Il Sultanato di Sulu Dar al-Islam (Jawi: سلطنة سولو دار الإسلام) fu un sultanato tausūg islamico che governò sulle isole del mar di Sulu, nelle Filippine meridionali e in diversi luoghi nel Borneo settentrionale dal 1457 al 1917. Il sultanato fu fondato nel 1457 dall'esploratore arabo Johore e dallo studioso di religione Sayyid Abu Bakr Abiri dopo aver creato un insediamento a Banua Buansa Ummah (Umma è un termine arabo per comunità). Dopo il matrimonio di Abu Bakr e la principessa locale dayang-dayang Paramisuli, egli fondò il sultanato e assunse il titolo di Paduka Mahasari Maulana al-Sultan Sharif ul-Hāshim. Oggi, l'istanza su chi sia il legittimo sultano di Sulu è disputata da diversi rami delle famiglie reali, sebbene la linea di successione ricade sul ramo Kiram della famiglia reale dal 1863 Jamalul (Agdam) Alam-Kiram.

Storia

Economia

Società Nella società del Sultanato di Sulu, la nobiltà si poteva ottenere solamente tramite legami sanguinei, in un sistema ereditario chiuso.

Esistevano due classi reali: Il titolo di Datu (o susultanun) era acquisito esclusivamente per lignaggio, detenuto da tutti i membri maschi della casata insieme a quello di "Sua Altezza Reale"; i membri adottati dalla casa reale di Sulu erano designati come "Sua Altezza". Le loro consorti detenevano automaticamente il titolo di Dayangdayang (principessa di primo grado), e quelle dei membri adottati adottavano anch'esse il titolo di "Sua Altezza". Il Datu Sadja era un titolo nobiliare a vita, e insieme alle loro consorti potevano essere chiamati "Sua Eccellenza". Poteva essere acquisito confermandoo i titoli (gullal) presso l'intermediario del sultano; il gullal veniva conferito ai cittadini comuni che avevano compiuto imprese o servizi eccezionali nell'adempimento del loro dovere, dimostrando valori come saggezza o coraggio.

I Maharlika, o popolani, non avevano alcuna ascendenza reale, ma le sottoclassi superiori ricoprivano ruoli amministrativi: Wakil Kesultanan - rappresentante regionale al di fuori del sultanato Panglima - rappresentante regionale all'interno del sultanato Parkasa - aiutante in campo del rappresentante regionale all'interno del sultanato Laksaman - rappresentante subregionale all'interno del sultanato

Tutti questi individui ricoprivano il titolo nobiliare Tuan direttamente correlato alla carica, seguito dal grado della carica ricoperta, dal nome, dal cognome e dalla regione. Le donne che ricevevano tali cariche venivano chiamate Sitti, sempre direttamente collegato alla carica e sempre seguito dallo stesso ordine di nomi.

Gran parte della società Sulu, al pari del sultanato di Maguindanao, era composta da bisaya (o banyaga), schiavi catturati durante le incursioni o acquistati nei mercati. Si stima che negli anni '50 circa metà della popolazione di Sulu fosse composta da schiavi bisaya e dominasse l'economia locale. Erano trattati per la maggior parte come cittadini comuni, con case di proprietà, e si occupavano della coltivazione di campi e della pesca per conto della nobiltà; ogni tentativo di fuga era però severamente punito, e un gran numero di schiavi veniva venuduto a schiavisti europei, cinesi, e di Makassar e Bugis nelle Indie Orientali Olandesi.

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Note

Voci correlate Sultanato di Maguindanao Sultanato di Malacca

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