Biografia Figlio del luganese Tommaso di Bartolomeo, nacque nella Valle di Lugano o a Vicenza, ove lavorò con il padre, che si era trasferito da Padova intorno al 1475, e con il fratello maggiore Vincenzo come valente lapicida. Registrato sin dal 1494 nella matricola dei muratori e scalpellini vicentini, nel 1505 aveva già lavorato con il padre nel duomo di Vicenza e in altre importanti fabbriche cittadine. È documentato a Vicenza fino al 1509, dopo di che non se ne hanno più notizie per oltre due anni.
Richiamato dallo stimolante clima artistico che regnava nello Stato Pontificio, nel 1512 aprì bottega a Spello, trasferendosi insieme a vari familiari e lavorando ancora con il padre (deceduto probabilmente nel 1516) e il fratello. Qui mantenne proficui e prolungati contatti con i Baglioni (vicari apostolici e signori di Spello e Bettona), in particolare con Giampaolo Baglioni e la sorella Lucrezia, e con i canonici della collegiata di santa Maria Maggiore, che gli commissionarono subito il monumentale ciborio, terminato nel 1515 anche con la collaborazione di Girolamo Pittoni e significativo punto di partenza per altre opere in Umbria.Canuti, p.26
Contribuì, secondo alcune fonti, ma non tutte documentate, ai lavori del Tempio di Santa Maria della Consolazione di Todi (1515), del portale della Collegiata di Santa Maria Maggiore di Collescipoli presso Terni (1515), del Duomo di San Lorenzo di Perugia (1519), del Tempio dell'Annunziata e del palazzo ducale di Camerino e in altri siti ancora.
Realizzò a Trevi un importante altare nella chiesa di Sant'Emiliano (1521-1525), considerata la sua opera più celebre e ammirata dopo il ciborio di Spello. Dal 1515 è presente anche ad Assisi e a Bettona e nella direzione dei lavori della Cattedrale di San Feliciano, del nuovo Ospedale detto di San Giovanni Battista della Pietà, della Chiesa di Sant'Agostino e di altri edifici di Foligno, città ove dimorò ed ebbe un laboratorio per vari anni a partire dal 1519, e nella quale è documentato anche come ingegnere idraulico, esperto della tarsia lignea e di pittura.
Nel 1525-1526 disegnò il progetto per il Santuario della Madonna di Mongiovino presso Panicale (famoso per un prodigio avvenutovi) dandogli un'impronta manieristica; la costruzione venne poi terminata da altri artisti, per quanto concerne la cupola, il campanile e la ricca decorazione interna, ed affidata ai pittori fiamminghi Pomarancio e a Orazio Alfani.Canuti, p.27
È menzionato a Spello fino all'estate del 1527, nel gennaio del 1529 risulta già deceduto, forse a causa della peste. Ebbe tre figli da tale Girolama da Vicenza, ossia Vigilanza, Francesco e Gaspare, il secondo dei quali intraprese il lavoro paterno, ma con meno successo.
Note
Bibliografia A. Bonaca, L'altare di Mastro Rocco da Vicenza nella chiesa di S. Emiliano in Trevi, Perugia 1934 F. Canuti, Il Santuario di Mongiovino. Monumento nazionale, Perugia 1954. R. Cevese-E. Reato, La chiesa e il mausoleo di San Rocco in Vicenza, Vicenza 1996. S. Felicetti, Il tabernacolo della cappella del Sacramento nella chiesa di San Lorenzo in Spello, in "Bollettino storico città di Foligno", 1999/2000.
Rocco da Vicenza 'scientificus et ingeniosus magister' nell'Umbria del primo Cinquecento, a cura di G. Benazzi, Foligno 2025.
Voci correlate Manierismo
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