna. Nell'1389-1390 l'attacco si verificò verso l'Alt Empordà e arrivò sino a Gerona. Nel 1390 gli invasori furono sconfitti dalle truppe aragonesi comandate dall'Infante don Martin, il fratello del re e futuro re. Sibilla, che era stata catturata, fu privata anche della libertà e rinchiusa nel castello di Montcada, per aver abbandonato il re, suo marito, in gravi condizioni di salute, ma, grazie all'intercessione del papa di Avignone, Clemente VII, la cui causa Sibilla aveva difeso, Sibilla ricevette un trattamento generoso: rinunciò ai beni che Pietro IV il cerimonioso le aveva concesso e in cambio ottenne una pensione annua di 20.000 soldi per Sibilla.

Tra il 1388 e il 1390 Giovanni I perse via via tutte le terre dei Ducati di Atene e Neopatria, in Grecia.

Nel 1391, come riporta La web de las biografias si verificò un'ondata di sollevazioni antisemite in Aragona, contemporaneamente ad altre nel regno di Castiglia, che portò ad assaltare i rioni degli Ebrei in diverse città, Gerona, Barcellona, Valencia, Perpignano, Palma di Maiorca, Lleida e altre, dove gli Ebrei furono uccisi o obbligati a una conversione forzata. Gli artefici degli attacchi agli Ebrei furono perseguiti e condannati alla pena capitale.

Nel 1391, dopo il matrimonio tra suo nipote, Martino, il figlio di don Martin che si chiamava come il padre, e Maria di Sicilia, dovette aiutare la giovane coppia a rientrare in Sicilia per essere incoronati re di Sicilia. Soffocata, nel 1392, la rivolta di parte della popolazione guidata dalla famiglia Alagona, che era contraria al matrimonio aragonese, Maria e Martino furono incoronati nella cattedrale di Palermo.

Durante il regno di Giovanni, dopo la pace del 1388si ebbero problemi anche in Sardegna, che faceva parte della corona d'Aragona, a partire dal regno di Giacomo II; la rivolta era guidata dalla giudichessa, Eleonora d'Arborea e dal marito Brancaleone Doria, che dal loro feudo cercarono di scacciare gli aragonesi dall'isola. Nel 1392 don Martin organizzò un spedizione per la Sardegna ma dovette dirottarla in Sicilia, per aiutare il figlio Martino e la regina, Maria.

Giovanni I fu il protettore della cultura di Barcellona con un certo gusto per la poesia artefatta. Nel 1393 stabilì il Concistoro di Barcellona o Giochi floreali, per imitare quelli di Tolosa.

Il regno di Giovanni I fu caratterizzato da inefficienza e corruzione, dettato dal suo disinteresse per il governo e le questioni importanti.

Giovanni morì il 19 maggio 1396, improvvisamente, per una caduta da cavallo, in una foresta vicino a Foixà (Gerona), durante una battuta di caccia, che era stata la sua passione per tutta la vita; era una caccia ai lupi e Giovanni spirò circa un'ora dopo essere caduto e fu inumato nel Monastero di Santa Maria di Poblet. Alla sua morte, gli erano sopravvissute solo due figlie, e quindi non lasciando eredi maschi, gli succedette suo fratello minore Martino, salito al trono come Martino I, che dovette combattere contro Matteo di Foix-Béarn, conte di Foix e visconte di Béarn e di Castelbon, che si era proposto come pretendente in quanto marito di Giovanna d'Aragona, la figlia maggiore di Giovanni.

Discendenza Giovanni ebbe figli sia da Marta che da Iolanda.:

da Marta ebbe cinque figli: