Rimasta l'unica discendente diretta di suo nonno Roberto d'Angiò, con un atto anticonvenzionale, venne da lui nominata sua erede legittima a fronte di numerosi altri parenti maschili. Per far fronte alle pretese sul trono del Regno di Napoli vantate dal ramo ungherese degli angioini, Giovanna venne fatta sposare giovanissima al lontano cugino Andrea d'Ungheria, riunificando la dinastia. Alla morte del nonno, nel 1343, Giovanna divenne di fatto una delle prime regine regnanti d'Europa..

I primi anni di regno furono caratterizzati da una serie di intrighi orditi dai suoi famigliari, che tentarono di avvicinarsi al potere: tra di loro vi era pure il marito Andrea, che non le riconosceva il diritto di governare autonomamente. I tentativi di Papa Clemente VI di placare la situazione non sortirono gli effetti sperati e, nel 1345, Andrea fu ucciso in una congiura di cui Giovanna fu accusata di essere l'istigatrice. I famigliari della regina sfruttarono l'occasione per far giustiziare alcuni suoi fedeli sospettati di omicidio.

Con il pretesto di vendicare la morte del fratello minore e appropriarsi della Corona, Luigi I d'Ungheria invase il Regno di Napoli. Nel frattempo risposatasi con il cugino Luigi di Taranto, Giovanna riparò ad Avignone presso Clemente VI, dove affrontò un processo per omicidio dal quale venne assolta. Entrati nelle grazie del pontefice, Giovanna e Luigi intrapresero la riconquista del Regno, già flagellato come il resto d'Europa dalla peste nera, che si concluse vittoriosamente nel 1350.

I dissidi coniugali insorti nel mentre, si conclusero con una presa di potere da parte di Luigi e del siniscalco Niccolò Acciaiuoli, che obbligarono Giovanna ad acconsentire all'incoronazione del marito ed a cedergli di fatto il governo (1352). L'allontanamento dalla vita pubblica durò fino alla morte di Luigi (1362), ma l'inettitudine di quest'ultimo nel far fronte alla nuova politica di grandezza a cui Acciaiuoli ambiva per il Regno, servì a Giovanna per conquistare ancor di più il favore dell'opinione pubblica..

Dal 1362, supportata prima da Acciaiuoli e da Niccolò Spinelli poi, la sovrana iniziò il suo governo indipendente, dal quale escluse categoricamente i suoi ultimi due mariti: Giacomo IV di Maiorca e Ottone di Brunswick-Grubenhagen. In politica interna, Giovanna sostenne le imprese locali, creò nuove industrie, ridusse il crimine e combatté le compagnie di ventura, promuovendo così un periodo di pace nel Regno, che venne favorito anche dalla scomparsa della maggior parte dei suoi turbolenti famigliari.

Sul piano internazionale, Giovanna si impose come referente principale per la Santa Sede nelle guerre del papato contro i Visconti e Firenze e promuovendo il ritorno del papato a Roma. Per queste buone relazioni Papa Urbano V la premiò con la Rosa d'oro nel 1368, divenendo la prima donna nella storia ad ottenere tale onorificenza, mentre nel 1372, grazie a Papa Gregorio XI, Giovanna concluse la secolare contesa della Sicilia con gli aragonesi (iniziata con i Vespri siciliani), riconoscendo il regno di Trinacria come stato vassallo al Regno di Napoli (trattato di Avignone).

Con l'ascesa di Papa Urbano VI che le si rivelò ostile, la situazione politica di Giovanna entrò in crisi. Dopo vari ripensamenti, riconobbe l'Antipapa Clemente VII, dando inizio allo Scisma d'Occidente. Scomunicata dal papa avversario, Giovanna fronteggiò l'invasione del nipote Carlo di Durazzo, che Urbano VI aveva incoronato come nuovo re di Napoli. Infine arresasi al nipote, venne deposta e imprigionata nel castello di Muro Lucano, dove fu probabilmente fatta assassinare.

Biografia Giovinezza Infanzia ed educazione Non sono noti con esattezza la data e il luogo di nascita di Giovanna. È stato ipotizzato che possa essere nata nel dicembre 1325, come terzogenita o quartogenita di Carlo di Calabria, primogenito di Roberto d'Angiò re di Napoli, e di Maria di Valois, sorella di Filippo VI di Francia. Lo storico Donato Acciaiuoli avrebbe riferito che fosse nata a Firenze, forse durante il viaggio dei suoi genitori verso la città., di cui il padre era stato nominato «signore». Nel giro di due anni sarebbe rimasta l'unica figlia della coppiaNel 1328, morirono la sorellastra maggiore Maria, figlia del primo matrimonio del duca di Calabria, e un'altra sorella maggiore anch'essa di nome Maria. Nel 1325 era nata e morta la sorella Eloisa, mentre suo fratello maggiore Carlo Martello era morto ad appena otto giorni di vita nell'aprile 1327..

La famiglia tornò a Napoli, data la discesa in Italia di Ludovico il Bavaro, con cui i regnanti di Napoli erano in guerra. Nel novembre 1328, suo padre Carlo morì inaspettatamente, lasciando la moglie incinta, che l'anno successivo dette alla luce un'altra figlia, battezzata Maria.; . La madre di Giovanna morì nel 1332 durante un pellegrinaggio, lasciando orfane le due bambine..

A quel punto furono le due donne più influenti della corteStando a Giovanni Boccaccio, re Roberto non prendeva decisioni senza il consenso delle due donne. Cfr. . a prendersi cura delle orfane: Sancha di Maiorca, seconda moglie di Roberto, e Filippa da Catania, nutrice delle bambine. Protettrice dei francescani spirituali e fervente cattolica, Sancha avrebbe voluto diventare una clarissa, ma il pontefice aveva rifiutato di annullare il suo matrimonio con Roberto.: la sua forte devozione e la sua protezione verso gli ordini religiosi sarebbero state un modello per Giovanna.. Filippa divenne invece una sorta di seconda madre per le due sorelle.

Cresciuta nella colta e raffinata corte di suo nonno Roberto, apparentemente Giovanna non ricevette alcuna educazione formale o, se la ebbe fu poco accurata, dato che i documenti angioini non riportano i nomi dei suoi istitutori.. Probabilmente studiò i libri presenti nella biblioteca reale, in cui erano presenti gli scritti di Tito Livio, Paolo da Perugia, San Gregorio e Marco Polo.

Sembra comunque che raggiunta l'età adulta sia stata capace di esprimersi in latino, come dimostrano sue lettere rimasteContrapponendosi alla tesi di , che riteneva Giovanna un'illetterata perché definitasi «una donna e poco istruita nelle lettere tanto da essere frequentemente ingannata» in una lettera a papa Clemente VI nel 1346, secondo sarebbe una frase retorica. sostiene che pure Sancha di Maiorca si era definita in maniera analoga ed era in grado di scrivere, perciò ritiene che Giovanna sapesse fare altrettanto. Il latino non pulito presente nelle lettere della regina indicherebbe che l'avesse scritte di suo pugno., in francese, in italiano e in provenzale; .. Secondo il cronista Domenico da Gravina, Giovanna e Maria erano state «informate di ogni arte e virtù dal medesimo Signore Re Roberto e dalla Regina Sancia»..

Un'eredità contestata Il 4 dicembre 1330, superati gli scrupoli iniziali«Caduta è la Corona dal capo nostro», avrebbe commentato Roberto d'Angiò alla morte del figlio Carlo. Cfr. , re Roberto nominò sue eredi legittime le nipoti Giovanna e Maria durante una cerimonia ufficiale a Castel Nuovo.. Tale scelta portò a numerose rimostranze tra i parenti maschi della famiglia reale, che potevano aspirare al trono.

Nonostante fosse stato proprio il capostipite Carlo I d'Angiò a farsi esplicitamente riconoscere dalla Santa Sede (di cui il «Regno» era vassalloLa consuetudine risaliva al 1130, quando Papa Innocenzo II aveva incoronato Ruggero il Normanno «re di Sicilia». Da quel momento i pontefici erano pesantemente intervenuti negli affari di stato del «Regno», come erano definiti i territori dell'Italia meridionale, influenzando le decisioni dei vari sovrani in base ai tornaconti della Santa Sede. Cfr. .) l'eventualità di un'eredità per linea femminile, la nomina di Giovanna portò alla luce numerose contraddizioni: lo stesso Carlo I aveva stabilito che un'eventuale «regina regnante» avrebbe dovuto sposarsi e governare con il marito., mentre nel testamento di Carlo II era sancito che le contee di Provenza, di Forcalquier e Piemonte potessero essere ereditate e governate solo da maschi..

Vi era poi il precedente di Filippo VI, zio materno di Giovanna, che era stato recentemente proclamato re di Francia attraverso un'arbitraria interpretazione della legge salica, in modo da escludere la discendenza per linea femminile dal tronoLa legge salica era infatti una legge consuetudinaria che regolava le eredità in ambito privato e non riguardava affatto il principio di sovranità, né i fondamenti di diritto pubblico. Cfr. . Gli apologisti dei Valois iniziarono un'opera di convincimento secondo cui le donne fossero inadatte per natura a governare. Cfr. . In Francia ciò venne attuato per evitare che Edoardo III d'Inghilterra, figlio di Isabella di Francia e nipote di Filippo IV di Francia, ereditasse anche la Corona francese. Il sovrano inglese reclamando comunque i diritti materni, scatenò la guerra dei cento anni.. Sfruttando ciò, Carlo I d'Ungheria, che nel 1296 era stato «diseredato» della Corona di Napoli a favore di suo zio RobertoRe Carlo II, padre di Roberto d'Angiò, aveva maneggiato affinché il primogenito Carlo Martello d'Angiò ottenesse la Corona di Ungheria, vantando i diritti di sua madre Maria d'Ungheria. Dato che il secondogenito Ludovico aveva preso la strada clericale (sarà proclamato santo nel 1317), in accordo con papa Bonifacio VIII, la Corona del «Regno» fu destinata al terzogenito Roberto e alla sua discendenza. Cfr. , la reclamò nuovamente per sé..

Vi erano inoltre le ambizioni degli altri due fratelli minori di Roberto, il principe Filippo di Taranto, e il duca Giovanni di Durazzo e le loro rispettive famiglie.. Se il duca di Durazzo e la moglie Agnese di Périgord (sorella dell'influente cardinale di Talleyrand-Périgord) accettarono di riconoscerla come futura regina, sperando che uno dei loro figli potesse sposarlaIl 30 novembre, i duchi di Durazzo e i baroni del «Regno» resero omaggio a Giovanna durante una cerimonia ufficiale. Cfr. ., il principe di Taranto con la moglie Caterina di Valois rifiutarono di riconoscere Giovanna come legittima erede, in particolare dei territori provenzali sui quali avanzarono diritti..

Accordi matrimoniali Carlo I d'Ungheria presentò un accordo matrimoniale, chiedendo la mano di Giovanna per uno dei suoi figliOltre all'accordo matrimoniale tra i suoi figli e le nipoti di re Roberto, Carlo I chiese al pontefice di riavere i due feudi che suo padre possedeva nel «Regno»: il Principato di Salerno e l'Honor Montis Sancti Angeli Cfr. .. Per anni papa Giovanni XXII aveva ignorato le richieste di re Carlo, ma il sostegno di Roberto ai francescani spirituali (che il Papa considerava eretici) e la sua negligenza nel pagare il tributo annuale alla Santa Sede diedero origine a tensioni tra Napoli e il Papato.. Il papa sostenne il progetto ed esortò Roberto ad accettare. La vedova Caterina di Valois osteggiò gli accordi, rivolgendosi al fratellastro Filippo VI di Francia per bloccarli, proponendo i propri figli (Roberto e Luigi di Taranto) come possibili mariti per Giovanna e Maria. Il pontefice fu risoluto e il 30 giugno 1331 emise una bolla in cui ordinava che Giovanna e la sorella dovessero sposare i figli del re d'Ungheria.. Durante i negoziati, Carlo I decise che sarebbe stato il suo secondogenito Andrea a sposare GiovannaInizialmente Carlo I aveva designato il primogenito Luigi come marito di Giovanna, mentre suo fratello minore Andrea sarebbe subentrato al suo posto in caso di sua morte prematura. Durante i negoziati però Carlo I cambiò idea e decise di destinare Andrea a Giovanna. Cfr. ..